Draghi (Warcraft)

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I draghi sono una razza immaginaria dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. Vengono introdotti in Warcraft II: Tides of Darkness, e la loro storia viene molto sviluppata nel videogioco World of Warcraft e in altro materiale della serie di Warcraft, come fumetti e romanzi. Sono fra le creature più potenti di Azeroth, e sono dotati di una spiccata intelligenza.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I draghi dell'universo di Warcraft sono chiaramente ispirati ai draghi della letteratura fantastica classica. Diversamente da quelli di altre ambientazioni, i draghi di Warcraft non hanno la caratteristica di accumulare tesori, come invece fanno ad esempio quelli di Dungeons & Dragons, né di rapire fanciulle, mentre solo alcuni sono in grado di sputare fiamme. Sono divisi in stormi, di cui cinque principali caratterizzati da diversi colori (rosso, verde, blu, nero e bronzo)[1], ed altri stormi inferiori di aspetto anche più distante dagli altri. Ognuno dei cinque stormi principali è dominato da un Aspetto, ovvero un drago che ha il dominio su qualche aspetto della realtà di Azeroth[1]. I draghi sono molto più intelligenti delle razze mortali, hanno un proprio linguaggio (il draconico), e ogni stormo di draghi ha i propri segreti ed aderisce a differenti ideologie[1], mentre dal punto di vista puramente anatomico i membri dei cinque stormi sono molto simili fra di loro, con minime differenze[1].

I draghi raggiungono la maturità entro cento anni dalla nascita[1]. In World of Warcraft cuccioli di drago vengono chiamati "draghetti" (whelp, che significa appunto "cucciolo", "piccolo", whelpling). Con l'aumentare dell'età i draghi vengono classificati progressivamente come "drachi" (drake, nome alternativo per indicare i draghi della tradizione classica; in World of Warcraft indica un drago giovane che, come il whelp, ha l'abitudine di volare e non posarsi a terra), "draghi" (dragon; in World of Warcraft indica un drago adulto) e "dragoni" (wyrm, forma inglese arcaica per indicare un drago, che in World of Warcraft denota un esemplare molto anziano e potente). La morte di un drago, a causa della sua profonda connessione con il mondo stesso, non passa mai inosservata, soprattutto agli altri draghi, e può causare anche disastri naturali[1].

Forma mortale[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristica importante dei draghi è quella di essere mutaforma: essi sono infatti in grado di assumere una "forma mortale", ovvero camuffarsi da un membro di una delle altre razze di Warcraft, per poter agire tra di esse con più comodità. Una delle forme più diffuse in origine era quella di elfo della notte, che è tuttora quella più usata da gran parte dello stormo verde. Gli altri stormi hanno preso col tempo ad utilizzare altri aspetti, in primis quello di alti elfi (molto usato da parte dello stormo rosso e in parte dagli stormi blu, bronzeo e verde) e quello di umano (quasi l'unico utilizzato dallo stormo nero e condiviso anche dagli stormi blu e bronzeo). Altri aspetti utilizzati sono quello di gnomo, goblin, elfo del sangue e mezzelfo.

Mentre sono nella loro forma mortale, i draghi occasionalmente abbreviano o cambiano il loro vero nome, che suonerebbe altrimenti troppo alieno alla cultura della razza di cui assumono l'aspetto. Esempi di questo comportamento sono:

  • Chromie, aspetto da gnoma della bronzea Chronormu
  • Kalec, forma mezzelfa del drago blu Kalecgos
  • Krasus, alter ego elfo alto del drago rosso Korialastrasz
  • Mordenai, forma da elfo alto del drago alafatua Mordenaku
  • Rhea, aspetto da goblin della rossa Rheastrasza
  • Tyry, aspetto da elfa alta della blu Tyrygosa
  • Lord Daval Prestor, alter ego umano del signore dei draghi neri Alamorte
  • Lady Katrana Prestor, aspetto da umana della figlia di Alamorte, Onyxia
  • Lord Victor Nefarius, alter ego umano del figlio di Alamorte, Nefarian
  • Lady Sinestra, aspetto da elfa del sangue di Sintharia, consorte di Alamorte

Draconidi e dragobestie[modifica | modifica wikitesto]

Gli stormi di draghi non sono composti solamente dai draghi stessi, ma anche dalle dragobestie (o "progenie di drago", dragonspawn). Queste creature non sono discendenti diretti dai draghi, ma da creature umanoidi che i draghi hanno trasformato[2]; la trasformazione non è volontaria, bensì pare che i draghi adeschino e trasformino i mortali di loro iniziativa (ecco perché la progenie di drago di numero maggiore è quella nera)[3]. Le progenie di drago sono delle creature con un'impostazione corporea simile a quella dei centauri, ovvero con la metà inferiore del corpo quadrupede, dotata di una lunga coda, con un torso umanoide, entrambi con fattezze rettili, e testa da drago[4]. Generalmente i loro ranghi si suddividono in tre categorie: dragonoidi (o "dragonidi", wyrmkin), fiammilingui (flametongue) e malascaglie (o "flagelli di scaglie", scalebane)[5]. I primi servono da fanteria e truppe d'assalto, mentre fiammilingui e flagelli di scaglie possono occasionalmente diventare incantatori[5]. Il colore delle progenie di drago è lo stesso di quello dello stormo di cui fanno parte, così come gli obiettivi e gli ideali[4].

In World of Warcraft esiste un altro genere di progenie di drago, i cui membri sono chiamati draconidi (drakonid, da non confondersi con i dragonoidi), che sono invece umanoidi bipedi, sempre con fattezze rettili. A differenza delle dragobestie tutti gli Stormi hanno dei draconidi, il che lascia pensare che alcuni hanno giurato fedeltà al rispettivo Stormo entrando a farne parte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e la concessione dei poteri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aspetti Draconici.

I draghi furono fra le prime forme di vita intelligenti a comparire su Azeroth. In World of Warcraft: Wrath of the Lich King è stato rivelato che tutti i draghi hanno un progenitore comune, un immenso proto-drago chiamato Galakrond[6][7], dal quale gli stessi Aspetti furono creati[6], i cui resti riposano attualmente a Dracombra. I diretti discendenti di Galakrond erano chiamati "proto-draghi"[7]; i proto-draghi sono probabilmente discesi dai draghi elementali[8]. Secondo alcuni resoconti, dai proto-draghi i Titani crearono i cinque principali stormi[7], ovvero rossi, blu, verdi, neri e bronzei. In altri casi, viene suggerito che i draghi si siano evoluti indipendentemente dai Titani, e che in origine gli stormi fossero più numerosi, di diversi colori; col tempo, solo i cinque principali sarebbero rimasti.

Quando i Titani decisero che era giunto il momento di lasciare Azeroth al suo destino, infusero nei capi dei cinque stormi il dominio sui diversi aspetti del mondo, così che vegliassero sull'ordine di Azeroth. Questi cinque draghi divennero noti come Aspetti Draconici:

I vari stormi presero così a lavorare attivamente per mantenere stabile il nuovo mondo di Azeroth, diventando così una presenza costante, in special modo i rossi, i blu e i neri (bronzei e verdi, avendo domini più "occulti", non erano una visione così frequente come gli altri)[7]. I cinque Aspetti erano soliti ritrovarsi in una grande stanza, detta appunto Stanza degli Aspetti, situata sotto al Tempio della Lega dei Draghi (a Dracombra), per prendere le decisioni[7]. L'assemblea dei cinque stormi è detta Lega dei Draghi.

La Guerra degli Antichi[modifica | modifica wikitesto]

Quando ebbe inizio la Guerra degli Antichi, dapprima i draghi non si preoccuparono eccessivamente, mantenendo lo stesso comportamento, del resto, che avevano avuto durante la guerra fra i troll e gli aqir[7]. Solo più tardi, gli Aspetti Draconici si resero conto che la situazione era più grave di quanto si aspettassero.

Neltharion, l'Aspetto Draconico della Terra, propose così agli altri quattro (fra cui Saridormi in vece di Nozdormu, che era impegnato a combattere gli Dei Antichi che stavano cercando di modificare la continiutà del tempo) di creare un potente manufatto infuso dei poteri di tutti e cinque gli stormi[13]. In realtà, Neltharion era stato condotto alla follia dagli Dei Antichi intrappolati nel sottosuolo di Azeroth: ingannò gli altri Aspetti facendo donare parte del loro potere per il manufatto, che chiamò Anima dei Draghi, ma non donò il potere dei draghi neri[13]. Il manufatto era magicamente schermato, così essi non si accorsero dell'inganno né intuirono il suo scopo[10]. Poi, quando i draghi si decisero ad agire per terminare la guerra in corso, Neltharion usò l'Anima dei Draghi per sterminare allo stesso modo sia i demoni della Legione Infuocata che - con sommo orrore degli altri Aspetti - gli elfi della notte e i loro alleati[10]. Quando i draghi verdi, rossi, blu e bronzei tentarono di fermarlo, Neltharion colpì anche loro, uccidendone in gran numero; in particolar modo lo stormo blu di Malygos subì gravissime perdite[10][14], fra cui anche la prima consorte dell'Aspetto Sindragosa[13][14]. L'Anima dei Draghi venne così rinominata Anima dei Demoni, e Neltharion divenne noto come Alamorte (Deathwing)[13].

In seguito alla Frattura[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la sconfitta sia della Legione che di Alamorte, i draghi furono costretti a ritirarsi dopo la fine della guerra, a causa dei pesanti danni subiti[13]. In particolar modo lo stormo blu era stato tragicamente decimato e il suo signore, Malygos, gravemente colpito dall'Anima dei Demoni e col peso della morte dei suoi figli e della sua consorte, si auto-recluse senza dare più notizie di sé[14]. Gli altri draghi passarono gli anni successivi a dare la caccia ai draghi neri e ai demoni rimasti ad Azeroth, ma col loro numero talmente diminuito, non sarebbero più stati in grado di riprendere il controllo su Azeroth che avevano un tempo[13]. Gli Aspetti Alexstrasza, Ysera e Nozdormu, poco dopo la Frattura, crearono l'Albero del Mondo Nordrassil[13], che garantiva l'immortalità agli elfi della notte[11], e l'Anima dei Demoni venne rinchiusa in maniera tale che Alamorte non potesse più servirsene[13]. Si sa che, in un periodo non precisato dopo la Frattura, Malygos creò la grotta di Mazthoril a Fontefredda, a guardia dei poteri magici sottostanti Monte Hyjal[14].

Nel periodo successivo alla Guerra degli Antichi, i draghi verdi sotto il comando di Ysera intervennero per fermare i troll Atal'ai e Hakkari che, nella Palude del Dolore, stavano cercando di evocare il dio del sangue Hakkar, facendo sprofondare il loro Tempio di Atal'Hakkar nella palude.

La Guerra delle Sabbie Mobili[modifica | modifica wikitesto]

Circa mille anni prima della Prima Guerra, gli elfi della notte furono coinvolti in un conflitto contro le orde insettoidi dei qiraji guidate dal Dio Antico C'Thun, che verrà poi ricordato come Guerra delle Sabbie Mobili. Inizialmente i draghi bronzei, convocati da Fandral Elmocervo, rifiutarono di aiutare gli elfi[11], ma ritornarono sui loro passi quando i qiraji, presa Silitus, si espansero prima nel Cratere di Un'Goro e poi a Tanaris, attaccando le Caverne del Tempo[11].

Convocati dallo stormo bronzeo, i draghi rossi, blu e verdi presero parte anch'essi alla guerra, che costò loro diverse perdite, fra cui quella del drago bronzeo Grakkarond[11]. Dopo la fine della guerra, con il sigillamento della barriera che rinchiuse il regno di Ahn'Qiraj, tre draghi rimasero chiusi all'interno: il blu Arygos[14], il rosso Caelastrasz[13] e la verde Merithra[15], rispettivamente figli di Malygos, Alexstrasza e Ysera. Essi vennero liberati oltre mille anni dopo da avventurieri (i giocatori di World of Warcraft).

Anachronos, figlio di Nozdormu, consegnò lo scettro necessario per spezzare la barriera a Fandral[11]: il figlio di questi, però, era stato ucciso dai qiraji per il mancato intervento iniziale dei draghi bronzei e Fandral, offeso e furioso, spezzò lo scettro[11]. Anachronos raccolse i tre pezzi e li consegnò ai draghi Eranikus[15], Vaelastrasz e Azuregos, degli stormi verde, rosso e blu[11].

La Prima e la Seconda Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine della Prima Guerra, il cavaliere della morte Teron Malacarne venne contattato da Alamorte, che in cambio dell'aiuto di alcuni suoi draghi si fece aiutare a trasportare delle uova di drago a Draenor, nelle Montagne Spinaguzza[16][17], dove molte vennero però distrutte dai gronn e dalle forze dell'Alleanza[17]. Le restanti vennero abbandonate al loro destino quando Alamorte lasciò il pianeta in procinto di collassare dopo la spedizione dell'Alleanza[16]. Da tali uova, mutate dal cataclisma magico che devastò Draenor, nacquero i primi membri dello stormo di alafatua[17].

A parte ciò, draghi non presero parte attivamente allo svolgersi della Prima Guerra, e non lo avrebbero fatto nemmeno durante la Seconda, se l'Anima dei Demoni non fosse stata improvvisamente riportata alla luce[13][18]. Alamorte riuscì infatti a spezzare l'incantesimo che gli teneva nascosta l'Anima dei Demoni, e sebbene non potesse comunque usarla, lo fece fare agli orchi del clan Fauci di Drago[18]: in questo modo essi, guidati da Nekros Sfasciateste e Zuluhed, riuscirono a schiavizzare Alexstrasza e i draghi rossi per otto anni. Mentre la regina dei draghi rossi veniva tenuta rinchiusa a Grim Batol, nelle Paludi Grigie, e obbligata a riprodursi in continuazione[16], i suoi figli erano costretti a fungere da cavalcature volanti per l'Orda. In questo periodo l'anziano consorte di Alexstrasza, Tyranastrasz, morì in combattimento contro Alamorte[18].

Dopo la Guerra, Alexstrasza venne liberata da un gruppo di avventurieri guidati dal suo altro consorte Korialastrasz e da Rhonin, e l'Anima dei Demoni venne distrutta[16], facendo così ritornare ai legittimi proprietari i poteri rinchiusi all'interno[18]: i quattro Aspetti Alexstrasza, Ysera, Malygos e Nozdormu riuscirono così a scacciare Alamorte da Azeroth[16][18]. I draghi rossi presero il controllo di Grim Batol e Alexstrasza, al pieno dei suoi poteri della vita, aiutò i draghi blu a rinfoltire le proprie fila[18].

Lo stesso Alamorte, nel corso della guerra, fingendo di morire dopo aver attaccato la città di Dalaran, si presentò alla neonata Alleanza sotto le spoglie di lord Daval Prestor[16], un nobile proveniente da un regno lontano. Estremamente carismatico, divenne ben presto un fidato consigliere di re Terenas Menethil II di Lordaeron, e impressionò molto anche Daelin Marefiero di Kul Tiras, Genn Mantogrigio di Gilneas e Thoras Cacciatroll di Stromgarde[16]. Il piano di Alamorte era di distruggere l'Alleanza da dentro, ma dopo la cacciata da parte degli altri Aspetti Draconici, lord Prestor svanì nel nulla[16]. Non molto tempo dopo suo figlio, Nefarian, prese il controllo dell'Orda Oscura nel Massiccio Roccianera[16].

La Terza Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Come per la Prima Guerra, i draghi si tennero al di fuori anche dalla Terza Guerra, limitandosi a stazionare dei guardiani sul Monte Hyjal dopo la distruzione di Nordrassil. In seguito, inoltre, rifiutarono all'arcidruido degli elfi della notte Fandral Elmocervo la benedizione per costruire il nuovo Albero del Mondo, Teldrassil[18], forse a causa del fato sia dello stesso Nordrassil sia di quello peggiore di Vordrassil, di cui i draghi erano al corrente (perlomeno quelli verdi)[15]. Sette anni dopo la Terza Guerra, i draghi rossi furono costretti ad abbandonare Grim Batol[18].

La figlia di Alamorte, Onyxia, impegnata a produrre uova nel suo covo nelle Acquemorte per ripopolare lo stormo nero, riuscì anche ad infiltrarsi con successo nel Concilio dei Nobili di Roccavento, sotto l'identità di lady Katrana Prestor, distraendoli dalle attività di suo fratello Nefarian nei Bastioni di Roccianera. Onyxia riuscì anche a rapire re Varian Wrynn e a dividerlo in due entità distinte, una facilmente manovrabile che tenne con sé a Roccavento, l'altra combattiva e tenace che venne catturata dagli orchi[16]. Con una serie di eventi narrati nel fumetto di World of Warcraft, le due metà riuscirono però a riunirsi e ad uccidere la dragonessa[16].

Ciò lascio Nefarian scoperto, ma nel frattempo lui era riuscito a creare un nuovo stormo di draghi sotto il suo assoluto controllo: lo stormo cromatico, generato dalle uova prodotte da Onyxia alterate con l'essenza degli altri quattro stormi[16]. Sia Nefarian che i draghi cromatici vennero però sconfitti da avventurieri dopo la morte di Onyxia[16].

Sintharia e lo stormo del crepuscolo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la riapertura del Portale Oscuro in The Burning Crusade, molti draghi di alafatua cercarono di raggiungere Azeroth, ma vennero sterminati dai draghi blu[19]. Uno di essi, però, di nome Zzeraku, venne catturato da Sintharia, consorte di Alamorte e madre di Onyxia e Nefarian, e portato a Grim Batol[19]. Qui Sintharia aveva trovato i resti dell'Anima dei Demoni e l'aveva ricostruita, utilizzandola per creare da Zzeraku e da altre uova di draghi un nuovo stormo, lo stormo del crepuscolo[19]. I primi due draghi del crepuscolo furono distrutti da Korialastrasz e Kalecgos ma il terzo, Dargonax, sopravvisse e crebbe sotto lo sguardo attento di Sintharia[19]. Un nuovo manipolo di avventurieri raggiunse Grim Batol, e l'Anima dei Demoni venne nuovamente distrutta, stavolta da Vereesa Ventolesto. Non più controllato da Sintharia, Dargonax si rivoltò contro di lei in una lotta che fece collassare Grim Batol e uccise entrambi[19].

I draghi verdi e l'Incubo di Smeraldo[modifica | modifica wikitesto]

«Non era rimasto altro che la corruzione... e quando ho cercato di curarla... è rimasto solo il vuoto.»

(Tyrande Soffiabrezza, dopo aver tentato di purificare Emeriss dall'Incubo.)

In un periodo non ben precisato prima degli eventi di World of Warcraft il Sogno di Smeraldo, dominio dei draghi verdi, venne infettato da un male chiamato Incubo di Smeraldo. L'Incubo si dimostrò una sfida enorme per i verdi, tanto da riuscire a contaminare i quattro draghi che controllavano i portali per il Sogno di Smeraldo: Lethon, Ysondre, Emeriss e Taerar[12], che sorvegliavano i portali dell'Albero dei Sogni (Dream Bough, Feralas), di Frondascura (Bough Shadow, Valtetra), del Bosco del Crepuscolo (Twilight Grove, Boscovespro) e Seradane (Entroterre); un quinto portale si trova nella Foresta di Cristallo. In aggiunta Ysera aveva spedito il suo consorte Eranikus e il di lui fratello Itharius a interrompere nuovamente i piani dei troll Atal'ai e Hakkari nella Palude del Dolore, che stavano cercando ancora di evocare il dio Hakkar[15]. Eranikus, infiltratosi nel tempio, venne sottomesso dal potere di Hakkar, e in una seguente visione di Malfurion Grantempesta la corruzione di Eranikus si è rivelata legata a quella portata dall'Incubo[15].

Eranikus venne guarito dai giocatori di World of Warcraft dopo una serie di missioni. Il destino degli altri quattro draghi venne rivelato successivamente, nel romanzo di Richard A. Knaak Grantempesta: Lethon fu ucciso da Eranikus per liberare Ysera, imprigionata dall'Incubo nel suo stesso reame, morendo egli stesso nello scontro. Emeriss venne distrutta da Tyrande nel tentativo di rimuovere la corruzione dentro di lei col potere di Elune: non era però rimasto altro, così eliminando la corruzione venne disintegrata anche l'intera Emeriss. Ysondre venne redenta dall'Incubo, ma sostenne tuttavia di non poter più fare ritorno fra i draghi verdi[20]; in Cataclysm, Ysondre aiuta i giocatori ad uccidere Taerar, l'ultimo dei quattro draghi rimasto corrotto[21].

Le Caverne del Tempo[modifica | modifica wikitesto]

Introdotte con The Burning Crusade, le Caverne del Tempo sono situate nel deserto di Tanaris, nel sud di Kalimdor, e sono la base principale dello stormo bronzeo. Da esse si accede ad una serie di instance che permettono ai giocatori di rivivere eventi del passato di Warcraft quali la fuga di Thrall da Forte Durnholde o la battaglia del Monte Hyjal. La ragione per cui i draghi bronzei, guardiani del tempo, permettono ciò è che la linea temporale di Azeroth è sotto il pesante attacco dello stormo dell'infinito, che cerca di sconvolgere la storia com'è stata scritta[22]. Lo stormo bronzeo, in particolare la fazione guidata da Soridormi, i Custodi del Tempo, cerca l'aiuto delle razze mortali per respingere le incursioni.

In Wrath of the Lich King[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la presunta morte di Sintharia e la quasi totale distruzione delle uova di draghi del crepuscolo, Alamorte, dalla sua tana a Rocciafonda, è riuscito a salvarne diverse[19], e ha riconvertito il Santuario di Ossidiana, la parte della Stanza degli Aspetti appartenente ai draghi neri, in un terreno di schiusa per le uova, sorvegliate dal drago nero Sartharion e da tre draghi del crepuscolo[19]. In Wrath of the Lich King, i giocatori ricevono il compito di uccidere i quattro draghi e distruggere le uova[19].

La Guerra del Nexus[modifica | modifica wikitesto]

«Questa soluzione mi addolora profondamente, ma la distruzione - la monumentale perdita di vite - doveva finire. Nonostante le ultime trasgressioni di Malygos, io piangerò la sua perdita. Un tempo egli era un guardiano, un protettore. Questo giorno, uno dei più potenti del mondo, è caduto.»

(Alexstrasza, dopo la morte di Malygos.)

Apparentemente grazie agli studi di Tyrygosa sui draghi di alafatua[23], che fatto ritorno a Nordania ne portò alcuni con sé e infuse parte del loro potere in Malygos, questi ritornò completamente sano[23][24]. Come spiegato negli eventi dell'espansione di World of Warcraft Wrath of the Lich King Malygos, visto cosa le razze mortali erano riuscite a combinare con la magia nella Guerra degli Antichi, arrivò alla conclusione che essa era troppo pericolosa nelle loro mani e che doveva essergli tolta[25]. Anche se il ragionamento di Malygos non era del tutto insensato[25], neppure per gli altri stormi di draghi[18], il metodo con cui cercò di metterlo in atto rischiava di compromettere l'equilibrio stesso del mondo, provocando terremoti e altre catastrofi. Malygos rifiutò anche di discutere della cosa con gli altri stormi al Tempio della Lega dei Draghi, arrivando anzi ad attaccarlo[25]. Gli altri Aspetti, così, si trovarono costretti ad opporsi a lui, aiutando infine degli avventurieri ad uccidere l'Aspetto della Magia stesso durante un conflitto che divenne noto come Guerra del Nexus[18][25]. Dopo la morte di Malygos, comunque, i rapporti fra gli stormi si risollevarono, con Kalecgos che si trasferì al Tempio come ambasciatore di quello blu[25]. Lo stesso Kalecgos è stato confermato come successore di Malygos[26], rimpiazzando anche Malygos come Aspetto della magia.

Il Cataclisma[modifica | modifica wikitesto]

Con l'uscita della terza espansione di World of Warcraft, Cataclysm, Alamorte ritornò improvvisamente dalla sua tana a Rocciafonda[27], il piano elementale della terra, attraverso il Maelstrom. Il suo violento passaggio provocò un Cataclisma gigantesco che sconvolse tutto il mondo di Azeroth, portando notevoli cambiamenti[27]. Risolti i problemi a Nordania, gli stormi rosso, verde, blu e bronzeo tornarono a fare i conti con i draghi neri: Kalecgos si spostò ad Azshara, per impedire, assieme ad Azuregos, che ciò che rimane dello stormo blu fosse eliminato da quello nero. Sintharia, riportata in vita dagli Dei Antichi[8], ritornò alla carica con i suoi draghi del crepuscolo, contro cui lo stormo rosso si impegnò nelle Alture del Crepuscolo. Nefarian venne resuscitato come non morto è riprese i suoi esperimenti con i draghi cromatici al Massiccio Roccianera. Lo stesso Nefarian resuscitò inoltre sua sorella Onyxia, anch'essa in forma non morta.

Stormi di draghi[modifica | modifica wikitesto]

Stormo blu[modifica | modifica wikitesto]

Prima della Guerra degli Antichi, i draghi blu erano numerosi tanto quanto gli altri. Lo stormo blu fu però quasi sterminato dalla furia di Alamorte e della sua Anima dei Draghi[28]: solo Malygos e pochi altri draghi, fortunatamente protetti dalla sua magia, riuscirono a scampare alla strage[14]. La morte dell'amata consorte Sindragosa e di molti dei suoi figli e la consapevolezza di essere stato un gran sostenitore dell'idea di creare l'Anima dei Draghi, convincendo anche gli altri Aspetti, pesarono enormemente sulla psiche di Malygos, inducendolo a ritirarsi per migliaia di anni[14]. Addirittura, fece in modo di separare il suo dominio di Ibernia dal resto della Tundra Boreale per garantirsi un isolamento completo[14]. Con il loro signore sull'orlo della crisi, i draghi blu non riuscirono a resistere agli attacchi dei draghi neri contro di loro, e molti ancora vennero uccisi[14]. Durante un'enorme battaglia fra i membri dei due stormi, l'enorme quantità di magia rilasciata trasformò la Foresta di Cristallo da una foresta normale al surreale paesaggio cristallino che è ora.

Nonostante le perdite, i draghi blu non si ritirarono completamente, e molti continuarono il loro compito di vegliare sulla magia di Azeroth[24]. Il drago blu Arygos, ad esempio, prese parte alla Guerra delle Sabbie Mobili, rimanendo infine intrappolato all'interno di Ahn'Qiraj[24]. Un altro drago, Arcanagos, diede battaglia a Medivh a Karazhan, rimanendo ucciso nello scontro per poi risorgere come non morto col nome di Noctumor[24]. Più avanti, il drago Kalecgos, inviato ad investigare sul fato del Pozzo Solare di Quel'Thalas dopo la razzia del Flagello, scoprì che il suo restante potere si era reincarnato nella giovane umana Anveena Teague, votandosi quindi a proteggerla e finendo probabilmente per iniziare con lei una relazione[24].

Non tutti i draghi blu parteciparono alla Guerra del Nexus, e anche se non si opposero attivamente Malygos, alcuni di essi erano in disaccordo con lui, in special modo quelli che avevano operato attivamente fianco a fianco dei mortali. Durante la guerra stessa, alcuni draconidi blu erano ancora presenti a proteggere la base del Tempio della Lega dei Draghi. In seguito alla guerra, Kalecgos tornò come ambasciatore dello stormo blu presso il tempio[25], e dopo il Cataclisma si spostò ad Azshara, dove assieme ad Azuregos aiutò i giocatori dell'Orda a respingere i draghi neri. Kalecgos è inoltre il successore designato di Malygos alla guida dello stormo[24][29].

I draghi blu sono creature pacifiche, sagge e solitarie, che tendono a preferire i luoghi freddi[30]. Estremamente territoriali, reagiscono molto male ad intrusioni non autorizzate nei loro territori[30], e in tali casi possono diventare violenti tanto quanto i draghi neri[28]. Sono essenzialmente studiosi, sempre alla ricerca di nuova conoscenza[30], e sono incantatori eccezionali, con un'intuitività verso la magia che si manifesta fin da piccoli[30]. Possiedono un'innata resistenza agli attacchi magici, e il loro soffio può assorbire la magia altrui, un effetto che essi chiamano "revocare il favore di Malygos"[28]. I nomi dei draghi blu tendono per la maggioranza a seguire uno stesso schema: quelli maschili terminano con -gos, mentre quelli femminili con -gosa. Vi sono però delle eccezioni, come nel caso di Andorgos, che nella sua forma mortale appare come una femmina gnoma, anche se non è chiaro se si tratti di una femmina con un nome maschile o di un maschio che adotta una forma mortale femminile.

Fra i membri più prominenti dello stormo blu vi sono:

  • Malygos il Tessitore d'Incantesimi, Aspetto della magia e signore dello stormo, deceduto in seguito alla Guerra del Nexus.
  • Kalecgos (Kalec), uno dei protagonisti del fumetto Sunwell: la trilogia, protettore di Anveena Teague ed ambasciatore alla Lega dei Draghi dopo la Guerra del Nexus, nuovo Aspetto della magia.
  • Arcanagos, combatté e perì contro Medivh a Kharazan, risorto in forma non morta col nome di Noctumor (Nightbane).
  • Arygos, figlio di Malygos, intrappolato all'interno di Ahn'Qiraj dalla Guerra delle Sabbie Mobili, poi alleatosi con le forze degli Dei Antichi, ucciso a tradimento da Aedelas Blackmoore.
  • Azuregos, guardiano delle rovine di Eldarath ad Azshara, custode di un frammento dello Scettro delle Sabbie Mobili.
  • Cyanigosa, consorte di Malygos, da lui inviata a Dalaran per liberare i prigionieri della Fortezza Violacea e seminare il panico nella città; viene uccisa dai giocatori di World of Warcraft che completano quell'instance.
  • Sapphiron, drago ucciso da Arthas Menethil e Anub'Arak negli eventi di Warcraft III: The Frozen Throne.
  • Saragosa, consorte di Malygos e guardiana dell'isola di Ibernia, nella Tundra Boreale, uccisa in World of Warcraft nel corso della missione Saragosa's End.
  • Sindragosa, ex prima consorte di Malygos, deceduta durante la Guerra degli Antichi e resuscitata dal Flagello dei non morti come drago dei ghiacci.
  • Tyrygosa (o Tyrigosa, Tyry), inizialmente compagna di Kalecgos, compare sia in Sunwell: la trilogia che nel fumetto Dragons of Outland, si è stabilita nelle Terre Esterne per studiare i draghi di alafatua.

Stormo bronzeo[modifica | modifica wikitesto]

I draghi bronzei sono più piccoli degli altri tipi di draghi, e sono più agili e veloci che resistenti[31]. Le loro scaglie sono talmente perfette che possono essere scambiati per costrutti o statue finemente lavorate[31]; sono in grado di sputare un soffio di sabbia surriscaldata, che causa anche a chi ne è colpito un invecchiamento rapido ed innaturale[31]. Sono estremamente astuti e, avendo il dominio sopra il tempo, danno molto valore alla pazienza e alla saggezza[31]. Lo scopo stesso della loro esistenza è di mantenere intatto e inalterato lo scorrere del tempo[31], impedendo a creature come i draghi dell'infinito di sconvolgerlo. Sembra che, quando Alamorte decise di soggiogare lo stormo bronzeo, Nozdormu, conoscendo già la totalità degli eventi del mondo, avvertì prima i suoi compagni, che si dispersero ai quattro angoli del globo per evitare il conflitto[31].

Come per altri stormi, anche i nomi dei draghi bronzei hanno una terminazione generalmente uguale, con -ormu per i maschi e -ormi per le femmine. Come nel caso di Andorgos per i draghi blu, è presente una possibile eccezione (non è infatti chiaro se sia una femmina con un nome maschile o, meno probabile, un maschio che si trasforma in femmina) in Chronormu, che nel suo travestimento mortale appare come la gnoma Chromie.

Fra i draghi più noti di questo stormo si annoverano:

  • Nozdormu il Senzatempo, Aspetto del tempo e signore dei draghi bronzei.
  • Alurmi, quartiermastra dei Custodi del Tempo.
  • Anachronos, figlio ed erede di Nozdormu, leader della Stirpe di Nozdormu.
  • Andormu, uno dei leader dei Custodi del Tempo con sua sorella Nozari.
  • Chronormu (Chromie), protettrice delle linee del tempo e ambasciatrice dei draghi bronzei per la Lega dei Draghi.
  • Nozari, una dei leader dei Custodi del Tempo con suo fratello Andormu.
  • Soridormi (o Saridormi), prima consorte di Nozdormu che lo ha rappresentato durante la Guerra degli Antichi, leader della fazione "Scale of the Sands".
  • Zidormi, membro dei Custodi del Tempo presente a Dalaran.

Stormo nero[modifica | modifica wikitesto]

«La presenza di un drago nero ti rende nervoso? Bene. Dovrebbe. Rende nervosi anche questi draghi. Loro si aggrappano alle loro antiche virtù, comunque - non oserebbero attaccarmi qui. Sciocchi.»

(Nalice)

I Titani avevano scelto saggiamente di porre qualcuno a guardia dei luoghi profondi di Azeroth, dando a Neltharion il dominio sulla terra. Avevano però dimenticato, o giudicato poco importante, che anche gli Dei Antichi fossero incatenati sotto terra, e che il loro potere non era da sottovalutare[10]: Neltharion ne venne infatti sopraffatto, cominciando non solo a diffidare degli altri stormi, ma anche del proprio[10]. Neltharion cambiò anche fisicamente in seguito al tradimento, il suo corpo aperto grondante fuoco e lava (tenuto assieme da un'armatura forgiata dai suoi servi goblin), e occhi incendiati, e prese il nome di Alamorte[10]. I suoi tentativi di accoppiamento con le sue consorti dopo la trasformazione portarono alla morte di ciascuna di esse eccetto Sintharia, che rimediò comunque metà volto sfigurato[19].

Dopo la Guerra degli Antichi, di Alamorte non si seppe più nulla per quasi diecimila anni: il suo stormo, intanto, era stato colpito dalla stessa pazzia che aveva preso Alamorte, e i draghi neri abbandonarono i loro poteri della terra in favore di quelli del fuoco[10][32]. Anche se temporaneamente privati di un leader, i draghi neri continuarono a perpetrare azioni malvagie, ma senza nessuno a controllarli lottavano anche fra di loro per ottenere il dominio dello stormo[10][32].

Sebbene vengano definiti da alcuni (ad esempio gli orchi) come di aspetto regale, molti altri convengono che i draghi neri hanno un'espressione feroce e crudele sui loro volti[32]. Sono creature possenti e sanguinarie, che trovano diletto nel torturare gli esseri viventi che capitano loro sotto tiro[32]. Diversamente dai membri degli altri stormi, i nomi dei draghi neri non sembrano seguire uno schema preciso, anche se in alcuni maschi, fra cui Neltharion, terminano in -rion. Tra i più noti vi sono:

  • Neltharion il Guardiano della Terra, Aspetto della Terra, poi divenuto Alamorte il Distruttore (Deathwing the Destroyer), signore dei draghi neri.
  • Braceardente (Emberstrife), antico drago al servizio di Onyxia nelle Acquemorte.
  • Hemathion, drago presente nelle Montagne Spinaguzza.
  • Kalaran, drago presente nelle Steppe Ardenti, assolda avventurieri per distruggere i nani Ferroscuro lì presenti.
  • Nalice, ambasciatrice dello stormo nero alla Lega dei Draghi.
  • Nefarian (lord Victor Nefarius), figlio maggiore di Alamorte, signore del Massiccio Roccianera, creatore dello stormo cromatico, governava l'Orda Oscura fino alla sua sconfitta per mano di avventurieri, resuscitato poi come non morto.
  • Onyxia (lady Katrana Prestor), tentò di distruggere il regno di Roccavento dall'interno, uccisa da Varian Wrynn e resuscitata come non morta da Nefarian.
  • Sabellian, (barone Nerocrine), figlio di Alamorte residente nelle Montagne Spinaguzza.
  • Sartharion, guardiano del Santuario di Ossidiana.
  • Searinox, drago ucciso da Arthas Menethil vicino a Strahnbrad, nelle Montagne d'Alterac. Durante gli eventi di Warcraft III - Reign of Chaos i nani hanno chiesto aiuto ad Arthas per recuperare il cuore di Searinox in cambio di un artefatto magico.
  • Sintharia (lady Sinestra), prima consorte di Alamorte, creatrice dello stormo del crepuscolo.

Stormo rosso[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo signori di tutti i draghi (Alexstrasza è infatti nota anche come "Regina dei Draghi"), i draghi rossi non hanno ancora perso il portamento e la nobiltà tipici di quell'epoca[33]. A differenza di altri draghi, la cui presenza riempie di timore e terrore, i draghi rossi sono in grado di paralizzare chi li vede con la sola meraviglia e lo stupore della loro aura[33]. Le leggende affermano che dove un drago rosso cammina, o dove arriva il suo soffio di fuoco, il terreno venga rinnovato[33]. Tengono fede al loro compito di proteggere tutta la vita di Azeroth, anche se alcuni di essi sostengono che le razze mortali siano troppo pericolose ed espansive, e rischino di ribaltare l'equilibrio naturale[33]. I draghi rossi combattono in maniera onorevole, arrivando a rinunciare al vantaggio aereo contro avversari equipaggiati per il corpo a corpo[33]; cercano di abbattere prima i comandanti delle forze avversarie, sperando di mettere in fuga i combattenti più giovani o meno esperti così da non doverli uccidere[33]. Tuttavia, contro creature che considerano indegne o disonorevoli (qualunque creatura malvagia e, soprattutto dopo la Seconda Guerra, gli orchi) lasciano da parte l'onore dedicandosi con tutta l'anima ad eliminare gli avversari[33].

Come per i draghi blu e bronzei, anche i rossi hanno i nomi che terminano allo stesso modo, in questo caso con -strasz per i maschi e -strasza per le femmine; fra i draghi rossi più noti vi sono:

  • Alexstrasza l'Orditrice di Vita, Aspetto della vita e regina dei draghi rossi.
  • Afrasastrasz, drago incaricato della difesa del Tempio della Lega dei Draghi.
  • Caelastrasz, figlio di Alexstrasza che rimase bloccato ad Ahn'Qiraj in seguito alla Guerra delle Sabbie Mobili.
  • Cielstrasza, quartiermastra della Lega dei Draghi.
  • Keristrasza, agente della Lega dei Draghi che ha provocato la morte di Saragosa, ed è stata catturata per ciò da Malygos per fungere da nuova consorte. Impazzita, viene uccisa dai giocatori in World of Warcraft.
  • Korialastrasz (Krasus o anche Borel), primo consorte di Alexstrasza dalla morte di Tyranastrasz, coinvolto in diversi eventi, mentore di Rhonin.
  • Rheastrasza (Rhea), inviata da Alexstrasza nelle Maleterre, riesce a purificare un uovo di drago nero e si sacrifica poi per proteggerlo da Alamorte.
  • Tyranastrasz (o Tyrannastrasz), ex primo consorte di Alexstrasza, catturato assieme a lei e ucciso a Grim Batol da Alamorte.
  • Vaelastrasz, figlio di Alexstrasza e custode di un frammento dello Scettro delle Sabbie Mobili, inviato al Massiccio Roccianera per fermare i piani di Nefarian, da questi soggiogato. Può essere ucciso dai giocatori di World of Warcraft.

Stormo verde[modifica | modifica wikitesto]

I draghi verdi, guidati da Ysera la Sognatrice, sono quelli che si occupano della stabilità del Sogno di Smeraldo, una dimensione profondamente connessa col mondo di Azeroth. Prima della Guerra degli Antichi, alcuni draghi verdi avevano stretto alleanza con gli elfi della notte di Loreth'Aran (sull'odierna Isola di Brumacremisi), formando i Cavalieri di Draghi di Loreth'Aran[12]. La città, e i cavalieri con essa, vennero distrutti dai draghi neri dopo il tradimento di Alamorte[12].

I draghi verdi sono creature che non si vedono spesso nel mondo di Azeroth, abitando prevalentemente all'interno del Sogno di Smeraldo[34]; i membri degli altri stormi sono solito chiamarli "fratelli e sorelle del Sogno"[34]. Sono solitari, e quando si avventurano nel mondo reale, lo trattano come se fosse un'illusione, mentre quello da cui arrivano sia la realtà[34]. Anche se sanno combattere, preferiscono evitarlo quando possibile, e se costretti a lottare, possono utilizzare i poteri del Sogno e gli incubi contro i loro avversari[34]. Tuttavia dopo gli eventi dell'Incubo di Smeraldo diventerà Ysera la Risvegliata. L'accesso al Sogno di Smeraldo è concesso a pochi, ora i draghi verdi non hanno più gli occhi chiusi ma aperti come tutti gli altri stormi, e fanno ancora fatica a capire quale sia il sogno e quale realtà.

Come nel caso dei draghi neri, i nomi dei draghi verdi non sembrano seguire una linea specifica, anche se alcuni fra quelli femminili terminano in -era. Tra i più importanti vi sono:

  • Ysera la Risvegliata (già detta "la Sognatrice"), Aspetto del sogno, maestra di Cenarius.
  • Emeriss, una dei luogotenenti di Ysera corrotti dall'Incubo di Smeraldo, uccisa da Tyrande Soffiabrezza nel tentativo di redimerla.
  • Eranikus, consorte di Ysera e custode di un frammento dello Scettro delle Sabbie Mobili, corrotto dall'Incubo di Smerado e successivamente purificato da Tyrande Soffiabrezza, morto per distruggere Lethon.
  • Itharius, fratello di Eranikus, ambasciatore dei draghi verdi alla Lega dei Draghi.
  • Lethon, uno dei luogotenenti di Ysera corrotti dall'Incubo di Smeraldo, ucciso da Eranikus.
  • Merithra, figlia di Ysera intrappolata ad Ahn'Qiraj da dopo la Guerra delle Sabbie Mobili.
  • Nishera, guardiana del Santuario dei Draghi di Smeraldo, a Dracombra.
  • Risera, stalliera del Tempio della Lega dei Draghi.
  • Taerar, uno dei luogotenenti di Ysera corrotti dall'Incubo di Smeraldo, ucciso dai giocatori in Cataclysm con l'aiuto di Ysondre.
  • Valithria Vagasogni, intrappolata dal Flagello dei non morti nella Rocca della Corona di Ghiaccio, può essere salvata dai giocatori di World of Warcraft.
  • Ysondre, una dei luogotenenti di Ysera corrotti dall'Incubo di Smeraldo, poi redenta.

Stormo di alafatua[modifica | modifica wikitesto]

Lo stormo di alafatua (netherwing dragonflight) nacque dai draghi neri e dalle loro uova rimasti a Draenor durante il cataclisma che lo trasformò nelle Terre Esterne; la loro prima apparizione è stata in Warcraft III: The Frozen Throne[17], come una delle tante razze di creature selvatiche presenti nelle mappe e nella campagna. In quel frangente erano chiamati "draghi dell'Ade".

I draghi di alafatua hanno passato tutta una serie di problemi. Quelli che vivono nelle Montagne Spinaguzza sono minacciati dai nativi Mok'Nathal che vogliono scacciarli e dagli gnomi di un accampamento vicino che ne vogliono studiare le presunte proprietà terapeutiche[23]. Buona parte di quella che abitano la Valle di Torvaluna sono stati schiavizzati dagli orchi di quella parte del clan Fauci di Drago, facente parte dell'Orda Demoniaca, per essere utilizzati come cavalcature volanti[23], situazione a cui i giocatori di World of Warcraft: The Burning Crusade possono mettere fine[23].

La dragonessa blu Tyrygosa ed il paladino Jorad Mace si sono stabiliti nella Landa Fatua per studiarli meglio[23]. Nel tentativo di ridare loro le energie di cui gli orchi li avevano privati, Tyrygosa ne portò alcuni al Nexus, la dimora di Malygos nella Tundra Boreale. L'energia del Nexus li fece però impazzire e rivoltare contro gli stessi draghi blu, provocando il risveglio di Malygos: quest'ultimo, anch'egli preda della follia che lo aveva colpito millenni prima, scambiò gli alafatua per manifestazioni del potere del Nexus e li assorbì tutti tranne Zzeraku, che riuscì a salvarsi. La loro essenza permise all'Aspetto della Magia Malygos di risanarsi dalla sua follia[23][24]. Zzeraku venne poi catturato e portato a Grim Batol da Sintharia, che lo usò per creare lo stormo del crepuscolo[19].

Di aspetto non troppo diverso da quello dei draghi degli stormi principali, gli alafatua sono però in parte corporei ed in parte eterei, infusi di energie della Distorsione Fatua ed emanano una debole luce[17]. Buona parte dei nomi dei draghi di alafatua terminano in -aku, sia quelli maschili che quelli femminili. Fra i membri noti di questo stormo vi sono:

  • Barthamus, il primo drago di alafatua ad essere nato.
  • Karynaku, matriarca degli alafatua, tenuta prigioniera da Zuluhed nella Valle di Torvaluna.
  • Mordenaku (Mordenai), figlio di Karynaku e Neltharaku.
  • Neltharaku, patriarca degli alafatua.
  • Zzeraku, rapito da Sintharia e utilizzato per creare i draghi del crepuscolo, si sacrifica per distruggerli.

Stormo del crepuscolo[modifica | modifica wikitesto]

Lo stormo del crepuscolo (twilight dragonflight) è uno dei più recenti fra i vari stormi[35].

Volendo controllare il mondo, il signore dei draghi neri Alamorte aveva bisogno di un esercito unito, cosa che i draghi neri, dilaniati da lotte intestine, non erano[35]. La soluzione fu quindi quella di creare un nuovo stormo, sotto il suo totale controllo. Il primo tentativo, portato avanti col supporto dei figli Nefarian e Onyxia, produsse lo stormo cromatico, ma sia i figli di Alamorte che i draghi cromatici vennero uccisi[35]. Sintharia, consorte di Alamorte, portò avanti un secondo tentativo, e ricostruì la distrutta Anima dei Demoni per riuscire a controllare le sue creature[35]. Sintharia si appropriò di alcune uova di draghi di alafatua e di un artefatto chiamato Balacgos's Bane, e le infuse con l'essenza del drago di Alafatua Zzeraku[36]. I primi due draghi del crepuscolo vennero affrontati in battaglia vicino a Grim Batol dal drago rosso Korialastrasz, il drago blu Kalecgos e la sacerdotessa draenei Iridi, che li battezzò "draghi del crepuscolo"[36]. Accortasi che ogni incantesimo lanciato contro di loro veniva assorbito, dato che erano infusi con le energie della Distorsione Fatua, Iridi riuscì a sovraccaricarli, facendoli esplodere[36]. Sintharia aveva nel frattempo creato un terzo esemplare, chiamato Dargonax ("divoratore" in draconico[36]), dal potere enorme.

Vereesa Ventolesto riuscì però a distruggere l'Anima dei Demoni[36], Dargonax si rivoltò ai suoi creatori e, in una lotta, venne distrutto da Korialastrasz che gli fece assorbire ciò che restava dell'Anima dei Demoni. Dargonax esplose, facendo collassare Grim Batol e portando anche alla morte di Sintharia[36]. Alamorte, nei sotterranei di Grim Batol, aveva già da tempo cominciato a mettere da parte delle uova[36]. In Wrath of the Lich King, i draghi neri hanno riconvertito il Santuario di Ossidiana, la loro sezione della Stanza degli Aspetti, in un terreno di schiusa per le uova di draghi del crepuscolo, sorvegliate dal drago nero Sartharion e dai draghi del crepuscolo Vesperon, Shadron e Tenebron[36]. Il drago del crepuscolo Halion ha inoltre guidato altri draghi neri ad assaltare il Santuario di Rubino, il santuario dei draghi rossi, per raccogliere altre uova[36]. Con l'espansione Cataclysm i draghi del crepuscolo giocano un ruolo maggiore nelle Alture del Crepuscolo di Khaz Modan, nuovamente guidati dalla rediviva Sintharia.

Altri stormi[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli altri stormi minori e tipi di draghi si ricordano:

  • Draghi elementali: sono draghi nativi dei vari piani elementali; a tuttora non è stato dimostrato se siano senzienti, né se siano effettivamente draghi o elementali, ma è probabile che i proto-draghi siano originariamente discesi da essi[8]. Le uniche tipologie di draghi elementali finora conosciute sono:
    • Draghi di pietra (stone dragons): nativi del piano elementale di Rocciafonda, sono o sembrano fatti di pietra e sono apparentemente legati all'elemento della terra. Sono stati sotto il controllo di Alamorte durante la sua permanenza a Rocciafonda[37], per poi essere riportati sotto il controllo di Therazane con la sconfitta della loro matriarca Aosera[38].
    • Draghi della tempesta (storm dragons): nativi del piano elementali di Celaria, servono Al'Akir.
  • Proto-draghi (proto-dragons): gli antichi progenitori dei draghi moderni[39]. Dall'enorme proto-drago Galakrond, secondo la leggenda, i Titani crearono i cinque stormi principali di draghi[6][39]. I proto-draghi sono di indole bestiale e non possiedono né la saggezza né l'intelligenza dei draghi[39]. Sono ancora presenti a Nordania e ne esistono di diversi colori, fra cui rosso, verde, blu, nero, viola, rame e bronzo.
  • Stormo cromatico (chromatic dragonflight): venne generato dal drago nero Nefarian combinando il sangue dei membri dei cinque stormi principali assieme[40]; sono di colore ciliegia, melanzana o altre tonalità di viola. La maggioranza dei draghi cromatici vennero distrutti durante la sconfitta di Nefarian.
  • Stormo dell'infinito (infinite dragonflight): di colore nero-grigio con striature azzurre, sono impegnati a contrastare i draghi bronzei per stravolgere la linea temporale di Azeroth[22]. Vengono controllati da Murozond, un distorto corrispettivo di Nozdormu proveniente da una diversa dimensione temporale.
  • Stormo appestato (plagued dragonflight): creato dal Culto dei Dannati per il Flagello a Scholomance, nelle Terre Infette Occidentali[41], iniettando la piaga della non morte in uova di drago nero prese nelle Steppe Ardenti[41]. Nonostante la loro distruzione a Scholomance stessa ad opera di avventurieri, lo stormo appestato ritorna alla luce nell'espansione di World of Warcraft Wrath of the Lich King: stavolta ad essere appestati sono i proto-draghi[41], utilizzati come cavalcature volanti dai vrykul fedeli al Re dei Lich[41].
  • Draghi non morti: da non confondersi con i draghi appestati. Comprendono i dragoni del gelo (o "draghi dei ghiacci", frost wyrms), ovvero scheletri di draghi resuscitati, fra le bestie più terrificanti impiegate dal Flagello. Il primo di essi fu Sapphiron, un drago blu che è successivamente rimasto con Kel'Thuzad a Naxxramas[42], e in seguito il Flagello ne ha resuscitati altri, fra cui anche Sindragosa, in origine prima consorte di Malygos. Altri tipi di draghi non morti sono i dragoni del magma (magmawyrm), i dragoni delle braci ( emberwyrm) e i fel dragon.

Non sono invece legati ai draghi i draghi fatati (o draghi immaginari, faerie dragons o blink dragons), piccole creature fatate dall'aspetto di lucertole o draghetti, dotati di ali da farfalla. Vivono nel Sogno di Smeraldo che sorvegliano dalla magia, e sono per questo immuni agli incantesimi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Borgstrom et al., p. 26.
  2. ^ (EN) AA. VV. (testi), AA. VV. (disegni); World of Warcraft: The Magazine, in Warcraft vol. II n. I, Future plc, 2011.
  3. ^ (EN) AA. VV. (testi), AA. VV. (disegni); World of Warcraft: The Magazine, in Warcraft vol. II n. I, Future, 2011.
  4. ^ a b Borgstrom et al., p. 84.
  5. ^ a b Borgstrom et al., p. 85.
  6. ^ a b c World of Warcraft, missione Audience With The Dragon Queen (testo su Wowpedia).
  7. ^ a b c d e f g Matthew Rossi, Know Your Lore: The Red Dragonflight, WoW Insider, 23 febbraio 2010. URL consultato il 12 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2011).
  8. ^ a b c (EN) Ask Creative Development — Round II Answers, Blizzard Entertainment.
  9. ^ a b c d e Matt Burns, La carica degli Aspetti
  10. ^ a b c d e f g h i Anne Stickney, Know Your Lore: The Black Dragonflight, WoW Insider, 27 febbraio 2010. URL consultato il 12 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2010).
  11. ^ a b c d e f g h Matthew Rossi, Know Your Lore: The Bronze Dragonflight, WoW Insider, 17 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2010).
  12. ^ a b c d Matthew Rossi, Know Your Lore: The Green Dragonflight, WoW Insider, 10 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2010).
  13. ^ a b c d e f g h i j Matthew Rossi, Know Your Lore: The Red Dragonflight, page 2, WoW Insider, 23 febbraio 2010. URL consultato il 12 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2011).
  14. ^ a b c d e f g h i Matthew Rossi, Know Your Lore: The Blue Dragonflight, WoW Insider, 3 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2010).
  15. ^ a b c d e Matthew Rossi, Know Your Lore: The Green Dragonflight Page 2, WoW Insider, 10 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2015).
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m Anne Stickney, Know Your Lore: The Black Dragonflight, page 2, WoW Insider, 27 febbraio 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2012).
  17. ^ a b c d e Anne Stickney, Know Your Lore: The Netherwing, WoW Insider, 6 marzo 2010. URL consultato il 14 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2010).
  18. ^ a b c d e f g h i j Matthew Rossi, Know Your Lore: The Red Dragonflight, page 3, WoW Insider, 23 febbraio 2010. URL consultato il 12 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2011).
  19. ^ a b c d e f g h i j Anne Stickney, Know Your Lore: The Black Dragonflight, page 3, WoW Insider, 27 febbraio 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2011).
  20. ^ World of Warcraft, missione Ysondre's Farewell (testo su Wowpedia).
  21. ^ World of Warcraft, missione Taerar's Fall (testo su Wowpedia).
  22. ^ a b Matthew Rossi, Know Your Lore: The Infinite Dragonflight, WoW Insider, 24 marzo 2010. URL consultato il 14 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2010).
  23. ^ a b c d e f g Anne Stickney, Know Your Lore: The Netherwing, page 2, WoW Insider, 6 marzo 2010. URL consultato il 14 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2011).
  24. ^ a b c d e f g Matthew Rossi, Know Your Lore: The Blue Dragonflight Page 2, WoW Insider, 3 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2015).
  25. ^ a b c d e f Matthew Rossi, Know Your Lore: The Blue Dragonflight Page 3, WoW Insider, 3 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2015).
  26. ^ Blizzcon 2010 Quests & Lore Q&A Panel (da 8:40)
  27. ^ a b Michael Sacco, Know Your Lore: World of Warcraft Cataclysm Deathwing, WoW Insider, 23 agosto 2009. URL consultato il 14 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2011).
  28. ^ a b c Borgstrom et al., p. 28.
  29. ^ Golden
  30. ^ a b c d Borgstrom et al., p. 27.
  31. ^ a b c d e f Borgstrom et al., p. 30.
  32. ^ a b c d Borgstrom et al., p. 32.
  33. ^ a b c d e f g Borgstrom et al., p. 35.
  34. ^ a b c d Borgstrom et al., p. 37.
  35. ^ a b c d Anne Stickney, Know Your Lore: The Twilight Dragonflight, WoW Insider, 13 marzo 2010. URL consultato il 19 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2010).
  36. ^ a b c d e f g h i Anne Stickney, Know Your Lore: The Twilight Dragonflight, page 2, WoW Insider, 13 marzo 2010. URL consultato il 19 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2010).
  37. ^ World of Warcraft, missione Don't. Stop. Moving. (testo su Wowpedia).
  38. ^ World of Warcraft, missione The Restless Brood (testo su Wowpedia).
  39. ^ a b c Blizzard Entertainment, descrizione del Proto-Drake Skeleton (oggetto interno a World of Warcraft, testo su Wowpedia).
  40. ^ Knaak, p. 146.
  41. ^ a b c d Anne Stickney, Know Your Lore: The Plagued Dragonflight, Page 2, WoW Insider, 20 marzo 2010. URL consultato il 14 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2015).
  42. ^ World of Warcraft, dialoghi di Eligor Portaluce a Nordania (testi su Wowpedia).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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