Velen (personaggio)

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Velen
WoW caricamento Kalimdor.jpg
Velen (in alto a destra) in una schermata di caricamento di World of Warcraft
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce orig.Alan Shearman
Voce italianaRiccardo Rovatti
SpecieDraenei
SessoMaschio
Abilità
  • Divinazione
  • Grandi poteri magici
  • Grande longevità

«Dove la fede dimora, la speranza non è mai perduta[1]»

Velen è un personaggio dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment; è un profeta ed è il capo dei draenei facenti parte dell'Alleanza.

Introdotto solamente World of Warcraft: The Burning Crusade, quando la storia dei draenei è stata completamente rivista appositamente per l'espansione, ha svolto un ruolo abbastanza importante anche in Wrath of the Lich King. Al di fuori dei videogiochi, è il protagonista della storia breve di Marc Hutcheson Velen: Prophet's Lesson e uno dei personaggi principali del romanzo di Christie Golden L'ascesa dell'Orda, oltre a svolgere un ruolo importante anche nel romanzo di Richard A. Knaak Cuore di lupo e nella storia breve di Micky Neilson Unbroken.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fuga da Argus[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente, in un periodo precedente di almeno 25.000 anni gli eventi di World of Warcraft, Velen era parte di un triumvirato che governava la razza degli eredar, nativa del pianeta di Argus[2]. Gli altri due leader erano Archimonde e Kil'jaeden. Tutti e tre erano molto saggi, ma Velen possedeva in più il dono della profezia[3]. Essi vennero contattati da Sargeras, presentatosi come una divinità benevola che voleva donare loro forza e intelligenza e prosperità; mentre Kil'jaeden e Archimonde accettarono prontamente, Velen sospettava che vi fosse qualcosa di sinistro[2][4]: avuta poi una visione, tramite l'utilizzo di un cristallo magico, che gli mostrava come gli eredar sarebbero divenuti parte della malvagia Legione Infuocata se avessero seguito Sargeras, Velen decise di raccogliere quanti più seguaci possibile e di fuggire da Argus[2][3]. A venirgli in aiuto fu un naaru, K'ure, che gli diede i mezzi pratici per abbandonare Argus con la sua gente; Velen e i suoi riuscirono così a lasciare il pianeta, subito prima di venire sterminati dagli altri eredar, oramai caduti nella corruzione dei demoni[2][3][5]. Da quel momento, Velen ribattezzò i suoi seguaci "draenei", che significa "esiliati"[3]. Kil'jaeden, considerando Velen un traditore, giurò vendetta e mandò le sue forze ad inseguire lui e i draenei fino a che non li avesse distrutti; per millenni a venire, Velen e i draenei continuarono così a fuggire dai loro ex-fratelli[3][6].

Draenor e la guerra con gli orchi[modifica | modifica wikitesto]

Giunti sul pianeta di Draenor, i draenei ricominciarono a costruire la loro civiltà[3][6]. Ivi, i draenei ebbero anche alcuni contatti con gli orchi, una razza pacifica e dalla cultura sciamanica che aveva preso ad adorare la loro nave dimensionale, Oshu'gun, scambiandola per una "montagna sacra". Con due giovani orchi, Orgrim Martelfato e Durotan, Velen ebbe anche un incontro amichevole, dopo che essi erano stati salvati dalla furia di un ogre dai draenei. La situazione rimase stabile fino a che Kil'jaeden non li scovò nuovamente: egli riuscì a manipolare gli orchi fino a trasformarli in mostri assetati di sangue e a lanciarli all'attacco dei draenei[3][7][8]. Inizialmente, quando gli attacchi erano ancora all'inizio, Velen cercò di parlare con gli orchi, recandosi a tal proposito da Durotan; durante la loro conversazione, il profeta cercò di spiegare la vera origine di Oshu'gun, con il solo effetto di far infuriare Durotan e il suo capo-sciamano, Drek'Thar, che consideravano le sue affermazioni una blasfemia. Durotan prese prigionieri Velen e la sua scorta, ma nonostante avesse ricevuto l'ordine di ucciderli li lasciò poi liberi, limitandosi a impossessarsi dei cristalli di ata'mal che avevano con sé.

Dopodiché, gli assalti degli orchi si fecero più frequenti e violenti, e le città draenei cominciarono a cadere una dopo l'altra, fino a che non rimase solo la città di Shattrath[7]. A quel punto, Velen e i suoi più stretti consiglieri si erano resi conto che gli orchi, e Kil'jaeden che li controllava, non si sarebbero fermati fino a che non avessero sterminato completamente i draenei; era quindi necessario che si illudessero di averlo fatto. Un buon numero di draenei volontari, compresi donne e bambini, rimase quindi nella città, in attesa della morte, così da far pensare agli orchi di aver massacrato tutti i draenei, mentre gli altri - e con essi Velen, la cui vita era troppo importante per il suo popolo perché potesse sacrificarsi con loro - si rifugiarono al sicuro, nelle Paludi di Zangar[7][9].

La ricostruzione della società e l'arrivo su Azeroth[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al cataclisma che trasformò Draenor nelle Terre Esterne, Velen incontrò lo sciamano Corrotto Nobundo, e lo convinse a insegnare l'arte dello sciamanesimo agli altri draenei, nella speranza di guarire i danni che la guerra e la magia demoniaca avevano provocato alla gente[10]. Dopo l'arrivo di Illidan nelle Terre Esterne, quando le forze della Legione ricominciarono a mostrarsi sul pianeta, Velen decise che era giunto il momento di dare una svolta cruciale alla storia dei draenei: assieme a Nobundo guidò un raid contro la fortezza di Kael'thas Solealto, Forte Tempesta, appropriandosi di una delle sue strutture satellite, la Exodar, nel tentativo di abbandonare le Terre Esterne[3][7]. Alcuni meccanismi della nave dimensionale vennero però sabotati dagli elfi del sangue di Kael'thas e la Exodar, dopo essersi teletrasportata nei cieli di Azeroth, andò a schiantarsi sull'Isola di Brumazzurra[3][7][11]. Di lì a poco, i draenei vennero accolti a braccia aperte nell'Alleanza[11], di cui Velen divenne uno dei leader principali.

Il risanamento del Pozzo Solare[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

«Silvery moon, washed in blood,
Led astray into the night, armed with the sword of broken Light.
Broken, then betrayed by one, standing there bestride the sun.
At darkest hour, redemption comes, in knightly lady sworn to blood.»

(IT)

«Luna argentata, grondante sangue,
Persa nella notte, armata di una spada di Luce tremante.
Spezzata e tradita da chi siede sul sole.
Nell'ora più buia, giunge la redenzione, da una dama in armatura devota al sangue.»

(La profezia di Velen riguardante gli elfi del sangue[1][12])

In un periodo non ben precisato, Velen pronuncio la profezia citata qui sopra, che fa riferimento alla storia degli elfi del sangue e alla loro redenzione, cominciata grazie a Dama Liadrin e ai suoi Cavalieri del Sangue[1]. Dopo la sconfitta di Kil'jaeden alla Cittadella del Pozzo Solare, sull'Isola di Quel'Danas, Velen si recò lì personalmente, utilizzando il cuore del naaru caduto M'uru per riaccendere il Pozzo Solare: in tal modo, ristorando la loro fonte di magia non con l'energia arcana ma con la Luce Sacra, Velen diede un contributo fondamentale alla redenzione degli elfi del sangue[1].

Nonostante la pesantissima sconfitta subita dalla Legione sia nelle Terre Esterne che ad Azeroth, Velen teme ancora l'avvento di una guerra fra la luce e l'ombra, che gli è stata annunciata in una visione[3].

Eventi successivi[modifica | modifica wikitesto]

«Dobbiamo crescere in ogni direzione, ogni giorno.»

(Velen ad Anduin Wrynn[13])

Nel periodo immediatamente precedente il Cataclisma, come gli altri leader dell'Alleanza, Velen si recò a Roccavento alla corte di re Varian Wrynn per discutere sul da farsi riguardo al caos che gli elementali stavano provocando ad Azeroth; ricordando la distruzione di Draenor, preceduta da eventi simili, Velen propose la fuga dal pianeta, idea che però non venne accolta[14].

Poco dopo il Cataclisma, il profeta si recò a Darnassus per un altro incontro con i leader dell'Alleanza. Sorprendentemente, Tyrande Soffiabrezza non l'aveva invitato, dando per scontato che dopo la caduta di Kil'jaeden i draenei avessero preso una posizione neutrale; Velen ribadì invece la sua alleanza, dicendo che i draenei sarebbero rimasti su Azeroth finché l'Alleanza avesse avuto bisogno di loro. Il profeta comunque venne trattato come un ospite rispettato, tanto che perfino Malfurion Grantempesta cerco il suo consiglio riguardo agli eventi in corso. Durante l'incontro, re Varian litigò violentemente con suo figlio, il principe Anduin, che decise quindi di trascorrere del tempo ad Exodar sotto la guida di Velen[15].

Draenor[modifica | modifica wikitesto]

Nella linea temporale alternativa di Draenor, l'altro Velen e la sua gente dimorarono sulla loro nuova casa per centinaia di anni. Il profeta ha anche notato il talento di Yrel, una ragazza Draenei molto devota alla Luce, con un oscuro segreto che Velen percepì. Egli prevedeva che nel bene e nel male, avrebbe avuto un ruolo più importante da svolgere.

Dopo molto tempo, la Legione Infuocata riuscì a trovarli. Per facilitare i loro intenti di sterminio contro i Draenei, i demoni hanno cercato di incitare gli Orchi contro di loro. Ma gli Orchi non si erano trovati impreparati: Garrosh Malogrido, l'ex Capoguerra dell'Orda, riuscì grazie al drago bronzeo Kairozdormu ad arrivare in questa linea temporale alternativa e a salvare gli Orchi dalla corruzione della Legione, radunando insieme tutti i loro clan per formare l'Orda Ferro, che cominciò a minacciare i Draenei. Ora, l'antico profeta e guida dei Draenei si trova costretto ad affrontare questa nuova minaccia.

In aiuto dell'Alleanza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che gli eroi di Azeroth arrivarono su Draenor e distrussero il Portale Oscuro dopo molte difficoltà, Velen entrò in contatto con le forze dell'Alleanza quando arrivano sulle sponde della Valle Torvaluna con i Draenei liberati, tra cui la sua allieva Yrel. Dopo aver aiutato l'Alleanza a stabilirsi nella valle, Velen inizia a lavorare al loro fianco per combattere il clan Torvaluna, guidato da Ner'zhul, che utilizzano il potere del Vuoto per attaccare i Draenei. In loro aiuto vengono anche Rulkan, la moglie di Ner'zhul, e il suo clan Lunapallida, che hanno abbandonato i Torvaluna perché avevano trasgredito alle antiche leggi.

Il sacrificio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un incontro con Ner'zhul all'Osservatorio Teluuna, in cui l'Orco minaccia di far arrivare un essere noto come la Stella Oscura, la fonte della loro padronanza del Vuoto, Velen medita e riceve una visione. Se Ner'zhul e l'Orda di Ferro riescono ad evocare la Stella Oscura, l'Orda di Ferro prenderà il Tempio di Karabor e tutte le vite dei Draenei al suo interno, compreso lui. Nel disperato tentativo di fermare questo evento, Velen affronta Ner'zhul, mentre Yrel e un avventuriero combattono le creature del Vuoto. Velen offre all'ex sciamano la possibilità di uscire dal suo sentiero oscuro e lasciare che il Draenei lo aiuti; Ner'zhul ribatte che la sua anima è già stata consumata dalle ombre, ma il profeta afferma non c'è ombra che la Luce non possa violare. Alla fine, quando Ner'zhul riesce a evocare la Stella Oscura, Velen cede il suo posto come guida dei Draenei a Yrel e si sacrifica per purificare la Stella, facendola ritornare alla sua vera forma: il Naaru K'ara, che mette fine alla battaglia distruggendo le navi dell'Orda di Ferro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Anne Stickney, Know Your Lore: Current Alliance politics -- the Draenei, page 2, WoW Insider. URL consultato il 20 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2010).
  2. ^ a b c d Matthew Rossi, Know Your Lore: The Draenei, WoW Insider. URL consultato il 20 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2012).
  3. ^ a b c d e f g h i j Blizzard Entertainment, Races of World of Warcraft - Draenei, su us.battle.net. URL consultato il 27 gennaio 2011.
  4. ^ Christie Golden L'ascesa dell'Orda, pag. 2.
  5. ^ Christie Golden L'ascesa dell'Orda, pag. 9-13.
  6. ^ a b Christie Golden L'ascesa dell'Orda, pag. 43.
  7. ^ a b c d e Matthew Rossi, Know Your Lore: The Draenei, Page 2, WoW Insider. URL consultato il 20 settembre 2011 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2012).
  8. ^ Christie Golden L'ascesa dell'Orda, pag. 90-93.
  9. ^ Christie Golden L'ascesa dell'Orda, pag. 251-253.
  10. ^ Micky Neilson, Unbroken (XML), su wow-europe.com. URL consultato il 20 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2010).
  11. ^ a b Christie Golden World of Warcraft: L'ascesa dell'Orda, pag. 277.
  12. ^ Testo dell'incontro fra A'dal e Dama Liadrin su Wowpedia.
  13. ^ E. Daniel Arey, Varian Wrynn: Blood of Our Fathers, su us.battle.net, p. 7. URL consultato il 27 ottobre 2011.
  14. ^ (EN) Testo dell'evento dell'incontro per i disordini elementali su Wowpedia.
  15. ^ E. Daniel Arey, Varian Wrynn: Blood of Our Fathers, su us.battle.net, p. 3. URL consultato il 27 ottobre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Velen, Curse Inc, Wowpedia.

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