Tetto di paglia

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Il tetto di paglia è una tipologia costruttiva del tetto che utilizza colmi di paglia o stoppie, diffusa soprattutto in Europa settentrionale, ma anche in Giappone e in alcuni Paesi tropicali (per esempio le isole Figi, le Hawaii e il Kenya). Per analogia si può estendere la definizione anche a tetti costruiti con altri materiali vegetali secchi.

In Italia questa tipologia costruttiva è poco diffusa: solo i casoni del Veneto e delle case rurali o montane in Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige, e le case di falasco nella penisola del Sinis, in Sardegna, la presentano.

Tipi di tetto di paglia[modifica | modifica sorgente]

In Europa la costruzione di case con tetti di paglia presenta grandi differenze regionali; l'architettura rurale di queste abitazioni spesso caratterizza fortemente il paesaggio di certe zone.

Nelle Isole britanniche[modifica | modifica sorgente]

Le Isole britanniche sono il luogo in Europa dove la tecnica di costruzione del tetto di paglia è più diffusa. Un tempo tipiche di abitazioni povere, oggi i tetti di paglia conoscono una nuova espansione, grazie alla ricerca di materiali naturali ed ecocompatibili (bioedilizia) e al desiderio di preservare le tradizioni architettoniche rurali come parte del paesaggio. Si usa solitamente paglia di grano e segale o un misto dei due (chiamato maslin). La paglia viene raggruppata in grossi fastelli di circa 60 cm di diametro. Questi vengono poi fissati alle travi del tetto e ancorati con aste in legno o acciaio. L'operaio (thatcher) aggiunge gli strati uno sopra l'altro, finendo con uno strato per assicurare il colmo del tetto. I tetti di paglia realizzati con questo metodo sono facili da riparare, possono sopportare forti venti e acquazzoni e hanno solo la necessità di una struttura stabile di sostegno. Nell'Anglia orientale invece prevale una tecnica di copertura con cannucce che ricorda quelle dell'Europa centrosettentrionale continentale.

In Polonia[modifica | modifica sorgente]

Le costruzioni più antiche avevano il tetto in paglia di gramigna, perché era il cereale più diffuso e altrimenti poco utilizzato; nonostante una buona ventilazione, ha ceduto il passo a tecniche costruttive più durature.

In Germania[modifica | modifica sorgente]

In Germania si è sviluppata una tecnica che prevede l'utilizzo di steli di paglia o (più frequentemente) canne fino all'ultimo strato, dove viene messo del brugo. Particolarissimi sono i tetti con colmo erboso che si riscontrano in certe isole della Frisia come Sylt.

In Danimarca[modifica | modifica sorgente]

In Danimarca è presente una tipologia molto particolare che prevede un tetto costruito con travi e l'utilizzo di alghe come colmo.

In Belgio e Paesi Bassi[modifica | modifica sorgente]

In questi Paesi si aggiunge spesso un colmo di terracotta o ceramica che rafforza la struttura del tetto ma ne può compromettere l'aerazione.

Nel Mediterraneo e in Africa settentrionale[modifica | modifica sorgente]

In questi Paesi l'uso della paglia non è stato mai diffuso; invece si sono usati spesso i fusti di canne per la realizzazione di capanne e coperture di abitazioni rurali.

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