Triticum monococcum

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Piccolo farro
Epillettes
Monococco
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Sottodivisione Commelinidae
Classe Liliopsida
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Tribù Triticeae
Genere Triticum
Specie T. monococcum
Nomenclatura binomiale
Triticum monococcum
L.
Sinonimi

Piccolo Farro

Nomi comuni

Frumento invernale

Il Triticum monococcum volgarmente denominato piccolo farro e più comunemente conosciuto come monococco, è una pianta della famiglia delle graminacee ed è ritenuto il primo cereale addomesticato dall'uomo intorno al 7500 a.C., in Medio Oriente[1]. Ha un basso tenore di glutine (intorno al 7%), è panificabile, ma lievita poco.

La crescita spontanea nell'ambito della cultura del piccolo farro e dell'Aegilops tauschii ha dato origine, in epoche successive a grani panificabili ad alto tenore di glutine, da cui i frumenti ora coltivati.

Aspetto generale

Il monococco, dal punto di vista nutrizionale, si differenzia dal frumento tenero o da quello duro per l'alto contenuto proteico e per l'elevata quantità di carotenoidi (pigmenti liposolubili come il B-carotene, precursore della vitamina A); tutti hanno un ruolo rilevante nelle funzioni cellulari e sono efficienti agenti antiossidanti.

Valori Nutrizionali Medi
Proteine totali 19.30  %
Ceneri 2.41  %
Carotenoidi 10.40 mg/Kg
Tocoferoli (Vit. E) 94.40 mg/Kg
Microelementi:
Zinco 50.00 mg/Kg
Ferro 41.70 mg/Kg
Manganese 38.00 mg/Kg

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo farro è una pianta a taglia media. Le spighe contengono generalmente un solo chicco. Si tratta di un "grano vestito", a basso rendimento, adatto a suoli pedologicamente poveri e aridi. Il suo ciclo vegetativo è molto lungo e si sviluppa in undici mesi.

Il monococco è un ottimo candidato per la produzione di alimenti ad elevato profilo nutrizionale, molto rustico e ottimo dal punto di vista dell'adattabilità a tecniche colturali a basso impatto ambientale. L'ottima resistenza naturale a malattie e stress, la necessità di bassi livelli di concimazione ed una spiccata adattabilità ad ambienti colturali diversi lo propongono inoltre come un cereale particolarmente adatto ad un'agricoltura biologica. Coltivato in varie parti del mondo ha ottenuto l'Indicazione Geografica Tipica in un'area delle Alpi di Provenza (4 marzo 2005) dove viene attivamente coltivato e commercializzato. In Italia il Triticum monococcum è coltivato in provincia di Brescia, sotto la denominazione di Shebar, e in Piemonte, con il nome di Enkir.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mazoyer et Roudart (2002), p. 105.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Saltini, I semi della civiltà. Frumento, riso e mais nella storia delle società umane, Bologna, 1996, ISBN 978-88-96459-01-0;
  • Andrea Brandolini, Monococco per L'Innovazione Cerealicola ed Alimentare, Milano, 2008, Quaderni della Ricerca, n. 95 - ottobre 2008. Regione Lombardia.
  • F. Nasi/ R. Lazzarotto/ R. Ghisi " Coltivazioni Erbacee", volume unico, Padova, Liviana.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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