Yolande de Polastron, duchessa de Polignac
Yolande Martine Gabrielle de Polastron, duchessa de Polignac (Parigi, 8 settembre 1749 – Vienna, 9 dicembre 1793), fu una duchessa francese e la favorita di Maria Antonietta, che conobbe quando fu presentata alla Reggia di Versailles nel 1775, l'anno dopo che Maria Antonietta divenne regina di Francia. Era considerata una delle grandi bellezze dell'alta società pre-rivoluzionaria, ma la sua stravaganza e l'esclusività le valsero molti nemici.
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[modifica] Biografia
[modifica] Infanzia e gioventù
Yolande Martine Gabrielle de Polastron nacque a Parigi l'8 settembre 1749, durante il regno di Luigi XV. I suoi genitori furono Jean François Gabriel, conte de Polastron, seigneur de Noueilles, Venerque e Grépiac, e Jeanne Charlotte Hérault. Come era consuetudine fra gli aristocratici, molti dei quali portavano più di un nome cristiano, era generalmente conosciuta con l'ultimo dei suoi nomi (Gabrielle). Nacque in una famiglia di antica stirpe aristocratica, comunque dalla data di nascita di Yolande, nonostante la loro elevata ascendenza, la famiglia era gravata da molti debiti e il loro stile di vita era ben lungi da quella di lusso.
Mentre Yolande era ancora una bambina, i suoi genitori si trasferirono al castello di famiglia Noueilles, nella provincia della Languedoc nel sud della Francia. All'età di tre anni, Yolande rimase orfana della madre e il suo benessere fu quindi affidato a un parente di sesso femminile. Venne portata ad abitare a casa della zia, la sua cara contessa d'Andlau, che provvide a farle ricevere un'educazione in convento.
All’età di sedici anni, fu promessa a Jules François Armand, conte de Polignac (1746-1817), che sposò il 7 luglio 1767, pochi mesi del suo diciottesimo compleanno. La famiglia di Jules de Polignac come Yolande discendeva da una famiglia nobile, ma ugualmente povera.[1] Nel periodo del suo matrimonio, era in servizio nella Régiment de Royal Dragons, su uno stipendio annuo di 4.000 livres. In pochi anni di matrimonio, Jules e Yolande ebbero due figli: una figlia, Aglae, e un figlio. Altri due figli seguirono diversi anni più tardi, tra cui Jules, principe de Polignac che divenne primo ministro di Francia nel 1829, sotto Carlo X.
[modifica] L'incontro con la regina Maria Antonietta
Yolande venne presentata a corte nell’estate del 1775, dalla cognata nubile, la contessa Diane da poco assegnata, come dama di compagnia, alla contessa d’Artois, che era molto vicina alla sovrana poiché sua cognata.[2] Quella giovane donna di ventisei anni affascinò la regina Maria Antonietta con la sua noncurante eleganza, ma soprattutto per la sua bellezza. Yolande viene descritta dalle memorie del tempo, come una bellissima donna: aveva un volto angelico (che molti all’epoca dicevano avrebbe potuto ispirare Raffaello), sinceri occhi azzurri, un sorriso innocente e incantevole (aveva una splendida dentatura), la carnagione del candore di un giglio[3], una voce melodiosa e veniva lodata perfino per le rosee punte delle dita.[4] Non era ammirata per la sua intelligenza o la sua arguzia, ma era dotata di molta tranquillità (secondo l’ambasciatore Mercy, ciò era dovuto alla sua stupidità[5]), in più era allegra, aveva modi piacevoli di partecipare alle discussioni, senza comportarsi da egoista o di mettere in ombra gli altri ed era sempre schietta e spontanea, i suoi commenti andavano sempre al punto.[6] Sensibile ed indolente per natura, tutti ne erano ammaliati; anche i membri più anziani della corte subirono l’incanto della contessa; persino il re, solitamente molto freddo con le dame di corte, si diceva ben disposto a presenziare alle feste della contessa.[7]
La sua fortuna modesta le impediva di recarsi spesso a corte e così ella preferiva trascorrere la maggior parte del suo tempo nelle sue proprietà a Claye, in compagnia sia del marito (molto compiacente, visto che accettava la relazione adulterina della moglie) sia con l'amante, il conte Vaudreuil[8]: un uomo colto e di straordinario fascino, il cui carattere era però guastato da un temperamento violento e incontrollabile (cosa che gli impediva di avere parte attiva nella vita pubblica) che gli permetteva però di controllare e terrorizzare l’amante che lo adorava.[9] Maria Antonietta fu molto presa da questa amicizia tanto da esclamare: «Quando sono sola con lei non sono più una regina, sono me stessa!»[10] Il legame fra le due donne venne favorito sul nascere dal barone di Besenval, che, molto amico dei Polignac, comprese subito i vantaggi che avrebbe potuto sfruttare da quel legame (anche se nelle sue memorie sosteneva l’opposto)[11]. L’ambasciatore Mercy intanto cominciò ad informarsi sulla giovane contessa e gli fu riferito che si trattava di una nipote di Mauperas e anzi, era stato lui stesso ad aver agito perché la cognata di Yolande entrasse a far parte della corte, ciò per l’ambasciatore austriaco non era un bene, poiché aveva paura delle possibili indiscrezioni che potevano sfuggire alla giovane regina, mentre parlava con l'amica.[12] La sovrana passava molto tempo con Yolande, cominciando a trascurare le altre amicizie; tra le quali anche la principessa di Lamballe, con grande dispiacere di quest’ultima. La regina, infatti, incontrava la contessa de Polignac molto più spesso nei salotti della principessa de Guéménée che in quelli della Sovrintendente della Casa Reale.
Al termine del soggiorno a Fontainebleau, la contessa de Polignac parlò con la regina e le disse che a causa delle sue scarse risorse finanziarie, doveva lasciare la corte e tornare nella sua proprietà. Accomiatandosi le disse: «Non ci vogliamo ancora così tanto bene da sentirci infelici quando siamo lontane […] Sento che sta per succedere. Presto non sarò in grado di lasciarvi: evitiamo che accada. Permettetemi di lasciare Fontainebleau. Non sono fatta per la corte!» La regina però si mise a piangere, la baciò, le afferrò le mani, la implorò e la esortò di non partire, le gettò le braccia al collo.[13] L’episodio fu noto a tutta la corte e suscitò subito commenti molto malevoli, dato che Madame Polignac cedette alle suppliche della regina. Maria Antonietta diede alla sua nuova favorita un appartamento alla reggia di Versailles e stava già pensando ai privilegi che le avrebbe elargito. Poco tempo dopo erano già iniziati pettegolezzi osceni in cui l’amicizia delle due donne veniva raffigurata come un legame lesbico. Probabilmente Maria Antonietta si era sentimentalmente innamorata della contessa almeno nei loro primi anni di amicizia, ma tutto questo non corrisponde affatto ad un rapporto lesbico tra le due.[14]
[modifica] L'ascesa della favorita
Lentamente la dolce contessa di Polignac riuscì ad isolare la regina dalla vita di corte e ad attirarla nel proprio entourage composto esclusivamente da amici e parenti della contessa: Diana, cognata di Yolande, molto brutta fisicamente ma di un carattere così scintillante da mettere in ridicolo l’avvenenza e le arie di molte sue rivali, tanto da poter vantar di avere tanti amanti di indiscutibile bellezza, quanto lei fosse brutta.
Ancora più importante era la zia di Yolande, la contessa d’Andlau, bandita da Versailles per uno scherzo commesso contro la giovane Madame Adelaide, più di vent’anni prima: la contessa aveva prestato alla ragazzina, appena uscita dal convento, un libro pornografico e quest’ultima, così turbata dall’accaduto, aveva riferito tutto al fratello, il Delfino che era riuscito a convincere il padre Luigi XV (che in realtà era molto divertito) a esiliare la contessa dalla reggia. Secondo il conte Mercy, la donna aveva una cattiva influenza sulla nipote, la quale ne emulava l’indifferenza per la pubblica opinione vantando apertamente la sua relazione con il conte Vaudreuil.
Le componenti femminili della cricca erano tutte imparentate fra loro: la contessa di Chalons (la bella figlia di Madame Audlau) e la cognata Yvonne de Polastron, che con la sua languida bellezza avrebbe conquistato il conte d’Artois, diventandone l’amante. I membri maschili che appartenevano alla cerchia erano: Bensenval, Ligne, Coigny, Ségur, Esterhazy, Jules de Polignac (il marito di Yolande) e l’amante della contessa, il conte Vaudreuil.[15]
Agli inizi del 1777, i Polignac si erano definitivamente installati a corte; qui però, la vita per loro si fece difficile, poiché contrassero molti debiti. In loro aiuto arrivò Mauperas che convinse il re a saldare i debiti della contessa e della sua famiglia. Lo stesso ministro, per tenersi buona la famiglia Polignac, offrì loro il doppio di ciò che era stato richiesto dalla regina (cioè 200.000 franchi) per aiutare la contessa de Polignac. Maria Antonietta offrì al marito di Yolande la carica di Sovrintendente ai cavalli della regina, provocando dissensi nella famiglia dei Noailles, che credevano di ereditare la carica.[16] La cerchia dei Polignac divenne così potente a corte, che ogni cortigiano arrivista cercava in tutti i modi di ottenere un invito nel salotto della contessa.[17]
Ormai Yolande e la regina erano diventate amiche intime, era fatto normale vederle attraversare a braccetto la Galleria degli Specchi; suscitando dissensi fra i vecchi cortigiani.[18] La cosa curiosa, è che l’unico membro della potente cerchia dei Polignac che non ebbe mai carica più importante di quella di Falconiere Reale, fu l’amante di Yolande, il conte di Vaudreuil. Maria Antonietta non ebbe mai simpatia per quell’uomo iracondo e, in questo caso, ascoltò i consigli dell’abate Vermond, il quale venne considerato dai Polignac come il responsabile dell’antipatia della sovrana verso Vaudreuil. La cricca fece di tutto per far odiare l’abate al re, poiché il prelato era una creatura di Choiseul.[19]
Nel 1777 arrivò a corte l’imperatore Giuseppe II, venuto a trovare la sorella. L’uomo criticò molto sia le frivolezze di Maria Antonietta, sia la sua cerchia; neppure Madame de Polignac venne risparmiata; per l’imperatore la contessa era solo «una giovane insignificante e di facili costumi».[20] Ma a dispetto di ciò che pensasse l’imperatore, l’amicizia fra la contessa e la regina continuò.
Nel 1778, nel periodo della guerra di successione per la Bassa Baviera, che coincise con la prima gravidanza della regina, Maria Antonietta si lamentò con Yolande riguardo al fratello Giuseppe che le causava molti problemi con le sue intenzioni belliche.[21] Durante il periodo di gravidanza della regina, Madame de Polignac le rimase vicino, durante le passeggiate o le chiacchierate. Pure nel momento del parto la contessa era al capezzale dell’augusta amica, e ciò provocò offese alle grandes charges (le grandi famiglie) che godevano del diritto ereditario di sedere nella stanza della regina al momento del parto.
Nel 1779 la contessa contrasse il morbillo e lo attaccò alla regina, ciò incrementò il numero dei pettegolezzi. La contessa dovette così ritirarsi nei suoi possedimenti a La Muette aspettando la guarigione.[22] Nel 1780 la malattia della contessa culminò in una gravidanza, probabilmente frutto di una relazione adulterina. Il parto avvenne nelle residenze Polignac a Bois de Boulogne, e vi assistette anche la regina che era riuscita a portarsi dietro pure il re; il fatto che Luigi XVI si recasse a casa di un suddito fece molto scalpore, vista la sua solita freddezza.[23] A corte vennero fuori nuovi libelli satirici in cui la regina veniva raffigurata come una levatrice, alcuni begli spiriti insinuarono pure che la sovrana stessa fosse il padre del neonato![24]
Ma la corte si indignò molto di più quando, dopo il parto, il marito di Yolande venne nominato duca, facendo diventare duchessa Madame de Polignac; per finire, la donna venne anche nominata une dame à tabouret, con il diritto di sedere su uno sgabello in presenza del re. Ma come scrisse Mercy all’imperatrice, la famiglia Polignac era più attaccata ai soldi che agli onori.[25] Nel 1782, dopo la bancarotta dei Guéménée, la governante dei Fils de France cioè la principessa de Guéménée presentò le dimissioni. L’incarico passo nelle mani della duchessa di Polignac.[26] Yolande che non godeva di buona salute, ma soprattutto poiché era troppo indolente, non avrebbe mai accettato un incarico così impegnativo, ma spinta dagli amici e dai parenti alla fine lo accettò. Grazie al nuovo incarico, la duchessa ricevette un appartamento alla reggia comprendente ben tredici stanze. L’ambiente però, considerato da lei ancora troppo piccolo, venne ampliato con una serra in legno (in cui erano posizionati un biliardo e un pianoforte). Qui, tre volte la settimana, la duchessa riceveva tutte le personalità del governo e della corte, e l’opinione generale fu che non ci fossero riunioni così gradevoli come quelle di Madame de Polignac; l’etichetta era bandita e l’atmosfera era piacevole e rilassata. Anche la regina che di solito si recava solo al Petit Trianon visitava abitualmente il salotto della duchessa.[27]
Nel novembre del 1783, Maria Antonietta ebbe un brutto aborto e per riprendersi fisicamente, ci mise molti mesi, durante i quali si abbandonò alla Société du Polignacs. In questo periodo il conte Vaudreuil (tramite Yolande che agiva sulla regina) fece nominare Calonne come Controllore Generale delle Finanze. Questa nomina avrebbe portato la Francia alla completa insolvenza.[28]
[modifica] Il declino della favorita
La cricca dei Polignac influenzò la regina per farle ottenere dal re il consenso per la messa in scena della piéce: Le nozze di Figaro di Beaumarchais. Il re dopo tanti ripensamenti si lasciò convincere dagli amici della regina e dal fratello, il conte d’Artois, che avevano già visto “in anteprima” l’opera per giudicarla. Secondo la cerchia, la commedia era «deliziosa, divertente e del tutto innocua», il fratello del re la definì «un mucchio di sciocchezze dal primo all’ultimo atto».[29]
La commedia venne rappresentata anche ad uno spettacolo organizzato in onore del “conte Haga” (il re di Svezia, Gustavo III venuto a Versailles in incognito), il quale criticò molto il testo della rappresentazione. Disse alla regina che la commedia poteva essere molto pericolosa, conteneva fin troppo materiale infiammabile. Avvenne così una frattura fra la regina e la Société du Polignacs: Maria Antonietta accusò i suoi amici di averla manipolata per indurla ad influenzare il re per fargli approvare la rappresentazione de Le nozze di Figaro. Yolande sentì minacciata la sua posizione; soprattutto a causa del conte von Fersen, un aristocratico svedese, che le malelingue (forse a ragione) additavano come l’amante della regina e nonostante l’amicizia con Maria Antonietta, la duchessa non fece nulla per impedire lo spargersi dei pettegolezzi.[30]
Nel 1785, dopo “l’Affare della collana”, Yolande de Polignac venne ritenuta dall’opinione pubblica l’amante lesbica della sovrana ed anche la donna che le procurava giovinette per i suoi appetiti lussuriosi; tutto questo a causa delle accuse diffamanti di Jeanne de la Motte Valois, che aveva raccolto tutti i pettegolezzi nelle anticamere di Versailles, ricamandoci sopra.[31]
Nel 1787, vari fatti portarono il re, su consiglio della regina (che aveva sempre avuto poca simpatia per il ministro), a licenziare Calonne. La Société du Polignacs si lamentò del licenziamento di un loro amico, ma ormai la regina aveva cambiato opinione su di loro, ora dava a quella gente la colpa di averla indotta, inizialmente, a sostenere quel ministro che aveva creato più problemi di quanti ne avesse risolti.[32]
Yolande, sostenitrice di Calonne, minacciò di dare le dimissioni come Governante degli Enfants royalse con la scusa della cattiva salute partì per l’Inghilterra per fare la cura delle acque di Bath. Ma la sua salute fu abbastanza buona per partecipare ai pranzi all’ambasciata di Francia a Londra, dove la sua melanconica tristezza e i suoi lamenti fecero breccia nei cuori dei cavallereschi inglesi che presero le parti della favorita detronizzata. «Poverina! Non sentite pietà per lei?» scriveva il duca di Dorset a Georgiana, duchessa del Devonshire, una delle amiche più intime sia di Yolande, sia di Maria Antonietta, «Mrs. B. (Maria Antonietta) continua a trattarla con gentilezza, ma il suo cuore le dice che ha perduto la fiducia di Mrs. B. e nessuna attenzione può consolarla».[33] Effettivamente i rapporti con la regina si raffreddarono molto; certo, la regina andava ogni pomeriggio a trovarla nei suoi appartamenti (probabilmente per abitudine, non tanto per piacere), per giocare una partita di tric-trac o ascoltare un po’ di musica, e qualche volta cantare insieme un duetto, che anche se non sempre perfettamente intonato, era cantato sempre con stile e grazia inimitabile.
Le distanze tra le due amiche aumentarono ancora, sempre a causa di Calonne. Le due amiche avevano ormai preso strade diverse poiché la regina a causa della depressione del marito era entrata (di malavoglia) in politica. Quando una delegazione di deputati avvicinò Madame de Polignac nell’intento di presentare alla regina le condizioni alle quali essi erano disposti a sostenere la Corona, la duchessa rispose loro che era spiacente, ma non poteva accontentarli poiché a causa dell’abate Vermond, ogni cosa che lei proponeva sarebbe stata rifiutata; accusando l’abate (sempre più odiato dalla cerchia dei Polignac) di influenzare negativamente la regina.[34]
[modifica] Esilio e morte
Subito dopo la presa della Bastiglia, la maggior parte dei cortigiani di Versailles se ne andò. Fra di loro c'era anche il conte d’Artois con l’intera famiglia (compresa l’amante), la famiglia di Condé, il conte Vaudreuil e la stessa famiglia Polignac (il duca e la duchessa di Polignac, loro figlia Guichette, la contessa Diane de Polignac e l’abate di Baliviére) e persino l’Abate Vermond.
Per quanto negli ultimi tempi fra Maria Antonietta e Yolande fossero sorte delle incomprensioni al momento dell’addio fra le due tutto ciò scomparve. Yolande cercò di insistere nel rimanere a Versailles, ma la regina non era d’accordo: dovevano partire quella notte o probabilmente non sarebbero più riusciti a fuggire. Mentre piangeva a dirotto la sovrana le disse: «Sono terrorizzata di tutto; in nome della nostra amicizia, partite, questo è il momento di sfuggire alla furia dei miei nemici» . I quali avrebbero certamente colpito la duchessa per ferire la regina. «Non siate la vittima del vostro affetto per me e della amicizia per voi» . In quel momento entrò il re che si unì alle suppliche della moglie (scoppiando pure in lacrime) dicendo che non dovevano perdere tempo; aveva già dato gli ordini per la fuga del conte d’Artois.[35] Yolande, mentre stava salendo nella carrozza ricevette un ultimo messaggio da parte della regina: «Addio, amica mia carissima. Che parola orribile, addio. Ma, ahimè, è necessario. Mi manca la forza per venire ad abbracciarvi un'ultima volta.» Acclusi al biglietto c’erano 500 luigi d’oro, l’ultimo e forse il più apprezzato dei doni ricevuti dalla regina, che avevano fatto di Yolande una delle donne più odiate dalla popolazione francese.[36]
La duchessa vestita da domestica, sedette sul davanti della berlina e chiese al signor Campan (suocero di Madame Campan), che le aveva consegnato il biglietto della regina, di parlare spesso con la regina. Detto questo, lasciò per sempre Versailles. Arrivati a Sens trovarono il popolo in tumulto che domandava a chiunque arrivasse da Parigi se i Polignac fossero ancora presso la regina. Un popolano lo chiese all’abate di Baliviére che, con voce ferma ed espressioni colorite, rispose che ormai quella gentaccia si era allontanata da Versailles e che si erano finalmente liberati da quei poco di buono. Alla stazione di posta seguente, il postiglione salì sul montatoio e disse alla duchessa: «Signora, ci sono ancora uomini onesti al mondo: io vi ho riconosciuti tutti a Sens» . La duchessa regalò un pugno di monete d’oro a quest'uomo che non li aveva traditi.[37] I Polignac ci misero tre giorni e tre notti per arrivare in Svizzera.
A Basilea la duchessa adottò lo pseudonimo di Madame Erlanger nella corrispondenza segreta che cominciò ad intrattenere sia con Maria Antonietta (che seguiva le vicende dei Polignac come fossero suoi parenti), sia con Luigi XVI e nella quale i sovrani manifestavano molto i loro timori. La grande amicizia della duchessa con il re venne confermata dalla corrispondenza privata fra i due: alcune di queste lettere sono particolarmente significative, come quelle in cui le riferiva delle accuse di cupidigia rivolte dal popolo verso la duchessa lo avessero ferito. Ma forse, le ultime parole che il re le avrebbe rivolto, pronunciate con le migliori intenzioni, centrarono la sensibilità dei Polignac: «Continuerò a mantenere i vostri charges» . Intendeva le mansioni remunerate che i Polignac, partendo, non avrebbero più potuto svolgere.[38] Oppure nel 1791 le scrisse: «Come posso avere questi nemici quando ho sempre e soltanto desiderato il bene di tutti? » . Citò Moliére in L’école des femmes: «Il mondo, mia cara Agnes, è ben strana cosa».
La duchessa dalla Svizzera si sposterà a Torino, dove si erano stabiliti il conte d’Artois e famiglia.[39] Anche lì continuò a ricevere lettere da Parigi, scritte dal re e dalla regina, sempre più angosciati dalla situazione che i controrivoluzionari stavano attuando all’estero e che si stava rivoltando contro la posizione dei sovrani stessi. Luigi le scrisse che i piani militari del fratello minore, il conte d’Artois, gli stavano creando molto disagio .[40]
Successivamente la donna si trasferì a Vienna, dove rincontrò il conte von Fersen[41], prima che questi tornasse a Bruxelles e cercasse di organizzare un nuovo piano di fuga della famiglia reale. Continuamente diffamata dai libelli scandalistici anche durante il periodo della rivoluzione dove le venivano attribuite orge con la regina al Petit Trianon [42], la duchessa verrà citata molte volte durante il processo farsa di Maria Antonietta, soprattutto come dilapidatrice delle finanze francesi[43], nonché come sua amante.
Yolande si spense poco dopo la morte di Maria Antonietta. Sua figlia raccontò a Madame Vigée- LeBrun che si ammalò quando seppe dell'esecuzione del re, ma, alla notizia dell'esecuzione della regina "il suo incantevole viso si alterò completamente e vi si poteva vedere impressa la morte"; secondo la figlia, morì di crepacuore; molto più probabilmente di cancro, ma il decorso fu probabilmente accelerato dalla sofferenza.[44]
[modifica] Figli
- Aglaé Louise Françoise Gabrielle de Polignac (7 maggio 1768, Parigi; 3 marzo 1803, Edimburgo) Verrà nominata Guichette dopo il matrimonio (11 luglio 1780) con il duca di Gramont e Guiche. Fu molto invidiata a corte perché il ricco corredo e l’enorme dote vennero pagati dal re in persona.
- Armand Jules Marie Héracle de Polignac, (11 gennaio 1771, Parigi; 1 marzo 1847, Parigi). II duca di Polignac.
- Jules Auguste Armand Marie de Polignac (5 maggio 1780, Parigi; 30 marzo 1847, Saint-Germain-en-Laye). Diventerà principe de Polignac. Quando nacque la sua paternità fu attribuita all’amante della madre, il conte di Vaudreuil.
- Camille Henri Melchior de Polignac, conte di Polignac (27 dicembre 1781, Versailles; 2 febbraio, 1855, Fontainebleau).
[modifica] Yolande de Polignac nella cultura popolare
[modifica] Manga & Anime
Presentata come una dei personaggi secondari nella serie manga/anime Le Rose di Versailles di Riyoko Ikeda. Viene rappresentata come una donna avida e senza scrupoli, che manipola la regina, organizza intrighi e che è capace di utilizzare gli stessi figli per i suoi scopi; come fa con Charlotte, che promessa in sposa a soli undici anni al quarantenne conte de Guiche, si suicida. Questa storia è stata ripresa dalla realtà storica: la figlia di Yolande, Aglaé, si sposò a tredici anni con il conte de Guiche che ne aveva venticinque; a differenza della storia descritta da Riyoko Ikeda, il matrimonio fu felice e Aglaé non si uccise affatto. Sempre nel manga/anime di Riyoko Ikeda, la contessa de Polignac è la madre naturale di Rosalie Lamorlière.
[modifica] Cinema
- Maria Antonietta regina di Francia (1955)di Jean Delannoy con Marina Berti
- Lady Oscar (1979) di Jacques Demy, con Sue Lloyd.
- La rivoluzione francese (1989) diretta da Robert Enrico e Richard T. Heffron, con Claudia Cardinale.
- Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola, con Rose Byrne.
- Les Adieux à la Reine (2012) di Benoît Jacquot, con Virginie Ledoyen.
[modifica] Personalità e carattere
La figura di Yoland de Polastron è molto controversa. I suoi detrattori sostengono che il suo carattere apparentemente senza ambizione e il suo fascino senza artificiosità erano null’altro che abili stratagemmi e celavano un carattere avido e senza scrupoli. Altri dicevano perfino di intravedere, dietro la sua mite espressione, segni inconfondibili della sua vergognosa malvagità. Invece secondo Madame Campan, che pure detestava la scaltrezza, non ne vedeva alcuna prova in Yolande, anzi la descrive dicendo che aveva un indole schiva; presunzione ed affettazione le erano estranee: ella emanava grazia. A volte mentre aspettavano la regina, le due donne parlavano spesso insieme e la contessa, riferisce Madame Campan: «parlava francamente e candidamente di tutti gli onori e di tutti i pericoli che vedeva nella cortesia dimostrata (dalla sovrana) verso di lei»[45].
La duchessa di Polignac non brillava per la sua cultura, e attribuiva scarsa importanza allo studio e alla conoscenza. Un giorno infatti la contessa Diane de Polignac, donna abbastanza erudita che si interessava molto di letteratura, invitò la cognata Yolande a leggere l’Iliade e l’Odissea. La donna, ridendo, liquidò la proposta della parente rispondendo che conosceva già benissimo il poeta greco e per dimostrarglielo fece una sintesi sprezzante della sua biografia: «Omero era cieco e suonava la lira». La regina trovava molto divertente questo genere di spirito, dicendo che una donna pedante non sarebbe mai diventata sua amica. [46]
[modifica] Aneddotica sulla duchessa di Polignac
- Durante la Guerra di indipendenza americana (nella quale la Francia combatteva a fianco delle tredici colonie insorte) sembra che la contessa di Polignac abbia confidato in una lettera ad un'amica inglese: «Questa terribile America, da quando è stata scoperta non ha prodotto altro che guai!» [47]
- La duchessa di Polignac fu una delle poche persone che riuscivano a trattare gli umori volubili della sovrana. Per esempio, restando in silenzio e dandole da bere una tisana calmante di fiori d’arancio zuccherati. [48]
- Si racconta che il suo amante, il conte Vaudreuil, avesse una relazione sentimentale anche con la pittrice Elisabeth Vigée-Le Brun.
[modifica] Note
- ^ Fraser, p. 150
- ^ Haslip, Maria Antonietta, p. 108
- ^ Erickson, Maria Antonietta, p. 206
- ^ Erickson, p. 131
- ^ Lever, Maria Antonietta. L'ultima regina, p. 131
- ^ Lever, p. 117
- ^ Rimane però il mistero di questa donna che non dava l’impressione di essere ambiziosa o di avere particolare desiderio di brillare, ma che deve tuttavia aver posseduto qualche segreta qualità per permetterle di incantare chiunque al primo incontro, come avvenne con la regina Maria Antonietta. (Haslip, p. 109)
- ^ Lever, pp. 117-118
- ^ Haslip, p. 111
- ^ Erickson, p. 207
- ^ Lever, p. 118
- ^ Haslip, p. 109
- ^ Il conte d’Artois, mentre osservava la scena da una porta socchiusa, scoppiò a ridere dicendo: «Non fate complimenti!» (Lever, p. 119)
- ^ In Francia c’è un detto secondo il quale in amore c’è sempre uno che dà baci e l’altro che porge la guancia; questo detto si può considerare pertinente alla situazione in quanto, la regina (restando nella metafora) dava baci sulla dolce, ma indifferente guancia di Yolande de Polignac. (Fraser, pp. 150-151)
- ^ Haslip, pp. 110-111
- ^ Haslip, pp. 120-121
- ^ Il potere della cerchia era così potente che nel 1777 il ministro degli Esteri dovette annullare la carica di ambasciatore in Svizzera (una della ambasciate più desiderate) a suo fratello, a favore del padre del conte Polignac, la cui unica qualifica era quella di essere lontanamente imparentato con la favorita del defunto re. (Haslip, p. 137)
- ^ Haslip, p. 137
- ^ La situazione non cambiò poi così tanto poiché la contessa (insieme alla Principessa de Lamballe) trattava in malo modo l’abate che tempo prima aveva pure chiesto le dimissioni, ma la regina (convinta da Mercy e dalla madre) era intervenuta, facendogli cambiare opinione. (Haslip, p. 119)
- ^ Lever, p. 146
- ^ Lever, p. 155
- ^ Haslip, pp. 155-156
- ^ Lever, p. 186
- ^ Fraser, p. 204
- ^ Madame de Polignac non suscitò mai le simpatie dell’imperatrice Maria Teresa, che la chiamava “quella donna” e si irritava anche quando il barone di Breteuil ne parlava in termini elogiativi, soffermandosi sulla “meravigliosa influenza” che la donna esercitava sulla regina. In questi casi l’anziana donna cambiava subito argomento. (Haslip, pp. 158-159)
- ^ Il re inizialmente, per non far scoppiare malumori, aveva pensato di dare l’incarico a sua zia Adelaide, ma la moglie venuta a conoscenza delle sue intenzioni, cominciò a piangere e il re che non riuscendo a sopportare i pianti della regina, cedette; ma quando la duchessa si prostrò a suoi piedi, chiedendo la sua benedizione per l’incarico, toccò a lui piangere per l’emozione (Haslip, p. 173)
- ^ Il barone Besenval racconta che un giorno, la regina criticò la scelta delle persone invitate dalla duchessa, ed ella ebbe l’impertinenza di risponderle che dal momento che Sua Maestà la onorava della sua presenza, non c’era motivo perché criticasse i suoi amici, e se per disgrazia avesse fatto dispiacere la regina, avrebbe consegnato subito le dimissioni. La regina venne colta alla sprovvista dal tono freddo di rimprovero con il quale le rispose la duchessa, e tentando di scusarsi si accorse che Yolande non si lasciava commuovere. La duchessa cedette solo quando la regina le chiese perdono in lacrime. (Haslip, p. 174)
- ^ Haslip, p. 180
- ^ Haslip, p. 183
- ^ È probabile che in realtà la duchessa si offese perché il conte Von Fersen non si era neppure degnato di fare la corte a lei, una delle dame più ammirate di Versailles.(Haslip, pp. 185-186)
- ^ Haslip, p. 194
- ^ Haslip, p. 215
- ^ L’imperatore Giuseppe II, fratello della regina di Francia, sostenne un punto di vista meno sentimentale sull’argomento; ad una lettera al fratello Leopoldo, scrive: «Madame de Polignac sta per dare le dimissioni da governante reale, ufficialmente per ragioni di salute. Ormai ha imbottito bene il nido[…] ». (Haslip, p. 216)
- ^ Se fosse stato realmente così, Vergennes (da sempre anti-austriaco), con il consenso del re, lo avrebbe fatto licenziare immediatamente. (Haslip, pp. 229-230)
- ^ Fraser, pp. 313-314
- ^ Haslip, pp. 244-245
- ^ Campan, La vita segreta di Maria Antonietta, pp. 161-162
- ^ Fraser, p. 314
- ^ Fraser, pp. 314-315
- ^ Fraser, p. 366
- ^ Fraser, p. 398
- ^ Haslip, p. 331
- ^ Fraser, p. 474
- ^ Fraser, p. 484
- ^ Erickson, pp. 206-207
- ^ Campan, p. 80
- ^ Fraser, p. 202
- ^ Fraser, pp. 203-204
[modifica] Bibliografia
- Madame Campan, La vita segreta di Maria Antonietta, Roma, Newton Compton, 2006. ISBN 88-541-0785-9
- André Castelot, Maria Antonietta: la vera storia di una regina incompresa, Milano, Fabbri Editori, 2000.
- Carolly Erickson, Maria Antonietta, Milano, Mondadori, 1997. ISBN 88-04-43662-X
- Antonia Fraser, Maria Antonietta. La solitudine di una regina, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-50677-6
- Joan Haslip, Maria Antonietta, Milano, Longanesi, 2006. ISBN 88-304-0876-X
- Evelyne Lever, Maria Antonietta. L'ultima regina, Milano, BUR Biografie, 2007. ISBN 978-88-17-00940-9
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