Led Zeppelin IV
| Artista | Led Zeppelin | |
|---|---|---|
| Tipo album | Studio | |
| Pubblicazione | 8 novembre 1971 | |
| Durata | 42 min : 39 s | |
| Dischi | 1 | |
| Tracce | 8 | |
| Genere | Hard rock Folk rock Heavy metal Blues rock |
|
| Etichetta | Atlantic Records | |
| Produttore | Jimmy Page | |
| Registrazione | Island Studios, Londra, The Rolling Stones Mobile Studio | |
| Premi | ||
| Dischi d'oro | 1 | |
| Dischi di platino | 23 | |
| Dischi di diamante | 1[1] | |
| Led Zeppelin – cronologia | ||
| Album precedente | Album successivo | |
| Led Zeppelin III (1970) |
Houses of the Holy (1973) |
|
Il quarto album dei Led Zeppelin, pubblicato l'8 novembre 1971 dalla Atlantic Records, è privo di un titolo ufficiale. Nel corso degli anni è stato generalmente indicato con la dicitura "Led Zeppelin IV", in accordo con la numerazione dei precedenti dischi, anche se non sono mancati appellativi diversi: sul catalogo della Atlantic Records il disco è stato anche denominato
, Four Symbols e The Fourth Album, ed è stato variamente (e inappropriatamente) indicato come Untitled, Runes, Sticks, ZoSo (arbitrariamente dedotto, per pareidolia, dalla forma della runa scelta come emblema da Jimmy Page) e The Hermit o, più semplicemente, IV .[2].
Il chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page, fa riferimento all'album nel corso delle interviste con l'appellativo di Led Zeppelin IV, mentre il cantante Robert Plant lo ricorda come il Quarto album.
Sin dalla sua pubblicazione è risultato essere uno degli album di maggior successo della storia, con oltre 23 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti, dove ha totalizzato 260 settimane in classifica. È stato stimato che nel mondo l'album abbia venduto più di 30 milioni di copie.[3]
Indice |
[modifica] Il disco
[modifica] Storia
Giunti virtualmente all'apice della loro vena creativa e ossessionati dalla ricerca del disco perfetto, per il loro quarto lavoro i Led Zeppelin decisero di concentrarsi unicamente sulla musica tralasciando ogni altro aspetto.
Si trattava di una risposta alle numerose critiche ricevute dalla stampa, a loro dire protesa unicamente a inquadrarli in un genere predefinito dopo l'uscita del disco precedente, Led Zeppelin III. Per rimarcare questa loro volontà, moltissimi aspetti pure fondamentali connessi al disco non trovarono una dimensione chiara. Addirittura, fino all'ultimo non vi furono certezze sulla forma che avrebbe avuto il nuovo lavoro: all'inizio si pensava ad un doppio album, poi alla pubblicazione di quattro distinti EP, fino alla decisione finale di escludere ogni complicazione inutile mantenendo la classica forma dell'LP, a condizione che venisse pubblicato senza titolo e senza alcuna forma di promozione.
Il materiale, già abbozzato nel dicembre del 1970 presso gli Island Studios di Basing Streets, fu perfezionato quando il gruppo si spostò nella villa vittoriana di Headley Grange, come avvenuto già per le registrazioni di Led Zeppelin III: questa volta, però, venne usato lo studio mobile dei Rolling Stones. L'album programmato per l'estate di quell'anno, in vista del tour americano subì uno slittamento a causa del missaggio finale (eseguito a Los Angeles) che trovava perplesso Page.
Il risultato fu un nuovo mix eseguito in Gran Bretagna tra gli studi Island e gli Olympic, con un ritardo di diversi mesi sulla pubblicazione programmata. Il suicidio commerciale paventato dalla casa discografica (unico precedente sul piano della popolarità il White Album dei Beatles), fu ampiamente smentito dai risultati di vendita ottenuti dal disco che restò nelle classifiche più a lungo di qualsiasi altro loro lavoro (negli Stati Uniti superò ampiamente i dieci milioni di copie vendute, ottenendo diversi dischi di platino). La stessa scelta di non pubblicare come singolo Stairway to Heaven contribuì, paradossalmente, al successo del disco.[4]
[modifica] La copertina
Da un punto di vista concettuale è considerata la più sofisticata copertina realizzata dal gruppo, che per spiegare l'idea del circolo naturale della vita (con il passato a rappresentare i giorni perduti e la visione di un presente distruttivo), impose delle immagini ben precise, prescindendo da qualsiasi riferimento personale e dalla propria storia recente (nome del gruppo, titolo dell'album, simboli forti come il dirigibile). Sul recto fu scelto di inquadrare il particolare di un muro consumato dal tempo con la carta da parati che cade a pezzi: in primo piano, una vecchia cornice con la fotografia di un contadino piegato sotto il peso di un grossa fascina di legname. Aprendo la copertina (sul verso), con un gioco di prospettive, lo sguardo dello spettatore coglie l'istantanea di un quartiere popolare metropolitano, mentre sul lato interno, un'illustrazione di Barrington Colby MOM ispirata a L'Eremita, una carta dei Tarocchi, chiude il cerchio metaforico.[2] Sulla quarta di copertina, dove campeggiano i titoli dei brani, l'unica firma riconoscibile è costituita da quattro simboli misteriosi (
) che rappresentano ognuno dei componenti del gruppo: Page e Plant se li erano disegnati da soli, Bonham e Jones li avevano trovati su un libro di magia.[5]
[modifica] Storia di alcuni brani
Il brano più importante dell'album è Stairway to Heaven, di recente votato dai lettori del Melody Maker come la migliore canzone della storia del rock, insieme a Bohemian Rhapsody dei Queen. Uscendo ampiamente dai canoni classici della canzone, sia per durata che per struttura, il brano include tutti gli elementi dello stile dei Led Zeppelin, unendo senza soluzione di continuità parti acustiche e romantiche a passaggi hard rock, con un finale in cui Bonham si produce in uno dei suoi migliori "treni" con la batteria.
Stairway era già stata abbozzata musicalmente da Page nel marzo del 1971 (con una prima assoluta alla Ulster Hall di Belfast), ma era stata ultimata da tutt'e quattro con contributi significativi. Il testo di Plant s'ispira alla letteratura fantastica celtica, in modo particolare al libro di Lewis Spence, Magic Arts in Celtic Britain. Orgogliosamente inserita in ogni scaletta nei loro concerti successivi, era sempre l'occasione per Page di prodursi nei suoi migliori assoli, dilatando il brano di svariati minuti rispetto alla versione da studio.[6]
L'album si apre con due pezzi molto duri, Black Dog e Rock and Roll. Il primo brano presenta un arrangiamento complesso, con le sue quattro sovraincisioni di chitarra nell'assolo; per la parte vocale Plant si ispirò a una canzone dei Fleetwood Mac, Oh well. La seconda è un vero e proprio compendio della storia del rock firmato da tutti i componenti della band: nata da una jam session con Ian Stewart dei Rolling Stones, il brano cita Good Golly Miss Molly di Mitch Ryder, Keep a Knocking di Little Richard e riprende qualcosa da Muddy Waters.
La grande ballata del disco è The Battle of Evermore. Il mandolino, l'arrangiamento filtrato e pieno di echi, la voce di Sandy Denny,[7] rendono questo brano unico nel repertorio dei Led Zeppelin e primo esempio di una sperimentazione che proseguirà in lavori successivi come No Quarter su Houses of the Holy. Il testo del brano tratta temi fantasy ed è stato interpretato come una trasposizione in musica di alcuni episodi dell'opera di Tolkien.[8]
Misty Mountain Hop[9] è un brano rock in cui emerge il talento vocale di Plant e la perizia percussionistica di Bonham che si ripete in Four Sticks, titolo che trae origine dalle quattro bacchette (due per mano) usate dal batterista durante le prove.
Di tutt'altro tenore la chiusa dell'album. Citando correttamente la fonte e mettendosi al riparo da accuse di plagio, gli Zeppelin recuperano un blues di Memphis Minnie registrato da lei e il marito Joe McCoy nel 1929. Plant desiderava ricostruire un certo stile Elvis da giovane per la parte vocale, mentre il suono della batteria è stato ottenuto con un trucco ben congegnato: lo strumento di Bonham fu spostato vicino ad una scala dove furono posizionati, tra primo e secondo piano, diversi microfoni; aggiungendo un effetto di riverbero, il suono ottenuto risultò estremamente particolare.
[modifica] Tracce
(edizione originale in vinile)
- LATO A
- Black Dog - 4:57 - (Page, Plant, Jones)
- Rock and Roll - 3:40 - (Page, Plant, Jones, Bonham)
- The Battle of Evermore
[10] - 5:52 - (Page, Plant) - Stairway to Heaven - 8:03 - (Page, Plant)
- LATO B
- Misty Mountain Hop - 4:38 - (Page, Plant, Jones)
- Four Sticks - 4:45 - (Page, Plant)
- Going to California - 3:31 - (Page, Plant)
- When the Levee Breaks - 7:08 - (Page, Plant, Jones, Bonham, Minnie)
[modifica] Formazione
- Jimmy Page - chitarra elettrica, chitarra folk, chitarra pedal steel, voce secondaria;
- Robert Plant - voce principale, armonica;
- John Bonham - batteria, timpani, voce secondaria;
- John Paul Jones - basso, chitarra folk, mandolino, organo, pianoforte, voce secondaria.
[modifica] Partecipazioni
- Ian Stewart - pianoforte (in Rock and Roll, non accreditato)
- Sandy Denny - voce (in The Battle of the Evermore)
[modifica] Collaboratori
- Peter Grant – produttore esecutivo
- George Chkiantz – mixing
- Andy Johns – ingegnere del suono, mixing
- Joe Sidore - masterizzazione CD originale
- George Marino – masterizzazione digitale
- Graphreaks – Coordinatore grafico
- Barrington Colby Mom – illustrazione interna (The Hermit)
[modifica] Classifica
[modifica] Album
| Anno | Classifica | Posizione |
|---|---|---|
| 1971 | Billboard Pop albums (Billboard 200) | 2 |
[modifica] Singoli
| Anno | Singolo | Classifica | Posizione |
|---|---|---|---|
| 1971 | "Black Dog" | Billboard Pop Singles (Billboard Hot 100) | 15 |
| 1972 | "Rock and Roll" | Billboard Pop Singles | 47 |
[modifica] Riconoscimenti
| Certificatore | Premi | Numero di copie |
|---|---|---|
| RIAA (U.S.) | 23x Platinum | 23 000 000 |
| CRIA (CAN) | 2x Diamond | 2 000 000 |
[modifica] Note
- ^ I Led Zeppelin salgono a 4 dischi di diamante secondo la RIAA. URL consultato il 20 maggio 2008.
- ^ a b Dave Lewis (1994), The Complete Guide to the Music of Led Zeppelin, Omnibus Press, ISBN 0-7119-3528-9.
- ^ RIAA. Top 100 Albums
- ^ Led Zeppelin IV rappresenta il culmine del primo periodo della band; riunisce gli elementi caratteristici dei tre album precedenti: (blues, hard rock e folk), ottenendo un risultato unico nel suo genere. L'album successivo, Houses of the Holy, apporterà elementi nuovi e sperimentali.
- ^ Cecil Adams. What Do the Four Symbols on Led Zeppelin's 4th Album Mean? in straightdope.com. URL consultato il 11 agosto 2008.
- ^ Una versione celebre è contenuta nel doppio album dal vivo The Song Remains The Same.
- ^ Cantante dei Fairport Convention nel 1969, fu ospite d'onore nel duetto con Plant proprio agli albori della sua carriera solista.
- ^ Si suppone che l'ispirazione discenda dalla battaglia di Pelennor, nel romanzo Il Ritorno del Re, sebbene includa anche riferimenti non tolkieniani, per esempio ad Avalon, la leggendaria dimora del ciclo bretone. Una cover di Battle of Evermore è stata recentemente realizzata dal gruppo The Fellowship nel concept album ispirato al Signore degli Anelli, In Elven Lands.
- ^ Anche questo brano riprende l'opera di Tolkien, per la citazione delle famose Montagne nebbiose.
- ^ Come osservabile sulla quarta di copertina, accanto al titolo alfanumerico di The Battle of Evermore, compare una runa formata da tre triangoli uniti per un vertice ad indicare la partecipazione di Sandy Denny.
[modifica] Bibliografia
- Federico Ballanti (1982). Led Zeppelin. Roma: Lato Side Editori
- Autori Vari (1983). Led Zeppelin. Milano: Arcana Editrice. ISBN 88-85008-56-9
- Stephen Davis (1988). Led Zeppelin: Il Martello degli Dei. Milano: Arcana Editrice. ISBN 88-85859-13-5
- Dave Lewis (1993). Led Zeppelin – Anni di fuoco. Milano: Arcana Editrice. ISBN 88-7966-018-7
- Andrea Ian Galli (2005) Le canzoni dei Led Zeppelin . Roma: Editori Riuniti. ISBN 88-359-5672-2
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni da Led Zeppelin IV
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Led Zeppelin IV
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito Ufficiale
- Led Zeppelin IV su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Led Zeppelin IV")