Chenopodium quinoa

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Quinoa
Chenopodium quinoa0.jpg
Chenopodium quinoa Willd.
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Caryophyllales
Famiglia Chenopodiaceae
Genere Chenopodium
Specie C. quinoa
Classificazione APG
Ordine Caryophyllales
Famiglia Amaranthaceae
Nomenclatura binomiale
Chenopodium quinoa
Willd., 1798

La quinoa (in spagnolo quínoa o quinua) (Chenopodium quinoa Willd.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Chenopodiaceae, come gli spinaci o la barbabietola.

I semi di questa pianta, sottoposti a macinazione, forniscono una farina contenente prevalentemente amido, il che consente a questa pianta di essere classificata merceologicamente a pieno titolo come cereale nonostante non appartenga alla famiglia botanica delle graminacee o poacee. Si distingue da altri cereali per l'alto contenuto proteico e per la totale assenza di glutine[1]. Nella terminologia anglosassone, che attribuisce il significato di cereale (parola di origine latina) alle sole piante ascrivibili tra le graminacee (o poacee) ed ai loro prodotti, la quinoa è invece classificata come pseudocereale. Per il suo buon apporto proteico costituisce l'alimento base per le popolazioni andine. Gli Inca chiamano la quinoa «chisiya mama» che in quechua vuol dire «madre di tutti i semi».

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Quinoa cruda

La quinoa è un alimento particolarmente dotato di proprietà nutritive. Contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco. È anche un'ottima fonte di proteine vegetali, poiché contiene tutti gli amminoacidi essenziali (fatto raro nel regno vegetale) e in proporzioni bilanciate, che corrispondono alle raccomandazioni dell'OMS[2]. Contiene inoltre grassi in prevalenza insaturi. La quinoa, non contenendo glutine, può essere consumata dai celiaci.

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

Esistono oltre 200 varietà di quinoa. La varietà più utilizzata è la quínoa Real con un basso tenore di saponine. Altre varietà commercializzate sono: Bear, Cherry Vanilla, Cochabamba, dave 407, Gossi, Isluga, Kaslala, Kcoito, Linares, Rainbow, Red faro, Red head (che presenta una buona adattabilità ai climi piovosi), Temuco.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Stato Produzione
nel 2004[3] [t]
 % Produzione
nel 2005[3] [t](
 %
Perù 27 040 52% 32 613 56%
Bolivia 24 688 47% 24 500 42%
Ecuador 641 1% 652 1%
Totale 52 369 100% 57 765 100%

La quinoa è testimone di biodiversità, già venerata dagli Inca come pianta sacra, viene coltivata da oltre 5000 anni sugli altipiani pietrosi delle Ande ad altitudini comprese tra 3800 e 4200 metri. È una pianta resistente che non richiede particolari trattamenti. Produce una spiga (panicolo) ricca di semi rotondi, simili a quelli del miglio. Le migliori varietà crescono nei territori salmastri del Salar, nelle zone di Oruro e Potosí (Quínoa real).

Lavorazione[modifica | modifica wikitesto]

La semina della quinoa può essere effettuata a fine marzo-aprile o tra settembre ed ottobre, a seconda delle zone e delle varietà utilizzate (varietà a semina primaverile o autunnale). La raccolta si effettua nei mesi di aprile-giugno per le varietà a semina autunnale e a fine luglio-agosto per quelle a semina primaverile. Controllata e privata di eventuali impurità, viene poi lavata in acqua per eliminare la saponina, sostanza lievemente amara contenuta nella pianta. Infine viene essiccata tramite "secadores" solari.

La coltura della quinoa[modifica | modifica wikitesto]

Per il ruolo quasi sacro che la quinoa aveva presso le popolazioni andine, all'epoca della conquista spagnola si ebbe l'ovvio conflitto con la cultura cattolica che, al contrario, considera sacro il pane di frumento, e quindi il grano. La coltivazione della quinoa venne così combattuta e scoraggiata; solo in un secondo tempo, quando apparve evidente il miglior adattamento della quinoa all'ambiente andino, la sua coltivazione riprese piede. Pur essendo una coltivazione di potenziale interesse economico, la quinoa risulta difficilmente coltivabile in ambienti con clima diverso. In particolare, per l'Italia, C. quinoa mostra i seguenti limiti: temperature al di sopra di 32-34 gradi anche per breve tempo tendono a causare sterilità del polline nella maggior parte delle colture; la maggiore piovosità e l'elevata umidità atmosferica causano la germinazione dei semi maturi ancora sulla pianta; la quinoa è infine soggetta all'attacco di Aphis fabae (afide nero del fagiolo, particolarmente aggressivo verso le chenopodiacee durante la fase vegetativa) e di Nezara viridula (cimice verde) e altri cimicidi in fase di maturazione del seme. La presenza di coccinelle può limitare e risolvere l'attacco degli afidi, altrimenti letale se lasciato a sé. La specie italiana più vicina a C. quinoa è chenopodium album, quest'ultima si dimostra estremamente più resistente ai parassiti ed assai più aggressiva rispetto a C. quinoa.

Anno Internazionale della Quinoa[modifica | modifica wikitesto]

Roma, palazzo della FAO. 2013 anno della Quinoa

Il 2013 è stato dichiarato, da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Anno internazionale della quinoa[4] (IYQ), come riconoscimento per i popoli indigeni andini, che hanno mantenuto, controllato, protetto e conservato la quinoa come cibo per le generazioni presenti e future attraverso la conoscenza e le pratiche del vivere in armonia con la natura. L'obiettivo è quello di focalizzare l'attenzione del mondo sul ruolo che la quinoa gioca a sostegno della biodiversità, sul suo valore nutritivo, sull'eliminazione della povertà a sostegno del raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio.

Il ruolo di Segretariato dell'Anno internazionale sarà svolto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura. La Bolivia, tra i principali produttori di quinoa, avrà la presidenza del Comitato di coordinamento, mentre il Perù, l'Ecuador e il Cile condivideranno la vice presidenza con Francia ed Argentina che avranno il compito di relatori.

Ricca di gruppi metilici[modifica | modifica wikitesto]

La quinoa ha un alto contenuto di trimetilglicina, sostanza che negli ultimi tempi è stata oggetto di studi per la sua azione protettrice del DNA, con azione anti-invecchiamento e anti-tumorale.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.celiachia.it/menu/faq.aspx?idcat=2&idfaq=62
  2. ^ http://whqlibdoc.who.int/trs/WHO_TRS_935_eng.pdf
  3. ^ a b Dati tratti dalla FAOSTAT
  4. ^ Home- International Year of Quinoa 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pulvento C., M. Riccardi, A. Lavini, R. d’Andria, & R. Ragab (2013)., SALTMED Model to Simulate Yield and Dry Matter for Quinoa Crop and Soil Moisture Content Under Different Irrigation Strategies in South Italy. in Irrigation and drainage, DOI:10.1002/ird.1727.
  • Cocozza C., C. Pulvento, A. Lavini, M.Riccardi, R. d’Andria & R. Tognetti (2012)., Effects of increasing salinity stress and decreasing water availability on ecophysiological traits of quinoa (Chenopodium quinoa Willd.). in Journal of agronomy and crop science, DOI:10.1111/jac.12012..
  • Pulvento C, Riccardi M, Lavini A, d'Andria R, Iafelice G, Marconi E, Field Trial Evaluation of Two Chenopodium quinoa Genotypes Grown Under Rain-Fed Conditions in a Typical Mediterranean Environment in South Italy in Journal of Agronomy and Crop Science, vol. 196, nº 6, 2010, pp. 407-411, DOI:10.1111/j.1439-037X.2010.00431.x.
  • Pulvento, C., Riccardi, M., Lavini, A., Iafelice, G., Marconi, E. and d’Andria, R., Yield and Quality Characteristics of Quinoa Grown in Open Field Under Different Saline and Non-Saline Irrigation Regimes in Journal of Agronomy and Crop Science, vol. 198, nº 4, 2012, pp. 254-263, DOI:10.1111/j.1439-037X.2012.00509.x.
  • Gómez-Caravaca, G. Iafelice, A. Lavini, C. Pulvento, M.Caboni, E.Marconi, Phenolic Compounds and Saponins in Quinoa Samples (Chenopodium quinoa Willd.) Grown under Different Saline and Non saline Irrigation Regimens in Journal of Agricultural and Food Chemistry, vol. 60, nº 18, 2012, pp. 4620-4627, DOI:10.1021/jf3002125.
  • Antonio Saltini, I semi della civiltà. Frumento, riso e mais nella storia delle società umane, Bologna 1996 (nuova edizione 2009 Nuova terra antica ISBN 9788896459010)
  • De Santis G, D'Ambrosio T, Rascio A, De Vita P, (2011. Caratterizzazione morfologica e qualitativa di genotipi di quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) in ambiente Mediterraneo. Catania (8º Convegno Aistec-Evoluzione e rilancio della filiera dei cereali.(Raccolta degli Atti: pp.173-177 ISBN 978-88-906680-0-5)
  • D' Ambrosio T, Faleo S, De Santis G, Cuoco L,(2011). Adattabilità della quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) all'ambiente mediterraneo: selezione di genotipi superiori per caratteri qualitativi. Tecnica Molitoria 62 (12): 1220-1229. Chiriotti Editori (ISSN 0040-1862)

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