Michelangelo Virgillito

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Michelangelo Virgillito (Paternò, 1 gennaio 1901Milano, 27 agosto 1977) è stato un imprenditore e filantropo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e l'adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Paternò (CT) da Domenico Virgillito e Provvidenza Bonaccorsi, il giovane Michelangelo visse un'infanzia piuttosto vivace e irrequieta in cui si distinse comunque per ingegno e inventiva.

Nel 1916[1], contro il volere dei genitori, partì per il fronte dove lavorò come operaio nelle retrovie di Caporetto[2].

L'emigrazione a Milano[modifica | modifica wikitesto]

Una volta compiuto il servizio militare, nel 1921 si recò a Milano ed esercitò il commercio di rottami ferrosi e residuati bellici[3]. Nel capoluogo lombardo il 28 giugno 1929, dopo quasi due anni di permanenza, viene dichiarato fallito dal Tribunale di Milano e condannato il 28 giugno 1929 dalla Corte di Appello di Milano a: «un anno, nove mesi e quindici giorni di reclusione per appropriazione indebita, truffa e bancarotta semplice»[4]. Questo "incidente" non impedì comunque a Michelangelo Virgillito di iniziare ad accumulare una discreta fortuna commerciando, a cavallo tra le due guerre, materiali ferrosi e scarti di rottami, che subito reinveste in immobili e cinematografi, dapprima il cinema di via Cimarosa poi nel 1925 costituisce un altro cinema in via Farini, poi nel 1927 inaugura il cinema Principe di viale Bligny a cui seguono il cinema Umbria (1930) e il cinema Susa (1932)[5].

A inizio anni '40, iniziò a investire nella Galleria del Corso acquistandone gran parte. È del 1940 l'acquisto del cinema Corso, a cui seguono nel 1942 i restauri dei sotterranei della galleria[6] (dove si insediano Banco Ambrosiano e La Fondiaria Assicurazioni). Solo successivamente entra in possesso dell'Albergo Hotel Ambasciatori, e del cinema Ariston (anch'essi localizzati nella Galleria del Corso).

Nello stesso periodo entra in possesso di una villa in piazza Ferravilla a Milano, che durante la guerra diventerà sede milanese dell'ente nazista Organizzazione Todt[7].

Alla fine del conflitto mondiale Virgillito ha regalato il complesso a un gruppo di Suore aiutandole poi a realizzare, nel 1952, la “Casa dei Bambini Virgillito di piazza Ferravilla"[8]. Nel novembre del 1949 si impegna in un'altra opera di beneficenza, dona mezzo milione di lire all'Ospedale Maggiore[9].

Le scalate finanziarie[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta si distinse alla Borsa Valori di Milano come uno dei più spericolati rialzisti. Dopo aver tentato senza successo di scalare la Pirelli, ripose le sue attenzioni sull'Assicuratrice Italiana di Carlo Pesenti dove fu fermato dalla clausola di gradimento che gli impedì di essere iscritto al libro soci. Poi con la collaborazione dell'avvocato Antonino La Russa si impadroní della Lanerossi e fra il '55 e il '58 conquistò la Liquigas che poi girò al suo delfino, Raffaele Ursini[10].

Gli ultimi avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Fortemente legato agli ambienti cattolici, Virgillito era considerato "il commendatore più pio d'Italia"[senza fonte]. Il 27 settembre 1961, nel Santuario della Consolazione di Paternò, sua città natale, incoronò la statua della Beata Vergine con un diadema da mezzo miliardo dell'epoca (nove chili e mezzo d'oro con incastonati cinquemila brillanti, dieci zaffiri, sei smeraldi, cinque rubini e un numero imprecisato di altre gemme), la corona fu benedetta da papa Giovanni XXIII il 4 marzo 1959[11] e rappresenta i tre motivi fondamentali della glorificazione della Vergine: Attesa, Accettazione, Glorificazione. Il modo di operare di Virgillito era assolutamente pittoresco: per ogni operazione un voto alla Madonna o ai Santi, per ogni successo un'opera di beneficenza.

In un articolo apparso nel quotidiano catanese La Sicilia il giornalista Tony Zermo riferiva una diceria molto diffusa a Paternò riguardo all’origine dell’immensa ricchezza di Michelangelo Virgillito. Questa deriverebbe dal fatto che egli a Milano avesse preso alloggio presso una ricchissima famiglia di ebrei, la quale, partendo per la deportazione, da cui poi non fece più ritorno, abbia donato a lui tutti i suoi averi. Le opere di bene da lui fatte nel resto della sua vita sarebbero, dunque, una forma di suffragio per le loro anime, oltre che per la sua. Infatti a Paternò egli portò a compimento il santuario della Madonna della Consolazione, di cui i fedeli con le loro offerte erano riusciti soltanto a gettare le fondamenta e sul cui campanile fece collocare un potente faro visibile da tutta la piana di Catania (inaugurato dal morente papa Pio XII). Quindi costruì l’annesso convento donato prima ai domenicani e poi agli orionini, l’opera “Beato Orione”, la Casa del Fanciullo "Papà Domenico", la Casa della Carità "Mamma Provvidenza" e la nuova chiesa di S. Biagio. Donò la corona aurea alla Madonna e fece distribuire mille coperte ai bisognosi e una sciarpa ad ogni donna. Fece demolire e ricostruire ampliata la chiesa di S. Michele e restaurò quasi tutte le altre chiese. Attrezzò la sala operatoria del vecchio ospedale civile “SS. Salvatore” e completò il nuovo ospedale omonimo, dotandolo del necessario arredamento. Donò alla biblioteca comunale “G. B. Nicolosi” l’enciclopedia Treccani con il mobile contenente i vari volumi. Acquistò per il comune un’abbondante sorgente d’acqua potabile nella contrada Raffo e costruí una scuola materna a lui stesso intitolata e il Centro sociale per ciechi, sordomuti e artigiani, che poi ospitò anche una società sportiva. Istituì e finanziò colonie estive di ragazzi paternesi in zone montane della Sicilia (Linguaglossa) e delle Marche (Serra S. Abbondio). E con ciò egli procurò molte occasioni di religiosità, salute, cultura, svago, lavoro, denaro e benessere. Infine dispose la costituzione d’una fondazione per l’assistenza ai poveri di Paternò, per la costruzione di chiese, come quella dello Spirito Santo, e per altre iniziative di bene.

Fuori Paternò, sue opere benefiche si trovano a Ragalna (CT), Milano, Oggiono (LC), Loano (SV), Serra Sant'Abbondio (PU), ecc. E nel piccolo cimitero dell’eremo di Fonte Avellana, in quest’ultimo comune, egli con grande umiltà volle essere sepolto, unico laico in mezzo ai monaci camaldolesi.

Il comune di Paternò ha intitolato una via a sua madre, Provvidenza Bonaccorsi Virgillito, ma nessuna via o piazza allo stesso commendatore benefattore, né tanto meno gli ha fatto erigere un monumento; mentre l’Ospedale Maggiore di Milano ha fatto dipingere da Giuseppe Novello ed esporre in galleria un suo significativo ritratto.

La fondazione Opera Michelangelo Virgillito[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua morte, nel 1977, lasciò l'immenso patrimonio alla Fondazione Virgillito con la finalità di ridistribuirlo ai poveri di Paternò. La Fondazione venne istituita legalmente nel1984[12], la volontà del testatore era quella di costituire un ente che si occupasse della devoluzione delle rendite dei propri beni a favore dei poveri e bisognosi nati o residenti a Paternò e di elargire contributi a favore delle Istituzioni e delle parrocchie e chiese di Paternò. A capo della fondazione vi sono 4 ecclesiastici per la carica ricoperta: il Vescovo della Diocesi di cui fa parte il Comune di Paternò, il Prevosto Parroco della parrocchia di Santa Maria dell'Alto, la chiesa madre di Paternò, il Rettore del santuario della Madonna della Consolazione di Paternò, il Padre Guardiano del convento dei Cappuccini di Paternò; e da quattro laici, due nipoti del testatore e da altri due amministratori. Il 26 ottobre 1992 l'arcivescovo di Catania Luigi Bommarito, fu costretto a dimettersi dal Comitato direttivo e dalla Commissione di revisione dei conti della fondazione Virgillito, dopo aver appreso, da un servizio del programma televisivo Striscia la notizia che Il Teatrino di Largo Corsia dei Servi, un locale milanese di proprietà dell'Ente benefico, rappresentava spettacoli a luci rosse interpretati dalle più famose pornostar[13] tra cui Moana Pozzi e Ilona Staller[14].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmelo Ciccia, Inaugurato il Santuario di Maria SS. della Consolazione offerto da M. Virgillito, in “Tribuna siciliana”, Palermo, luglio 1954, pagg. 3-11 (con fotografia del nuovo santuario).
  • Carmelo Ciccia, Nel cimitero dell’eremo di Fonte Avellana riposano i resti di Michelangelo Virgillito, in “La gazzetta dell’Etna”, Paternò, 3.8.1991 (con fotografia della tomba), e Visita all'eremo di Fonte Avellana, in “Il sodalizio”, Rimini, settembre 1991 (con fotografia dell'eremo).
  • Barbarino Conti, Umili e illustri, penne e pennelli, onorevoli e poverelli, Ibla, Paternò, 1995.
  • Anna Lo Giudice, Dell’altra emigrazione / Paternò. Riflessi e casi di Sicilia, Bulzoni, Roma, 2012.
  • Nino Lombardo, Dai Normanni ai democristiani, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2009.
  • Pippo Virgillito, La nuova chiesa dello Spirito Santo nella zona Ardizzone di Paternò... Occhio vigile ed eterno di Dio, fondazione “Opera Michelangelo Virgillito”, Milano-Paternò, 2000.
  • ”Piano terra / Storia, arte, cultura e commercio / Gli anni ’50 e ’60 del 1900 / Paternò”, TEI, Paternò, 2011/2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito Paternogenius:Michelangelo Virgillito 1901 - 1977; il ricordo del dott. Stefano Bertorello, revisore dei conti della Fondazione Opera Michelangelo Virgillito ». URL consultato l'08-09-2010.
  2. ^ Sito Paternogenius:Michelangelo Virgillito 1901 - 1977; il ricordo del dott. Stefano Bertorello, revisore dei conti della Fondazione Opera Michelangelo Virgillito ». URL consultato l'08-09-2010.
  3. ^ Sito Paternogenius:Michelangelo Virgillito 1901 - 1977; il ricordo del dott. Stefano Bertorello, revisore dei conti della Fondazione Opera Michelangelo Virgillito ». URL consultato l'08-09-2010.
  4. ^ citazione pagina 98 del libro di Ernesto Rossi Borse e Borsaioli, La Terza, Bari, 1961, in cui viene citato e riportato il testo dell'atto
  5. ^ Sito Paternogenius:Michelangelo Virgillito 1901 - 1977; il ricordo del dott. Stefano Bertorello, revisore dei conti della Fondazione Opera Michelangelo Virgillito ». URL consultato l'08-09-2010.
  6. ^ Sito Paternogenius:Michelangelo Virgillito 1901 - 1977; il ricordo del dott. Stefano Bertorello, revisore dei conti della Fondazione Opera Michelangelo Virgillito ». URL consultato l'08-09-2010.
  7. ^ Sito dell'ANPI: Dossier oltre il ponte,il partigiano Pisello pag 187.». URL consultato il 31-05-2010.
  8. ^ Sito della Casa dei Bambini Virgillito». URL consultato il 31-05-2010.
  9. ^ Descrizione dell'opera d'arte "Ritratto di Michelangelo Virgillito" di Novello Giuseppe, recuperata dal sito di Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 26-06-2010.
  10. ^ Articolo tratto dal sito de La Repubblica nella sezione Archivio Storico: «VENT'ANNI IN PIAZZA AFFARI». URL consultato il 30-05-2010.
  11. ^ Documento tratto dal sito del comune di Paternò nella sezione Chiese: «Santuario della Consolazione». URL consultato il 10-07-2010.
  12. ^ Articolo tratto dal sito de La Repubblica nella sezione Archivio Storico: «VENT'ANNI IN PIAZZA AFFARI». URL consultato il 30-05-2010.
  13. ^ Documento tratto dal sito di Mediaset - «Striscia la Notizia 1992/1993 - quinta Edizione - La voce dell'incontinenza». URL consultato il 29-05-2010.
  14. ^ Articolo tratto dal sito del Corriere della Sera nella sezione Archivio Storico: «Opere pie con gli spettacoli di Moana». URL consultato il 29-05-2010.
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