Antonidas

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Antonidas
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
SpecieUmano
SessoMaschio

« Che io abbia la forza di accettare quello che non posso cambiare, il coraggio di mutare ciò che può essere cambiato, e la saggezza per riconoscere la differenza. »

(Desiderio scritto sulla sua moneta nella fontana di Dalaran[1])

Nell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment, Antonidas era uno dei più potenti maghi di Dalaran, nonché leader del Kirin Tor, la magocrazia che governava la cittadella stessa.

È stato introdotto nel videogioco Warcraft III: Reign of Chaos e ripreso di sfuggita nella sua espansione The Frozen Throne. È in seguito stato inserito fra i personaggi dei romanzi Of Blood and Honor di Chris Metzen, La discesa delle tenebre di Aaron Rosenberg, Oltre il Portale Oscuro di Rosenberg e Christie Golden e Arthas - L'ascesa del Re dei Lich di Golden.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Antonidas era solo un ragazzo quando divenne apprendista del Kirin Tor, ed era un ottimo studente, che imparava velocemente[2]. Dopo pochi anni di studio Antonidas aveva surclassato i suoi compagni e si era guadagnato il rispetto dei suoi insegnanti: in breve entrò a far parte di una branca minore del Kirin Tor[2]. Crescendo aumentò costantemente le sue abilità e conoscenze; il suo talento nelle magie difensive e la saggezza sviluppata con gli anni ne fecero il candidato ideale per il Concilio dei Sei, ovvero i più importanti membri del Kirin Tor, e alla fine ottenne il posto; col tempo, Antonidas divenne il vero leader del Kirin Tor[3] e quindi della città di Dalaran. Antonidas non solo si dimostrò saggio e leale, ma divenne ben presto una delle voci più autorevoli a Dalaran[2].

La Seconda Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima dell'inizio della Seconda Guerra i capi delle nazioni umane di Azeroth si incontrarono per discutere dell'invasione degli orchi, e in questa occasione Antonidas, che rappresentava Dalaran, dichiarò la lealtà della sua città all'Alleanza che si era formata[2]. Monitorò anche i progressi del giovane Khadgar, che era stato l'apprendista di Medivh durante la Prima Guerra, e subito dopo la fine della Seconda Guerra lo rese arcimago, incaricandolo di guidare la missione attraverso il Portale Oscuro, nelle terre di Draenor[2].

Pochi mesi dopo la guerra, quando Teron Malacarne si intrufolò nella Cittadella Viola (la sede del governo di Dalaran), Antonidas riuscì ad intercettarlo. Trovò il cavaliere della morte nella Volta Arcana, il luogo dove si trovavano le più preziose reliquie di Dalaran, intento a cercare un manufatto noto come Occhio di Dalaran per Ner'zhul. Assieme a Krasus, Kael'thas Solealto e Sathera, Antonidas diede battaglia al cavaliere della morte e ai suoi uomini. Tuttavia Teron riuscì nell'impresa e Sathera fu uccisa[4].

Antonidas fu anche uno dei pochi a comprendere le ragioni del "letargo" che colpì gli orchi dopo la guerra, quando furono rinchiusi in campi di contenimento: intuì infatti che si stavano riprendendo dopo essere stati per generazioni sotto l'influsso del sangue demoniaco; non riuscì comunque a trovare un antidoto, e teorizzò che l'unica soluzione per essi fosse di intraprendere un cammino spirituale[2][5] (come poi avvenne). Molti capi dell'Alleanza furono più contenti così, ad ogni modo.

La Terza Guerra e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Antonidas era stato maestro di Jaina Marefiero e la inviò con il paladino Arthas ad investigare sulle origini della piaga della non morte che si stava spargendo per Lordaeron in quei tempi: Antonidas aveva consigliato a re Terenas Menethil II, come portavoce del Kirin Tor, di mettere in quarantena le aree colpite, ma il re aveva rifiutato categoricamente[6]. Come anche re Terenas II, Antonidas aveva ricevuto la visita di un profeta (Medivh sotto mentite spoglie) che l'aveva avvertito di lasciare Lordaeron, ma l'arcimago l'aveva giudicato un ciarlatano e non gli aveva dato ascolto[6].

In seguito Antonidas organizzò le difese di Dalaran contro l'esercito dei non morti guidati da Arthas (che cercava il libro degli incantesimi di Medivh, custodito nella città), erigendo uno scudo magico che essi non potevano attraversare senza subire pesanti danni[7][8]. Il cavaliere della morte però, nonostante gli incantesimi di Antonidas e di altri suoi colleghi, riuscì a uccidere tutti gli arcimaghi e a distruggere l'incantesimo che impediva ai non morti di entrare a Dalaran[7]. Alla morte, Antonidas aveva 72 anni.

Dopo la morte[modifica | modifica wikitesto]

In una missione della campagna degli elfi del sangue in Warcraft III: The Frozen Throne, il suo spirito tormentato vagava tra le rovine dei sotterranei di Dalaran. Dama Vashj e Kael'thas Solealto, in fuga dai sotterranei della città mesi dopo la sua distruzione, provvidero a dargli una pace meritata[8]. Ad Antonidas è stata eretta una statua memoriale nella ricostruita città di Dalaran, che è stata spostata a Nordania, nella Foresta di Cristallo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonidas' Silver Coin su Wowpedia. La frase è chiaramente una ripresa della Serenity Prayer di Reinhold Niebuhr.
  2. ^ a b c d e f Blizzard Entertainment The Archmage Antonidas - Part I, libro interno al videogioco World of Warcraft, su Wowpedia.
  3. ^ Aaron Rosenberg Tides of Darkness, pag. 45
  4. ^ Aaron Rosenberg, Christie Golden Beyond the Dark Portal, pag. 165
  5. ^ Blizzard Entertainment Manuale di Warcraft III: Reign of Chaos, pag. 145
  6. ^ a b Blizzard Entertainment The Archmage Antonidas - Part II, libro interno al videogioco World of Warcraft, su Wowpedia.
  7. ^ a b Blizzard Entertainment The Archmage Antonidas - Part III, libro interno al videogioco World of Warcraft, su Wowpedia.
  8. ^ a b White Wolf Alliance Player's Guide, pag. 158

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Antonidas, in Wowpedia, Curse Inc.

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