Marie Antoinette

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Marie Antoinette
MarieAntoinetteDVD 002.jpg
Kirsten Dunst nel ruolo di Maria Antonietta
Titolo originale Marie Antoinette
Paese di produzione USA
Anno 2006
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, storico, biografico
Regia Sofia Coppola
Sceneggiatura Sofia Coppola
Fotografia Lance Acord
Montaggio Sarah Flack
Scenografia K.K. Barrett
Costumi Milena Canonero
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Cosa sarò se avviene una rottura fra le nostre due famiglie?! Dovrò essere austriaca o la Delfina di Francia?
- Ambedue direi! »
(Maria Antonietta/ Kirsten Dunst all'ambasciatore Mercy/Steve Coogan e risposta di quest'ultimo.)

Marie Antoinette è un film del 2006 diretto da Sofia Coppola.

La pellicola rilegge in chiave pop la vita di corte di Maria Antonietta, sposa di Luigi XVI, re di Francia, dal suo difficile ingresso a Versailles nella primavera del 1770 sino allo scoppio della rivoluzione e al suo trasferimento al Palazzo delle Tuileries il 6 ottobre 1789.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Austria 1768. Per suggellare l'alleanza tra Francia e Austria, l'imperatrice Maria Teresa offre in sposa la figlia, la quattordicenne arciduchessa Antoine, al Delfino di Francia Luigi Augusto, futuro Luigi XVI. Dopo la "consegna della sposa" presso Schuttern sul Reno nel 1770, nella quale Antoine viene spogliata di tutto ciò che rappresentava la sua vita austriaca, viene presentata ufficialmente al fidanzato Luigi Augusto, il ministro degli Affari Esteri Choiseul e il resto della famiglia, divenendo così la Delfina di Francia Maria Antonietta.

Sotto lo scrutinio dell'intera corte, la Delfina si trasferisce nei suoi appartamenti a Versailles, dove inizia il suo difficile rapporto con l'aristocrazia, i costumi e l'etichetta francesi. Il suo matrimonio non consumato, e quindi l'apparente incapacità di Maria Antonietta di dare vita a un erede, peggiorano la sua posizione all'interno della corte.

Per sfuggire ai pettegolezzi e alle dicerie di corte, Maria Antonietta si rifugia nelle amicizie, come quella con la giovane principessa de Lamballe e la duchessa di Polignac, e negli svaghi raffinati. Durante una festa in maschera conosce il conte Hans Axel von Fersen, capitano delle guardie svedesi.

Nel 1774, re Luigi XV muore e Luigi Augusto e Maria Antonietta diventano i nuovi regnanti di Francia. Mentre Maria Antonietta continua il suo eccessivo stile di vita, il re si prepara a spedire aiuti alla Rivoluzione americana. Per risolvere la questione del talamo coniugale, in aiuto alla coppia reale arriva il fratello di Maria Antonietta, l'imperatore Giuseppe II, e, sotto la guida dei suoi consigli, il matrimonio viene finalmente consumato e Maria Antonietta dà alla luce la principessa Maria Teresa.

Dopo la nascita della figlia la regina abbandona le feste e la vita di corte e si ritira con pochi intimi nella più modesta residenza del Petit Trianon, dove inizia una vita più sobria e campestre. Qui riprende la sua relazione adulterina con il capitano Fersen, che viene interrotta dalla partenza per il fronte del capitano: ciò segna il suo ritorno a Versailles, dove dà alla luce l'atteso Delfino di Francia.

L'impegno francese nella guerra americana grava pesantemente sulla popolazione francese, producendo un malcontento indirizzato perlopiù verso il capro espiatorio di Maria Antonietta, la quale viene accusata di star portando la Francia alla bancarotta con la sua lussuria e il suo sperpero di denaro; contro di lei si diffondono sempre più frequentemente grotteschi libelli scandalistici e pornografici. Dopo la presa della Bastiglia, mentre parenti e amici iniziano a fuggire dal Paese, Maria Antonietta e Luigi XVI decidono di rimanere a Versailles. L'agitazione popolare culmina quando una notte di ottobre una folla inferocita penetra nella reggia con l' intenzione di assassinare la regina; i ribelli ottengono così che la coppia reale e il resto della corte si trasferisca a Parigi.

Il giorno dopo, all'alba, la coppia e i due bambini montano in carrozza alla volta di Parigi. Il re e la regina si scambiano sguardi malinconici, consapevoli della fine di un'epoca.

Il film si chiude con un'inquadratura della stanza da letto della regina, completamente devastata dalla folla dei rivoltosi.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha vinto l'Oscar 2007 per i migliori costumi, attribuito all'italiana Milena Canonero (già vincitrice dello stesso premio per Barry Lyndon e Momenti di gloria), ed è stato anche nominato al Festival di Cannes 2006 per la Palma d'oro, aggiudicandosi poi il Premio Cinematografico del Sistema Educativo Nazionale Francese, e ai Gotham Awards nella categoria miglior film.

Colonna Sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è divisa in due dischi. Il metodo di suddivisione è principalmente "musica moderna" e "musica classica". Ci sono però eccezioni (come ad esempio il "Concerto in G" del CD 1 o "Fools Rush In" nel 2), e non è quindi da considerare che il primo disco abbia solo musica nuova mentre il secondo ne abbia di più antica.

Per quello che riguarda la musica moderna sono stati scelti brani rock e pop degli anni ottanta e odierni di gruppi indie. Questa scelta rende infatti il film molto interessante (ricordando scene come quella con sottofondo "I Want Candy" dei Bow Wow Wow, in cui si esibiscono gli eccessi della vita di Maria Antonietta e delle amiche) e dando un'idea di Maria Antonietta e della Corte, secondo ciò che ha affermato la Coppola, come fossero icone Pop.

La musica classica è spesso composta da brani antichi, spesso solo per pianoforte o per clavicembalo. Tuttavia alcuni brani sono composizioni dei maggiori esponenti di musica elettronica conteporanea. È importante anche questa colonna sonora, perché rende l'idea di ciò che era in auge all'Epoca. Alcune scene sono infatti anche girate all'Opera di Parigi, in cui vengono riprese esecuzioni liriche, una forma di teatro molto diffusa e apprezzata nel '700, e in una scena, in cui si festeggia il compleanno della regina, Yolande de Polignac racconta quanto sia rimasta incantata dalle Nozze di Figaro e di quanto l'abbiano divertita, oltre che affermare che le donne di Parigi, anch'esse incantate dall'Opera di Mozart, si facevano scrivere i versi sui ventagli. Ancora una volta abbiamo una testimonianza di quanto la musica fosse ben apprezzata da borghesi e aristocratici del tempo.

Disco 1:

  1. "Hong Kong Garden" – Siouxsie & The Banshees
  2. "Aphrodisiac" – Bow Wow Wow
  3. "What Ever Happened" – The Strokes
  4. "Pulling Our Weight" – The Radio Dept.
  5. "Ceremony" – New Order
  6. "Natural's Not in It" – Gang of Four
  7. "I Want Candy (Kevin Shields Remix)" – Bow Wow Wow
  8. "Kings of the Wild Frontier" – Adam & the Ants
  9. "Concerto in G" – Antonio Vivaldi / Reitzell
  10. "The Melody of a Fallen Tree" – Windsor for the Derby
  11. "I Don’t Like It Like This" – The Radio Dept.
  12. "Plainsong" – The Cure

Disco 2:

  1. "Intro Versailles" – Reitzell / Beggs
  2. "Jynweythek Ylow" – Aphex Twin
  3. "Opus 17" – Dustin O'Halloran
  4. "Il Secondo Giorno (Instrumental)" – Air
  5. "Keen On Boys" – The Radio Dept.
  6. "Opus 23" – Dustin O'Halloran
  7. "Les barricades mystérieuses" – François Couperin / Reitzell
  8. "Fools Rush In (Kevin Shields Remix)" – Bow Wow Wow
  9. "Avril 14th" – Aphex Twin
  10. "K. 213" – Domenico Scarlatti / Reitzell
  11. "Tommib Help Buss" – Squarepusher
  12. "Tristes Apprêts, Pâles Flambeaux" – Jean Philippe Rameau / William Christie
  13. "Opus 36" – Dustin O'Halloran
  14. "All Cats Are Grey" – The Cure

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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