Chiesa della Martorana
Coordinate: 38°06′53.40″N 13°21′46.59″E / 38.114833°N 13.3629417°E
| Concattedrale di Santa Maria dell'Ammiraglio | |
|---|---|
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La Chiesa della Martorana vista da Piazza Bellini |
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| Paese | Italia |
| Regione | Sicilia |
| Località | Palermo |
| Religione | Cristiana di Rito greco-bizantino |
| Diocesi | Eparchia di Piana degli Albanesi |
| Stile architettonico | bizantino |
| Completamento | 1143 |
La Concattedrale di S. Maria dell'Ammiraglio o San Nicolò dei Greci (Klisha e Shën Kollit të Grekët in albanese), comunemente nota semplicemente come Martorana, si affaccia sulla prestigiosa Piazza Bellini di Palermo. Fa parte dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, diocesi di rito greco-bizantino della Chiesa Bizantina in Sicilia.
In merito alla legge r.d. del 15/08/1869 è tra i Monumenti nazionali salvaguardati.
Indice |
[modifica] Storia
Come dimostrato da un diploma greco-arabo del 1143, da un'iscrizione greca all'esterno della facciata meridionale e dalla stessa raffigurazione musiva di dedicazione, la chiesa fu fondata nel 1143 per volere di Giorgio d'Antiochia, il grande ammiraglio siriaco al servizio del re normanno Ruggero II dal 1108 al 1151, nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, motivo per il quale diventò nota come "Santa Maria dell'Ammiraglio" o della "Martorana" (In parallelo, Giorgio l'Antiocheno fece edificare anche il possente "Ponte Ammiraglio" sul fiume Oreto, noto anche per una battaglia dei garibaldini). All'edificio sacro, che nel corso dei secoli è stato più volte distrutto e restaurato, si accede dal campanile: una costruzione a pianta quadrata del XIII secolo, aperta in basso da arcate arcuate a colonne angolari e con tre grandi ordini di grandi bifore.
La chiesa possiede una pianta a croce greca, prolungata con il nartece e l'atrio. Un portale assiale (ancora esistente) da sull'atrio e il nartece, come nelle prime chiese cristiane. Al di là del nartece, l'edificio era sistemato e decorato come una chiesa bizantina a 4 colonne, tranne gli archi a sesto acuto e i pennacchi della cupola che erano di origine islamica. Nel 1193 le case attorno vengono adibite a Convento basiliano per le donne e la chiesa verrà poi ad esso inglobata. Attorno al 1394 avviene la fondazione del convento della Martorana (dal nome dei proprietari) che sarà ceduto ai Benedettini dalla corona d'Aragona e che darà poi il nome alla chiesa. Negli anni 1683-1687, l'abside centrale viene distrutta e sostituita da una nuova abside rettangolare, progettata da Paolo Amato. Nel 1740 Nicolò Palma progetta un nuovo prospetto, secondo il gusto barocco dell'epoca, che si affaccia sulla piazza. Nel 1846 si realizza l'abbassamento del piano della piazza e viene realizzata la scalinata. Nel 1870-1873 Giuseppe Patricolo ne realizza il drastico restauro. Stacca i marmi settecenteschi delle pareti laterali del presbiterio (di cui era prevista la distruzione) e accenna il muro di chiusura originale.
Oggi la chiesa di San Nicolò dei Greci non possiede un vero e proprio territorio parrocchiale, ma è il punto di riferimento per i fedeli di rito bizantino greco residenti nella città di Palermo.
[modifica] Liturgia e riti
| Per approfondire, vedi le voci Rito bizantino e Chiesa cattolica italo-greca. |
[modifica] Itinerario d'arte
Entrati nel primo corpo della costruzione - rifacimento settecentesco con volte affrescate da Olivio Sozzi, Antonio Grano e Guglielmo Borremans - due decorazioni musive sul fronte del corpo originario raffigurano Ruggero II e Giorgio d'Antiochia; solo la testa e le mani di quest'ultimo sono originali dell'epoca. Superato l'ambiente suddetto, si giunge nella chiesa vera e propria. Qui la parte superiore delle pareti e la cupola, al sommo della quale è l'immagine del Cristo Pantocratore, sono interamente rivestite di decorazioni musive di periodo bizantino, le più antiche di tutta la Sicilia e di grande importanza, in connessione con quelle riguardanti Dafne, nell'Attica.
I mosaici della cupola rappresentano al centro il Cristo, poi scendendo si vedono i 4 arcangeli (tre originali più uno apocrifo) e i patriarchi, mentre nelle nicchie sono ospitati i quattro evangelisti e infine, nelle volte, i rimanenti apostoli.
L'abside, distrutta sul finire del Seicento, venne sostituita con l'attuale cappella barocca a tarsie marmoree.
[modifica] Influenza culturale
Nel giugno 1537 Carlo V visitò Palermo. Nel giardino della Chiesa vi erano alberi di aranci ma a luglio non vi sono i frutti. Le monache per far vedere un giardino bello e ben curato, fecero delle arance di pasta di mandorle e le colorarono dando al giardino un effetto più vistoso e bello. Inventarono così i frutti di martorana. Il convento aveva preso nome dalla sua fondatrice, la nobildonna Eloisa Martorana. Da qui l'espressione "frutta di Martorana".
[modifica] Papàs della Chiesa di San Nicolò dei Greci alla Martorana
- Matteo Sciambra (1914-1967), papàs di rito bizantino-greco, docente universitario dedicato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio musicale liturgico bizantino arbëreshë, e Parroco della Chiesa di San Nicolò dei Greci alla Martorana.
- Vito Stassi (1937-2011), papàs di rito bizantino-greco, Protopresbitero-Parroco della Chiesa San Nicolò dei Greci alla Martorana, Archimandrita e Vicario diocesano dell’Eparchia di Piana degli Albanesi.
- Nicola Cuccia (1961), papàs di rito bizantino-greco, parroco della Chiesa di San Nicolò dei Greci alla Martorana.
[modifica] Istituzioni culturali
- Associacione culturale e religiosa «Oriente Cristiano»
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Chiesa della Martorana
[modifica] Collegamenti esterni
- Il Portale Liturgico e Culturale dell'Eparchia di Piana degli Albanesi
- Oriente Cristiano - Il rito italo-bizantino