Sargeras

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Sargeras
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce italianaAlessandro Maria D'Errico World of Warcraft
SpecieTitano
SessoMaschio
AbilitàDiverse, fra cui:
  • Telepatia;
  • Forza immensa;
  • Creazione di illusioni;
  • Invulnerabilità al fuoco, alla magia demoniaca, alle armi costruite da mortali;
  • Capacità di vedere il mondo attraverso gli occhi di un servitore (come ad esempio Illidan Grantempesta);
  • Capacità di entrare nei corpi di mortali (come Aegwynn) e di possederli (come Medivh);
  • Corpo fiammeggiante, che può alzare la temperatura circostante anche di 50 gradi per 1500 km[1];

Sargeras, noto anche come "il Titano Oscuro", è un personaggio immaginario dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment. È il creatore e signore della Legione Infuocata. Apparteneva in origine alla stirpe dei Titani Vanir, ed era il campione scelto dai membri del Pantheon per il compito di difendere i mondi modellati dai Titani stessi. In seguito venne corrotto dagli stessi demoni che doveva combattere. Sargeras non è stato nominato solo nei videogiochi della serie di Warcraft: egli è un personaggio centrale in molte altre opere della serie stessa, come ad esempio i romanzi della trilogia della Guerra degli Antichi di Richard A. Knaak, L'ultimo Guardiano di Jeff Grubb, L'ascesa dell'Orda di Christie Golden e Il ciclo dell'odio di Keith R. A. DeCandido.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il campione del Pantheon[modifica | modifica wikitesto]

Sargeras era uno dei Titani più forti, fratello del loro capo Aman'Thul e suo consigliere. Come il resto dei membri della sua stirpe, era un essere totalmente buono, incapace di concepire il male[2]. Quando i Titani iniziarono a rimodellare i mondi ed a creare la vita nell'universo, si accorsero dell'esistenza dei demoni, esseri immondi il cui unico scopo era quello di distruggere la vita nell'universo. Così il Pantheon, un organo costituito dai Titani più potenti, decise di proclamare un campione il cui compito fosse stato quello di distruggere completamente i demoni: Sargeras fu scelto per questo ruolo.

La caduta[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua infinita guerra contro i demoni, Sargeras divenne sempre più depresso nell’assistere al caos generato da ogni genere di male: mentre la sua situazione psicologica peggiorava, il Titano si trovò ben presto a lottare contro un altro gruppo di esseri intenti a distruggere le creazioni dei Titani, gli Dei Antichi. Al servizio di forze ben più oscure e orribili di quanto sarebbero mai potuto esserlo i demoni, si trattava di parassiti dall’enorme potere in grado di consumare pianeta dopo pianeta e diffondersi come una piaga nell’universo, corrompendo tutto ciò che incontravano e fomentando odio, rabbia e pazzia nelle popolazioni autoctone.

Sargeras sconfisse facilmente demoni e Dei Antichi ma non fu mai in grado di estirparli completamente.

Col tempo, Sargeras cominciò a domandarsi che senso avesse la sua missione, fino a che non perse la fede non soltanto in essa, ma anche nella visione del Titani di un universo ordinato. Spinto dalla paura che gli Dei Antichi potessero eventualmente contaminare un’anima mondiale e creare un Titano Oscuro che avrebbe portato alla fine dei tempi e consentito ai Signori del Vuoto di materializzarsi sul piano materiale, giunse alla conclusione che il concetto di ordine in sé fosse folle e che il caos e il male fossero le uniche costanti dell'universo[3]. Nonostante i tentativi degli altri Titani di farlo ritornare in sé, Sargeras, lasciatosi andare alla corruzione demoniaca, unico argine secondo il Titano ai terrificante poteri del vuoto degli Dei Antichi e dei loro oscuri padroni, finì per uccidere il Pantheon di cui era il campione e intrappolò le loro anime per usarle come fonte di energia nei suoi futuri piani per l’universo.

La nascita della Legione Infuocata[modifica | modifica wikitesto]

Nel momento in cui la pazzia di Sargeras aveva consumato le ultime tracce del suo valoroso spirito, egli cominciò a credere che i Titani stessi fossero responsabili del fallimento della Creazione e che il loro ordine fosse innaturale e causa anche della natura corrotta dei demoni. Decidendo così di disfare le loro opere in tutto l'universo, decise di formare un'armata inarrestabile che lo avrebbe messo a ferro e fuoco, che sarebbe poi diventata la Legione Infuocata[3].

Sargeras vagò per l'intera Distorsione Fatua, liberando tutte le razze di demoni che aveva tempo prima cacciato e imprigionato, guadagnandosi il titolo di "Grande e oscuro dio del Vuoto Senza Nome"[4]. I demoni si fecero soggiogare ben volentieri dal Titano Oscuro, ma non ve n'erano di abbastanza astuti per servirlo come tattici, e Sargeras prese a cercare una razza adatta a quel compito.

Sul pianeta Argus, Sargeras trovò l'armata che cercava: gli Eredar, una razza di esseri molto intelligenti con un'affinità naturale per la magia in tutte le sue forme. Sargeras si manifestò ai tre più grandi leader degli Eredar: Archimonde, Kil'jaeden e Velen, promettendo poteri inimmaginabili in cambio della loro lealtà. I primi due accettarono senza esitare, ma Velen percepì il male dentro Sargeras, e raccolti i suoi seguaci fuggì da Argus.

Una volta che le sue armate furono ammassate e pronte a seguire i suoi comandi, Sargeras lanciò il suo attacco all'universo. A tutt'oggi è ancora poco chiaro quanti mondi abbiano distrutto nella loro empia crociata attraverso l'universo[5].

La prima invasione di Azeroth[modifica | modifica wikitesto]

Lontano, nel giovane mondo di Azeroth, la regina degli elfi della notte Azshara e i suoi seguaci, gli Eletti, usavano la magia senza moderazione né precauzioni. Avvertendo il grande potere del Pozzo dell'Eternità, e bramando i poteri del Pozzo[3], Sargeras contattò Azshara ed il suo consigliere, Xavius. Impressionati e soggiogati dal potere di Sargeras (Azshara, in particolare, non voleva altro che sposarlo), essi cominciarono a lavorare per aprire un portale nel Pozzo dell'Eternità, così da permettergli di accedere ad Azeroth. Con l'allargarsi del portale, diversi demoni raggiunsero Azeroth, fra cui Archimonde e Mannoroth. L'attacco iniziò immediatamente con lo sterminio degli abitanti di Zin-Azshari, la capitale degli elfi, che segnò l'inizio della Guerra degli Antichi. Gli elfi della notte, guidati da Malfurion Stormrage, Tyrande Whisperwind e Jarod Shadowsong e aiutati da Cenarius, dagli Antichi e dai draghi opposero strenua resistenza all'invasione, riuscendo infine a far collassare il portale attraverso cui giungevano i demoni. L'implosione devastò il mondo di Azeroth causando una deriva dei continenti (da allora nota come "la Frattura"). Nella trilogia della Guerra degli Antichi scritta da Knaak, l'umano Rhonin, il drago Korialastrasz e l'orco Broxigar vengono portati indietro nel tempo, subito prima dell'inizio del conflitto. Alla fine, sacrificandosi, è proprio Broxigar a respingere Sargeras, che cercava disperatamente di attraversare il portale prima che collassasse, ferendolo ad una gamba e permettendo così agli incantatori di Azeroth di concentrare i loro attacchi su quell'unico punto debole, così da rallentarlo e impedirgli di passare in tempo attraverso il portale.

Aegwynn e Medivh[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aegwynn e Medivh.

Circa novemila anni dopo la Guerra degli Antichi Aegwynn, a quel tempo la Guardiana di Tirisfal, vegliava su Azeroth, distruggendo tutti i demoni che riusciva a scovare. Sargeras, pur sapendo quanto la donna potesse rappresentare un pericolo, mandò alcuni demoni ad uccidere dei draghi a Northrend. Accorsa ad aiutare i draghi, Aegwynn sconfisse i demoni e poi, perlustrando la zona, trovò il portale da cui essi erano entrati, che si trovava nei Picchi Tempestosi. A quel punto anche Sargeras, tramite un avatar (che controllava essendo infuso con una parte dell'anima del Titano Oscuro[6]), passò dal portale per affrontare la Guardiana. Scatenando tutta la sua magia, Aegwynn riuscì a distruggerlo, ma Sargeras l'aveva ingannata in una maniera per lei inconcepibile: aveva infatti posto dentro di lei il suo spirito[3], lasciandolo sopito. Aegwynn seppellì il corpo del Titano Oscuro nell'ex tempio di Elune di Suramar, per poi far sprofondare tutto il territorio circostante nelle profondità del Grande Mare[3].

Tempo dopo, Aegwynn decise di dare alla luce un figlio che potesse succederle. Lo spirito di Sargeras passò subito al nascituro, che venne chiamato Medivh[7]. All'età di quattordici anni i poteri di Medivh si manifestarono, gettandolo in coma per vent'anni a seguire[8]. Durante questo periodo, Sargeras prese lentamente il controllo su di lui: al suo risveglio, Medivh era quasi totalmente sotto il dominio del Titano Oscuro[7]. Con la sua nuova pedina, Sargeras riuscì ad aprire un portale per il mondo di Draenor (dove Kil'jaeden aveva già preparato tutto), permettendo all'Orda degli orchi di invadere Azeroth, provocando così la Prima e la Seconda Guerra e cambiando ancora una volta radicalmente la storia di Azeroth. Le persone che avevano conosciuto Medivh si accorsero però del comportamento assurdo del Guardiano. La prima fu proprio Aegwynn, che compreso cosa Sargeras le aveva fatto cercò di risolvere da sé la situazione, ma venne sconfitta e scacciata da Medivh[9]. Infiltratosi a Karazhan assieme all'apprendista di Medivh, Khadgar e alla sua amante nonché emissaria degli orchi Garona Halforcen, Lothar riuscì ad uccidere Medivh mandando all'aria i piani del Titano Oscuro[7][10].

Dopo la sconfitta di Medivh[modifica | modifica wikitesto]

Con la morte di Medivh, la parte dello spirito di Sargeras in lui contenuta si disperse[7]. Per molti anni è stato ignoto quale fosse stato il destino di Sargeras, nonostante si sapesse fosse ancora saldamente alla guida della Legione[7]. Secondo l'esploratore nano Brann Barbabronzea, il vero Sargeras non ha mai messo piede su Azeroth, e si trova ancora nella Distorsione Fatua. Durante un'intervista, Chris Metzen e Micky Neilson affermarono che Sargeras si trovasse “lì fuori da qualche parte" e che "non è possibile distruggerlo"[11].

la Cittadella del Pozzo Solare

Sargeras viene brevemente menzionato da Kil’Jaeden, suo braccio destro, durante l’incursione alla Cittadella del Pozzo Solare. I piani della legione studiati dall’ingannatore nelle Terre Esterne avevano portato le forze di Solealto nei ranghi della legione e miravano ad utilizzare il Pozzo Solare come un portale per Kil’Jaeden stesso, intenzionato a riuscire nel distruggere Azeroth, cosa finora impossibile anche per l’avatar del suo signore, le cui macchinazioni erano andate in fumo. Tuttavia questa tentata invasione fallisce grazie all'aiuto combinato dei draghi blu, delle forze dell’Alleanza e dell’Orda e dei misteriosi Naaru, nonché dell’avatar del pozzo stesso, Anveena. Non si saprà più nulla del Titano Oscuro dopo questo ennesimo fallimento da parte delle sue armate fino agli eventi di Warlords of Draenor e Legion.

Nel corpo di Illidan Grantempesta

Manipolato ancora una volta da Kil’Jaeden e Archimonde, lo stregone orco Gul’Dan, riesce ad innalzare dagli abissi la Tomba di Sargeras ed utilizzarla come portale per preparare un’invasione dai mondi della legione. Le forze di Azeroth si uniscono in un modo senza precedenti per fronteggiare alla terribile minaccia e sconfiggono Gul’Dan in cima alla Rocca della Notte, quasi riuscito nell'utilizzare il Pozzo Lunare per infondere il corpo di Illidan Grantempesta con l’anima di Sargeras e consentirgli ancora una volta di raggiungere Azeroth tramite un suo avatar.

La fine della Legione Infuocata

Durante l’invasione da parte delle forze di Azeroth e dell’armata della luce di Argus e l’assalto a sorpresa al quartier generale della legione, Antorus il trono infuocato, assistiamo per la prima volta alla comparsa della forma completa di Sargeras. Poco dopo la sconfitta dell’anima mondiale di Argus, trasformata in un’arma senza volontà della legione da Sargeras stesso, il titano oscuro raggiunge finalmente Azeroth per distruggerlo, grazie al portale aperto da Illidan Grantempesta per la distorsione fatua tramite la Chiave di Sargerite. Tuttavia le anime mondiali del Pantheon, liberate dalle prigioni di Antorus usano i loro poteri combinati per costringere il fratello a rispondere del suo tradimento e lo costringono ad abbandonare la sua forma completa, grande quanto il pianeta stesso, per ridursi alla sua forma spirituale ed andando incontro allo stesso destino che era toccato ai fratelli del Pantheon che aveva ucciso.

Sargeras prima di essere imprigionato da Illidan Grantempesta con l’aiuto Pantheon, riesce a impalare Azeroth nella zona di Silithus con la sua gigantesca spada per motivi ancora non chiari. Al momento è ancora imprigionato dal Pantheon e da Illidan Grantempesta nel distrutto quartier generale della legione. Con la maggior parte dei suoi demoniaci leader uccisi nella distorsione fatua, senza possibilità di resuscitare ed il suo capo supremo in catene, la crociata del titano oscuro è per il momento conclusa.

Aspetto e personalità[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente Sargeras si presentava come un imponente e muscoloso titano Vanir, dalla pelle bronzea, capelli lunghi scuri e un lungo pizzetto. Era buono e totalmente puro di cuore, tanto da essere detto il Difensore o Il più nobile di tutti i titani. Dopo essere stato corrotto dai demoni e divenuto pazzo, il suo aspetto e il suo carattere cambiarono radicalmente: la sua pelle si scurì e venne percorsa da fenditure e venature di magma, e gli occhi gli divennero fiammeggianti; gli spuntarono due grandi corna e ali da demone, e delle fiamme avvolsero la sua faccia come una criniera. Divenne crudele, malvagio, sadico e manipolatore oltremisura, incapace di sentimenti buoni. Durante la Guerra degli Antichi[12] (-10.000 anni prima della Prima Guerra) indossava una armatura composta da un liquido nero in perenne movimento ed una spada consumata con numerose scheggiature e dalla punta rotta. Si è a conoscenza anche di una scheggiatura nella sua armatura, la prima finora nota causata dall'orco Broxigar utilizzando un'ascia creata da Malfurion Stormrage e Cenarius.

Poteri[modifica | modifica wikitesto]

Gli esatti poteri di Sargeras sono sconosciuti, ma è certo che siano straordinari. Già prima della pazzia era fra i più forti titani del pantheon: si può tranquillamente affermare che i suoi poteri siano divini. È colui che fornì i poteri ad esseri come Archimonde e Kil'jaeden, che sono ben poca cosa al suo confronto, nonostante possano annientare con facilità una città. Per i suoi attuali poteri è estremamente temuto persino dai suoi stessi simili.

Ha una forza fisica immensa, paragonabile probabilmente a quella di un portale che collassa. È invulnerabile a armi forgiate da mortali e vanta una limitata invulnerabilità anche a quelle divine, dato che nemmeno l'ascia con cui lo ferì Broxigar gli inflisse seri danni. Il titano oscuro vanta anche una quasi totale invulnerabilità alla magia demoniaca e al fuoco, ed una enorme resistenza alle altre forme. Padroneggia completamente il fuoco demoniaco e il suo stesso corpo ne è avvolto: la temperatura può innalzarsi vertiginosamente attorno a lui con la sua sola presenza fisica, con ovvi effetti devastanti. È un maestro nelle arti illusorie, potendo apparire con qualsiasi aspetto, ed è dotato di numerosi poteri mentali come una potente telepatia. Può inoltre infondere e aumentare i poteri di altri esseri, come per Kil'jaeden, entrare in corpi altrui per possederli, vedere attraverso essi ed i suoi servi, come Illidan Stormrage. Ha la capacità di creare avatar fisici e spirituali di sé stesso, con parte del suo potere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tim Campbell, Bob Fitch, Bruce Graw, Luke Johnson, Seth Johnson Warcraft-gioco di ruolo - Luce & Ombra - Supplemento Fantasy, pag. 122.
  2. ^ Blizzard Entertainment Manuale di Warcraft III: Reign of Chaos, pag. 133.
  3. ^ a b c d e Tim Campbell, Bob Fitch, Bruce Graw, Luke Johnson, Seth Johnson Warcraft-gioco di ruolo - Luce & Ombra - Supplemento Fantasy, pag. 120.
  4. ^ Blizzard Entertainment Manuale di Warcraft III: Reign of Chaos, pag. 49.
  5. ^ Blizzard Entertainment Manuale di Warcraft III: Reign of Chaos, pag. 135.
  6. ^ White Wolf Alliance Player's Guide, pag. 133.
  7. ^ a b c d e Tim Campbell, Bob Fitch, Bruce Graw, Luke Johnson, Seth Johnson Warcraft-gioco di ruolo - Luce & Ombra - Supplemento Fantasy, pag. 121.
  8. ^ Jeff Grubb L'ultimo Guardiano, pag. 50
  9. ^ Jeff Grubb L'ultimo Guardiano, pag. 78.
  10. ^ Jeff Grubb L'ultimo Guardiano, pag. 93.
  11. ^ Intervista a Chris Metzen e Micky Neilson, su blizzplanet.com. URL consultato il 05-09-2010.
  12. ^ La Trilogia della Guerra degli Antichi: l'abisso 1ª ed. italiana 2007 Mondadori

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Sargeras, in Wowpedia, Curse Inc.

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