Maiev Cantombroso

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Maiev Cantombroso
WoW Maiev e Akama.JPG
Maiev (a destra) assieme ad Akama sulla schermata di caricamento delle Terre Esterne in World of Warcraft: The Burning Crusade
UniversoWarcraft
Nome orig.Maiev Shadowsong
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce orig.Debi Mae West
Voce italianaStefania Patruno Warcraft III: The Frozen Throne[1]
SpecieElfa della notte
SessoFemmina

Maiev Cantombroso (Maiev Shadowsong) è un personaggio dell'universo di Warcraft creato da Blizzard Entertainment; è un'elfa della notte, che è stata guardiana delle prigioni in cui era relegato Illidan Grantempesta per circa diecimila anni.

È stata introdotta per la prima volta in Warcraft III: The Frozen Throne ed è in seguito riapparsa in World of Warcraft: The Burning Crusade. Al di fuori dei videogiochi, Maiev riveste un ruolo di primo piano nei romanzi della Trilogia della Guerra degli Antichi e in Cuore di lupo, scritti da Richard A. Knaak.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Guerra degli Antichi[modifica | modifica wikitesto]

In origine Maiev era una giovane sacerdotessa di Elune, e si trovava in un tempio nella città di Hajiri quando scoppiò la Guerra degli Antichi. Come il resto della sua sorellanza, Maiev imbracciò le armi per combattere la Legione Infuocata, unendosi alla resistenza di Kur'talos Crinocorvo. Poté però fare ben poco, se non osservare orripilata i demoni sterminare senza pietà i suoi amici e la sua famiglia[2].

Quando Dejahna, l'Alta Sacerdotessa, in punto di morte nominò Tyrande come successore, Maiev si oppose: sebbene chiaramente favorita da Elune, Tyrande era giovane e non aveva l'esperienza di Maiev[3]. Inoltre, per essere in tempo di guerra, secondo Maiev Tyrande meditava troppo sugli aspetti pacifici della dea, e sarebbe stata più utile come medico che come Alta Sacerdotessa[3]. Tuttavia non riuscì ad ottenere nulla, e si limitò a seguire gli ordini[3][4]. In seguito alla sparizione di Tyrande, Maiev venne eletta capo al suo posto[5]. Ciò le permise di riunirsi con suo fratello Jarod.

Maiev era contraria alla leadership di Desdel Stareye, che prese il posto di Crinocorvo, ma non fece nulla per paura di dividere le truppe[4]. Dopo che Stareye cadde "in combattimento" e Jarod divenne comandante al suo posto, osannato dai nobili elfi, Maiev rimase notevolmente sorpresa[3]. Continuò a servire con distinzione, e restituì il titolo di Alta Sacerdotessa a Tyrande quando questa tornò, non senza qualche borbottio[5].

Sopravvissuta alla Guerra degli Antichi, Maiev era ormai certa che la magia arcana fosse un potere orribile e disgustoso che aveva solo portato disgrazie al mondo[2]. Maiev fu scelta come seconda in comando da Tyrande, e accompagnò i capi dei sopravvissuti elfi della notte ad investigare una fonte d'acqua sulla cima del Monte Hyjal. Qui scoprirono che Illidan Grantempesta aveva trasformato lo scintillante laghetto in un nuovo Pozzo dell'Eternità. Furiosi, gli elfi della notte si scagliarono contro di lui per fermarlo, ed Illidan lanciò un incantesimo che uccise molti dei presenti, e gettò in coma Jarod Cantombroso e Dath'Remar Solealto[6]. Solo gli sforzi di Malfurion Grantempesta, Tyrande, Maiev, Shandris Piumaluna e della moglie di Dath'Remar assicurarono la cattura di Illidan e la sopravvivenza dei feriti.

Sebbene Maiev volesse uccidere Illidan per quello che aveva causato, Tyrande decise che il destino del traditore doveva essere deciso da Jarod[3]. Costui lasciò a sua volta la scelta al fratello di Illidan, Malfurion, che decise di finirla con lui una volta per tutte. Con l'aiuto del semidio Cenarius, Malfurion rinchiuse Illidan in una cella dentro una vasta prigione sotterranea, dove sarebbe stato legato e impotente fino alla fine dei tempi. La creazione del secondo Pozzo dell'Eternità e la quasi morte di suo fratello avevano mandato su tutte le furie Maiev[3][5], che fu lieta di sapere dell'imminente destino di Illidan, tanto da lasciare il suo posto come seconda di Tyrande e domandare a Malfurion di poter essere lei stessa la sua carceriera[3], così da assicurare che non potesse mai sfuggire e portare il suo male nel mondo[4]. Malfurion, impressionato, acconsentì[7].

Maiev divenne così il capo delle Guardiane, un corpo speciale degli elfi della notte simile alle Sentinelle, dedito quasi esclusivamente a controllare il Traditore nelle profondità di Barrow Deeps[5], anche se si occupavano anche della cattura o dell'uccisione di nemici e criminali fuggiti[3][4][7]. Per aiutarla nel suo compito, Cenarius le affiancò un custode della selva di nome Califax e diverse bestie. Maiev rimase così a guardia di Illidan per diecimila anni, e dopo l'improvvisa sparizione di Jarod - di cui Maiev non era stata avvisata, cosa che l'addolorò molto - cominciò a vedere le Guardiane come la sua famiglia[3].

Dopo la Terza Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo diecimila anni di sicurezza, anche contro la volontà di Malfurion, Barrow Deeps venne violato da Tyrande e le sue Sentinelle, che uccisero sia le Guardiane che Califax e liberarono Illidan dalla sua prigione, sperando che potesse essere d'aiuto nella nuova guerra contro la Legione[3][4][6]: in quel momento Maiev non era nel Barrow Deeps, essendo in cerca di altri criminali da imprigionare[3][5]. Illidan però non appena ne ebbe l'occasione consumò il potere del Teschio di Gul'dan, che era nelle mani del signore del terrore Tichondrius, e fu bandito da Valtetra. Maiev però era convinta che il potere del teschio l'avesse reso ancora più instabile, così furiosa parti alla sua caccia accompagnata da quello che rimaneva delle Guardiane[3][4][5].

Affiancata dalla sua luogotenente Naisha, Maiev inseguì Illidan per tutta Kalimdor, e nonostante lui le lanciasse contro bestie come i satiri per rallentarla Maiev non perse mai le sue tracce. Lo raggiunse infine nella regione di Azshara, dove Illidan si era lasciato dietro una scia di villaggi distrutti e corpi mutilati, e le sue tracce fiammanti. Maiev per vide assieme alle sue anche tracce che non riuscì ad identificare, e che scoprì poi appartenere ai naga, evocati dae Illidan dalle profondità marine. Quando li vide bruciare le barche capì che Illidan aveva intenzione di prendere il largo, e riuscì a recuperare delle barche al villaggio di pescatori di Nendis impedendo ai naga di distruggerle.

Si fermarono inaspettatamente in mezzo al Grande Mare, sulle coste di isole che non erano segnate su nessuna carta. Quando sbarcò, Maiev riconobbe le rovine che le costellavano: si trattava di ciò che rimaneva della città di Suramar, un tempo grande metropoli degli elfi della notte e seconda in bellezza solo a Zin-Azshari, la capitale. Naisha si rese conto che le isole, che chiamarono Isole Disperse, erano state fatte sorgere dall'oceano, anche se non ne capivano il motivo, e sicuramente a farlo non era stato Illidan, che non possedeva un tale potere. Esplorando le isole Maiev trovò un solitario eremita orco, Drak'Thul, che le raccontò la triste storia di quelle isole: era stato lo sciamano Gul'dan a farle risorgere dalle acque dove erano sommerse, per recuperare gli antichi manufatti che si celavano nella tomba di Sargeras[6], il grande Titano Oscuro, che si trovava proprio lì. Maiev allora inseguì Illidan all'interno della tomba, dove si scontrò più volte con le sue forze naga capitanate dalla strega del mare Dama Vashj, e quando lo trovò era già arrivato nella camera centrale: Illidan si impossessò di un potente manufatto noto come Occhio di Sargeras[5], col quale fece collassare la tomba sulle loro teste. Maiev riuscì a scampare, ma quelli che erano con lei, fra cui la fidata Naisha, no[3][4]. In pochissimo tempo, la maggioranza delle sue amate compagne e sorelle erano state uccise[3]. Fuori dalla tomba la guardiana e gli elfi che erano rimasti al campo base furono assaliti da altre armate di naga, guidate dalle streghe del mare Serena Scarscale e lady Serpentra, e riuscirono a malapena ad inviare un messaggero a Malfurion per chiedergli aiuto[5].

Attività a Lordaeron[modifica | modifica wikitesto]

«Dov'è Illidan?»

(Il desiderio di Maiev espresso alla fontana di Dalaran)

Malfurion portò i rinforzi e, con gran disappunto di Maiev, anche Tyrande[4][6]. Maiev le disse che avrebbe meritato di essere rinchiusa per aver liberato Illidan e le due cominciarono a discutere, prima di essere zittite da Malfurion[6]. Sconfitte le forze di Illidan questi fuggì di nuovo via mare, e i gli elfi fecero rotta per Lordaeron, approdando sulle coste della Selva Pinargento[6]. Qui incontrarono il mago elfo del sangue Kael'thas Solealto e la sua gente[3]: quando gli riferirono dell'arrivo di Illidan Kael'thas ipotizzò che potesse essere lui la causa della agitazione dei non morti che abitavano la regione[6]. Maiev e Tyrande decisero di aiutare Kael'thas, ed in cambio lui e la sua gente le avrebbero aiutate a localizzare Illidan[3], così le due comitive si unirono per scortare gli elfi del sangue fino al villaggio di Pyrewood[5]. Qui però i non morti li attaccarono e gli elfi riuscirono a stento a fuggire. Certa della protezione di Elune, Tyrande restò indietro per sbarrare la strada ai nemici su un ponte mentre gli altri lo attraversavano[3]: riuscì a distruggere molti non morti quando il ponte si spaccò sotto di lei, precipitandola nel fiume sottostante. Kael'thas voleva aiutarla ma Maiev lo fermò[6], rifiutando di perdere tempo prezioso per cercare Tyrande con Illidan libero[3][5].

Si incontrarono con Malfurion nelle rovine di Dalaran. L'amore fra lui e Tyrande durava da oltre diecimila anni ed era ben noto: pur non dubitando della saggezza del druido, Maiev sapeva che raccontargli la verità su ciò che era accaduto l'avrebbe spinto a concentrare i suoi sforzi sulla ricerca di Tyrande[5], che poteva già essere morta, accantonando quella di Illidan, un pericolo per il mondo intero[3]. Maiev gli disse allora che la sua amata Tyrande era stata "fatta a pezzi" dai non morti, e la rabbia del druido verso suo fratello crebbe a dismisura, così come Maiev sperava[3][5][6]. Aiutati da un paladino della Mano d'Argento, Magroth il Difensore, Malfurion Maiev e Kael riuscirono a sventare i piani di Illidan e lo fecero prigioniero. Qui in Malfurion disse al fratello che a causa sua Tyrande era morta, ma Kael'thas intervenne spiegando del crollo del ponte e che la sacerdotessa poteva ancora essere viva. Malfurion allora si rivolse a Maiev ed intrappolò lei liberando Illidan[5][6], e le domandò furioso "chi fosse il traditore ora". Una volta salvata Tyrande - che era ancora viva, sebbene sotto attacco dai non morti - con l'aiuto di Illidan, costui aprì un portale per le Terre Esterne e lo varcò. Arrivata in quel momento dopo essersi liberata dall'incantesimo di Malfurion, Maiev vide Tyrande e Malfurion che stavano lasciando andare, un'altra volta, quello che per lei era un demone che aveva massacrato innumerevoli innocenti, portato la corruzione nelle foreste e quasi causato danni irreparabili ad Azeroth, e il saluto dei due sembrava quasi affezionato[3]. Jarod aveva dato a Malfurion la responsabilità di decidere del suo fato, ma ora il druido lo stava lasciando andare perché aveva salvato la vita di Tyrande[5]. Malfurion probabilmente considerava pagati i debiti di Illidan dopo il salvataggio di Tyrande, ma Maiev no: le Guardiane non esistevano più, distrutti e traditi dalla stessa che li governava, e se il governo non voleva almeno vendicare la loro morte, allora Maiev l'avrebbe fatto da sola[3], così si precipitò dietro ad Illidan nel portale con le sue truppe[3][4][5]. Tyrande provò a convincerla che Illidan non era più una minaccia, ma Malfurion capì cosa le era successo: Maiev ormai era guidata dalla vendetta[4].

Attività nelle Terre Esterne[modifica | modifica wikitesto]

Giunta nelle Terre Esterne riuscì miracolosamente a catturare Illidan[3][6][8], ma con suo profondo disappunto dei rinforzi giunsero presto ad aiutarla[5]: si trattava dei naga, guidati da Dama Vashj e dagli elfi del sangue di Kael'thas. Nonostante gli sforzi della Guardiana riuscirono a liberarlo[3][6][8]. Prima dell'apparizione in The Burning Crusade, le descrizioni ufficiali di Maiev la davano morta in solitudine nelle Terre Esterne, durante il suo inseguimento di Illidan; tali notizie si sono poi rivelate non più canoniche[3][5].

La morte di Illidan[modifica | modifica wikitesto]

«Illidan: È questa, mortali? È questa tutta la furia che riuscite a raccogliere?
Maiev, entrando: La loro furia impallidisce davanti alla mia, Illidan, Abbiamo un conto in sospeso fra noi.
Illidan: Maiev... Com'è mai possibile?
Maiev: La mia lunga caccia è finalmente finita. Oggi, Giustizia sarà fatta!»

(Entrata in scena di Maiev durante la lotta al Tempio Nero)

Maiev appare in World of Warcraft nella seconda espansione, The Burning Crusade. Si trova nella Prigione della Guardiana, nella Valle di Torvaluna, sorvegliata dal draenei Akama[8]: qualche tempo dopo i fatti di The Frozen Throne, infatti, Illidan la catturò, ma anziché ucciderla decise di renderla prigioniera così come lui lo era stato per diecimila anni. Maiev, che a quel punto era incarcerata da circa dieci anni[8], era indignata che Akama - il quale stava pianificando una ribellione contro Illidan - sembrasse stare lì seduto a non fare niente mentre l'altro rafforzava il suo dominio sulle Terre Esterne. Con l'aiuto dei giocatori, Akama riuscì a proseguire nel suo piano, venendo inizialmente aiutato anche da Maiev, la quale però si separò alla prima occasione[8]. La Guardiana riapparve solamente durante la battaglia contro Illidan, entrando in scena nell'ultima fase del combattimento, accusando Illidan di tutti i dolori che le aveva causato, dal doverlo sorvegliare per diecimila anni fino alla morte di Naisha.

Alla fine Illidan, morente, le disse che anche se aveva vinto, il cacciatore non è nulla senza la sua preda. Senza più la vendetta a guidarla, Maiev constatò infatti di non sentire più nulla, andandosene[6][8].

Ritorno a Darnassus[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, come narrato nel romanzo Cuore di lupo, Maiev fece ritorno a Darnassus dove cominciò ad addestrare nuove Guardiane. Tuttavia era arrivata ad odiare Malfurion per le sue decisioni in merito alla conduzione del popolo elfico, che considerava sbagliate, tanto da cercare di ucciderlo. Dopo che il suo piano era stato sventato, grazie all'intervento del fratello Jarod, Maiev si diede alla macchia.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

«Illidan: Hai vinto... Maiev. Ma la cacciatrice non è nulla senza la caccia. Tu... non sei nulla... senza di me.
Maiev: Ha ragione. Non sento niente. Non sono... niente. Arrivederci, campioni.»

(Maiev e Illidan alla morte di quest'ultimo)

Maiev è una persona seria e austera. Teme e disprezza la magia arcana e quanti la praticano, ed è sempre impegnata con qualche compito o missione. Non le importa della compagnia degli altri e non lascia che le relazioni personali intralcino il suo lavoro. Maiev è una persona fredda, e le sue uniche emozioni sono il disgusto e l'odio che prova quando pensa ai danni che la Legione ed Illidan hanno portato; la sua è un'esistenza di solitudine[7].

Maiev vede il mondo in bianco e nero[6], e non dimentica mai quando qualcuno si associa con la Legione o fa del male agli altri[6], sia che si tratti di Illidan che alleandosi con Azshara ha causato la morte di migliaia di persone, sia che si tratti di innocui individui come l'orco Drak'Thul, la cui presenza ricorda l'uso della magia demoniaca di Gul'dan e dei suoi seguaci.

Maiev è leale ai suoi compagni più fidati ed è determinata a fare in modo che non subiscano danni. Il suo rancore verso Illidan deriva dal fatto che aveva quasi ucciso Jarod e ucciso molti altri elfi, ma in seguito divenne odio cieco quando il Traditore causò la morte di Naisha e degli altri Guardiani. Il suo percorso da sacerdotessa, a Guardiana e infine a vendicatrice e il modo in cui arriva ad odiare Illidan sopra ogni cosa fanno capire quanto in realtà Maiev sia diventata prigioniera tanto quanto lui: semplicemente i due si trovavano ai lati opposti delle sbarre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Warcraft III: The Frozen Throne, su Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net.
  2. ^ a b Tim Campbell, Bob Fitch, Bruce Graw, Luke Johnson, Seth Johnson, Shadow and Lights, p.167.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z The Warcraft Encyclopedia - Maiev Shadowsong (XML), su worldofwarcraft.com. URL consultato il 17-09-2010.
  4. ^ a b c d e f g h i j Alex Ziebart, Know Your Lore: A second look at Maiev Shadowsong, pagina 1, WoW Insider. URL consultato l'8 settembre 2010.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Beginner’s Guide - Game Guide - World of Warcraft
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Elizabeth Wachowski, Know Your Lore: Maiev Shadowsong, su wow.joystiq.com. URL consultato l'8 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2010).
  7. ^ a b c Tim Campbell, Bob Fitch, Bruce Graw, Luke Johnson, Seth Johnson, Shadow and Lights, p.51.
  8. ^ a b c d e f Alex Ziebart, Know Your Lore: A second look at Maiev Shadowsong, pagina 2, su wow.joystiq.com. URL consultato l'8 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2011).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Maiev Cantombroso, in Wowpedia, Curse Inc.

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