Dalaran

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Dalaran
Dalaran.jpg
Dalaran appena prima della sua distruzione
durante la Terza Guerra
TipoCittà-stato
Creazione
SagaWarcraft
IdeatoreBlizzard Entertainment
Appare inLibri, fumetti e videogiochi della serie Warcraft.
Caratteristiche immaginarie
GovernoMagocrazia
CapoKirin Tor, arcimago Rhonin
Nascita2.800 anni prima della Prima Guerra[1]
PianetaAzeroth
ContinenteNorthrend, precedentemente Regni Orientali
RegioneCrystalsong Forest, precedentemente Monti Alterac
RazzeSoprattutto umani, alti elfi, gnomi ed elfi del sangue.

Dalaran è una città dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. È una città di maghi, e funge da luogo neutrale per il continente di Nordania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Quando gli alti elfi chiesero aiuto al neonato impero umano di Arathor durante le Guerre dei Troll, in cambio accettarono di insegnare a pochi eletti di quel popolo l'uso della magia, che era stata finora sconosciuta agli umani. Venne così fondata la città di Dalaran, alle pendici delle Montagne d'Alterac e sulle rive del Lago Lordamere, a Lordaeron, circa 2.800 anni prima della Prima Guerra. Dopo 1.600 anni dalla fondazione della città, l'impero di Arathor, raggiunte proporzioni enormi, si divise in sette distinte nazioni, fra le quali Dalaran, che divenne una città-stato[1]. Venne istituito un concilio di maghi, il Kirin Tor[2], che ha il compito di sorvegliare e comandare la città dalla Cittadella Violacea, un'alta torre che svettava al centro di Dalaran[3]. Col passare degli anni, Dalaran divenne un centro magico importantissimo, con le migliori biblioteche e i migliori laboratori dei Regni Orientali[3].

Seconda Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Dalaran, ai tempi guidata dal saggio arcimago Antonidas, accettò di buon grado la proposta di formare un'Alleanza[2] per respingere l'Orda degli orchi proveniente da sud. Durante il conflitto, che divenne noto come la Seconda Guerra, la città venne però assediata e saccheggiata dall'Orda[2]. Grazie ad un artefatto chiamato "Occhio di Dalaran" fu però ricostruita in brevissimo tempo[2]. L'Occhio venne rubato di lì a poco dal cavaliere della morte Teron Malacarne, e anche se venne poi recuperato da Khadgar e dai suoi alleati, da allora la sua locazione è sconosciuta[2]. Nel periodo successivo a questa ricostruzione, Dalaran fu luogo di studi per diversi personaggi importanti della storia di Warcraft, in primo luogo Jaina Marefiero, Kael'thas Solealto, Kel'Thuzad e Arugal.

Terza Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Dalaran venne di nuovo assediata durante la Terza Guerra: dopo aver ucciso re Terenas Menethil II di Lordaeron e aver messo a ferro e fuoco quel regno, il cavaliere della morte Arthas Menethil guidò le forze del Flagello dei non morti verso Dalaran per appropriarsi del libro degli incantesimi di Medivh contenuto nelle sue biblioteche. Antonidas e gli altri arcimaghi eressero uno scudo magico che danneggiava tutte le creature non morte che vi entravano per impedire l'accesso al Flagello. Le forze di Arthas riuscirono però a farsi strada all'interno della città e ad uccidere gli abitanti e gli arcimaghi, compreso Antonidas[3][2]. Usando il libro degli incantesimi di Medivh, il lich Kel'Thuzad aprì un portale con cui evocò il demone Archimonde, comandante in campo della Legione Infuocata[3]. Con un incantesimo, Archimonde rase completamente al suolo la città riducendola ad un cumulo di macerie[3][2].

Abbandonata dai non morti, Dalaran fu ripresa dalle forze superstiti del regno di Lordaeron, guidate dallo xenofobo Gran Maresciallo Garithos. A lui si unirono gli elfi del sangue del principe Kael'thas Solealto, ma dopo che ebbero collaborato alcune volte con i naga, Garithos li fece rinchiudere nei sotterranei della città. Con l'aiuto di Dama Vashj, Kael'thas e gli elfi fuggirono dalle segrete e raggiunsero le Terre Esterne tramite il portale aperto tempo prima da Kel'Thuzad, chiudendoselo poi alle spalle.

Lasciata anche dalle forze di Garithos, Dalaran ritornò sotto il controllo dei suoi stessi superstiti non molto tempo dopo[3], guidati dall'arcimago Ansirem Tessirune. I resti della città vennero racchiusi in una cupola violetta, opaca e traslucida[3], impenetrabile a chiunque[2]. Tale cupola venne riportata anche in World of Warcraft: i giocatori non potevano attraversarla, essendo come un muro solido, ma non aveva altri effetti; Brann Barbabronzea, in Terre del Conflitto, afferma però che i maghi di Dalaran lo avvisarono di non avvicinarvisi troppo, e che un coniglio arrivato troppo vicino alla cupola venne disintegrato con una fiammata[3].

Guerra del Nexus[modifica | modifica wikitesto]

Dalaran venne riportata alla luce con la seconda espansione di World of Warcraft, Wrath of the Lich King. L'Aspetto Draconico della magia, Malygos, ripresosi dopo anni di debolezza, decise di impedire ai mortali di usare la magia[2], ritenendo che non potessero far altro che causare danni. Naturalmente del tutto contrari a ciò, i maghi del Kirin Tor, guidati non più da Tessirune ma da Rhonin, decisero di operare un incantesimo che trasportò la città da Lordaeron alla Foresta di Cristallo, a Nordania[2], una regione satura di magia. Il Kirin Tor ottenne anche il supporto degli altri draghi della Lega dei Draghi, poiché il metodo che Malygos stava usando per appropriarsi della magia stava avendo conseguenze disastrose per Azeroth, e diedero inizio alla Guerra del Nexus.

Per intensificare gli sforzi nella Guerra del Nexus Rhonin, su pressione dell'arcimago Aethas il Predatore del Sole, rese Dalaran una città neutrale, permettendo anche ai membri della Nuova Orda di accedervi, nonostante il parere contrario di molti fra cui anche la sua stessa moglie Vereesa Ventolesto[2]. Quest'ultima costituì il Patto d'Argento, una fazione di alti elfi che si oppone all'Orda, controbilanciata dai Predatori del Sole, guidati dall'omonimo arcimago, che invece la sostiene. Alcuni maghi di Dalaran, ritenendo Malygos troppo forte da sconfiggere, si schierarono dalla sua parte, come ad esempio l'alta elfa Telestra o l'umano Urom.

Data la sua vicinanza a Corona di Ghiaccio, Dalaran funse anche da base operativa per colpire le forze del Flagello. In seguito, inoltre, essendo il punto più elevato dell'interno continente, venne usata come punto per l'invio del "segnale Alfa" al pantheon dei Titani in seguito alla sconfitta di Algalon.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Prima dello spostamento, la città di Dalaran era considerata parte della regione delle Montagne d'Alterac, vicino al confine con la Selva Pinargento ad ovest e le Alture di Colletorto a sud, adagiata sulla sponda meridionale del Lago Lordamere nel centro-ovest di Lordaeron. Sulla mappa di World of Warcraft appariva semplicemente come una bolla viola, e non era possibile ai giocatori accedervi in alcun modo, né vedere cosa ci fosse oltre la cupola; attorno ad essa rimanevano solo alcun abitazioni in rovina e dei resti di mura. Con lo spostamento subìto in Wrath of the Lich King, Dalaran è diventata una città fluttuante nei cieli della Foresta di Cristallo, lasciando al suo posto a Lordaeron solo un profondo cratere.

Completamente ricostruita, la città non è comunque molto grande. La Cittadella Violacea, ad ovest, svetta sugli altri edifici con un'altezza vertiginosa. A nordest si trova il quartiere dei Predatori del Sole, contrapposto a quello del Patto d'Argento a sudovest. La Fortezza Violacea, la prigione di Dalaran, si trova nell'angolo sudorientale della città; altri punti di interesse sono Piazza di Tessiruna, al centro, e il memoriale ad Antonidas, situato a nord. Dalaran ha anche una fontana dei desideri nella Piazza del Vespro a sud, nota per la possibilità di pescare al suo interno monete con riportati i desideri dei più svariati personaggi dell'universo di Warcraft.

I sotterranei dove furono rinchiusi Kael'thas e i suoi elfi sono ancora presenti; vi si può accedere da diverse entrate sparse per la città, e ospitano diverse attività, fra cui una taverna con locanda (la Canti e Incanti), un'arena ed un mercato nero.

Il Kirin Tor[modifica | modifica wikitesto]

Il Kirin Tor è il concilio di sei maghi, eletti dalla popolazione[2], che governa la città di Dalaran, formando così una magocrazia (da μαγος, "mago" e κράτος, cràtos, "potere", cioè potere nelle mani dei maghi). Costituito fin dalla sua fondazione, il Kirin Tor era solito riunirsi nella Camera dell'Aria all'interno della Cittadella Violacea. Rimasto pressoché integro anche con il saccheggio della città durante la Seconda Guerra, il Kirin Tor non riuscì però a sottrarsi dalle grinfie del Flagello nella Terza, che portò alla morte di quasi tutti i suoi membri. Col termine Kirin Tor si identifica comunque anche il senato di Dalaran, composto da oltre 120 membri e di cui il concilio dei sei è a capo. Lo scopo del Kirin Tor non è solo quello di governare la città, ma anche quello di proteggerla.

Uno dei leader più noti del Kirin Tor è stato Antonidas, mentre quello attuale è Rhonin. Di seguito un elenco dei membri noti, passati e presenti, del Kirin Tor; i primi in grassetto sono quelli di cui si sa con certezza che hanno fatto o che fanno parte del concilio dei sei:

Membri precedenti noti[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonidas, umano, capo del Kirin Tor prima di Ansirem Tessirune, ucciso durante la Terza Guerra.
  • Kael'thas Solealto, elfo del sangue, posizione abbandonata probabilmente dopo la distruzione della città, in seguito alleatosi con la Legione ed ucciso da agenti dell'Offensiva del Sole Infranto.
  • Kel'Thuzad, umano, posizione abbandonata per studiare la necromanzia e fondare il Culto dei Dannati, divenuto lich ed in seguito ucciso a Dracombra da avventurieri.
  • Allistarj, umano, alleatosi col nathrezim Razelikh nelle Terre Devastate e ucciso da avventurieri.
  • Arugal, responsabile dell'evocazione degli worgen a Selva Pinargento, posizione abbandonata dopo la distruzione della città.
  • Bethor Scheggiafredda, umano, ucciso durante la Terza Guerra, resuscitato dal Flagello e divenuto poi Reietto.
  • Nielas Aran, umano, padre di Medivh, morto durante la manifestazione dei suoi poteri a 14 anni.
  • Telestra, alta elfa, schieratasi con Malygos e uccisa durante la Guerra del Nexus.
  • Ur, umano, studioso degli worgen, ucciso durante la Terza Guerra.
  • Urom, umano, schieratosi con Malygos e ucciso durante la Guerra del Nexus.

Membri noti a Cataclysm[modifica | modifica wikitesto]

  • Rhonin, umano, attuale capo del Kirin Tor;
  • Aethas, elfo del sangue, la sua presenza garantisce accesso all'Orda a Dalaran.
  • Modera, umana, una dei membri più anziani del concilio dei sei;
  • Ansirem Tessirune, umano, capo del Kirin Tor prima di Rhonin, posizione attuale nel Kirin Tor sconosciuta.
  • Baratea, umana, maga molto potente, posizione attuale nel Kirin Tor sconosciuta.
  • Cedric, umano, leader dei Violet Eye nel Valico Ventomorto, posizione attuale nel Kirin Tor sconosciuta.
  • Drenden, umano, membro del concilio dei sei durante la Seconda Guerra, fato in seguito ad essa sconosciuto.
  • Jaina Marefiero, la più potente arcimaga umana vivente, apprendista di Antonidas e leader di Theramore, posizione attuale nel Kirin Tor sconosciuta.
  • Khadgar, umano, attuale leader di Shattrath City nelle Terre Esterne, posizione attuale nel Kirin Tor sconosciuta.
  • Krasus, forma umanoide del drago rosso Korialastrasz. Membro del concilio dei sei durante la Seconda Guerra, posizione attuale nel Kirin Tor sconosciuta.
  • Vargoth, umano, leader dei maghi del Kirin Tor che seguirono la spedizione dell'Alleanza a Draenor, in seguito residente nella Landa Fatua e poi ritornato a Dalaran, posizione attuale nel Kirin Tor sconosciuta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Rob Baxter, Tim Campbell, Bob Fitch, Luke Johnson, Seth Johnson, Mur Lafferty, Andrew J. Scott Warcraft-gioco di ruolo - Le Terre di Azeroth - Supplemento Fantasy, p. 30.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l Alex Ziebart, Know Your Lore: Dalaran, WoW Insider. URL consultato il 3 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2010).
  3. ^ a b c d e f g h Rob Baxter, Tim Campbell, Bob Fitch, Luke Johnson, Seth Johnson, Mur Lafferty, Andrew J. Scott Warcraft-gioco di ruolo - Le Terre di Azeroth - Supplemento Fantasy, p. 89.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Dalaran, in Wowpedia, Curse Inc.

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