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Elfi della notte

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Un'elfa della notte tratta dal trailer introduttivo di World of Warcraft

Gli elfi della notte (night elves), o kaldorei[1], sono una razza fittizia dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. Sono stati introdotti nel videogioco Warcraft III: Reign of Chaos e sono apparsi in tutti i titoli successivi e nel resto del materiale della serie, di cui sono divenuti una delle razze più caratteristiche. Sono una delle razze giocabili di World of Warcraft per la fazione dell'Alleanza fin dall'uscita del gioco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini degli elfi della notte sono state a lungo non ben definite: inizialmente, le fonti disponibili affermavano solo che una razza primitiva di umanoidi dalle abitudini notturne raggiunse le sponde del Pozzo dell'Eternità e vi si stabilì[1][2]; solo più avanti è stato confermato che tali creature erano troll oscuri[3].

Questi vennero poi mutati dalle energie arcane del Pozzo[1][2][4], e si diedero il nome di kaldorei, che significa "figli delle stelle" nella loro lingua nativa[1][2]. I kaldorei costruirono mano a mano un impero intorno alle rive del Pozzo, respingendo sempre di più i troll dai loro territori, e basando la loro cultura sull'adorazione della dea Elune[1][2][4]. Risale proprio a questo periodo la millenaria inimicizia fra le razze degli elfi e dei troll[1].

Circa 10.000 anni prima della Prima Guerra, gli elfi della notte erano governati dalla regina Azshara: i kaldorei l'amavano alla follia, tanto da rinominare la loro capitale Zin-Azshari[5], cioè "La Gloria di Azshara"[6]. Sempre in quel periodo, assurse al potere una casta di elfi della notte che si diedero il nome di "Eletti"[6] (Highborne[1]) o quel'dorei ("figli di nobili origini" in darnassiano): essi si dedicavano allo studio del Pozzo dell'Eternità e delle sue energie arcane - scoprendo così in breve tempo la magia - e inoltre amministravano il regno in nome della regina[6]; a causa dei poteri e dello status sociale dei quel'dorei, tra questi ultimi e i kaldorei non correva buon sangue[5].

Fu sotto il regno di Azshara che lo studio del Pozzo e della magia raggiunse il suo massimo, e il suo uso sconsiderato e senza limiti attirò ben presto l'attenzione del Titano Oscuro Sargeras[1][5].

La Guerra degli Antichi[modifica | modifica wikitesto]

Presentandosi come un venerabile dio, Sargeras convinse Azshara e il suo più importante consigliere, lord Xavius, ad aprire un portale su Azeroth affinché lui ed i suoi più fedeli luogotenenti potessero venire nel mondo e renderlo un posto perfetto, privo di qualsivoglia imperfezione, eliminando "tutte le razze inferiori"[5][7]. Gli Eletti aprirono così un portale nel Pozzo per permettere a Sargeras e ai suoi servitori, i demoni della Legione Infuocata, di accedere ad Azeroth[5][8]. Xavius e molti degli Eletti vennero trasformati da Sargeras in satiri[9].

Di lì a poco si ebbero le prime vittime dei demoni, e iniziò la Guerra degli Antichi. Gli elfi della notte organizzarono la resistenza, guidata da lord Kur'talos Crinocorvo; alla morte di lui, il comando passò a lord Desdel Stareye, e successivamente a Jarod Cantombroso. Di grande importanza nel corso della guerra furono anche i gemelli Illidan e Malfurion Grantempesta e la sacerdotessa di Elune Tyrande Soffiabrezza[1][5].

Salvo una piccolissima minoranza, gli elfi erano ancora convinti che Azshara fosse innocente e prigioniera dei nemici[5]. Nonostante le schiere pressoché infinite dei demoni, grazie all'aiuto dei draghi, dei tauren, dei terrigeni e degli Antichi Guardiani di Azeroth gli elfi della notte riuscirono a distruggere il portale attraverso cui arrivavano i demoni[5], che vennero così risucchiati nella Distorsione Fatua, e a vincere la guerra[10]. Ciò causò però l'implosione del Pozzo, producendo un cataclisma di proporzioni colossali che causò un'improvvisa deriva dei continenti; tale evento venne ricordato come "la Frattura" (the Sundering). Azshara e buona parte degli Eletti vennero spediti in fondo al Grande Mare che si formò, e trasformati in naga[5].

Va precisato che questa parte della storia venne leggermente mutata da un viaggio nel tempo, come si narra nella Trilogia della Guerra degli Antichi di Richard A. Knaak[11].

Nordrassil e il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Alti elfi (Warcraft) e Albero del Mondo (Warcraft).

Alla fine della guerra, Illidan, non volendo perdere la fonte di magia a cui aveva finora attinto, creò un nuovo Pozzo dell'Eternità in cima al Monte Hyjal. Per questo venne condannato ad essere imprigionato per l'eternità, sotto la sorveglianza di Maiev Cantombroso e del corpo appositamente creato delle Guardiane[12]. Non volendo distruggere il secondo Pozzo per paura di ripetere il cataclisma appena avvenuto, gli Aspetti Draconici Alexstrasza, Ysera e Nozdormu piantarono sopra di esso l'Albero del Mondo Nordrassil, che garantì agli elfi della notte l'immortalità e l'immunità a malattie e debilitazioni[13]. Nella società elfica si assistette ad una crescita d'importanza del druidismo, insegnato già precedentemente da Cenarius a Malfurion, e fortificato dal dono che Ysera aveva infuso nell'albero, cioè la connessione al Sogno di Smeraldo[13].

Gli elfi della notte cominciarono così a ricostruire una nuova società su ciò che restava del continente di Kalimdor, dove la magia arcana era completamente bandita: organizzazioni che avevano a che fare con essa, come le Guardie della Luna, furono sciolte[14]. Un gruppo di quel'dorei che aveva abbandonato Azshara, guidato da Dath'Remar Solealto, rifiutò di cessare l'utilizzo della magia: dopo aver provocato una grande tempesta magica sopra la foresta di Valtetra nel tentativo di dimostrare il loro potere vennero esiliati da Malfurion[1][13]; raggiunti i Regni Orientali via mare, questi quel'dorei sarebbero poi divenuti gli alti elfi[1]. Non troppo tempo dopo la Guerra degli Antichi, alcune forze restanti della Legione furono riunite dai satiri, che attaccarono nuovamente gli elfi in una violenta guerra, detta Guerra dei Satiri[10]. Gli elfi riuscirono a vincere anche questa guerra, e la minaccia della Legione venne spenta definitivamente, ma di nuovo al costo di molte vite elfiche[10], alcune delle quali perse anche a causa della follia dei druidi del branco tramutati in worgen; costituendo un grave pericolo, Malfurion fu costretto ad esiliare anche loro, rinchiudendoli nel Sogno di Smeraldo.

In seguito Malfurion si addormentò nel Sogno di Smeraldo e Tyrande rimase sola a governare gli elfi della notte. La Guerra degli Antichi aveva reso evidente il deterioramento dell'esercito elfico, che era guidato da nobili privi di esperienza, e ormai farne parte era più uno status symbol che un vero impegno di difesa del popolo[15]. Tyrande sciolse così ciò che restava della vecchia armata e formò le Sentinelle, un gruppo di guerriere guidato da Shandris Piumaluna[1][13][15].

La Guerra delle Sabbie Mobili[modifica | modifica wikitesto]

La Lunga Veglia proseguì ininterrotta per circa 9.000 anni, quando le orde del popolo insettoide qiraji emersero dal sottosuolo di Silitus per invadere Kalimdor, al comando del Dio Antico C'Thun[16]. Gli elfi della notte si prepararono per respingerli con un esercito comandato dal druido Fandral Elmocervo e da suo figlio Valstann, dando il via alla Guerra delle Sabbie Mobili. Nonostante il rifiuto dei draghi di aiutare gli elfi nel conflitto, la guerra volse a loro favore fino a che Valstann, catturato dai comandanti dei qiraji, non venne ucciso di fronte agli occhi del padre. Con Fandral distrutto dal dolore, anche l'esercito degli elfi cominciò a cedere sotto i colpi dei qiraji[16]. Solo con il tardivo aiuto dei draghi, in particolare di quelli bronzei, la guerra venne vinta. Anachronos, figlio ed erede di Nozdormu, diede a Fandral lo Scettro delle Sabbie Mobili, l'unico strumento che avrebbe potuto riaprire i cancelli di Ahn'Qiraj, la dimora di C'Thun e dei qiraji[16]. L'elfo però, furioso, non volendo avere più nulla a che fare con Silithus, i qiraji e soprattutto i draghi, lo spezzò[16].

La Terza Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo migliaia di anni, le Sentinelle scoprirono che degli intrusi si erano stabiliti nella foresta sacra di Valtetra, e ne stavano abbattendo gli alberi[13]: si trattava degli orchi del clan Cantaguerra, in cerca di risorse per stabilire una nuova nazione a Kalimdor. Le Sentinelle passarono subito all'attacco, supportate da Cenarius e dai suoi figli, ma con il loro sgomento gli orchi, contaminati dai demoni, riuscirono ad uccidere il semidio[1][13].

Dopo aver risolto la contaminazione demoniaca, gli orchi guidati da Thrall e gli umani guidati da Jaina Marefiero si stabilirono nuovamente a Valtetra[13]. Le Sentinelle, stavolta guidate da Tyrande stessa, assaltarono e distrussero un accampamento umano ma subito dopo la foresta venne assalita da un'armata di non morti e demoni, ed esse furono costrette alla ritirata[17]. Tyrande scoprì anche che la Legione Infuocata era tornata[10], guidata dall'eredar Archimonde in persona[17], portando la Terza Guerra a Kalimdor, e si precipitò così a risvegliare i druidi e Malfurion[10]; decise anche di liberare Illidan, pensando che potesse essere d'aiuto, nonostante l'esplicito divieto di Malfurion e la ferma opposizione delle Guardiane (molte delle quali vennero uccise da Tyrande stessa)[17]. Una volta liberato, Illidan consumò il potere del Teschio di Gul'dan, uccidendo il nathrezim Tichondrius ma diventando egli stesso un demone e devastando la regione di Vilbosco, venendo così nuovamente esiliato da suo fratello e anche da Tyrande.

Su consiglio del profeta Medivh, orchi, umani ed elfi della notte unirono allora le loro forze, riuscendo a sconfiggere la Legione durante la battaglia del Monte Hyjal, che tuttavia comportò la distruzione di Nordrassil. Senza l'Albero del Mondo, il dono di Nozdormu agli elfi, l'immortalità, andò perduto[1][10][17], e anche la connessione col Sogno di Smeraldo, garantita dal dono di Ysera, diventò difficoltosa[18].

La nascita di Teldrassil[modifica | modifica wikitesto]

La devastazione causata dalla Terza Guerra portò un grande cambiamento nella società elfica, abbandonando la divisione fra i sessi che fino ad allora aveva favorito le donne[15][19]; ad esempio, l'accesso alla Sorellanza di Elune e alle Sentinelle venne aperto anche agli uomini[15][19].

Dopo la guerra, Fandral Elmocervo propose la creazione di un nuovo Albero del Mondo per sostituire Nordrassil, che si stava ancora riprendendo dalla battaglia del Monte Hyjal, così da riguadagnare l'immortalità perduta[16]. Malfurion si oppose, dicendo che la natura non avrebbe mai benedetto un atto così egoista[10], e che senza la benedizione di Nozdormu l'immortalità non sarebbe ritornata comunque[16]. Poco tempo dopo Malfurion ritornò a dormire nel Sogno di Smeraldo, da cui non fu più in grado di svegliarsi a causa dell'Incubo di Smeraldo: la leadership dei druidi passò quindi a Fandral.

Per prima cosa, egli convinse gli altri druidi a piantare un nuovo Albero del Mondo, Teldrassil[1][10][20], su un'isola al largo delle coste di Rivafosca: come previsto da Malfurion, Teldrassil non ricevette la benedizione degli Aspetti, che lo considerarono un atto d'arroganza, ma gli elfi costruirono comunque fra i suoi rami la città di Darnassus[16][20]. Tyrande, pur essendo la leader ufficiale degli elfi della notte, doveva spartire buona parte del suo potere politico con Fandral, ma i due non andavano d'accordo, e i litigi erano frequenti; tale animosità era comunque nota solo ai diretti interessati e ad alcuni membri del Circolo Cenariano e della Sorellanza di Elune[16]. In questo periodo, gli elfi della notte entrarono ufficialmente a far parte dell'Alleanza, partecipando alle sue campagne di guerra sia ad Azeroth che nelle Terre Esterne. Un grande numero di elfi della notte entrò inoltre a far parte del Circolo Cenariano, un'associazione druidica neutrale, viaggiando nei più disparati territori per risanare la terra.

La benedizione di Teldrassil[modifica | modifica wikitesto]

Tempo dopo la fine dei conflitti a Nordania, Fandral decise di convocare i druidi più potenti di Azeroth per risolvere il problema della corruzione di Teldrassil[21]: in realtà Fandral era stato corrotto già da tempo dall'Incubo di Smeraldo, che gli si era presentato sotto le sembianze di suo figlio. Il finto Valstann - illudendolo che questo l'avrebbe riportato in vita - aveva indotto Fandral a fare in modo che Teldrassil venisse corrotto fin dall'inizio e ad avvelenare lentamente il dormiente Malfurion Grantempesta con un'erba chiamata "morrowgrain"[21].

Grazie agli sforzi di Tyrande e Broll Orsomanto, Malfurion riuscì a liberarsi dall'Incubo e a svegliarsi, per poi distruggere il finto Valstann davanti agli occhi di Fandral. La "seconda morte" di suo figlio, insopportabile per l'elfo, lo distrusse psicologicamente[21]; egli venne rinchiuso negli Eremi di Hyajl[22], ma il grosso della popolazione elfica rimase all'oscuro di questo avvenimento, rimanendo a domandarsi che fine avesse fatto Fandral[20][23].

In seguito a ciò, Ysera e Alexstrasza accettarono di benedire Teldrassil, terminando la sua corruzione[20][21]; non essendo stato benedetto da Nozdormu, tuttavia, gli elfi della notte rimasero mortali.

Il ritorno degli Shen'dralar[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Sentinel Stillbough: You show some nerve coming to Teldrassil, Highborne. Your kind are unwelcome here. We have not forgotten the War of the Ancients or the minds behind it.
Archmage Mordent Evenshade: The lure of power is great. Mistakes were made.
Sentinel Stillbough: And we would not see those mistakes repeated. Return to your exile. »

(IT)

« Sentinella Ramofermo: Hai del coraggio a venire a Teldrassil, Eletto. La tua gente non è la benvenuta qui. Non abbiamo dimenticato la Guerra degli Antichi e le menti dietro di essa.
Arcimago Mordent Ombrapiatta: Il richiamo del potere è grande. Furono commessi degli errori.
Sentinella Ramofermo: E non noi vogliamo vedere quegli errori ripetuti. Ritornatene al tuo esilio. »

(Mordent Ombrapiatta e la Sentinella Ramofermo[24])

Nel periodo precedente il Cataclisma, nella società elfica si riaffacciarono gli Shen'dralar, una casta di Eletti rimasta fino ad allora segregata a Maglio Infausto (a Feralas), che aveva continuato a praticare la magia arcana[25]. L'arcimago Mordent Ombrapiatta cercò insistentemente di ottenere un'udienza con Tyrande[26], cosa molto difficile dato il rigetto degli elfi della notte verso la magia arcana[26], per tentare una riconciliazione; Mordent riteneva che nell'immediato futuro gli elfi della notte avrebbero avuto bisogno della conoscenza e delle abilità degli Eletti[24].

Dopo il risveglio di Malfurion, lui e Tyrande accettarono di reintegrare gli Eletti nella società elfica e permisero che gli elfi della notte fossero addestrati alle arti arcane[26]; tale evento non venne percepito positivamente da tutta la società, tanto che alcuni dei suoi membri più radicali, come le Guardiane, cominciarono ad assassinare gli Eletti mietendo diverse vittime prima di essere fermate[27].

La guerra contro l'Orda e le forze degli Dei Antichi[modifica | modifica wikitesto]

I rapporti già estremamente tesi degli elfi della notte con l'Orda si deteriorarono definitivamente dopo che Garrosh Malogrido divenne Capo di quest'ultima. Con l'apertura ufficiale delle ostilità fra Orda e Alleanza, gli elfi della notte subirono ingenti attacchi in buona parte dei loro territori. Il nord di Rivafosca venne invaso dai troll della tribù Lanciarotta, ma l'attacco venne respinto e la tribù quasi sterminata[28]. Valtetra divenne un vero e proprio campo di battaglia, con assedi da entrambe le parti lungo tutto il territorio[29]; in particolare, l'Orda riuscì ad espugnare e conquistare il Rifugio Vento Argentato[30]. Un conflitto particolarmente cruento prese il via nelle Vette di Petrartiglio, dove un comandante dell'Orda rase al suolo un intero terreno di addestramento di druidi elfi, pacifici e indifesi, con una bomba gigantesca[31].

Gli elfi della notte accorsero inoltre in aiuto della popolazione di Gilneas, colpita dalla maledizione degli worgen e sotto attacco dai Reietti. Quando Gilneas venne evacuata, gli elfi della notte ospitarono la popolazione nei loro territori, Darnassus inclusa, un fatto eccezionale considerata la loro reclusività[32].

Oltre agli scontri con l'Orda, gli elfi della notte si trovarono a dover fronteggiare attacchi da parte delle forze degli Dei Antichi (senzavolto, naga e cultisti del Martello del Crepuscolo) in molti dei loro territori, quali Valtetra, le Vette di Petrartiglio e Rivafosca[33]. In quest'ultima regione venne distrutta la città portuale di Auberdine[34].

Numerosi elfi della notte furono impegnati fra i ranghi dei Guardiani di Hyjal, nei combattimenti che ebbero luogo poco tempo dopo contro il Martello del Crepuscolo e le forze di Ragnaros sul Monte Hyjal. Al soldo di Ragnaros figurano anche altri elfi della notte, facenti parte dei druidi della fiamma guidati dal corrotto Fandral Elmocervo[35].

Più avanti venne riscoperta Pandaria, e lo storico Vaeldrin, ritenendo che in quella terra si trovassero le Fonti della Giovinezza con le quali poter restituire l'immortalità agli elfi della notte, chiese a Tyrande di inviarvi una missione[36]. Lei dapprima rifiutò, giudicandola troppo pericolosa e in definitiva non necessaria, ma in seguito ad una visione che le assicurava che una "grande luce" sarebbe stata trovata in quel viaggio, inviò nella Giungla di Krasarang un intero battaglione di Sentinelle[36]; le Fonti della Giovinezza vennero poi effettivamente trovate, tuttavia avevano il potere di trasferire la vita da una persona all'altra, non di concedere l'immortalità[37].

A Pandaria venne anche rinvenuta la Campana Divina, un potente artefatto che gli elfi della notte riuscirono a recuperare e portare a Darnassus[38], da dove venne però trafugata da agenti dell'Orda[39]. Successivamente, durante l'assedio di Orgrimmar (che avrebbe segnato la fine del conflitto fra le due fazioni), la stessa Tyrande guidò un'armata di elfi della notte per tenere impegnati i kor'kron davanti alle porte della città, permettendo alle forze dell'Alleanza e ai ribelli dell'Orda di proseguire al suo interno[40]. In seguito al patto di non belligeranza tra la nuova Orda di Vol'jin e l'Alleanza, firmato dopo la sconfitta di Garrosh, Valtetra torna completamente sotto il controllo degli Elfi della Notte, i quali tuttavia promettono di cessare ogni tentativo di riconquista di Azshara.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

« Sembrano elfe, ma sono troppo alte, e troppo violente. »

(Grom Malogrido, al primo incontro/scontro con delle Sentinelle[41].)

Gli elfi della notte sono una razza umanoide, chiaramente basata sugli elfi classici presenti in molte altre ambientazioni fantasy. Sono alti in media 2,15 metri, molto più degli umani. La loro razza è contraddistinta da sopracciglia ed orecchie molto lunghe[1]; il colore della pelle può variare in diverse tonalità di viola e blu, mentre i capelli hanno colorazioni viola, blu, bianche, verdi o, raramente, nere: molti elfi della notte hanno dei tatuaggi sul viso i quali hanno il significato di rito di passaggio e rappresenta il loro stretto legame con la natura. In caso d'imbarazzo, la pelle assume una colorazione nera[42]. Essendo guerrieri per natura, gli elfi della notte mettono in risalto una muscolatura asciuttaː i maschi hanno torace e spalle larghe mentre le femmine sono agili e sinuose ma sempre forti.

I sensi degli elfi della notte sono molto acuti, e sono in grado di vedere perfettamente anche in condizioni di bassa luminosità; da dopo la perdita dell'immortalità, la durata media della vita degli elfi della notte è ancora di diverse migliaia di anni[1].

Schema raffigurante l'evoluzione dai troll agli elfi

Gli occhi degli elfi della notte brillano di una luce argentata o dorata, caratteristica data dall'esposizione alla magia del Pozzo dell'Eternità[1]; lo splendore degli occhi può rendere difficile, soprattutto da alcune angolazioni o sotto particolari condizione di luce, distinguere le loro pupille, che però sono presenti[1]. In origine, occhi dorati erano molto rari e considerati segno che l'individuo avrebbe fatto grandi cose: sia Azshara che Illidan avevano occhi dorati, e il destino di questi due personaggi rivelò ben presto quanto questa teoria fosse falsa, e si comprese più tardi che gli occhi dorati erano un segno di grandi potenzialità druidiche, sebbene ciò non volesse dire che tali potenzialità fossero comprese o accettate[1]; molti druidi nati con occhi argentati, inoltre, se li videro cambiare di colore dopo un lungo addestramento[1].

Un altro segno analogo è la crescita di corna da cervo sulla fronte, anche queste segno di un futuro grandioso[43]. Alcuni elfi della notte nascono già con le corna (come Broll Orsomanto)[43], mentre ad altri crescono successivamente (come a Malfurion Grantempesta)[44].

Gli elfi della notte presentano alcune somiglianze con la razza dei troll[1], come le orecchie lunghe o il colore della pelle simile. Fin dall'inizio molti troll sostenevano la teoria che gli elfi della notte fossero in origine membri della loro razza[1][4][45], supportata anche dal fatto che essi stessi, prima dell'ascesa degli elfi della notte, dominavano gran parte del mondo[1]. Gli elfi della notte comunque hanno sempre rigettato questa teoria, considerandola assurda e aberrante, originatasi solo perché i troll non sarebbero in grado di accettare di essere stati sconfitti da una razza diversa dalla loro[1]. L'esploratore nano Brann Barbabronzea ha infine scoperto la verità da parte del risorto Cenarius, di Freya e del Tribunale delle Ere, rivelando che gli elfi della notte si sono evoluti dai troll oscuri grazie alle energie del Pozzo dell'Eternità[3]. Gli elfi della notte hanno la peculiarità di trasformarsi in fuochi fatui dopo la morte; tuttavia, esistono anche casi di elfi della notte che, dopo il decesso, sono diventati fantasmi "normali".

Governo e società[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente, il governo elfico era una monarchia, che aveva come centro principale la città di Zin-Azshari[5]. Il popolo era principalmente diviso in due caste: la gente comune e gli Eletti, o quel'dorei[5]. Dopo la Guerra degli Antichi il vecchio sistema venne rigettato: tutte le organizzazioni che avevano a che fare con la magia arcana, come le Guardie della Luna, vennero sciolte[14]. Molte delle ex Guardie della Luna aderirono al druidismo: dato che solo i maschi potevano entrare a far parte del corpo delle Guardie della Luna, la stragrande maggioranza dei primi druidi fu di sesso maschile, e di conseguenza le arti druidiche furono considerate per lungo tempo appannaggio esclusivamente maschile[14]. La rigidissima divisione dei ruoli di genere (che impediva d'altro canto ai maschi di entrare nell'esercito o nel clero) era intrisa nella società elfica e, quando venne alleggerita, il cambiamento sociale fu tumultuoso[46]; la separazione fra i ruoli, ad ogni modo, permase anche nel periodo successivo, e solo dopo la Terza Guerra la situazione cominciò a cambiare visibilmente[1].

In seguito alla Guerra degli Antichi, il governo degli elfi della notte si trasformò in una teocrazia, con la Sorellanza di Elune a detenere la maggior parte del potere: essendo stata una delle poche organizzazioni degli elfi della notte a sopravvivere al conflitto, fu ampiamente coinvolta nella ricostruzione della società dopo la guerra. Chi è a capo della Sorellanza di Elune è a capo degli elfi della notte: il ruolo è ricoperto da Tyrande Soffiabrezza sin dalla fine della Guerra degli Antichi. I druidi fanno parte di un'organizzazione neutrale, il Circolo Cenariano[18], tuttavia l'arcidruido degli elfi della notte è una figura importante nella loro società, ed è molto influente nelle scelte governative[16].

Gruppi militari[modifica | modifica wikitesto]

Prima della Guerra degli Antichi gli elfi della notte disponevano di un esercito regolare, guidato perlopiù da nobili[15]. Esso era affiancato da altri gruppi militari: tra questi si ricordano le Guardie Lunari, che erano un corpo di incantatori volto alla difesa della capitale Zin-Azshari (esistevano corpi analoghi che proteggevano altre città, ma non erano ufficialmente riconosciuti dal governo)[14], e i Cavalieri di Drago di Loreth'Aran, guerrieri che operavano assieme ai draghi verdi[47]. Questi ultimi vennero distrutti completamente durante la Guerra degli Antichi[47], mentre l'esercito venne sciolto in seguito, così come le Guardie Lunari e tutte le organizzazioni simili[14].

Da dopo la Guerra degli Antichi gli elfi della notte dispongono di due forze militari: le Sentinelle e le Guardiane, entrambe nate in seno alla Sorellanza di Elune[12]. Tali corpi militari hanno un proprio leader, che è però a sua volta sotto l'autorità del capo del governo elfico, cioè Tyrande[12][15].

Le Sentinelle (Sentinels) costituiscono il vero e proprio esercito degli elfi della notte, e sono sotto il controllo di Shandris Piumaluna[15]. Sebbene i membri siano quasi tutti femmine elfe della notte, sono presenti anche maschi[15] e, in alcuni casi, anche membri di altre razze, ad esempio worgen. I membri delle Sentinelle hanno come unico scopo la difesa del popolo e dei territori degli elfi della notte[15]; l'addestramento è lungo, e aumenta ancora per le guerriere più esperte[15]. Nonostante molte Sentinelle siano cadute durante la Terza Guerra, l'organizzazione conta ancora un buon numero di veterane[15].

Le Guardiane (Wardens) sono un corpo militare di élite molto più ridotto, che si occupa della sorveglianza delle prigioni come anche di dare la caccia ai criminali[12]. Si formarono sotto la guida di Maiev Cantombroso dopo la Guerra degli Antichi, ed erano originariamente composte da volontarie della Sorellanza di Elune. Si aprirono successivamente anche a membri provenienti da altri ambiti (comunque rigorosamente donne), ma il gruppo non fu mai molto ampio[12]. Esse vennero pressoché sterminate in parte dalla stessa Tyrande durante la liberazione di Illidan e in parte da quest'ultimo durante il suo inseguimento[12]. Dopo la morte di Illidan nelle Terre Esterne Maiev fece ritorno a Darnassus, dove prese ad addestrare altre Guardiane; tuttavia lei e alcune sue luogotenenti si resero responsabili di alcuni delitti, così il gruppo venne nuovamente sciolto e riformato sotto il controllo di Jarod Cantombroso. Un'altra branca di Guardiane, guidata da Saynna Calcatuono e chiamata Custodi dell'Ombra (Shadow Wardens), è stata formata per sorvegliare la prigione di Elmocervo sul Monte Hyjal; tale gruppo ha partecipato attivamente durante la battaglia nelle Terre del Fuoco, schierandosi con i Guardiani di Hyjal[48].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

In alto, un torii, elemento tipico dell'architettura giapponese; in basso il Tempio di Afaia, un esempio di architettura greca classica; l'architettura "moderna" degli elfi della notte prende spunto dalla prima, quella "antica" dalla seconda.

Gli elfi della notte sono un popolo con una profonda affinità verso la natura, come i tauren; tra di loro è dunque molto importante la pratica del druidismo, ovvero l'arte di usare la magia legata alla natura, e i druidi sono dunque molto considerati.

L'architettura degli elfi della notte prende spunto da quella giapponese, come evidenziato da diversi edifici a torre estremamente simili al tempio di Yakushi-ji e a strutture chiaramente ispirate ai torii[49]. Le rovine elfiche sparse un po' ovunque nel pianeta (specie a Kalimdor) e risalenti al periodo precedente la Guerra degli Antichi, invece, sono di chiara ispirazione greca classica[50].

Gli elfi della notte parlano il darnassiano (darnassian)[51], lingua conosciuta anche da altre razze fra cui le driadi, i custodi della selva, le arpie e gli alberi arcani. Dal darnassiano si sono sviluppate altre lingue, il thalassiano (thalassian, parlato da alti elfi ed elfi del sangue) e il nazja (parlato dai naga)[51]; tuttavia, dati i pessimi rapporti con queste razze, gli elfi della notte ritengono offensive le comparazioni fra il darnassiano e le lingue da esso derivate[51]. Molti elfi della notte conoscono inoltre la lingua comune (common).

Da tempo immemore fra gli elfi della notte è diffuso l'addestramento delle fiere, possenti creature feline che fungono sia da compagni per i cacciatori che da cavalcature, in special modo per le Sentinelle, costituendo un tassello importante della cultura degli elfi della notte[10].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

« All'inizio eravamo nell'oscurità, e non potevamo vedere. Abbiamo chiesto una guida e la luna ha cominciato a splendere su di noi. La sua luce morbida ci ha illuminato la notte e ci ha dato conforto. Ci ha toccato fin nel profondo, così che potessimo vedere anche quando la luna non ci fosse stata... »

(Tyrande Soffiabrezza[52])

Gli elfi della notte venerano diverse divinità ma una sopra a tutte, Elune; essa è riverita in particolare dalla Sorellanza di Elune, ma anche da tutta la popolazione, compresi i molti che seguono il druidismo. La loro cultura è talmente intrisa del culto di Elune che Elune-adore ("Che Elune sia con te") è un saluto comune non solo fra il clero, ma anche nel resto della popolazione[51]. Sono comunque diffusi un sentito rispetto ed una profonda venerazione per gli Antichi Guardiani, in particolare Malorne e Cenarius.

La Sorellanza di Elune è l'organizzazione più importante della società elfica, avendo anche il controllo sulle Sentinelle e sulle Guardiane[19]. Dalla sua fondazione, essa accettava solamente membri di sesso femminile, e solo dopo la devastazione portata dalla Terza Guerra ha subìto una riforma, consentendo anche ai maschi di divenire sacerdoti (sebbene le sacerdotesse restino comunque la maggioranza)[19]. I membri della sorellanza, oltre alle arti sacerdotali, vengono anche addestrati al combattimento e alla tattica, e seguono e assistono l'esercito elfico durante le battaglie[19]. Le sacerdotesse possono anche essere poste alla guida di un esercito[43].

Rapporti con le altre razze[modifica | modifica wikitesto]

« Elfi del sangue e naga! Le vostre razze bastarde sono un insulto a tutto ciò che gli elfi della notte rappresentano! »

(Maiev Cantombroso[53])

Gli elfi della notte sono un popolo schivo: sebbene amichevoli verso i loro alleati, la loro intrinseca diffidenza verso le altre razze danneggia i loro rapporti; non mancano nella società elfica persone che disprezzano apertamente quelle che considerano "le razze inferiori", in alcuni casi anche personalità di rilievo, come Desdel Stareye, Fandral Elmocervo e Maiev Cantombroso. La società elfica tende inoltre alla seclusione, e atti di generosità come l'asilo dato agli worgen sono assai rari[32]; non mancano comunque dimostrazioni di altruismo, come l'aiuto dato ai tauren per la riconquista di un loro avamposto nei Millepicchi[54]. Costituiscono un caso particolare, inoltre, i Cavalieri di Drago di Loreth'Aran, un gruppo militare che era basato sull'attuale Isola di Brumacremisi, cooperante con lo stormo dei draghi verdi e che aveva ricevuto la benedizione della stessa Ysera; essi vennero però distrutti dallo stormo nero durante la Guerra degli Antichi[47].

Nonostante siano loro diretti discendenti, gli elfi della notte hanno un rapporto teso, quando non pessimo o addirittura ostile, verso gli alti elfi e gli elfi del sangue, a causa delle inconciliabili differente culturali[1]. Sono pessimi anche i rapporti con la razza dei troll, fin dalla nascita della civiltà elfica[1], per non parlare dell'odio viscerale che serpeggia fra gli elfi della notte e i naga.

Nonostante abbiano lottato fianco a fianco con i guerrieri dell'Orda durante la Battaglia del Monte Hyjal, dopo la fine del conflitto gli elfi della notte tagliarono tutti i ponti con gli orchi a causa della precedente uccisione di Cenarius da parte di Grom Malogrido; molti elfi della notte, anzi, cominciarono a una vera e propria "caccia all'orco". L'odio verso gli orchi fu proprio uno dei fattori che spinse gli elfi della notte a supportare gli sforzi militari dell'Alleanza. La situazione con l'Orda passò da piccole scaramucce alla guerra aperta dopo che gli orchi, non più in grado di sostenersi con le risorse delle Savane e di Durotar, invasero Valtetra.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

In Warcraft III[modifica | modifica wikitesto]

In Warcraft III: Reign of Chaos, dove sono introdotti per la prima volta, gli elfi della notte sono una delle quattro razze giocabili, assieme a umani, orchi e non morti; analogamente a umani ed orchi, di fatto gli elfi della notte sono una fazione più che una razza, dato che comprendono anche unità di razze differenti (nello specifico driadi, custodi della selva, giganti della montagna, fuochi fatui, alberi arcani, ippogrifi, chimere e draghi immaginari).

Mentre orchi e umani hanno mantenuto una giocabilità più simile a quella dei titoli precedenti, gli elfi della notte e i non morti hanno introdotto alcune caratteristiche di gioco nuove: ad esempio, gli elfi della notte necessitano di "intrappolare" la miniera con le radici di un Albero della Vita per poterne estrarre l'oro, operazione che i fuochi fatui effettuano sul posto; anche la legna viene immagazzinata direttamente dagli alberi, che non vengono consumati nel processo[55]. Una buona metà edifici degli elfi della notte sono alberi arcani: il fuoco fatuo viene consumato nel processo di costruzione dell'albero, che può però attaccare i nemici e anche sradicarsi, spostarsi e ripiantarsi in un altro luogo[55].

Rispetto alle altre razze, le torri difensive degli elfi della notte (anch'esse alberi arcani) sono più lente e meno efficaci; ciò è compensato dalla capacità degli alberi arcani di attaccare, nonché dai poteri curativi dei pozzi lunari (strutture il cui scopo primario è fornire il cibo)[55]. Gli elfi della notte sono anche l'unica razza la cui unità difensiva di base (l'arciere) attacca a distanza anziché corpo a corpo[55]; gli arcieri, insieme alle cacciatrici e agli eroi Sacerdotessa della Luna e Guardiana, possiedono la capacità di diventare invisibili, stando fermi, durante la notte[55].

In World of Warcraft[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori che utilizzano gli elfi della notte in World of Warcraft hanno a disposizione le classi di ladro, druido, cacciatore, sacerdote e guerriero. Con Wrath of the Lich King si è aggiunta anche la nuova classe del cavaliere della morte, con Cataclysm quella del mago, prima non accessibile ai personaggi elfi della notte, con Mists of Pandaria quella nuova del monaco e con Legion quella del Cacciatore di demoni.

La zona da cui partono i personaggi di questa razza è Teldrassil[10], per poi proseguire nella regione di Rivafosca, mentre la cavalcatura standard è la fiera[10]. Gli elfi della notte conoscono i linguaggi comune e darnassiano, e dispongono dei seguenti tratti razziali[10]:

  • Elusività (Elusiveness): riduce le possibilità di essere individuati quando Occultamento è attivo e aumenta la velocità di movimento quando occultati del 5%.
  • Occultamento (Concealment): quando attivata rende il personaggio occultato, diminuendo le probabilità di essere individuati da mob o giocatori avversari.
  • Rapidità (Quickness): riduce del 2% le possibilità di essere colpiti da attacchi in mischia o a distanza.
  • Resistenza alla Natura (Nature resistance): riduce del 2% le possibilità di essere colpiti da attacchi di tipo nature.
  • Spirito di Fuoco Fatuo (Wisp spirit): quando il personaggio muore, il suo spirito assume la forma di un fuoco fatuo, aumentando del 75% la velocità di movimento.
  • Tocco di Elune (Touch of Elune): il giorno offre 1% di critico e la notte 1% di celerità.

Tabella riassuntiva delle statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Classe Forza Agilità Resistenza Intelletto Spirito
Guerriero 19 24 22 20 20
Cacciatore 16 27 21 20 21
Ladro 17 27 21 20 20
Sacerdote 16 24 20 22 23
Mago 17 25 19 23 22
Monaco 17 25 21 22 20
Druido 17 24 20 22 22
Cavaliere della morte 104 77 99 29 42

Ideazione e popolarità[modifica | modifica wikitesto]

Due cosplayer vestite da druide elfe della notte.

Gli elfi della notte erano originariamente basati sui drow[56], la nota razza di elfi dalla pelle scura tipica delle ambientazioni di Dungeons & Dragons. Ciò era più evidente in Warcraft III, dove la separazione dei ruoli di genere era simile a quella dei drow (donne al comando, guerriere e sacerdotesse, uomini incantatori).

Sebbene siano stati introdotti in Warcraft III (uscito nel 2002), riferimenti agli elfi della notte sono riscontrabili in altro materiale della serie ad esso precedente. Si fa riferimento a degli "elfi scuri" già in Day of the Dragon[57], edito nel 2001, e ai "kaldorei" in Lord of the Clans; la citazione più evidente è tuttavia ne L'ultimo Guardiano di Jeff Grubb, anch'esso datato 2001, dove Medivh racconta l'intera storia della Guerra degli Antichi[58].

Dalla loro comparsa in Warcraft III, gli elfi della notte sono divenuti una delle razze simbolo dell'universo di Warcraft. GameSpot riportò una critica positiva, riguardante il fatto che le razze degli elfi della notte e dei non morti introducevano alcune nuove ed interessanti meccaniche non presenti nei precedenti titoli della serie, riprendendo alcune caratteristiche da StarCraft[59].

Dall'uscita di World of Warcraft, la razza è divenuta particolarmente nota a causa dell'animazione di danza delle femmine, decisamente sensuale e ripresa dal video di J'en ai marre!, un singolo della cantante francese Alizée[60]. A tal riguardo, una delle frasi scherzose ottenibili dagli stessi personaggi elfi della notte femmina è "*tono sarcastico*Oh, guarda, sto ballando di nuovo! *tono cupo*Spero che i tuoi amici stiano apprezzando lo spettacolo"[61]. In seguito ad una pubblicità di World of Warcraft dove l'attore Mr. T asseriva di essere un "night elf mohawk", un PNG elfo della notte con le sue fattezze è stato aggiunto nel gioco per un certo periodo e quel tipo di pettinatura è stato reso disponibile per i PG elfi della notte[62].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab (EN) Blizzard Entertainment, Night Elves (XML), su The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2008).
  2. ^ a b c d (EN) Blizzard Entertainment, The History of Warcraft - Chapter I: Mythos - The Waking World and the Well of Eternity, su us.battle.net. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2011).
  3. ^ a b (EN) AA. VV. (testi), AA. VV. (disegni); World of Warcraft: The Magazine, in Warcraft vol. II n. I, Future plc, 2011.
  4. ^ a b c (EN) Anne Stickney, Know Your Lore: Current Horde politics, the Trolls, su wow.joystiq.com, 24 aprile 2010. URL consultato il 25 novembre 2013.
  5. ^ a b c d e f g h i j k (EN) Elizabeth Wachowsky, Know Your Lore: Azshara, su wow.joystiq.com, 6 dicembre 2007. URL consultato il 25 novembre 2013.
  6. ^ a b c Knaak (2007a), p. 64.
  7. ^ Knaak (2007a), p. 145.
  8. ^ Knaak (2007a), p. 146.
  9. ^ Knaak (2007b), pp. 57, 58.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) Blizzard Entertainment, Races of World of Warcraft - Night Elves, su us.battle.net. URL consultato il 25 novembre 2013.
  11. ^ Knaak (2007b), p. 178.
  12. ^ a b c d e f (EN) Blizzard Entertainment, Watchers (XML), su The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2007).
  13. ^ a b c d e f g (EN) Anne Stickney, Know Your Lore: Current Alliance politics -- the Night Elves, Part 1, WoW Insider, 8 maggio 2010. URL consultato il 25 novembre 2013.
  14. ^ a b c d e (EN) Blizzard Entertainment, Moon Guard (XML), su The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2007).
  15. ^ a b c d e f g h i j k (EN) Blizzard Entertainment, Sentinels (XML), su The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  16. ^ a b c d e f g h i (EN) Anne Stickney, Know Your Lore: Current Alliance Politics -- the Night Elves, Part 2, WoW Insider, 9 maggio 2010. URL consultato il 25 novembre 2013.
  17. ^ a b c d (EN) Anne Stickney, Know Your Lore: Current Alliance politics -- the Night Elves page 2, WoW Insider, 8 maggio 2010. URL consultato il 25 novembre 2013.
  18. ^ a b (EN) Blizzard Entertainment, Druid (XML), su The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  19. ^ a b c d e (EN) Blizzard Entertainment, Sisterhood of Elune (XML), su The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  20. ^ a b c d (EN) World of Warcraft, dialoghi con la Shade of the Kaldorei (testo su Wowpedia).
  21. ^ a b c d (EN) Anne Stickney, Know Your Lore: Current Alliance Politics -- the Night Elves page 2, WoW Insider, 9 maggio 2010. URL consultato il 25 novembre 2013.
  22. ^ (EN) World of Warcraft, missione Return to Alysra (testo su Wowpedia).
  23. ^ (EN) World of Warcraft, dialogo fra due PNG elfi della notte (testo su Wowpedia).
  24. ^ a b (EN) World of Warcraft, dialogo fra Mordent Ombrapiatta e la Sentinella Ramofermo (testo su Wowpedia).
  25. ^ (EN) Anne Stickney, Know Your Lore: History of the Shen'dralar, WoW Insider, 31 luglio 2010. URL consultato il 25 novembre 2013.
  26. ^ a b c (EN) Anne Stickney, Know Your Lore: History of the Shen'dralar, page two, WoW Insider, 31 luglio 2010. URL consultato il 25 novembre 2013.
  27. ^ Knaak (2011), 272-275
  28. ^ (EN) World of Warcraft, missione The Front Line (testo su Wowpedia).
  29. ^ (EN) World of Warcraft, missione Mor'Shan Defense (testo su Wowpedia).
  30. ^ (EN) World of Warcraft, missione Simmer Down Now (testo su Wowpedia).
  31. ^ (EN) World of Warcraft, missione To Be Horde... (testo su Wowpedia).
  32. ^ a b (EN) World of Warcraft, missione The Howling Oak (testo su Wowpedia).
  33. ^ (EN) World of Warcraft, missioni That Which Has Risen, Back to the Depths! e The Devourer of Darkshore (testi 1, 2 e 3 su Wowpedia).
  34. ^ (EN) World of Warcraft, missione Three Hammers to Break (testo su Wowpedia).
  35. ^ (EN) World of Warcraft, missione The Nordrassil Summit (testo su Wowpedia).
  36. ^ a b World of Warcraft, Diario di Vaeldrin (testo su Wowpedia).
  37. ^ World of Warcraft, missione The Waters of Youth (testo su Wowpedia).
  38. ^ World of Warcraft, missione The Divine Bell (testo su Wowpedia).
  39. ^ World of Warcraft, missione The Darnassus Mission (testo su Wowpedia).
  40. ^ World of Warcraft, instance dell'Assedio di Orgrimmar, sezione "Before the Gate" ((EN) Before the Gates, in Wowpedia, Curse Inc.)
  41. ^ Blizzard Entertainment, Warcraft III: Reign of Chaos - L'invasione di Kalimdor - Gli spiriti di Ashenvale.
  42. ^ Knaak (2007a), p. 53.
  43. ^ a b c Walter Simonson (testi), Ludo Lullabi, Sandra Hope (disegni); Straniero in terra straniera, in World of Warcraft: il fumetto vol. 2, Panini Comics, luglio 2008; traduzione in italiano di Andrea Toscani.
  44. ^ Knaak (2007c), p. 300.
  45. ^ (EN) Blizzard Entertainment, The Twin Empires - libro interno a World of Warcraft (testo su Wowpedia).
  46. ^ (EN) World of Warcraft, descrizione dell'oggetto Druid and Priest Statue Set (testo su Wowpedia).
  47. ^ a b c (EN) World of Warcraft, dialogo con il Principe Toreth (testo su Wowpedia).
  48. ^ (EN) World of Warcraft, missione The Shadow Wardens (testo su Wowpedia).
  49. ^ Alcuni esempi di architettura degli elfi della notte tratti da Wowpedia: il villaggio di Astranaar (Valtetra) dal gioco di carte collezionabili, screenshot del villaggio di Lor'danel (Rivafosca), del Rifugio Cenariano (Paludi di Zangar) e dell'Isola di Shalandis (Terre Spettrali).
  50. ^ Alcuni esempi di architettura antica degli elfi della notte tratti da Wowpedia: screenshot del Tempio di Arkkoran (Azshara), del Tempio di Quel'Dormir (Distesa Scintillante), delle Rovine di Lar'donir (Monte Hyjal) e delle Rovine di Eldra'nath (Tundra Boreale).
  51. ^ a b c d (EN) Blizzard Entertainment, Darnassian (XML), su The Warcraft Encyclopedia. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  52. ^ Knaak (2011), p. 99.
  53. ^ Blizzard Entertainment, Warcraft III: The Frozen Throne - Maledizione Elfi del Sangue - Alla ricerca di Illidan; una delle frasi casuali pronunciate da Maiev.
  54. ^ (EN) World of Warcraft, missione Free Freewind Post (testo su Wowpedia).
  55. ^ a b c d e (EN) Brad Shoemaker, Warcraft III: Reign of Chaos Walkthrough, Gamespot. URL consultato il 15 novembre 2013.
  56. ^ (EN) Jeff Green, Bart G. Farkas The Art of Warcraft, pag. 58.
  57. ^ (EN) Richard A. Knaak, Day of the Dragon, pag. 160.
  58. ^ Grubb, p. 48, 49.
  59. ^ (EN) GameSpot, Warcraft III: Reign of Chaos - Night Elves, su gamespot.com. URL consultato il 25 novembre 2013.
  60. ^ (EN) Definizioni di "night elf", Urban Dictionary. URL consultato il 25 novembre 2013.
  61. ^ (EN) Elenco delle frasi scherzose su Wowpedia.
  62. ^ (EN) Wowhead - Mr. T Commercial #1 - Mohawk Grenade, su wowheadnews.com. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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