Eragrostis tef

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Teff
Teff pluim Eragrostis tef.jpg
Spighe di Teff
(Eragrostis teff)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Chloridoideae
Genere Eragrostis
Specie E. tef
Nomenclatura binomiale
Eragrostis tef
(Zucc.) Trotter, (1775) 1918

Il teff o tef (Eragrostis tef), in amarico ጤፍ ṭēff, in tigrino ጣፍ ṭāff, è un cereale proprio dell'Etiopia e dell'Eritrea, dove viene coltivato e utilizzato nell'alimentazione umana.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il teff è un'erba annua. I semi sono particolarmente piccoli (meno di 1 mm di diametro). Se ne può tenere in mano un numero sufficiente a seminare un intero campo, proprietà che rende il teff particolarmente adatto alla vita seminomade.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Eragrostis, che comprende molte specie spontanee oltre all'unica specie coltivata E. tef, appartiene alla famiglia delle Poacee o Graminacee. All'interno di questa famiglia, si colloca nella sottofamiglia delle Cloridoidee, a differenza degli altri cereali utilizzati per l'alimentazione, che vengono attribuiti ad altre sottofamiglie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Si ritiene che la coltivazione del teff sia originata in Etiopia tra il 4000 a.C. e il 1000 a.C. Gli studi genetici indicano come più probabile antenato selvatico Eragrostis pilosa[1].

Nell'Ottocento furono dichiarati come rinvenuti semi di teff in un sito archeologico egiziano, ma oggi questa identificazione risulta come "non adeguatamente documentata" e quindi da non considerare.[2]

Proprietà alimentari[modifica | modifica sorgente]

Come tutti i cereali, il teff fornisce soprattutto un apporto di carboidrati complessi (amido). Il teff è ricco di fibre, di calcio e di ferro ben assorbibile.

Il teff contiene un'importante percentuale di proteine e ha un eccellente assortimento di aminoacidi essenziali.

Contenuto alimentare per 100 g[3]:

  • Carboidrati: 65 g
  • Proteine: 12 g
  • Grassi: 2,1 g
  • kJ/kcal: 1398/334
  • Calcio (Ca): 160 mg
  • Magnesio (Mg): 185 mg
  • Vitamina B1: 11,7 mg
  • Vitamina B2: 0,5 mg

Il teff è privo di glutine.

Nella macinazione dei semi, che sono piccolissimi, è impossibile separare le frazioni di molitura, quindi tutte le parti contenute nel seme sono sempre comprese e mescolate nella farina che quindi è realmente "integrale".

Il contenuto alimentare proveniente dalla farina è comunque apprezzabilmente aumentato dalle preparazioni della cucina tradizionale eritrea, etiopica e somala del pane di teff detto injera o enjera, un pane molto sottile e spugnoso ottenuto da fermentazione batterica acida, e quindi appunto dal sapore acidulo. La fermentazione diminuisce leggermente il contenuto in carboidrati ma lo arricchisce, in maniera sostanziale, in contenuto proteico.

La conservazione delle frazioni corticali ricche in minerali (soprattutto ferro) è preziosa data la ricorrenza nei paesi di origine di malattie parassitarie che inducono carenza di tale elemento, tali malattie da anemia sono molto pericolose soprattutto nella popolazione femminile.

Ai fini della cottura viene considerato paragonabile al miglio, anche se il seme è molto più piccolo.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Il teff è adattato ad ambienti molto diversi dal punto di vista idrico, dalla semi-aridità al ristagno di acqua. La produzione massima si ha ad altitudini comprese tra 1800 e 2100 m (altipiani etiopico ed eritreo), precipitazioni comprese tra 450 e 550 mm durante la stagione di crescita, e temperature comprese tra 10 e 27 °C.

Il teff è sensibile alla durata dell'illuminazione diurna e cresce meglio con una durata della fase diurna di 12 ore. Tradizionalmente il teff è coltivato in regioni molto ristrette, soprattutto dell'Etiopia e dell'Eritrea.

Il teff è presente in due varietà: la bianca e la rossa; i nomi derivano dal colore del seme, più chiaro o più scuro; le due varietà producono quindi farine di colore leggermente diverso. La varietà chiara è più delicata ed ha maggiori esigenze di coltivazione, è più costosa e di prassi è preferita nel consumo dalle fasce di popolazione più agiate, la seconda è cibo di maggiore uso nei ceti popolari. Le differenze nutrizionali nei due tipi sono irrilevanti, e risulta invece importantissimo il sistema di coltivazione; le produzioni tradizionali di villaggio sono risultate molto più ricche in contenuto del prodotto di iniziative di coltivazione estensiva. La spiegazione è semplice, ed è sufficiente considerare la minuziosa attenzione applicata nelle concimazioni delle coltivazioni di villaggio.

La raccolta meccanizzata è agevole ma, se non perfettamente organizzata ed attrezzata, rischia di produrre grosse perdite di raccolto, (le sottili spighe vanno raccolte con mosse delicate, altrimenti il seme cade, la dispersione del seme è infatti naturale), le rese per ettaro, pur considerando l'elevatissimo valore nutrizionale, sono molto basse. Il seme di teff è estremamente resistente a tutti gli eventi, disidratazione, caldo, umidità, muffe, ecc. (soprattutto il teff rosso); di norma si considera che conservi capacità germinativa per almeno quattro anni, ma semine con seme anche molto più vecchio non danno di norma problemi.

La coltivazione del teff oltre che in Etiopia e in Eritrea, è stata moderatamente diffusa anche in India ed in Australia. Recentemente, la coltivazione del teff è stata sperimentata anche nei Paesi Bassi.

In Etiopia costituisce circa un quarto della produzione totale di cereali. La resa media possibile della coltivazione varia da 7 a 30 q/ha (in Etiopia è mediamente 9 q/ha).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Dall'etimologia popolare il termine tef significa "perduto" dalla radice della lingua amarica t.ff, a significare appunto la estrema facilità che il seme finissimo scivoli tra le dita e vada appunto perduto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ingram AL, Doyle JJ, The origin and evolution of Eragrostis tef (Poaceae) and related polyploids: Evidence from nuclear waxy and plastid rps16. American Journal of Botany 90 (1): 116-122, 2003
  2. ^ Germer, 1985
  3. ^ teff glutenfrei Zwerghirse Eragrostis tef glutenfreie Getreide Zöliakie

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]