Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò 1908

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ASD Paternò 1908
Calcio Football pictogram.svg
Etnei, rossazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Azzurro e Rosso (Strisce).png rosso-azzurro
Simboli Torre normanna con le ceraste ai lati e un pallone da calcio su sfondo rosso e azzurro
Dati societari
Città Paternò
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Eccellenza Sicilia
Fondazione 1908
Rifondazione 1953
Rifondazione 1991
Rifondazione 2004
Rifondazione 2012
Presidente Italia Stefania Amato
Allenatore Italia Antonino Franco Pannitteri
Stadio Stadio Falcone-Borsellino
(4.000 posti)
Sito web www.paterno1908.com
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò 1908[1], più semplicemente Paternò, è una società calcistica di Paternò, fondata nel 2012 sotto l'appellativo di Polisportiva Dilettantistica Comprensorio Normanno[2].

L'Associazione Sportiva Paternò Calcio, antesignana dell'attuale società, è stata protagonista tra il 1999 e il 2002 di una formidabile cavalcata che l'ha portata dall'Eccellenza alla Serie C1.

Il campo di gioco è lo stadio Falcone-Borsellino; i colori sociali sono il rosso e l'azzurro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Non è stata verificata la data del 1908, ma generalmente s'intende questo l'anno in cui si mossero i primi calci nella cittadina etnea.

Una delle prime rappresentative calcistiche di Paternò fu probabilmente la Pro Patria, presieduta dal sig. Eugenio Rapisarda.

Nel primo dopoguerra, una società di nome Ibla Paternòpol iniziò un'intensa attività di amichevoli con le squadre limitrofe, tra cui la Catanese. C'è qualche documento della stagione 1938-1939, quando con l'Ibla partecipava al campionato di Prima Divisione regionale. La squadra, che ebbe come giocatore simbolo il centravanti Tano Messina, disputava le partite interne in dei terreni improvvisati.

Rinominata Società Sportiva Ibla Paternò, i cui colori sociali erano il verde e il nero, sotto la presidenza di Gaetano Marino, al termine della seconda guerra mondiale, militò tra la Prima e la Seconda Divisione.

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950 fu inaugurato lo stadio Salinelle in contrada Fonte Maimonide, all'estrema periferia della città, che sostituì il terreno adibito per gli incontri della squadra che si trovava all'interno della villa Moncada.

Nella stagione 1952-53 la Ibla allestì un organico importante. Fu ingaggiata la quasi totalità della rosa dei giocatori della Polisportiva Riposto, tra cui Dandolo Flumini. Il campionato della squadra fu rovinato da un grave episodio avvenuto nella partita contro la Leonzio, una rissa che vide coinvolti i giocatori delle due squadre[3].

Questo incidente determinò l'esclusione dal campionato dell'Ibla, e il successivo scioglimento della società[3].

Solo nel secondo dopoguerra si organizzò il movimento calcistico paternese con la nascita di diverse associazioni, che nella prima metà degli anni cinquanta disputarono i campionati dilettanti, ed esse erano la Libertas Paternò, la Pro Paternò, la Sabaudia Paternò (poi divenuta Fiamma Paternò) e la Polisportiva Paternò. Queste ultime due società erano legate a partiti politici: la Sabaudia fondata nel 1953, che rappresentava i monarchici, divenne subito Fiamma Paternò, con presidente Luigi Arena e principale sponsor il politico Antonino La Russa del Movimento Sociale Italiano, partì dalla Prima Divisione; la Polisportiva Paternò, fondata nel 1957 come erede dell'Ibla, ebbe il sostegno economico del politico Barbaro Lo Giudice della Democrazia Cristiana, e partì dalla Seconda Divisione[4].

La Fiamma, costretta a sciogliersi per difficoltà economiche, causate dall'amministrazione comunale democristiana che non volle accordarsi sulla gestione del campo[5], cedette il titolo alla nuova società, la Polisportiva, che grazie ad una dirigenza guidata da Giuseppe Gennaro, ebbe una rapida ascesa, che culminò nella prima promozione in Serie D nel campionato 1961-1962.

Alla Polisportiva Giovanni Prevosti terminò la sua carriera di calciatore ed iniziò quella di allenatore nella stagione 1959-60.[6]

La Polisportiva Paternò ricevette per molti anni il sostegno finanziario da parte del famoso uomo d'affari paternese Michelangelo Virgillito, che del club etneo ne fu anche presidente onorario.

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Vinto il Campionato di Promozione, i rossazzurri affrontarono la IV Serie, e per tre volte si fecero soffiare la vittoria del campionato giungendo secondi. La società allestì una buona formazione nel campionato 1963-1964, portando alle falde dell'Etna il giovane palermitano Gaetano Troja, futuro centravanti del Brescia e del Palermo in Serie A. Nonostante Troja avesse messo a segno molte reti, non si andò oltre un quarto posto.

Nella stagione 1964-1965 la squadra riprovò la scalata alla Serie C. Nelle file rossazzurre militavano giocatori come Mario Corti, ex mezzala del Catania in Serie A, ma nonostante i 7 punti di vantaggio sul Savoia di Torre Annunziata dopo 14 giornate, all'interno dello spogliatoio subentrò un dualismo[7] che destinò il Paternò ad un secondo posto: i giocatori, infatti, si schierarono da una parte con l'allenatore Aldo Riva e dall'altra con il giocatore Corti, il quale non fu sostenuto dalla società, venne ceduto ed emigrò in Australia.

L'anno successivo, nel 1965-1966, il Paternò ebbe una delle più forti formazioni della sua storia[7], con Marcello Trevisan in porta (andrà in Serie A col Napoli), difesa con Codraro a destra e Ferrante a sinistra, centrali Palazzo e Ortolani. Il centrocampo vedeva due ali veloci come Schettino a destra e Tedesco a sinistra, con Alberti e Sartori mediani, mentre in avanti De Pierro e Angelo Busetta erano gli attaccanti. Il Paternò condusse un campionato di testa con la Massiminiana al secondo posto ad un punto. A due giornate dalla fine i rossazzurri persero a Scafati, mentre la Massiminiana vinse contro il Marsala: la squadra catanese conseguì così il definitivo sorpasso che si confermò anche nell'ultima giornata.

Due campionati di transizione e poi nella stagione 1968-1969 con il nuovo presidente Buscemi, i rossazzurri disputarono un altro torneo di vertice. Questa volta il testa a testa fu contro i rivali dell'Acqua Pozzillo Acireale. Durante la penultima giornata, il Paternò doveva affrontare fuori casa il Siracusa, che vinse condannando i paternesi alla débacle. Così l'Acireale s'involò solitario al comando battendo in casa il Terranova, vincendo poi l'ultima gara in trasferta a Mazara.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta il Paternò, carente a livello economico, puntava su formazioni ricche di giovani, arrivando al massimo a piazzamenti di metà classifica.

Nella stagione 1972-1973, dopo la defezione di molti giocatori, fu allestita una squadra abbastanza giovane che si classificò al terzo posto a pari punti del Milazzo e della Massiminiana. L'allenatore era Dante Pagni ed il campionato lo vinse il Marsala. Nella stagione 1973-1974, con l'arrivo di Mimmo Pulvirenti, la squadra disputò un buon campionato, vincendo contro il Messina (che vinse il campionato) e valorizzando alcuni giovani facendoli esordire in prima squadra (Salvatore Fazio e Agostino Mobilia).

Nell'anno seguente sulla panchina siede Giorgio Michelotti[8], e alla fine arriva il 14º posto nel girone.

Nella stagione 1976-1977 arrivò la retrocessione, ma il riscatto fu immediato ed i rossazzurri si trovarono nuovamente in Serie D anche grazie alle prodezze di Giovanni Cardella, dei fratelli Salvatore e Luigi Fazio e di Orazio Laudani. Vennero poi altri campionati in chiaroscuro, questa volta con atleti locali.

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta, il Paternò disputò l'Interregionale con alterne fortune. Nel torneo 1985-1986 arrivò la retrocessione in Promozione. Nel 1988-1989 i rossazzurri, sotto la presidenza Mirenna, allestirono una formazione che non seppe competere con Juventina Gela e Acireale.

L'anno successivo la società non stava bene economicamente e mandò così in campo la formazione juniores: arrivò la retrocessione in Promozione e il fallimento della Polisportiva Paternò.

Il calcio rinasce l'anno dopo in Promozione grazie al contributo di un giovane imprenditore locale, Enrico Caponnetto ed il suocero Agostino Garraffo. I rossazzurri approdano nella stagione 1993-1994 in Eccellenza ed è subito derby con il Catania '46, appena radiato. I risultati sono 0-0 al Cibali e 2-1 per il Paternò tra le mura amiche. Dopo un buon girone d'andata, avviene l'ennesima spaccatura nello spogliatoio e le ambizioni di vittoria vengono immediatamente frenate[7].

Qualche anno dopo Caponnetto lascia la mano alla cordata di imprenditori capeggiata da Consolato Papino e Salvatore Puglisi. Per il Paternò c'è comunque ancora solo l'Eccellenza.

Nel 1997-1998 la squadra è sull'orlo del baratro. Il Paternò è in vendita, e i fratelli Marcello, Franco e Maurizio Lo Bue, imprenditori catanesi nel settore degli autotrasporti nel novembre 1997[9] rilevano la squadra, conducendola alla salvezza. L'annata seguente i Lo Bue programmano una stagione di vertice: nel 1998-1999 la squadra arriva al secondo posto con i relativi spareggi, poi persi con due pareggi a favore dell'Orlandina.

Il presidente Marcello Lo Bue ingaggia quindi un tecnico di categoria come Giovanni Campanella, il quale centra al primo colpo la promozione in Serie D, realizzando 76 punti e 80 gol (un record[7]).

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Per il torneo di Serie D 2000-2001, i Lo Bue allestiscono un organico di prim'ordine. Come direttore sportivo viene ingaggiato Francesco Sotera, ex centravanti molto noto negli ambienti calcistici siciliani che vantava anche un'esperienza giovanile nella Roma[10], che a Paternò porta numerosi giocatori d'esperienza. Viene ingaggiato il bomber Cicciogol Francesco Pannitteri, il quale nonostante i 35 anni mette a segno 28 gol. Al bomber si aggiungono Pagana, Marchese, Di Dio, Del Giudice e Del Vecchio, e a dicembre con gli acquisti di Italiano, Sorce e Fimiani si raggiunge la definitiva formazione. La squadra è allenata da Pasquale Marino.

L'inizio del torneo vede uno sprint della Vibonese, alla fine del girone di andata i punti di svantaggio sono 3 (erano stati anche 8). A questo punto c'è la rimonta del Paternò: si centrano otto vittorie consecutive e il sorpasso giunge quando i rossazzurri espugnano Sciacca battendo la squadra di casa. La vittoria finale si concretizza con le vittorie di Milazzo e soprattutto nello scontro diretto con la Vibonese, finito 1-0 rete di Saro Italiano. La squadra chiude il campionato con 80 punti e 79 reti fatte, e l'ultima partita di campionato è stata giocata il 6 maggio in occasione di Paternò-Locri (4-1). Il Paternò primo classificato del girone I viene inserito nel terzo triangolare per la poule scudetto, ma viene eliminato insieme al Martina e sconfitto dalla Palmense (futuro Campione d'Italia Dilettanti). Ma l'attenzione dei tifosi è tutta verso la promozione in Serie C2 per la prima volta nella storia del calcio paternese.

Nel suo primo campionato di quarto livello il Paternò s'insedia nel nuovo impianto: abbandonato il vecchio Salinelle viene inaugurato il nuovo stadio Falcone-Borsellino, che proprio in questa stagione registrerà quasi sempre il "tutto esaurito". A fine torneo la squadra si classifica terza dietro il Martina e l'Igea Virus, giocando i play-off contro il Giugliano. All'andata il Paternò uscì sconfitto per 2-0, ma grazie alla gara di ritorno tra le mura amiche i rossazzurri di Pasquale Marino riuscirono a ribaltare il risultato vincendo per 2-0 (reti di Vincenzo Del Vecchio e Rocco Napoli) e qualificandosi per la finale grazie ad una migliore posizione in classifica.

La finale Foggia-Paternò si chiuse sullo 0-0. Il ritorno al "Falcone-Borsellino" si concluse con lo stesso risultato, per cui ci sono voluti i supplementari per decidere chi avrebbe dovuto accedere in Serie C1, e qui la migliore posizione in classifica dei rossazzurri permise loro l'approdo in Serie C1[11].

Durante la stagione il quotidiano l'Unità pubblicò un'indagine computerizzata per capire quale squadra, a livello europeo, esprimesse il miglior calcio: fu proprio il Paternò allenato da Pasquale Marino la prima compagine in questa speciale classifica[12].

Nell'estate 2002 avviene il cambio della guida tecnica. Marino infatti viene ingaggiato dal Foggia, squadra alla quale il Paternò aveva soffiato la promozione in C1, e al suo posto viene chiamato Ezio Castellucci. Al primo anno di Serie C1 la squadra ottiene risultati poco brillanti, e alla sedicesima la sconfitta interna contro la Fermana costa la panchina a Castellucci, che qualche settimana dopo viene sostituito da Gian Cesare Discepoli. Classificatasi al 14º posto, la squadra disputa i play-out contro L'Aquila, perdendoli. Il Paternò però, seguendo una procedura regolamentare nuova, ottiene dalla Camera di Conciliazione del CONI ed Arbitrato sportivo la riammissione in Serie C1[13].

Nel successivo anno di terzo livello incombe sulla squadra, allenata da Maurizio Pellegrino, una pesante situazione societaria. La squadra rossazzurra è destinata quindi a retrocedere in Serie C2 dopo aver perso i play-out contro la Vis Pesaro. Alla fine del 2003 la famiglia Lo Bue mette in vendita la società[14].

Nell'estate 2004 i rossazzurri non si iscrivono al campionato di Serie C2. La situazione viene risolta dall'intervento degli stessi tifosi, che in collaborazione con un nuovo imprenditore Pietro Orlando e l'amministrazione comunale, fanno ripartire la società dalla Promozione, rilevando il titolo dello Sporting Tremestieri. Vinto il campionato di Promozione, si arriva in Eccellenza ed anche qui è promozione, con il Paternò che ritorna in Serie D.

Dopo la cessione della società, Orlando si mette da parte e subentra un nuovo gruppo imprenditoriale; questo è formato da alcuni imprenditori paternesi. Ma questo passaggio di proprietà dura soltanto un mese, e presto alla società si avvicina l'ingegnere Nello Galati, un dirigente Telecom con la passione per il calcio. Alla guida tecnica della compagine rossoazzurra viene chiamato il paternese Pannitteri. Nel primo campionato di Serie D Pannitteri viene avvicendato da Busetta e la squadra si salva alla penultima giornata.

La stagione successiva parte tra i migliori auspici, la società ingaggia nuovi giocatori tra cui Giuseppe Pagana, Sebastiano Sapienza e Angelo Tasca, mentre la guida tecnica viene affidata a Davide Argenio. L'inizio è negativo, con otto sconfitte di fila, e Argenio viene sostituito da Loreno Cassia.

La squadra si riprende, vince le partite finali del campionato, lasciando i gradini più bassi della classifica e giocandosi le ultime possibilità ai play-out. L'avversario è il Sant'Antonio abate, sconfitto in casa per 1-0; nel ritorno arriva il 90' con il risultato di 0-0, ma proprio nei minuti di recupero gli avversari hanno la meglio condannando il Paternò alla retrocessione in Eccellenza.

Dall'estate del 2008 la società subisce vari cambi di proprietà, che passa da Mario Ciaramella, ad Alfredo Titola ed infine a Maurizio Licciardello. Nella stagione 2009-2010, i rossazzurri partono con buoni auspici guidati nuovamente da Francesco "Ciccio" Pannitteri e cominciano discretamente il campionato. Ma la sconfitta allo stadio Tupparello dell'8 novembre contro l'Acireale (futuri vincitori del girone) segna l'inizio di una lunga serie di risultati negativi. È un periodo nero per la squadra etnea che viene stravolta più volte sia in ambito tecnico che societario. A fine stagione si ritrova in 14ª posizione. Mantiene la categoria dopo aver vinto lo spareggio-salvezza contro il Capo d'Orlando.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2010-2011 il cammino del Paternò è disastroso. Nonostante la panchina sia stata occupata per un certo periodo da Pedro Pablo Pasculli, campione del mondo con l'Argentina nei mondiali di calcio 1986, la società viene estromessa dal campionato di Eccellenza Sicilia alla 28ª giornata dopo quattro rinunce e successivamente radiata a causa della gravosa situazione finanziaria della società, che nel dicembre del 2010 era passata al giovane imprenditore Alessio Virgillito.

Nella stagione 2011-2012 il Paternò riparte dal girone D del campionato di Promozione sotto il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò 2011, nata nell'estate del 2011 dal trasferimento del titolo sportivo dello Sporting Misterbianco di Maurizio Spampinato nella città etnea[15], avvenuto assieme allo staff dirigenziale e tecnico e di alcuni giocatori della squadra di Misterbianco. L'allenatore è Giuseppe "Pino" Zingherino. Da notare l'inossidabile attaccante Alfio Scalia che nonostante i quarant'anni suonati diventa, mettendo a segno diverse reti, il giocatore-simbolo dei rossazzurri nella prima parte di campionato.

Il 15 gennaio 2012, alla diciassettesima giornata si conclude anzitempo il campionato del Paternò, peraltro disastroso. I giocatori non si presentano in campo nell'incontro interno con l'Atletico Gela, fatto che si ripete per la quarta volta, e di conseguenza, in base alle norme federali viene radiato ed escluso dal campionato di Promozione[16].

Nell'estate dello stesso anno, un gruppo di imprenditori locali rileva il titolo dell'Adrano Calcio, che viene trasferito a Paternò, dando vita ad una nuova società, la Polisportiva Dilettantistica Comprensorio Normanno[17].

La squadra, che nella stagione 2012-2013 riparte dal girone I della Serie D, per ragioni federali ha dovuto assumere temporaneamente questo nome, in quanto i comuni di Adrano e Paternò non sono limitrofi, ma è prevista per l'anno successivo, la sua ridenominazione in Sport Club Paternò[18].

La presidentessa Stefania Amato, il direttore sportivo Alfredo Finocchiaro, l'allenatore Giuseppe Strano detto Pippo (ex Adrano ma già sulla panchina paternese tempo prima) e giocatori come Mattia Mastrolilli, Giuseppe Savanarola, Nicola Mandarano, Gaetano Di Mauro, Carmelo Scalia (nuovo capitano) sono solo alcuni dei nuovi personaggi della neonata società.[19]

La nuova avventura della compagine paternese inizia, dopo l'eliminazione fulminea dalla Coppa Italia Serie D, il 2 settembre 2012 a Palazzolo Acreide: 2-3 dei rossazzurri ai padroni di casa; in evidenza la tripletta dell'attaccante sardo Mastrolilli.[20]

Il 3 dicembre, in pieno periodo barbaròto, Savanarola saluta i tifosi in vista del suo imminente trasferimento al Messina[21] con una doppietta al Ribera, nove gol in campionato ed un solare posto per i play-off. Finisce 2-1 tra le "mura amiche" dello stadio Falcone-Borsellino.[22]

La sua cessione però, grava pesantemente sulla squadra che conclude l'anno solare con tre sconfitte consecutive; rispettivamente con: Città di Messina, Comprensorio Montalto e Savoia. Sconfitte che diventano ben quattro dopo il k.o. interno del 6 gennaio 2013 contro il Palazzolo[23]; e dal sogno delle eliminatorie il Comprensorio si avvicina nella zona play-out. Il nuovo anno vede però il ritorno del Mastrogol Lillo dopo il lungo infortunio.

La striscia negativa viene interrotta il 13 gennaio col pareggio esterno con la Vibonese (0-0)[24] e soprattutto con la vittoria di misura del 20 gennaio in casa contro la Gelbison Cilento Vallo grazie alla rete di Lillo.[25]

Il 24 marzo, nella domenica delle Palme, si gioca il derby etneo-acese nonostante le difficoltà di entrambe le società. I ragazzi di Pippo Strano si aggiudicano la vittoria per 3-1, affondando nuovamente un Acireale ad un passo dalla retrocessione.[26]

I grossi problemi societari mettono in serio pericolo la permanenza nella massima serie dilettantistica. Il 28 marzo la trasferta di Noto è a rischio e la società manda la formazione giovanile al "Palatucci" che viene sconfitta 5-0 dai padroni di casa.[27]

Ciononostante, la straordinaria reazione dei calciatori porta la squadra a diversi risultati utili che portano con una giornata d'anticipo il Comprensorio ad una salvezza quasi insperata e ad un possibile quinto posto che significherebbe play-off.

La matematica certezza della permanenza in Serie D arriva il 28 aprile a Paola nel successo esterno 1-2 al "Tarsitano" contro l'altro Comprensorio, il Montalto Uffugo.[28][29]

La domenica seguente si conclude il campionato con l'abbraccio dei tifosi con la vittoria sul Savoia che però non basta per sperare nel salto di categoria: il pareggio tra Vibonese e Città di Messina chiude definitivamente la questione con i vibonesi avanti di un solo punto sui rossazzurri che terminano la stagione al sesto posto.[30]

Nel luglio 2013 però, la società non paga la quota per l'iscrizione in Serie D, così la squadra viene iscritta in Promozione. Sulla panchina ritorna il paternese Franco Pannitteri.

L'11 maggio 2014 dopo una stagione esaltante, vissuta da protagonista occupando stabilmente le posizioni di vertice del campionato di promozione girone C, ottiene con pieno merito il salto di categoria nella finalissima regionale dei play off promozione disputata sul campo neutro dello stadio Vincenzo Presti di Gela opposta all'altra finalista del girone D, il temibile Mussomeli, approdando così nel massimo torneo dilettantistico regionale d'eccellenza. Un'annata da incorniciare per i ragazzi del sodalizio rossoazzurro che appena una settimana prima si erano imposti con una prova di carattere ai danni della pur quotata Sicula Leonzio e accreditata della vittoria finale, in uno spareggio giocato a porte chiuse e in un clima surreale dove la fame di vittoria e la voglia di riscatto avrebbero fatto schiudere di lì a pochi giorni, le porte della categoria superiore.

Nel luglio 2014 la società ottiene il definitivo cambio di denominazione, ottenendo la fusione con l'Athena Club di Paternò (con la possibilità di avere tutte le squadre giovanili dai piccoli amici e scuola calcio alla juniores), per presentarsi così con il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò 1908. Ma l'obiettivo della neonata società è quello di acquisire la gestione dello stadio Salinelle e presentarsi così nel panorama calcistico siciliano, come una delle poche società con lo stadio di proprietà o quanto meno gestito da sé.

Negli ultimi 25 anni questi sono stati i nomi delle società calcistiche di Paternò: Polisportiva Paternò, A.S. Paternò Calcio, A.C.D. Paternò 2004, A.S.D. Paternò 2011, P.D. Comprensorio Normanno, infine il 18 luglio 2014 è stato ratificato il definitivo cambio di denominazione in A.S.D. Paternò 1908

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Paternò 1908
  • 1908 - Viene fondata la Ibla Paternòpol, poi divenuta Società Sportiva Ibla Paternò.

  • 1945-46 - Milita in Seconda Divisione siciliana.
  • 1946-47 - Milita in Seconda Divisione siciliana.
  • 1947-48 - 3º posto nel girone B della Prima Divisione sicula.
  • 1948-49 - Milita in Seconda Divisione siciliana.
  • 1949-50 - Milita in Seconda Divisione siciliana.

  • 1950-51 - 6º posto nella Prima Divisione sicula.
  • 1951-52 - 11º posto nella Prima Divisione sicula.
  • 1952-53 - Partecipa al campionato di Prima Divisione sicula, ma viene esclusa e radiata a seguito di incidenti avvenuti nella gara contro la Leonzio.

  • 1953 - Nasce la Fiamma Paternò.

  • 1953-54: 15ª nella Promozione sicula. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Prima Divisione Sicilia.
  • 1954-55 - Milita in Prima Divisione siciliana.
  • 1955-56 - Milita in Prima Divisione siciliana.
  • 1956-57 - Milita in Prima Divisione siciliana.

  • 1957 - Nasce la Polisportiva Paternò

  • 1957-58 - 2ª nel girone B in Prima Divisione siciliana.
  • 1958-59 - 1ª nel girone B in Prima Divisione siciliana.
  • 1959-60 - 3ª nel girone B della Prima Categoria siciliana.

  • 1960-61 - 4ª nel girone B della Prima Categoria siciliana.
  • 1961-62 - 1ª nel gir B della Prima Categoria siciliana. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie D.
  • 1962-63 - 6ª nel girone F di Serie D.
  • 1963-64 - 7ª nel girone F di Serie D.
  • 1964-65 - 2ª nel girone F di Serie D.
  • 1965-66 - 2ª nel girone F di Serie D.
  • 1966-67 - 4ª nel girone F di Serie D.
  • 1967-68 - 11ª nel girone I di Serie D.
  • 1968-69 - 2ª nel girone I di Serie D.
  • 1969-70 - 6ª nel girone I di Serie D.

  • 1970-71 - 10ª nel girone I di Serie D.
  • 1971-72 - 12ª nel girone I di Serie D.
  • 1972-73 - 5ª nel girone I di Serie D.
  • 1973-74 - 9ª nel girone I di Serie D.
  • 1974-75 - 14ª nel girone I di Serie D.
  • 1975-76 - 15ª nel girone I di Serie D.
  • 1976-77 - 18ª nel girone I di Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocede in Promozione Sicilia.
  • 1977-78 - 1ª nel girone B di Promozione siciliana. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie D.
  • 1978-79 - 5ª nel girone F di Serie D.
  • 1979-80 - 11ª nel girone F di Serie D.

  • 1980-81 - 10ª nel girone F di Serie D.
  • 1981-82 - 13ª nel girone M del Campionato Interregionale.
  • 1982-83 - 7ª nel girone M del Campionato Interregionale.
  • 1983-84 - 13ª nel girone M del Campionato Interregionale.
  • 1984-85 - 14ª nel girone M del Campionato Interregionale. Retrocede in Promozione Sicilia per la peggior classifica avulsa. Ripescata
  • 1985-86 - 14ª nel girone M del Campionato Interregionale. Red Arrow Down.svg Retrocede in Promozione Sicilia per i peggiori scontri diretti con Ragusa, Mazara e Niscemi.
  • 1986-87 - 4ª nel girone B di Promozione siciliana.
  • 1987-88 - 2ª nel girone B di Promozione siciliana. Green Arrow Up.svg Promossa nel Campionato Interregionale.
  • 1988-89 - 7ª nel girone N del Campionato Interregionale.
  • 1989-90 - 18ª nel girone N del Campionato Interregionale. Red Arrow Down.svg Retrocede in Promozione Sicilia.

  • 1990-91 - Esclusa dopo la 4ª Rinuncia.

  • 1991 - Viene rifondata sotto la denominazione di A.S. Paternò Calcio.

  • 1991-92 - 3ª nel girone A di Promozione siciliana.
  • 1992-93 - 1ª nel girone A di Promozione siciliana. Green Arrow Up.svg Promossa in Eccellenza Sicilia.
  • 1993-94 - 5ª nel girone A di Eccellenza siciliana.
  • 1994-95 - 10ª nel girone B di Eccellenza siciliana.
  • 1995-96 - 10ª nel girone B di Eccellenza siciliana.
  • 1996-97 - 5ª nel girone B di Eccellenza siciliana.
  • 1997-98 - 11ª nel girone B di Eccellenza siciliana.
  • 1998-99 - 2ª nel girone B di Eccellenza siciliana. Eliminata dopo i play-off nazionali.
  • 1999-00 - 1ª nel girone B di Eccellenza siciliana. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie D.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-03 - 14ª nel girone B di Serie C1. Ai play-out, retrocede dopo gli spareggi persi contro L'Aquila. Ripescata.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-04 - 16ª nel girone B di Serie C1. Ai play-out, Red Arrow Down.svg retrocede dopo gli spareggi persi contro la Vis Pesaro. Estromessa per irregolarità finanziarie e cancellata dai campionati professionistici.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

  • 2004 - Fondazione dell'A.C.D. Paternò 2004 che riparte dal campionato di Promozione Sicilia dopo aver rilevato il titolo sportivo dell'U.S. Sporting Tremestieri.

Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2007-2008 - 16ª nel girone I della Serie D. Ai play-out, Red Arrow Down.svg retrocede dopo gli spareggi persi contro il Sant'Antonio abate.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.
  • 2008-2009 - 7ª nel girone B dell'Eccellenza siciliana.
  • 2009-2010 - 14ª nel girone B dell'Eccellenza siciliana. Ai play-out, salva dopo aver vinto contro il Capo d'Orlando.

  • 2010-2011 - Esclusa dopo la 4ª rinuncia alla 28ª giornata di campionato.

  • 2011 - Fondazione dell'A.S.D. Paternò 2011 che riparte dal campionato di Promozione Sicilia dopo aver rilevato il titolo sportivo dello Sporting Misterbianco.

  • 2011-2012 - Viene esclusa dal campionato alla 17ª giornata dopo quattro rinunce consecutive.

  • 2012 - Fondazione della Pol. Dil. Comprensorio Normanno che riparte dal campionato di Serie D dopo aver rilevato il titolo sportivo dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Adrano.

Primo turno di Coppa Italia Serie D.

  • 2014 - Cambio di denominazione A.S.D. Paternò 1908

  • 2014-2015 - Partecipa all'Eccellenza Sicilia.
Partecipa alla Coppa Italia Eccellenza

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera di Paternò

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori sociali del Paternò sono il rosso e l'azzurro, come quelli della bandiera cittadina.

Ai tempi dell'Ibla i colori erano il verde e il nero.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo principale del Paternò Calcio è il Castello Normanno, il più importante monumento storico della città.

Castello Normanno

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della società è un simbolo che raffigura uno scudo con colori a strisce verticali rossazzurre con all'interno il gonfalone cittadino simbolo del comune di Paternò ed un pallone da calcio.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Salinelle e Stadio Falcone-Borsellino.

È datata 1950 l'apertura dello storico stadio Salinelle che sostituì il campo di gioco adibito nel giardino Moncada, la villa comunale.

Successivamente l'impianto del quartiere Acquagrassa fu convertito in velodromo e la formazione etnea si stabilì nel nuovo stadio ubicato nella medesima zona.

Attualmente le partite interne del Paternò vengono disputate allo stadio Falcone-Borsellino, inaugurato in occasione della prima storica promozione in Serie C2 della squadra ed intitolato alla illustre memoria dei magistrati siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel decennale della loro tragica scomparsa.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori
Presidenti

....


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del P.D. Comprensorio Normanno.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2000-2001 (Gir. I)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1961-1962 (Gir. B)
1977-1978 (Gir. B), 1992-1993 (Gir. A), 2004-2005 (Gir. B)
1999-2000 (Gir. B), 2005-2006 (Gir. A)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A - - - -
Serie B - - - -
Serie C1 2 2002-2003 2003-2004 2
Lega Pro - - -
Serie D 15 1962-1963 1976-1977 16
Serie C2 1 2001-2002
Serie D 7 1978-1979 2012-2013 14
Campionato Interregionale 7 1981-1982 1989-1990
Campionati regionali
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
IV
Prima Divisione sicula 1 1947-1948
V
Prima Divisione siciliana 2 1950-1951 1951-1952
V
Seconda Divisione sicula 2 1945-1946 1946-1947
V
Prima Categoria Sicilia 3 1959-1960 1961-1962
V
Promozione siciliana 2 1953-1954 1977-1978
V
Eccellenza Sicilia 1 2014-2015
VI
Eccellenza Sicilia 11 1993-1994 2010-2011
VI
Prima Divisione siciliana 5 1954-1955 1958-1959
VI
Seconda Divisione siciliana 2 1948-1949 1949-1950
VI
Promozione Sicilia 3 1986-1987 1990-1991
VII
Promozione Sicilia 5 1991-1992 2013-2014

Media & Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Giornali, Tv, internet[modifica | modifica wikitesto]

Giornali

  • La Gazzetta Rossazzurra
  • La Sicilia
  • La Gazzetta Del Sud
  • Giornale di Sicilia

Tv

  • Antenna Sicilia
  • Ciak Telesud
  • Video Star

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi gruppi paternesi di tifoseria cominciarono a formarsi negli anni cinquanta, quando la loro squadra cominciò ad affermarsi e a disputare i primi tornei nazionali[31].

Il primo gruppo ultras paternese sorse negli anni settanta, chiamato il Clan San Giovanni. Fece seguito nel 1978 il Boys Villetta. Dieci anni più tardi, con lo scioglimento dei due storici gruppi, si formò la Dinastia Normanna, a tutt'oggi esistente e primo gruppo ultras, che siede in curva Sud[31].

Da una costola della Dinastia Normanna, nel 2000 nasce il gruppo denominato Ultras Decisi, nel 2001 il gruppo Rione Quattro Canti e nel 2005 nasce il gruppo Nuove Leve[31][32].

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Tifoserie Gemellate

Amicizie

Tifoserie Rivali

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ / La gazzetta Rossazzurra n.16 del 19 luglio 2014
  2. ^ AA.VV., Annuario delle Società 2012/2013, a cura della Lega Nazionale Dilettanti, 2012, p. 30
  3. ^ a b Dal sito Giarrestory.org
  4. ^ Cfr. E. Costanzo, 1997, p. 17
  5. ^ Cfr. E. Costanzo, 1997, p. 18
  6. ^ Salvatore Baglio, Sei nuovi giocatori nelle file del Paternò in La Sicilia, 17 agosto 1959, p. 4.
  7. ^ a b c d Da un sito degli Ultras Paternò
  8. ^ Almanacco illustrato del calcio 1975, edizioni Panini, pag. 327
  9. ^ Il "patron" Marcello Lo Bue - Giornale di Sicilia, 12 gennaio 2002
  10. ^ Dal sito di Radio Catania
  11. ^ "Finali Play Off C/1 e C/2." - Quotidiano.net, 9 giugno 2002
  12. ^ Il salernitano Provenza sul tetto d'Europa, tvoggisalerno.it, 4 gennaio 2007. URL consultato il 1º aprile 2011.
  13. ^ Dal sito calcioeccellenza.altervista.org
  14. ^ Paternò: crisi Lo Bue: «Via a giugno». Coppa: stasera contro la Torres - La Sicilia, 19 novembre 2003
  15. ^ Paternò 2011 «Obiettivo Eccellenza» - La Sicilia, 28 luglio 2011
  16. ^ Promozione: Il Paternò 2011 ufficialmente escluso dal campionato - Sportdelgolfo.com, 20 gennaio 2012
  17. ^ ADDIO ADRANO CALCIO... NASCE "COMPRENSORIO NORMANNO". - Obbiettivo-adranocalcio.blogspot.it, 2 luglio 2012
  18. ^ Presentata ai tifosi la nuova dirigenza del Paternò - La Gazzetta Rossazzurra, 7 luglio 2012
  19. ^ COMPRENSORIO NORMANNO - TuttoCalciatori.Net - Schede Club, squadre del calcio italiano di serie A, serie B,serie C, serie C1, serie C2 (lega pro) e serie D
  20. ^ Palazzolo-Paternò 2-3: succede tutto tra il 2’ e il 92’… | GolSicilia.it
  21. ^ Acr Messina: ufficiale, arriva Savanarola dal Paternò | GolSicilia.it
  22. ^ Messina sempre più su, show Ragusa sulla Cavese, Savanarola fa sognare il Paternò | GolSicilia.it
  23. ^ Serie D: vincono le messinesi, Palazzolo espugna Paternò, crolla il Ragusa | GolSicilia.it
  24. ^ Serie D: vincono le messinesi ed il Licata, ancora sconfitte per Acireale e Noto | GolSicilia.it
  25. ^ Serie D: non si fermano le messinesi, ritornano al successo Ribera, Paternò e Noto | GolSicilia.it
  26. ^ Serie D: non si fermano le messinesi. Ok anche Palazzolo, Paternò e Noto | GolSicilia.it
  27. ^ Serie D: Noto forza 5, le messinesi non perdono un colpo | GolSicilia.it
  28. ^ Il Messina rimanda la promozione, festeggiano la salvezza Paternò e Ribera | GolSicilia.it
  29. ^ Serie D: Top&Flop della 33ª giornata | GolSicilia.it
  30. ^ Serie D: per il Messina è Lega Pro, Noto e Licata salvi, Palazzolo ai play out | GolSicilia.it
  31. ^ a b c Dal sito ultraspaternesi.altervista.org
  32. ^ Dalla sezione "Tifosi" del sito degli Ultrà del Paternò
  33. ^ a b Dal sito Tifonet.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Costanzo - Anni di gloria. Immagini del calcio a Paternò 1938/1969. - Catania, Le Nove Muse, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]