Maria Teresa Luisa di Savoia, Principessa di Lamballe

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Maria Luisa Teresa di Savoia
La principessa di Lamballe ritratta da Edouard Louis Rioult
La principessa di Lamballe ritratta da Edouard Louis Rioult
Principessa di Lamballe
Nome completo Maria Luisa Teresa
Nascita Palazzo Carignano, Torino, 8 settembre 1749
Morte Parigi, Francia, 3 settembre 1792
Padre Luigi Vittorio, Principe di Carignano
Madre Cristina d'Assia-Rotenburg
Consorte Luigi Alessandro di Borbone
Firma Signature of Princess Marie Louise Thérèse of Savoy, Princess of Lamballe.png

Maria Luisa Teresa di Savoia (Torino, 8 settembre 1749Parigi, 3 settembre 1792) nota soprattutto con il titolo di Principessa di Lamballe, fu membro del ramo cadetto di Casa Savoia ed è conosciuta soprattutto in virtù della forte amicizia con la regina Maria Antonietta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia e gioventù[modifica | modifica sorgente]

Maria Teresa Luisa era la quarta figlia di Luigi Vittorio di Savoia-Carignano e di Cristina Enrichetta d'Assia-Rotenburg e nipote di Ernesto Leopoldo d'Assia-Rotenburg. La principessa crebbe a Torino in un ambiente tranquillo e lontano dagli sfarzi di corte. Fin dall'infanzia fu d'indole quieta e questo carattere spinse il duca di Penthièvre a sceglierla come sposa per suo figlio Luigi Alessandro di Borbone (1747-1768), principe di Lamballe, noto per la sua vita smodata.

La vita a Versailles[modifica | modifica sorgente]

Nel 1767 Maria Teresa Luisa sposò quindi il principe di Lamballe, nipote del conte di Tolosa, a sua volta figlio di Luigi XIV e di Madame de Montespan, uno dei principi più ricchi d'Europa. Ma la vita coniugale non le portò la felicità, perché ben presto il principe ricadde nel vizio e trascurò la giovane sposa, che trovò rifugio presso il suocero. È in questo periodo che incominciò a soffrire di depressione e malinconia.

Il 6 maggio del 1768 il marito morì dopo aver contratto una malattia venerea. La principessa si ritrovò così vedova a soli diciannove anni di età. Continuò quindi a vivere a casa del suocero e con lui si dedicò a numerose opere pie e caritatevoli.

Nel 1770 il Delfino di Francia, il futuro re Luigi XVI sposò l'arciduchessa d'Austria Maria Antonietta. In questa occasione la principessa di Lamballe conobbe la futura regina, a cui fece una favorevole impressione per i suoi modi garbati e distinti. A partire dal 1771, la principessa iniziò a frequentare sempre più spesso la corte e divenne amica intima di Maria Antonietta.

Nel 1775 Maria Antonietta conferì alla sua amica prediletta la prestigiosa e ben remunerata carica di Sovraintendente della Casa della Regina, che poneva la principessa al di sopra di tutte le dame del seguito della Regina e comportava anche il compito non facile di organizzare i divertimenti della regina. Ben presto però Maria Antonietta si rese conto che la principessa di Lamballe non aveva il carattere per simili incombenze e si rivolse a Madame de Polignac. Se la Regina non abbandonò la Principessa, era comunque chiaro che Madame de Polignac aveva ormai preso il suo posto come "favorita" della sovrana. La principessa di Lamballe si trasferì dapprima a Plombières, quindi compì un viaggio nei Paesi Bassi e successivamente si recò con il suocero a Rennes per l'apertura degli Stati Generali di Bretagna. Riprese inoltre le sue attività caritatevoli, ed aderì alla massoneria, diventando nel 1781 "Gran Maestro" di tutte le logge Scozzesi regolari di Francia.

Nel 1789 scoppiò la Rivoluzione e la regina cominciò a rendersi conto degli errori commessi dalla monarchia. Si riavvicinò quindi alla principessa di Lamballe, anche in seguito alla fuga all'estero di Madame de Polignac.

La rivoluzione[modifica | modifica sorgente]

La Principessa di Lamballe nel 1781. Pastello di Élisabeth Vigée-Le Brun.

Nell'ottobre del 1789 la famiglia reale venne condotta a Parigi e la principessa seguì la corte nella nuova residenza delle Tuileries. Nel 1791 la regina informò la principessa di Lamballe dell'intenzione di fuggire e di lasciare la Francia. Il 20 giugno la famiglia reale in fuga venne catturata a Varennes. La principessa di Lamballe tentò di raggiungere i sovrani a Passy ma, giunta ad Aumale e saputo dell'arresto del re e di tutta la famiglia reale, s'imbarcò il 24 giugno a Boulogne per l'Inghilterra col proposito d'interessare Giorgio III ed il governo britannico alla sorte di Luigi XVI e di Maria Antonietta, ormai prigionieri della rivoluzione. Non avendo trovato che indifferenza, si recò ad Ostenda e di là a Bruxelles e poi a Liegi. Nella prima metà di luglio giunse ad Aquisgrana, dove si fermò alcuni mesi, poi si recò a Spa, cercando dovunque appoggi a favore della famiglia dei Borbone.

In questo periodo continuava una fitta corrispondenza tra le due amiche lontane, nella quale Maria Antonietta supplicava la sua amica di non tornare a Parigi. Ma quest'ultima, preoccupata per la sorte della regina, rientrò in patria e tornò alle Tuileries.

La morte[modifica | modifica sorgente]

La morte della principessa de Lamballe in una stampa d'epoca.

Nell'agosto del 1792 la folla inferocita invase il palazzo e la famiglia reale si rifugiò presso l'Assemblea Nazionale Francese dove venne proclamata la decadenza dei reali e venne decisa la loro prigionia presso la Torre del Tempio. La principessa era ancora nel seguito dei reali ma, dieci giorni dopo, tutti coloro che non erano membri della famiglia reale vennero condotti in altre carceri. Maria Antonietta e la principessa di Lamballe dovettero quindi dirsi addio.

Nei primi giorni di settembre del 1792 a Parigi ed in altre città francesi ebbero luogo i "massacri di settembre" che segnarono l'inizio del Terrore. La folla travolse le difese di diverse prigioni nelle quali erano detenuti gli aristocratici. Secondo i racconti, i carnefici si accanirono particolarmente sulla principessa di Lamballe, principalmente a causa della sua intimità con la regina. La sventurata venne trascinata all'aperto, denudata, stuprata ripetutamente e torturata in maniera atroce prima di venire decapitata e squartata. Dopo essere stata incipriata e pettinata, la testa mozza venne issata su una picca e portata in corteo sotto le finestre del carcere dove era detenuta Maria Antonietta. La regina fu invitata a gran voce ad affacciarsi per dare l'ultimo saluto alla sua amica del cuore.

Nel 1929 papa Pio XI attribuì alla principessa di Lamballe la qualifica di martire, dichiarandola "venerabile".

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Principato di Carignano
Savoia
Armoiries Savoie-Carignan 1630.svg

Tommaso Francesco
Emanuele Filiberto
Vittorio Amedeo
Luigi Vittorio
Vittorio Amedeo II
Carlo Emanuele
Carlo Alberto
Modifica
Maria Teresa Luisa di Savoia Padre:
Luigi Vittorio di Savoia-Carignano
Nonno paterno:
Vittorio Amedeo I di Savoia-Carignano
Bisnonno paterno:
Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano
Trisnonno paterno:
Tommaso Francesco di Savoia-Carignano
Trisnonna paterna:
Maria di Borbone-Soissons
Bisnonna paterna:
Maria Angela Caterina d'Este
Trisnonno paterno:
Borso d'Este
Trisnonna paterna:
Ippolita d'Este
Nonna paterna:
Maria Vittoria Francesca di Savoia
Bisnonno paterno:
Vittorio Amedeo II di Savoia
Trisnonno paterno:
Carlo Emanuele II di Savoia
Trisnonna paterna:
Giovanna Battista di Savoia Nemours
Bisnonna paterna:
Giovanna Battista d'Albert de Luynes
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Cristina Enrichetta d'Assia-Rheinfels-Rotenburg
Nonno materno:
Ernesto Leopoldo d'Assia-Rheinfels-Rotenburg
Bisnonno materno:
Guglielmo d'Assia-Rotenburg
Trisnonno materno:
Ernesto d'Assia-Rheinfelds
Trisnonna materna:
Maria Eleonora di Solms-Lich
Bisnonna materna:
Maria Anna di Löwenstein-Wertheim
Trisnonno materno:
Ferdinando di Löwenstein-Wertheim
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
Eleonora Maria Anna di Löwenstein-Wertheim-Rochefort
Bisnonno materno:
Massimiliano Carlo Alberto di Löwenstein-Wertheim-Rochefort
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
Polissena Maria di Lichtenberg und Belasi
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Arms of Maria Luisa of Savoy as Princess of Lamballe.png

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 24707843 LCCN: nr96003643