macOS Server

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macOS Server
sistema operativo
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MacOS Server screenshot.png
SviluppatoreApple Inc.
FamigliaUnix, BSD
Release iniziale1.0 (16 marzo 1999)
Release corrente5.12 (8 Dicembre 2021)
Tipo di kernelKernel ibrido
Piattaforme supportateIntel x86-64
Metodo di aggiornamentoApp Store
Aggiornamento Software
Tipo licenzaSoftware proprietario
LicenzaSoftware proprietario
Stadio di sviluppoDismesso
Sito webwww.apple.com/it/macos/server/

In informatica macOS Server (precedentemente chiamato Mac OS X Server e OS X Server) è stata una versione separata del sistema operativo macOS sviluppato da Apple Inc. che offriva ulteriori programmi e strumenti per la gestione e la manutenzione di un server. A partire dalla versione Lion Server, è diventato un'applicazione da installare sulla rispettiva versione desktop, tramite il Mac App Store.

Il 21 Aprile 2022 Apple ha annunciato la dismissione di macOS Server [1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La versione server del macOS è basata sullo stesso kernel della versione base, da cui si differenzia per i programmi forniti. La versione server è infatti dotata di:

Tutti i programmi sono accessibili tramite interfaccia grafica per permettere una semplice e veloce configurazione. La versione server supporta e gestisce nativamente i server della famiglia Xserve e Xserve RAID, oltre a integrarsi perfettamente con Xsan, la soluzione SAN di Apple. Quasi tutti i servizi si basano su software Open source e quindi potrebbero essere utilizzati anche da un utente domestico sulla versione base del macOS, che in questo caso non disporrebbe però dei programmi di configurazione grafica forniti da Apple; pertanto la gestione e la manutenzione del server diventerebbe un'operazione molto simile a quella che viene eseguita sui sistemi GNU/Linux, prevalentemente testuale.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima versione del sistema operativo, Mac OS X Server 1.0, è basato su Rhapsody 5.3, nato dall'unione di OPENSTEP prodotto da NeXT Computer e di Mac OS 8.5.1. Pertanto la GUI era un ibrido tra le due diverse interfacce grafiche. Era comunque possibile utilizzare applicazioni di MAC OS in una finestra separata, grazie all'utilizzo di un runtime layer chiamato Blue Box.

Il 21 maggio 2001, Apple distribuisce la nuova versione del suo sistema operativo basato su Mac OS X Cheetah. Da essa seguirono le diverse versioni server basate su Mac OS X, distribuite in contemporanea con le corrispondenti release del sistema base.

La modalità cambia con la versione 10.7, dove le funzionalità server diventano disponibili acquistandole come applicazione dal Mac App Store.

Nel tempo Apple migra alcune funzionalità di macOS Server nella versione di default di macOS. A partire dal 2018, con la versione 5.7.1 per MacOS Mojave, Server perde diversi servizi open source, come DNS, DHCP, server wiki e Messaggistica istantanea, OpenVPN, DavMail, TFTP, Courier.[1]

Dalla versione 5.12 viene dismesso anche Xsan. Questa versione è compatibile con MacOS Monterey ed è l'ultima supportata da Apple.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Informazioni su macOS Server 5.7.1 e versioni successive, su Apple Support. URL consultato il 13 settembre 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, su apple.com. Modifica su Wikidata
  • (EN) Guida sulla sicurezza (PDF), su packetstormsecurity.nl. URL consultato il 21 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2009).
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