Il giardino delle vergini suicide

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Il giardino delle vergini suicide
Il giardino delle vergini suicide.jpg
Cecilia, dopo la sua morte
Titolo originale The Virgin Suicides
Paese Stati Uniti
Anno 1999
Durata 97 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, giallo
Regia Sofia Coppola
Soggetto Jeffrey Eugenides
Sceneggiatura Sofia Coppola
Casa di produzione Paramount Classics
Fotografia Edward Lachman
Montaggio Melissa Kent James Lyons
Musiche Air
Interpreti e personaggi

Il giardino delle vergini suicide è un film del 1999 diretto da Sofia Coppola, con Kirsten Dunst e A.J. Cook. Il film, tratto dal romanzo Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides.

Il film è ambientato nel 1974 in una periferia di Detroit (Michigan), a Grosse Pointe, in un'America borghese che sta uscendo dalla vecchia cultura, rigidamente religiosa, per entrare nell'età moderna, manifestando i freni socio-culturali che ancora la legano a un perbenismo di facciata. Un vicinato che vede ma non interviene di fronte ad una famiglia ostaggio di una madre bigotta che controlla cinque bellissime figlie bionde tra i 13 e 17 anni nel pieno della loro adolescenza. Il loro segreto, malcelato nella vita sociale, sono le catene invisibili di una madre bigotta e un dolore sopportato in silenzio e mai gridato in tutto il film.

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 52º Festival di Cannes.[1]

Indice

[modifica] Trama

Detroit, Michigan, anno 1974. Un'America borghese sta uscendo poco a poco dalla vecchia cultura, rigidamente religiosa. In un ridente quartiere di periferia risiede la numerosa famiglia Lisbon, composta da due genitori molto severi e da cinque figlie bionde e bellissime: Therese (17 anni), Mary (16 anni), Bonnie (15 anni), Lux (14 anni) e Cecilia (13 anni). Il padre, professore di matematica, non interviene mai nelle decisioni familiari. È la madre, acida e bigotta, che irradia la sua autorità tenendo sotto stretta sorveglianza le sue cinque figlie, imprigionate.

È estate, in città imperversa un metaforico "morbo" che attacca gli alberi. Cecilia, la più giovane delle 5 sorelle, tenta il suicidio, tagliandosi le vene nella vasca da bagno con un santino. Il dottore che la visita e che la rimprovera del gesto riceve una secca risposta: "Evidentemente lei, dottore, non è mai stato una ragazzina di 13 anni". I genitori vengono quindi invitati a permettere alla loro figlioletta di frequentare ragazzini della sua età, ma il richiamo viene malinteso e i risultati sono catastrofici. Durante una festa organizzata dalla signora Lisbon a cui partecipano solo selezionatissimi invitati (i vicini di casa) l'atmosfera di imbarazzo è palese. La ragazzina chiede di assentarsi e, recatasi al piano superiore, si getta dalla finestra della sua camera, cadendo sulla ringhiera acuminata del giardino. È uno shock per tutti. Il parroco dichiara però che si tratta di un incidente, con l'appoggio dalla signora Lisbon. Il padre sembra più interessato al baseball in tv e i vicini danno tutta la colpa alla ringhiera, che viene sradicata il giorno dopo.

Gli unici in grado di porsi in una differente presa di coscienza sono i ragazzi del vicinato, oltre che compagni di scuola delle ragazze (tra l'altro narratori del film). Essi tentano in ogni modo di mettersi in contatto con le ragazze, peraltro senza successo.

La storia è narrata dal punto di vista di due di questi giovani. Le sorelle Lisbon rientrano a scuola per l'inizio del nuovo anno, ma non sono per nulla sconvolte del suicidio della sorellina. Ormai a scuola, in città, in tv, nel Paese è emergenza suicidi giovanili, come analogalmente nella cittadina è emergenza virus, quello che avevamo visto attaccare gli alberi.

Nonostante le barriere religiose imposte dai genitori, a Lux la sorella più intraprendente, viene concesso di frequentarsi con un ragazzo: Trip Fontaine, il bello della scuola, con cui comincia un corteggiamento serrato e imperterrito. La ragazza riesce quindi, nonostante l'isolamento, a farsi invitare al ballo della scuola e Trip addirittura scova altri tre amici impazienti di accompagnare le sorelle.

Il ballo sarà qualcosa di magico e assolutamente nuovo per le sorelle. Trip e Lux vengono incoronati re e reginetta della festa e una volta soli, i due fanno sesso sul campo da football. Le altre sorelle li aspettano invano davanti alla porta di casa, già certe che verranno punite l'indomani, e salutano i loro cavalieri in un'atmosfera irreale di imbarazzo e freddezza.

Lux si risveglia sola nel campo da football. Trip l'ha lasciata sola e addormentata, per ragioni che forse non sa spiegarsi neanche da solo, nemmeno da adulto. Le misure prese contro le ragazze sono drastiche: vengono chiuse in casa, viene proibita la scuola e la musica (Lux viene peraltro obbligata a bruciare tutti i suoi dischi rock). I ragazzi che le amano aggiungono quelli che riescono a salvare nella loro collezione, un reliquiario di oggetti appartenuti alle sorelle. Tentano con loro un ultimo, estremo e disperato contatto, prima via telescopio, con cui vengono spiati anche gli incontri intimi sul tetto di casa tra Lux e i suoi svariati partner, poi via posta e ancora via telefono. La madre lo scopre e taglia loro l'ultima via d'uscita. Rimane solo la lampada, con cui le quattro inviano segnali luminosi ai ragazzi.

L'ultimo invita a presentarsi nella notte a casa loro, in macchina. Vogliono fuggire tutti insieme. Ma nel salotto c'è solo Lux ad attenderli. Con una lacrima negli occhi li invita a entrare e intanto lei va via. I ragazzi vagano per la casa buia e giungono infine nel seminterrato in cui incredibilmente a distanza di mesi ancora languono i resti della festicciola durante la quale Cecilia si è uccisa. Da una trave del soffitto pende il corpo senza vita di Bonnie. I ragazzi spaventati fuggono, inciampano nel cadavere di Mary, che giace con la testa ancora nel forno. Therese è al piano di sopra "imbottita di sonniferi", come riferisce il giorno dopo la polizia. Lux, "l'ultima ad andarsene", si è uccisa con il gas di scarico dell'auto del padre. Ancora tra le dita, l'immancabile sigaretta. Spenta.

Nelle ultime scene la festa di ingresso in società di un'altra ragazza, dal passato e dal futuro diverso e più felice prende il posto delle sfortunate sorelle Lisbon. Tutto è dominato dal verde, colore-tema della festa, a simboleggiare il virus degli alberi che ormai si è diffuso ovunque, col il suo caratteristico odore. Il giardino di casa Lisbon versa in uno stato di disordine e incuria totale, la casa è messa all'asta con tutto ciò che contiene, i coniugi Lisbon se ne vanno dalla città incredibilmente risentiti, nessun pentimento, nessuna commozione.

[modifica] Una satira nera

La tecnica della regista Sofia Coppola è innovativa nel continuare ad oscillare ripetutamente tra il drammatico, il satirico, il comico, offrendo un quadro della società ancora oggi attuale e paragonabile ad un trattato di sociologia. Il film fotografa con estremo realismo gli atteggiamenti e le posizioni delle varie figure sociali che circondano la famiglia Lisbon mostrando l'inadeguatezza di ognuno di loro al ruolo che ricoprono. Tutto ciò evidenzia come le cinque sorelle fossero di fatto isolate da una qualunque forma di comprensione da parte della società che rotea loro attorno.

1° medico. 02:01 Il primo medico del pronto soccorso, anziché indagare sul comportamento di Cecilia e cercare di aiutarla, la liquida con una secca constatazione:

« Non sei abbastanza grande per sapere quanto è dura la vita. »

A cui Cecilia risponde argutamente:

« Evidentemente lei, dottore, non è mai stato una ragazzina di tredici anni. »

2° medico (Dr. Horniker). 07:10 Personaggio che, con sigaretta in mano e casetta delle bambole visibile dietro la schiena, dispensa consigli non rivoluzionari ai coniugi Lisbon.

« So che siete molto severi, ma credo che a Cecilia farebbe bene allargare la sua vita sociale, anche al di fuori delle frequentazioni scolastiche, perché possa interagire con i maschi della sua età.  »

Tim Wainer (uno dei 4 ragazzi che leggono il diario di Cecilia). Il ragazzino, ritenuto il "secchione" del gruppo, ritiene con la grafologia individuare i comportamenti di Cecilia.

« Quel cervellone di Tim Wainer lo "decodificò". Instabilità emotiva. Basta guardare le "i", i puntini , sono dappertutto. Praticamente... abbiamo a che fare... con una sognatrice, una persona che vive al di fuori della realtà. Quando ha saltato probabilmente credeva di volare. »

La preside. La preside che fa stampare una guida per i ragazzi con banali indicazioni tipo l'osservare se le pupille siano dilatate.

Il vicepreside Woodhause. 1:08:15 Il vicepreside della scuola che per complicità tra colleghi, solo dopo ben 2 settimane di assenza delle 4 sorelle, chiede spiegazioni al padre che è collega professore, anziché chiamare la polizia.

« Le tue figlie non vengono a scuola da piu di 2 settimane! »

La madre che accompagna in auto uno dei 4 ragazzi a scuola. Riassume l'opinione del vicinato, che vi sia differenza fra le 5 sorelle Lisbon, mai tanta previsione di futuro roseo per le 4 sorelle Lisbon si rivelerà così errata.

« Quelle ragazze hanno davanti a loro un futuro roseo. Quell'altra in fondo era una spostata. »

Personaggi

  • I Signori Lisbon. - La presenza dominante della famiglia è la Signora Lisbon, cattolica osservante, attenta alla preghiera prima del pranzo e a non perdersi i sermoni domenicali in chiesa. Perfetta nell'allevare le figlie sino all'età infantile, ma incapace e sorda alle esigenze di 5 ragazze in età adolescenziale. Irremovibile e severa, anche dopo la morte delle 5 figlie. Il marito è succube della moglie ed incapace di comprendere le figlie, nonostante sia professore di matematica e pertanto abituato a vivere in mezzo ai ragazzi.
  • Le sorelle Lisbon. -Cecilia (13), la minore, è la prima a togliersi la vita. Nel corso del film, i ragazzi del vicinato avranno modo di conoscerla meglio attraverso il suo diario segreto. Therese (17) e Bonnie (15) sembrano le figlie più addomesticate dalla madre e che sopportano meglio la situazione. Lux (14) è la ribelle, sensuale e astuta, fa di tutto pur di conoscere il più possibile ogni aspetto della vita, come se fosse consapevole fin dall'inizio del suo destino. Mary (16) sembra invece quella che meglio ha compreso la situazione: evita di socializzare con qualcuno all'interno della scuola, e al ritorno dal ballo della scuola risponde con un secco no "...no, meglio di no, perché no!" al ragazzo che la voleva accompagnare sino alla porta di casa.
  • Le autorità. - Se il primo medico è una figura ignota (si vedono solo le spalle) Sofia Coppola per il 2° medico Dr.Horniker ha scelto appositamente Danny DeVito per dare un'aria poco credibile al personaggio dello psicanalista. Sigaretta in bocca e casetta delle bambole che si intravede alle sue spalle conferiscono ad Horniker l'immagine di uomo sbagliato nel posto sbagliato. Anche la preside ed il vicepreside sono rappresentati dalla regista come due personaggi senza carattere e spessore umano.
  • I vicini di casa. - Gli adulti che vivono attorno alla famiglia Lisbon, hanno solamente una vaga generica impressione di ciò che accade. C'è una incolmabile distanza tra la realtà nella casa Lisbon e l'opinione dei vicini adulti. I ragazzi del vicinato, invece, pur nella loro giovinezza ed inesperienza, sembrano essere quelli meno lontani dal comprendere i fatti.
  • La giornalista ed il prete. - Benché la regista Coppola abbia scelto un'attrice dall'aria sciocchina, il paradosso è che la persona meno vicina alla famiglia Lisbon sia quella che più si sia avvicinata alla comprensione degli eventi. Al contrario padre Moody, parroco della chiesa frequentata dai Lisbon, garantisce alla signora Lisbon di aver definito il suicidio di Cecilia come un incidente. Una falsità.
  • La signora Lisbon. - La frase che ci mostra l'aridità familiare viene pronunciata dalla signora Lisbon nell'ultima scena: "A nessuna delle mie figlie è mai mancato l'amore. C'era tutto l'amore necessario nella nostra casa. Non ho mai capito il perché.." (riferendosi ai suicidi delle figlie). La signora Lisbon non usa il termine "famiglia" ma "casa" e tende a ricondurre il sentimento d'amore per le figlie in qualcosa di quantificabile.

[modifica] Critiche

I brevi 97 minuti del film hanno richiesto un notevole taglio di particolari rispetto al contenuto del libro. Pertanto riesce a comprendere meglio gli eventi solo chi ha precedentemente letto il libro originale di Eugenides. Manca ad esempio una più marcata descrizione del sistema familiare della Signora Lisbon, regolarissima la domenica a recarsi alla Santa Messa con tutta la famiglia usando la station wagon. Le uniche scene da cui dedurre il clima familiare rimangono pertanto la visita di Peter Sissen che poi scappa senza salutare e la visita di Trip Fontaine recatosi a guardare la tv con la famiglia Lisbon al completo.

[modifica] Note

  1. ^ (FR) Quinzaine 1999. quinzaine-realisateurs.com. URL consultato il 11 agosto 2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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