Fleetwood Mac

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Fleetwood Mac
Stevie Nicks e Lindsey Buckingham dei Fleetwood Mac durante il tour del 2003.
Stevie Nicks e Lindsey Buckingham dei Fleetwood Mac durante il tour del 2003.
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Stati Uniti Stati Uniti
Genere Pop rock
Soft rock
Blues rock
British blues
Periodo di attività 1967in attività
Etichetta Epic
Reprise
Warner Bros.
Sire
Columbia
Sanctuary Records
Album pubblicati 36
Studio 17
Live 6
Raccolte 13
Sito web

I Fleetwood Mac sono un gruppo musicale rock anglo-americano, che ha goduto di grande successo in tutto il mondo, vendendo oltre 20milioni di album ad oggi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Con Peter Green[modifica | modifica sorgente]

Green nel 1970

Il gruppo mosse i primi passi nell'Inghilterra della seconda metà degli anni sessanta, come fenomeno del British Blues. Nacque quando il batterista Mick Fleetwood, il bassista John McVie ed il chitarrista Peter Green lasciarono i Bluesbreakers di John Mayall e si unirono al chitarrista Jeremy Spencer. Il nome Fleetwood Mac venne coniato da Peter Green, fondendo i cognomi del bassista John e del batterista Mick. I primi lavori furono incentrati su un rock-blues di stampo tipicamente British; tra i pezzi più significativi del periodo spiccarono Man of the World, Albatross e Black Magic Woman, quest'ultima portata al successo due anni dopo da Carlos Santana. Fu molto importante il produttore Mike Vernon che con la sua casa discografica Blue Horizon fece incidere ai Peter Green's Fleetwwod Mac i primi LP; molto interessante fu anche l'album Then Play On del 1969, tra i solchi del quale si intravidero le sonorità che caratterizzarono il gruppo negli anni a venire.

Peter Green lascia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1969 Green lasciò il gruppo ed iniziò così un susseguirsi di nuovi musicisti, tra cui Danny Kirwan, Bob Welch, Bob Weston e soprattutto Christine McVie, già presente in Kiln House, anche se non accreditata. Album come Future Games del 1971, Bare Trees del 1972, Penguin del 1973, Mystery to Me del 1973 e Heroes Are Hard to Find del 1974 non riscossero lo sperato successo commerciale.

Lindsey Buckingham e Stevie Nicks[modifica | modifica sorgente]

La svolta arrivò nel 1975, quando, trovatosi nuovamente senza chitarrista, Mick Fleetwood chiese a un giovane musicista americano, Lindsey Buckingham, di unirsi al gruppo. Questi, al tempo, suonava in duo con la sua compagna Stevie Nicks; i due avevano anche pubblicato, con scarso successo, l'album Buckingham-Nicks, che conteneva materiale poi ripreso dai Fleetwood Mac. Buckingham pose come condizione che anche Stevie entrasse nel gruppo. I Mac accettarono ed il risultato fu Fleetwood Mac del 1975. L'album ottenne un grande successo, grazie anche ai singoli Over My Head, Rhiannon e Say You Love Me. In particolare questi brani fecero risaltare il talento artistico dei due nuovi ingressi nel gruppo. I Fleetwood Mac inaugurarono così una nuova fase, caratterizzata non più dal blues-rock di fine anni sessanta, ma da quello che solitamente venne definito "Rock mainstream", cioè a metà strada fra la musica dura e quella molto lenta.

Da Rumours a Tango in the Night[modifica | modifica sorgente]

Il disco di maggior successo fu il successivo Rumours (1977) che vendette oltre quaranta milioni di copie in tutto il mondo[1] e che contenne, tra le altre, le hits Dreams, (che raggiunse la vetta delle classifiche americane), Go Your Own Way, The Chain e Don't Stop. Altri album di grande successo furono Tusk del 1979, Mirage del 1982 e soprattutto Tango in the Night del 1987, quest'ultimo contenente i famosi singoli Big Love, Seven Wonders e Little Lies.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

I Fleetwood Mac nel 2009. Da sinistra John McVie, Stevie Nicks, Lindsey Buckingham e Mick Fleetwood

Nel 1987 Buckingham lasciò il gruppo anche se, curiosamente, partecipò come ospite ai due successivi album suonando la chitarra acustica nella title-track di Behind the Mask e cantando come voce aggiunta nel brano Nothing Without You di Time. Molti musicisti, tra cui i chitarristi e cantanti Billy Burnette, Rick Vito e Dave Mason e la cantante Bekka Bramlett, si avvicendarono nel gruppo. La formazione con Vito e Burnette produsse un album, Behind the Mask (1990), mentre Time (1995) vide l'ingresso di Mason e Bramlett al posto di Rick Vito e Stevie Nicks. Il ritorno di Lindsey Buckingham avvenne nel 1997, con l'album live The Dance, al quale partecipò la medesima fortunata formazione degli anni da Rumours a Tango in the Night. Nel 1998 Christine McVie, uno tra i membri principali del gruppo sin dal 1970, uscì dalla band, lasciando il nucleo dei Fleetwood Mac composto da Mick Fleetwood, John McVie, Lindsey Buckingham e Stevie Nicks.

Eventi recenti[modifica | modifica sorgente]

L'album Say You Will, uscì nel 2003. A questi fecero seguito i video Live in Boston e Destiny Rules, entrambi del 2004.

L'8 giugno 2012 Bob Welch, ex membro del gruppo, venne trovato morto nella sua casa di Nashville, in Tennessee. Apparentemente, si suicidò, sparandosi un colpo di pistola al torace. Secondo quanto riferì la polizia, il corpo del musicista, che al momento del decesso aveva 65 anni, venne trovato dalla moglie Wendy. Vicino c'era anche una lettera d'addio. Welch è stato chitarrista e cantante dei Fleetwood Mac dal 1971 al 1974.

A distanza di dieci anni dall'ultimo lavoro in studio, il gruppo pubblicò nel 2013, per il solo circuito del download digitale, l'ep Extended Play, contenente 4 brani inediti. L'anno successivo (2014) venne annunciato il rientro in formazione di Christine McVie[2], di ritorno nel gruppo a distanza di 16 anni.

Formazioni[modifica | modifica sorgente]

Attuale:

(1967)
(1967-68)
  • Peter Green - chitarra, voce
  • Jeremy Spencer - chitarra, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1968-70)
  • Danny Kirwan - chitarra, voce
  • Peter Green - chitarra, voce
  • Jeremy Spencer - chitarra, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1970)
  • Jeremy Spencer - chitarra, voce
  • Danny Kirwan - chitarra, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1970-71)
  • Jeremy Spencer - chitarra, voce
  • Danny Kirwan - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1971-72)
  • Bob Welch - chitarra, voce
  • Danny Kirwan - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1972-73)
  • Dave Walker - voce
  • Bob Weston - chitarra
  • Bob Welch - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1973-74)
  • Bob Weston - chitarra
  • Bob Welch - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1974)
  • Bob Welch - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1975-87)
(1987-92)
  • Rick Vito - chitarra, voce
  • Billy Burnette - chitarra, voce
  • Stevie Nicks - voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria
(1993-96)
  • Bekka Bramlett - voce
  • Dave Mason - chitarra, voce
  • Billy Burnette - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria, percussioni
(1997-98)
  • Stevie Nicks - voce
  • Lindsey Buckingham - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria, percussioni
(1998-2013)
  • Stevie Nicks - voce
  • Lindsey Buckingham - chitarra, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria, percussioni
(2014-presente)
  • Stevie Nicks - voce
  • Lindsey Buckingham - chitarra, voce
  • Christine McVie - tastiera, voce
  • John McVie - basso
  • Mick Fleetwood - batteria, percussioni

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Studio[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Split album[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bob Brunning (1986) Blues: The British Connection, Londra 2002 - Helter Skelter ISBN 1-900924412
  • Bob Brunning, The Fleetwood Mac Story: Rumours and Lies (Omnibus Press, 2004)
  • Eric Burdon con J.Marshall Craig: Don't let me be misunderstood New York 2001 - Thunder's Mouth Press
  • Peter Green : Peter Green - Founder of Fleetwood Mac Martin Celmins - Londra 1995 Prefazione di B.B.King
  • Dick Heckstall-Smith (2004) The safest place in the world: A personal history of British Rhythm and blues, Clear Books ISBN 0-7043-2696-5
  • Christopher Hjort (con prefazione di John Mayall) Strange brew: Eric Clapton and the British Blues Boom 1965-1970, Jawbone, 2007 ISBN 1-906002002
  • Paul Myers Long John Baldry and the birth of the British Blues Vancouver Canada 2007 - GreyStone Books
  • Harry Shapiro Alexis Korner: The Biography, Bloomsbury Publishing PLC, Londra 1997 con discografia di Mark Troster

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La 19ª puntata della seconda serie della serie televisiva Glee è stata interamente dedicata all'album "Rumours". Si racconta infatti che tale album sia ispirato ai conflitti interni al gruppo, e che il progetto abbia contribuito non solo al successo dell'album, ma anche a rinsaldare i rapporti tra i componenti. Analogamente nella puntata citata, i protagonisti sono in conflitto tra loro per una serie di pettegolezzi, ma il lavoro sull'album dei Fleetwood Mac serve per riportare serenità ed affiatamento nel gruppo.
  • Nell'episodio 19x02 di Top Gear è ospite il batterista del gruppo.
  • Le canzoni "Rhiannon" e "Sara" compaiono, rispettivamente, all'interno del secondo e terzo episodio dell'acclamata serie televisiva American Horror Story: Coven mentre "The seven wonders" da il titolo dell'ultima puntata e viene cantata da Stevie Nicks.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fleetwood Mac's 'Rumours' at 35: Still the 'perfect album' - CNN.com
  2. ^ CHRISTINE MCVIE RETURNS TO FLEETWOOD MAC AS BAND ANNOUNCES ON WITH THE SHOW

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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