Physical Graffiti

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Physical Graffiti
Artista Led Zeppelin
Tipo album Studio
Pubblicazione 24 febbraio 1975
Durata 82 min : 59 s
Dischi 2
Tracce 15
Genere Hard rock
Blues rock
Heavy metal
Folk rock
Etichetta Swan Song Records
Certificazioni
Dischi d'oro 1
Dischi di platino 16
Dischi di diamante 1[1]
Led Zeppelin - cronologia
Album precedente
(1973)
Album successivo
(1976)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Discogs 4.50/5 stelle
All Music 5/5 stelle

Physical Graffiti è il sesto album della rock band inglese Led Zeppelin, pubblicato nel 1975 che raggiunge la prima posizione nella Billboard 200 per sei settimane, nel Regno Unito ed in Canada, la seconda in Austria, Australia, Spagna e Francia, la terza in Nuova Zelanda, la quarta in Norvegia e la settima in Olanda.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver inciso e pubblicato senza interruzione per quattro anni di fila, i Led Zeppelin decisero di prendersi una pausa, trascorrendo buona parte del 1973 senza lavorare praticamente su nulla. Il ruolo sempre più incisivo di John Paul Jones faceva cadere ogni illazione su rancori o presunte minacce di abbandono del bassista. All'inizio del nuovo anno erano già pronti per suonare il nuovo materiale nella casa di campagna nei pressi Headley Grange e con l'aiuto dello studio mobile di Ronnie Lane il lavoro prese forma come sempre molto velocemente: 8 tracce in tutto, abbastanza per fare più di un album. Per pubblicizzare la nuova etichetta fondata dal gruppo (la Swan Song Records), il manager Peter Grant propose di pubblicare un album doppio che raccogliesse anche il materiale non inserito precedentemente in album ufficiali. Physical Graffiti era pronto nell'estate del 1974 ma le inevitabili discussioni su titolo, copertina e distribuzione fecero slittare la pubblicazione ai primi mesi dell'anno successivo.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo raffigurato nella copertina dell'album

Come tutte le copertine dei Led Zeppelin anche quella di Physical Graffiti rientra nelle grandi idee trasformate in immagini, ed è tra le più importanti nella storia del rock.[senza fonte] Immortalando un palazzo urbano ai numeri 96-98 di St. Mark's Street (East Village, New York) (fronte e retro) il gruppo creò un suo personalissimo condominio che offriva la possibilità, con un gioco di incastri dovuto alla fustellatura, di penetrare all'interno degli appartamenti e vedere le più svariate immagini: si va dai personaggi celebri, ai quadri famosi, a istantanee del gruppo ritratto in momenti di svago, alle lettere che individuano il titolo dell'album.

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua uscita l'album risentì della scelta commerciale, dettata dal lancio della nuova etichetta, di inserire i cosiddetti fillers (riempitivi) e la critica più radicale stroncò il lavoro, considerato troppo lungo e lontano dallo stile classico della band; altri più moderati lo apprezzarono, ma considerarono i cambiamenti come il segno di qualcosa di inevitabile che avrebbe portato alla fine del gruppo. A distanza di anni, ripercorrendo tutta la loro storia, Physical Graffiti può essere considerato uno dei migliori dischi dei Led Zeppelin in cui emerge una perfetta sintonia fra tutti i membri del gruppo, sorretta da una varietà musicale che non tradisce le aspettative e si lascia apprezzare per tutta la sua durata. Va detto che viene abbandonata la forma ballata soft-hard che aveva caratterizzato i primi lavori e rispolverato un rock più duro ed energico. La batteria di John Bonham non suonerà mai più in modo così brutale e può considerarsi senza riserve il momento più alto del suo percorso artistico. La voce di Robert Plant fresca di intervento alle corde vocali (avvenuto alla fine del 1973), si lascia apprezzare per questo nuovo tono, un po' più scuro e meno brillante del solito, e continua a far impallidire per la sua forza e modularità. Gli Zeppelin prendono l'avvio con un rock duro ed energico, dal suono sporco, e aggressivo. Custard Pie è il primo di quei pezzi dal suono brutale che distinguono questo lavoro: nasce da un brano blues, Shake 'Em On Down, di Bukka White, spesso si cita anche Custard Pie Blues di Sonny Fuller, Drop down Mama di Joe Williams. Le fanno eco The Wanton Song, Sick Again, e soprattutto The Rover giustamente considerata il vertice dei loro pezzi blues rock con un Page e un Bonham in splendida forma. Non mancano episodi acustici alla Led Zeppelin III (come Bron-Yr-Aur) o pezzi più pacati e sognanti, come la deliziosa e tropicale Down by the Seaside.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Per ragioni storiche viene qui data la divisione originale dell'album nell'edizione in vinile.

Tutti i brani sono stati composti da Jimmy Page e Robert Plant, tranne dove indicato.

Disco 1[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

  1. Custard Pie - 4:13
  2. The Rover - 5:36
  3. In My Time of Dying (Page/Plant/Jones/Bonham) - 11:04

Lato B

  1. Houses of the Holy - 4:01
  2. Trampled Under Foot (Brano tradizionale, arrangiamento di Page/Plant/Jones) - 5:35
  3. Kashmir (Page/Plant/Bonham) - 8:31

Disco 2[modifica | modifica wikitesto]

Lato C

  1. In the Light (Page/Plant/Jones) - 8:44
  2. Bron-Yr-Aur (Page) - 2:06
  3. Down by the Seaside - 5:14
  4. Ten Years Gone - 6:31

Lato D

  1. Night Flight (Page/Plant/Jones) - 3:36
  2. The Wanton Song - 4:06
  3. Boogie with Stu (Page/Plant/Jones/Bonham/Mrs. Valens/Ian Stewart) - 3:51
  4. Black Country Woman - 4:24
  5. Sick Again - 4:43

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Led Zeppelin

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Led Zeppelin salgono a 4 dischi di diamante secondo la RIAA. URL consultato il 20 maggio 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]