Aspetti Draconici

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Gli Aspetti Draconici (Dragon Aspects), chiamati anche solo Aspetti, sono delle creature immaginarie appartenenti all'universo di Warcraft, creato da Blizzard Entertainment. Si tratta di draghi dai grandi poteri, che ricevettero dai Titani il compito di proteggere il mondo di Azeroth; i grandi eventi della storia dell'universo di Warcraft hanno quasi sempre visto partecipe almeno uno degli Aspetti Draconici.

I primi due Aspetti Draconici ad essere introdotti sono stati Alexstrasza e Alamorte, nel videogioco Warcraft II: Tides of Darkness. Si tornò a parlare di loro in World of Warcraft e apparvero tutti quanti di persona nella sua seconda espansione Wrath of the Lich King, eccettuato Alamorte che venne inserito nella successiva, Cataclysm. Molto più estesa è invece la loro presenza nel restante materiale della serie, in special modo i romanzi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quando i Titani ebbero terminato di dare forma al mondo di Azeroth, essi crearono i cinque Aspetti Draconici dal grande proto-drago Galakrond[1], conferendo loro poteri speciali per adempiere al compito ad essi assegnato[2]. Il nome "Aspetti Draconici" deriva dal fatto che ciascuno di essi rappresenta un particolare aspetto del mondo. Ciascuno degli Aspetti venne posto alla guida di uno stormo di draghi.

Uno degli Aspetti, Neltharion, venne corrotto e reso folle dagli Dei Antichi e divenne noto come Alamorte; la sua sconfitta da parte degli altri Aspetti, aiutati dai mortali, successiva al Cataclisma, segnò la fine dell'esistenza degli Aspetti in quanto tali: in questo modo, infatti, era stata scongiurata la fine di Azeroth (la cosiddetta "Ora del Crepuscolo")[3]. I quattro Aspetti rimasti in vita (ovvero Alexstrasza, Nozdormu, Ysera e Kalecgos, che aveva in precedenza sostituito Malygos, anch'esso deceduto) divennero perciò mortali e persero parte dei loro poteri[3], restando comunque a guardia degli aspetti del mondo che i Titani avevano loro affidato[4].

Gli eventi storici che riguardano direttamente gli Aspetti Draconici o in cui sono stati coinvolti (senza contare quelli in cui sono intervenuti inviando altri draghi al posto loro) sono:

Gli Aspetti[modifica | modifica wikitesto]

Alexstrasza[modifica | modifica wikitesto]

Alexstrasza
Blizzcon 2010 (5327829787).jpg
Cosplayer di Alexstrasza (nella sua forma mortale) a BlizzCon 2010
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce italianaPatrizia Mottola World of Warcraft
SpecieDrago rosso
SessoFemmina

Alexstrasza, detta l'Orditrice di Vita (the Lifebinder)[5] è la regina dei draghi rossi; assieme ad Alamorte, è fra gli Aspetti quella ad avere la storia più sviluppata. Ha ricevuto i suoi poteri da Eonar, soprassiede a tutto ciò che riguarda la vita[4], ed è forse la più potente fra gli Aspetti, pur essendo gentile e compassionevole[5]. Il suo personaggio viene introdotto in Warcraft II: Tides of Darkness, e in World of Warcraft appare a partire dall'espansione Wrath of the Lich King. È inoltre presente nei romanzi Day of the Dragon, Grantempesta e Thrall - Il crepuscolo degli Aspetti, nella Trilogia della Guerra degli Antichi e nella storia breve Carica degli Aspetti

Durante la Guerra degli Antichi, Alexstrasza lottò al fianco degli elfi della notte, assistendo assieme agli altri al tradimento di Neltharion; come essi, anche Alexstrasza venne ingannata da Neltharion e si privò di parte del proprio potere infondendolo nell'Anima dei Demoni, dando così a Neltharion potere su di lei[5]. In seguito, insieme a Ysera e Nozdormu, creò l'Albero del Mondo Nordrassil sulla cima del Monte Hyjal[6].

Verso la fine della Prima Guerra Alexstrasza venne rapita dagli orchi del clan Fauci di Drago, grazie all'aiuto di Alamorte e con l'uso dell'Anima dei Demoni[5], e imprigionata a Grim Batol: con la loro regina prigioniera, tutto il resto dello stormo venne costretto a sua volta al servizio degli orchi. Alexstrasza venne costretta ad accoppiarsi, e i suoi figli usati come cavalcature dall'Orda per combattere l'Alleanza[5]; in questo periodo trovarono la morte sia il consorte anziano di Alexstrasza, Tyranastrasz[5], che altri due di cui si ignora il nome. Anche dopo la sconfitta dell'Orda nella Seconda Guerra, Alexstrasza rimase imprigionata a Grim Batol[5]. Alamorte, volendo che fosse portata all'aperto per poterla uccidere e rubare il resto delle sue uova, tentò per questo di manipolare il mago umano Rhonin; il piano fallì, perché Rhonin, aiutato da Korialastrasz, Vereesa Ventolesto e Falstad Granmartello, riuscì a distruggere l'Anima dei Demoni, restituendo ad Alexstrasza i suoi poteri, liberandola e causando la sconfitta di Alamorte[5].

La regina dei draghi tornò ad agire quando Malygos, tentando di sottrarre tutta la magia ai mortali, rischiò di compromettere l'equilibrio del mondo[7]. Quando l'Aspetto della Magia si rifiutò di smettere, Alexstrasza e gli altri aspetti diedero inizio alla Guerra del Nexus, che portò alla morte di Malygos stesso[7]. Durante la successiva Guerra contro l'Incubo, Alexstrasza si recò a Frondascura, a Valtetra, salvando Broll Orsomanto, Tyrande Soffiabrezza ed Eranikus dagli attacchi di Lethon ed Emeriss; convinse anche Eranikus ad aiutare i mortali a cercare Malfurion Grantempesta nel Sogno di Smeraldo. Alla fine della guerra, assieme ad Ysera benedì Teldrassil e partecipò al matrimonio fra Malfurion e Tyrande.

In seguito, con il ritorno di Alamorte dopo il Cataclisma, Alexstrasza si recò personalmente nelle Alture del Crepuscolo per distruggerlo[8]: riuscì però solo a indebolirlo, uscendo peraltro anch'essa danneggiata dalla lotta[9]. Di lì a poco, Alexstrasza subì un gravissimo colpo con la morte del suo ultimo consorte, Korialastrasz, aggravata dal fatto che sembrò inizialmente accompagnata da un tradimento: la regina dei draghi sciolse la Lega dei Draghi[10] e fuggì a Desolanda, aspettando di morire[11]. Solo quando Thrall le spiegò che non si era trattato di un tradimento, Alexstrasza ritornò al Tempio della Lega dei Draghi con gli altri Aspetti[12]. Partecipò successivamente alla battaglia contro Chromatus e quindi a quella contro Alamorte dove, come gli altri, terminò il suo ruolo di Aspetto[3].

Alamorte[modifica | modifica wikitesto]

Alamorte
UniversoWarcraft
Nome orig.Deathwing
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce italianaMario Zucca World of Warcraft
SpecieDrago nero
SessoMaschio

Alamorte (Deathwing), detto il Distruttore (the Destroyer), precedentemente noto come Neltharion, il Guardiano della Terra (the Earth-Warder), era il signore dei draghi neri[13]. Introdotto, come Alexstrasza, in Tides of Darkness, compare di sfuggita in Wrath of the Lich King (durante una visione di Yogg-Saron) per poi divenire il nemico principale dell'espansione successiva, Cataclysm; al di fuori dei videogiochi, è presente nella Trilogia della Guerra degli Antichi, in Day of the Dragon, Oltre il Portale Oscuro, La notte del drago, Thrall - il Crepuscolo degli Aspetti e la storia breve La carica degli Aspetti.

Nelharion aveva ricevuto i suoi poteri da Khaz'goroth, e dominava sulla terra e sulle profondità di Azeroth[4][13]. Proprio a causa della sua vicinanza ai più bui recessi del mondo, Neltharion venne infine a contatto con gli Dei Antichi che i Titani avevano imprigionato nel sottosuolo; essi riuscirono a corromperlo e a farlo impazzire, convincendolo a rivoltarsi contro gli altri stormi di draghi[13]. Per farlo, Neltharion creò un artefatto chiamato "Anima dei Draghi": aiutato dai suoi servitori goblin, forgiò un disco dorato in cui mise parte del suo stesso sangue e l'essenza di un demone della Legione Infuocata, e vi installò una protezione magica così che gli altri Aspetti non potessero vedere cosa conteneva[13]. Dopodiché, convinse gli altri Aspetti a infondere parte del loro potere nell'Anima dei Draghi, dicendo che sarebbe stata una grande arma contro la Legione che aveva da poco dato il via alla Guerra degli Antichi: essendo l'unico che non aveva messo parte del proprio potere nel disco, Neltharion risultava ora più potente degli altri[13].

Tutti gli stormi di draghi si diressero verso la città di Zin-Azshari, dove gli elfi della notte combattevano la Legione: lì Neltharion usò l'Anima dei Draghi per distruggere non solo i demoni, ma anche gli elfi e gli altri draghi, sterminando quasi totalmente lo stormo blu[13]: allora la sua corruzione si manifestò fisicamente, dando al suo corpo un aspetto più demoniaco, e da quel momento divenne noto come "Alamorte", l'Aspetto della Morte[13]. Dopo quella battaglia, tutti i draghi si ritirarono: i goblin forgiarono un'armatura d'Elementio per Alamorte, che rischiava di essere squarciato dalla sua stessa mutazione e dalla vicinanza all'Anima dei Demoni (come venne ribattezzata): l'artefatto gli venne però sottratto da Malfurion Grantempesta, e alla fine della guerra gli altri Aspetti lo sigillarono e Malfurion lo nascose così che Alamorte non potesse trovarlo né tantomeno usarlo[13].

Alamorte ritornò alla carica circa diecimila anni dopo: avendo scoperto la locazione dell'Anima dei Demoni ma non potendo neppure toccarla, fece in modo che la ottenessero gli orchi del clan Fauci di Drago, che con essa schiavizzassero Alexstrasza e lo stormo rosso[13]; nello stesso periodo, sotto l'identità di lord Daval Prestor, Alamorte cercò di distruggere l'Alleanza dall'interno, e portò anche alcune delle sue uova a Draenor (che poi avrebbero dato origine ai draghi di alafatua[13]). Poi tentò di manipolare il mago umano Rhonin e i suoi compagni perché portassero Alexstrasza fuori da Grim Batol, dov'era rinchiusa, così da poterla rapire o uccidere e rubare le sue uova[13]: il piano però andò in fumo, perché Rhonin e i suoi distrussero l'Anima dei Demoni e gli altri Aspetti, ritornati ai loro pieni poteri, si lanciarono all'attacco di Alamorte che fu costretto ad una disastrosa fuga nel piano elementale di Rocciafonda[13].

Successivamente Alamorte pianificò la creazione di un nuovo stormo di draghi, che portò prima alla nascita dei draghi cromatici, e poi a quella dei draghi del crepuscolo[13]. Una volta recuperate tutte le energie, Alamorte eruppe da Rocciafonda ad Azeroth passando attraverso il Maelstrom, causando il Cataclisma che devastò molte regioni di Azeroth e dando una brusca svolta alla storia del pianeta[13]. Alleatosi con le altre forze al servizio degli Dei Antichi, come il Martello del Crepuscolo e i signori elementali Ragnaros e Al'Akir, Alamorte cominciò a progettare la distruzione del mondo[13].

Nelle Alture del Crepuscolo dove i suoi seguaci del Martello del Crepuscolo, comandati da Cho'gall, stavano affrontando lo Stormo rosso, Alamorte venne attirato da Alexstrasza e i due cominciarono un duello nel quale tutti credettero che il Distruttore fosse finalmente stato sconfitto. Tuttavia, Alamorte riemerse dal punto di impatto sotto lo stupore di tutti, ma essendo indebolito dovette ritirarsi.

Durante lo scontro finale al Tempio della Lega dei Draghi, Alamorte portò in battaglia tutti i suoi seguaci, sia dello Stormo del crepuscolo che servi degli Dei Antichi, tra i quali Ultraxion, creato appunto per distruggere gli Aspetti e far avverare l'Ora del Crepuscolo. Tuttavia, un gruppo di avventurieri riuscirono a fare in modo che gli Aspetti, assistiti da Thrall, riattivassero l'Anima del Drago e la usarono per colpire duramente Alamorte, il quale, constatando la gravità della situazione, fuggì di nuovo. Tuttavia, alcuni avventurieri salirono proprio sulla sua schiena e riuscirono a distruggere la corazza di Elementio, di modo che Thrall lo colpì di nuovo, facendo finire Alamorte dentro il Maelstrom. Tuttavia, in quel momento, Alamorte uscì dal gigantesco gorgo, orribilmente deformato in uno spietato mostro di magma e odio, con vari artigli e tentacoli. Una volta indebolito gli Aspetti infusero tutti i loro poteri nell'Anima dei Demoni, colpendo poi Alamorte e distruggendolo - per ironia della sorte proprio nel posto in cui era ritornato[3].

Kalecgos[modifica | modifica wikitesto]

Kalecgos
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
Alter egoKalec (quando in forma mortale)
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce italianaLorenzo Scattorin
SpecieDrago blu
SessoMaschio

Kalecgos (noto anche come Kalec quando assume la forma di mezzelfo) è un drago blu, succeduto a Malygos come Aspetto della Magia. Il suo personaggio viene introdotto nel manga Sunwell: la trilogia, dove è uno dei personaggi principali. Ha poi un ruolo importante nei romanzi La notte del drago, Thrall - Il crepuscolo degli Aspetti e Jaina Proudmoore: Tides of War, e appare anche nel manga Shadow Wing, nella storia breve La carica degli Aspetti, nonché in diversi eventi di World of Warcraft.

Due anni prima degli eventi di World of Warcraft, lo stormo blu aveva individuato delle energie residue del Pozzo Solare di Quel'Thalas, e Kalecgos venne inviato da Malygos per investigare e localizzarle[14]. Gravemente ferito dal cacciatore di draghi nano Harkyn Grymstone, venne soccorso da una giovane umana, Anveena Teague[15], nei pressi del Mulino di Tarren. I due vennero raggiunti poco dopo da Tyrygosa, la promessa sposa di Kalecgos, e dal paladino umano Jorad Mace. Si scontrarono anche con Dar'Khan Drathir, anch'egli alla ricerca dell'energia del Pozzo[16].

Nelle Entroterre Anveena dimostrò di avere grandi poteri salvandolo da una caduta[17]; venne subito dopo rapita da Dar'Khan, così Kalec, Tyri e Jorad lo inseguirono a Quel'Thalas, lì aiutati anche dalle forze di Lor'themar Theron. Alla fine Kalec scoprì che Anveena stessa non era altro che l'energia del Pozzo, racchiusa da Korialastrasz in una forma umana per proteggerla[18]; presa coscienza di ciò, la giovane sconfisse Dar'Khan, e Theron la prese sotto la sua sorveglianza a Lunargenta: Kalecgos decise di restare anch'egli[18], e la loro relazione si evolse in un rapporto sentinamentale[19].

Kalecgos rimase a proteggere Anveena mentre gli elfi del sangue ricostruivano Quel'Thalas, ma dopo circa tre anni ella venne rapita dal principe traditore Kael'thas Solealto e portata a Quel'Danas, con l'intento di usarla per evocare Kil'jaeden ad Azeroth. Kalecgos cercò di sventare i suoi piani, ma cadde sotto il controllo mentale del nathrezim Sathrovarr, venendo liberato da avventurieri[20]. Aiutò più tardi gli avventurieri nella lotta contro Kil'jaeden, durante la quale Anveena si sacrificò per bandire il demone[19], riconfluendo così nel Pozzo Solare.

Dopo la scomparsa dell'amata, Kalecgos cadde in depressione, diventando litigioso. Venne così allontanato dal Nexus per andare ad investigare su Grim Batol; lungo il tragitto incontrò Korialastrasz, col quale era amareggiato per le sue continue interferenze e per aver dato ad Anveena l'illusione di una vita che non avrebbe potuto vivere[21]. A Grim Batol, unitisi anche a Rhonin, Vereesa Ventolesto, Iridi e altri, scoprirono e sventarono il piano di Sintharia di creare lo stormo del crepuscolo: successivamente si fece carico di seppellire la deceduta Iridi nelle Terre Esterne[22]. La posizione di Kalecgos nella Guerra del Nexus, che sarebbe esplosa di lì a poco e culminata con la morte di Malygos, non è nota; tuttavia si sa che Kalecgos era molto critico sull'idea di Malygos di privare i mortali della magia.

Dopo la morte di Malygos, Kalecgos si diresse nella regione di Azshara, assieme ad Azuregos, per prevenire lo sterminio di altri draghi blu da parte dei neri[23]. Nel frattempo, Kalecgos venne scelto come possibile successore di Malygos, in contrapposizione ad Arygos, figlio dell'Aspetto deceduto. Arygos, che si era in segreto alleato con Alamorte, tentò di far assassinare Kalecgos: il piano fallì, e Kalecgos, durante un evento celeste noto come "Abbraccio", venne confermato come nuovo Aspetto della Magia[24][25]. Arygos allora fece attaccare il Nexus dai draghi del crepuscolo[26], che vennero però respinti e inseguiti fino al Tempio della Lega dei Draghi, dove l'avanzata dei blu venne fermata dal drago cromatico Chromatus. Successivamente, Kalecgos, assieme ad Alexstrasza, Ysera e Nozdormu, guidò l'attacco decisivo contro il tempio, distruggendo Chromatus.

In seguito, pianificando come sconfiggere Alamorte, assieme ad Ysera Kalecgos ebbe l'idea di utilizzare l'Anima dei Demoni[4], che si rivelò funzionante. Con la distruzione di Alamorte la fine di Azeroth (l'"Ora del Crepuscolo") era scongiurata, e gli Aspetti smisero di essere tali[3]; ne consegue quindi che Kalecgos rimase in questo ruolo per un periodo davvero breve.

Malygos[modifica | modifica wikitesto]

Malygos
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce italianaOliviero Corbetta
SpecieDrago blu
SessoMaschio

Malygos, detto il Tessitore d'Incantesimi (the Spellweaver), era il signore dei draghi blu. Ricevette i suoi poteri da Norgannon, e presiedeva alla magia e alla conoscenza arcana di Azeroth[4][27]. Malygos era molto amico di Neltharion, l'Aspetto Draconico della Terra[28]: quando egli, già sotto l'influsso degli Dei Antichi, propose agli altri Aspetti di infondere il loro potere nell'Anima dei Draghi, Malygos fu il primo ad accettare e incoraggiò gli altri a fare lo stesso[29]. Non troppo tempo dopo, fu con quello stesso artefatto che Neltharion sterminò gran parte dello stormo dei draghi blu, fra cui anche figli, figlie[27] e la sua consorte Sindragosa (la quale, ferita gravemente, andò a morire a Dracombra). La distruzione del suo stormo, della quale si sentiva in parte responsabile, lo gettò in una profonda depressione, che lo portò a rinchiudersi nel Nexus, la sua dimora a Ibernia, e isolarsi dal resto del mondo[27].

Una momentanea interruzione di tale isolamento avvenne circa diecimila anni dopo, quando l'Anima dei Draghi venne distrutta e gli Aspetti riguadagnarono i loro poteri: Krasus riuscì infatti a convincere Malygos ad aiutarlo nella lotta contro Alamorte, assieme agli altri aspetti. Alexstrasza riuscì inoltre ad usare le sue ritrovate energie per restituire a Malygos parte della sua sanità mentale, resuscitando anche parte dello stormo blu[27].

Sebbene più in salute, Malygos tornò a rinchiudersi nel Nexus anche dopo questi eventi fino a ventitré anni dopo, quando Tyrygosa fece ritorno dalle Terre Esterne assieme ad alcuni draghi di alafatua: grazie al loro influsso, Malygos si riprese completamente[27]. Uscito dal Nexus e analizzò lo stato del mondo, devastato e piegato dall'uso improprio della magia da parte dei mortali: constatando questo, e che l'ulteriore uso errato della magia avrebbe potuto avere conseguenze catastrofiche per Azeroth, Malygos prese la drastica decisione di privare i mortali della magia, per darla in monopolio esclusivo ai draghi blu[27]. Sebbene l'idea di base fosse corretta, i metodi di Malygos per realizzarla erano drammatici, e rischiavano di danneggiare seriamente l'equilibrio del mondo: per tale motivo, gli altri stormi di draghi e il Kirin Tor cominciarono a dare battaglia allo stormo blu, in quella che divenne nota come Guerra del Nexus[27]. La battaglia si concluse con la morte di Malygos nel Nexus per mano di avventurieri inviati da Alexstrasza[30]; ciò fa di Malygos il primo Aspetto Draconico in assoluto a morire (seguito più tardi da Alamorte). Il posto alla guida dei draghi blu venne preso da Kalecgos.

Nozdormu[modifica | modifica wikitesto]

Nozdormu
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
Alter egoMurozond
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce italianaCarlo Cosolo
SpecieDrago bronzeo
SessoMaschio

Nozdormu l'Eterno, o il Senza Tempo (Nozdormu the Timeless), è il signore dei draghi bronzei. Per quanto riguarda i videogiochi, appare per la prima volta, brevemente, in Wrath of the Lich King, per poi essere ripreso in modo più consistente in Cataclysm. È presente nei romanzi della Trilogia della Guerra degli Antichi, in Day of the Dragon e in Thrall - Il crepuscolo degli Aspetti, nonché nella storia breve La carica degli aspetti.

Nozdormu ricevette i suoi poteri dall'Alto Padre del Pantheon, Aman'Thul, che gli conferì dominio su tutti gli aspetti del tempo e della storia[4]: viveva allo stesso tempo in passato, presente e futuro, in tutte le linee temporali possibili[31], e Aman'Thul gli diede anche di sapere quando e come sarebbe morto[4][32]. Degli Aspetti, Nozdormu fu l'unico a non partecipare di persona alla Guerra degli Antichi, essendo impegnato in una lotta contro gli Dei Antichi che cercavano di sovvertirne il corso storico degli eventi. In sua vece partecipò la consorte Soridormi[33]. Per sventare il piano degli Dei Antichi, spedì nel passato Korialastrasz, Rhonin e Broxigar. Alla fine della guerra, assieme ad Alexstrasza e Ysera fece crescere l'Albero del Mondo Nordrassil, donando l'immortalità agli elfi della notte[6].

Con l'apertura delle Caverne del Tempo - dimora dello stormo bronzeo - in The Burning Crusade, Nozdormu non era presente, e la sua locazione era sconosciuta anche ai membri del suo stesso stormo. La situazione rimase tale a fino dopo il Cataclisma, quando il Senzatempo, che di fatto era rimasto intrappolato nei meandri del tempo nel tentativo di contrastare lo stormo infinito, venne liberato da Thrall (semplicemente ricordandogli la "Prima Lezione", cioè che vivere il momento era più importante che soffermarsi sul passato o sul futuro[4], e che anche le piccole cose sono importanti[34]).

Nozdormu scoprì inoltre che, in uno dei possibile futuri, lui sarebbe diventato Murozond, il leader dello stormo infinito[32]. Durante la battaglia contro Chromatus, Nozdormu esortò gli altri tre Aspetti a unire veramente le forze, riuscendo a distruggerlo[35]. Più avanti accompagnò degli avventurieri nella linea temporale dell'Ora del Crepuscolo, dove essi sconfissero il suo alter ego Murozond[36]. Dopo la sconfitta di Alamorte, anche Nozdormu, come gli altri Aspetti, divenne un semplice mortale[3], per quanto potente.

Ysera[modifica | modifica wikitesto]

Ysera
UniversoWarcraft
Lingua orig.Inglese
AutoreBlizzard Entertainment
EditoreBlizzard Entertainment
Voce italianaMarcella Silvestri
SpecieDrago verde
SessoFemmina

Ysera la Risvegliata[4] (Ysera the Awakened), precedentemente detta "la Sognatrice" (the Dreamer) è la signora dei draghi verdi, che sorvegliano il Sogno di Smeraldo. Per quanto riguarda i videogiochi, appare esclusivamente nelle espansioni di World of Warcraft Wrath of the Lich King, Cataclysm e Legion, mentre è presente nei romanzi della Trilogia della Guerra degli Antichi, in Day of the Dragon, Grantempesta e Thrall - Il crepuscolo degli Aspetti, e nella storia breve La carica degli Aspetti.

Ysera ricevette i suoi poteri dal Titano della vita, Eonar[4]; legati al Sogni di Smeraldo, Ysera e i suoi draghi verdi erano immersi in una perenne trance, essendo contemporaneamente in entrambi i mondi. Profondamente amica dell'Antico Guardiano Malorne, fu madre adottiva del di lui figlio Cenarius[37]. Durante la Guerra degli Antichi, come gli altri Aspetti Ysera fu ingannata da Neltharion e partecipò alla battaglia dove egli rivelò il suo tradimento. Sempre durante la Guerra, Ysera assistette alla morte di Malorne, al quale era molto legata, per mano di Archimonde: lo sconvolgente evento le fece spalancare gli occhi (letteralmente, una cosa assai rara) dall'orrore, e in una furia disperata fece strage dei demoni che si trovavano sul posto[38]. Alla fine del conflitto, assieme ad Alexstrasza e Nozdormu piantò l'Albero del Mondo Nordrassil, aprendo agli elfi della notte la connessione al Sogno di Smeraldo[6].

Quando la corruzione del Sogno da parte dell'Incubo prese il via, Ysera perse alcuni dei suoi migliori luogotenenti (Lethon, Ysondre, Emeriss e Taerar), oltre al consorte Eranikus, contagiati dall'Incubo. Durante gli eventi di Wrath of the Lich King, quando Nishera, la dragonessa custode del Santuario dei Draghi di Smeraldo, le chiese di aiutare nella lotta contro il Flagello, Ysera, forse anch'essa intaccata dall'Incubo, ordinò invece ai difensori del Santuario di trattare chiunque non facesse parte dello stormo verde come nemico[39].

Dopo la caduta del Re dei Lich, Ysera si trovò a fronteggiare l'Incubo di Smeraldo in tutta la sua potenza: attaccata da Lethon, lo respinse grazie all'aiuto degli altri draghi verdi, degli antichi e dei druidi, ma in seguito egli riuscì ad ingannarla e imprigionarla, permettendo all'Incubo di soverchiare tanto il Sogno quanto Azeroth. Venne liberata da Eranikus, che si sacrificò per questo, e alla fine della guerra diede la sua benedizione a Teldrassil; da quel momento, Ysera divenne nota non più come "la Sognatrice", ma come "la Risvegliata": per un certo periodo, ormai slegata dalla trance perenne in cui era stata immersa per millenni, Ysera ebbe delle difficoltà a integrarsi coerentemente nel mondo reale[40].

Durante un successivo incontro al Tempio della Lega dei Draghi, Ysera annunciò che aveva avuto una visione dell'Ora del Crepuscolo[40]: per prevenirla, assoldò Thrall perché andasse a cercare Nozdormu nelle vie tel tempo[41]. Si unì in seguito a Thrall e agli altri Aspetti nella battaglia contro Chromatus, riuscendo a distruggerlo, e si recò poi sul Monte Hyjal per aiutare Malfurion Grantempesta e Hamuul Totem Runico nella difesa e nella rigenerazione di Nordrassil e nella guerra contro Ragnaros.

Assieme a Kalecgos, Ysera ebbe l'idea di usare l'Anima dei Demoni per distruggere Alamorte[4], idea che si rivelò vincente[3]: scongiurata l'Ora del Crepuscolo, come gli altri Aspetti anche Ysera perse tale status, diventando mortale.

Successivamente, in Legion, viene corrotta da Xavius. Viene uccisa dall'avatar del giocatore con la collaborazione di Tyrande per salvare il santuario di Elune, durante una delle quest.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ World of Warcraft, missione Audience With The Dragon Queen (testo su Wowpedia).
  2. ^ (EN) Matthew Rossi, Know Your Lore: The Red Dragonflight, WoW Insider, 23 febbraio 2010. URL consultato il 14 luglio 2011.
  3. ^ a b c d e f g World of Warcraft, dialoghi dell'instance Madness of Deathwing (testi su Wowpedia).
  4. ^ a b c d e f g h i j k Matt Burns, La carica degli Aspetti, Blizzard Entertainment. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  5. ^ a b c d e f g h (EN) Alex Ziebart, Know Your Lore: Alexstrasza the Lifebinder, su wow.joystiq.com, 10 luglio 2008. URL consultato il 14 luglio 2011.
  6. ^ a b c Knaak (2007c), p. 367-368.
  7. ^ a b (EN) Matthew Rossi, Know Your Lore: The Blue Dragonflight Page 2, WoW Insider, 3 marzo 2010. URL consultato il 14 luglio 2010.
  8. ^ World of Warcraft, missione Enter the Dragon Queen (testo su Wowpedia).
  9. ^ World of Warcraft, missione Battle of Life and Death (testo su Wowpedia).
  10. ^ Golden, p. 34-36.
  11. ^ Golden, p. 131-132.
  12. ^ Golden, p. 215-219.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) Michael Sacco, Know Your Lore: World of Warcraft Cataclysm Deathwing, WoW Insider, 23 agosto 2009. URL consultato il 29 luglio 2011.
  14. ^ Knaak - Kim, p. 48-51.
  15. ^ Knaak - Kim, p. 29-37.
  16. ^ Knaak - Kim, p. 96-99.
  17. ^ Knaak - Kim, p. 325.
  18. ^ a b Knaak - Kim, p. 490-492.
  19. ^ a b World of Warcraft, dialoghi della battaglia con Kil'jaeden nell'instance della Cittadella del Pozzo Solare (testi su Wowpedia).
  20. ^ World of Warcraft, evento della battaglia contro Kalecgos alla Cittadella del Pozzo Solare (testo su Wowpedia).
  21. ^ Knaak (2011), p. 106-108.
  22. ^ Knaak (2011), p. 344.
  23. ^ Testo dell'evento della missione Easy is Boring su Wowpedia.
  24. ^ Golden, p. 164.
  25. ^ Testo della missione Alignment, su Wowpedia.
  26. ^ Golden, p. 165.
  27. ^ a b c d e f g (EN) Alex Ziebart, Know Your Lore: Malygos the Spellweaver, WoW Insider, 31 luglio 2008. URL consultato il 6 dicembre 2011.
  28. ^ Knaak (2007a), p. 251.
  29. ^ Knaak (2007b), p. 118.
  30. ^ Testo dell'evento della morte di Malygos su Wowpedia.
  31. ^ Knaak (2007a), p. 106-108.
  32. ^ a b Golden, p. 129.
  33. ^ Knaak (2007b), p. 116-117.
  34. ^ Golden, p. 126.
  35. ^ Golden, p. 240-253.
  36. ^ World of Warcraft, evento della battaglia contro Murozond nell'instance di End Time (testo su Wowpedia).
  37. ^ (EN) BlizzPlanet, Intervista con Richard A. Knaak del 17 settembre 2005 (testo su Wowpedia).
  38. ^ Knaak (2007c), p. 257-258.
  39. ^ World of Warcraft, missione Cycle of Life (testo su Wowpedia).
  40. ^ a b Golden, p. 22-23.
  41. ^ Golden, p. 37-38.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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