Callisto (astronomia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Callisto
(Giove IV)
Callisto.jpg
Satellite di Giove
Scoperta 7 gennaio 1610
Scopritori Galileo Galilei
Simon Marius
Classificazione Satellite galileiano
Parametri orbitali
(all'epoca J2000)
Semiasse maggiore 1 882 700 km
Perijovio 1 869 000 km
Apojovio 1 897 000 km
Circonf. orbitale 11 829 000 km
Periodo orbitale 16,6890184 giorni
(16g 16h 32min)
Velocità orbitale
8 143 m/s (min)

8 204 m/s (media)

8 265 m/s (max)
Inclinazione
sull'eclittica
2,02°
Inclinazione rispetto
all'equat. di Giove
2,21°
Eccentricità 0,0074
Dati fisici
Diametro medio 4 820,6 km
Superficie 7,3 × 1013 
Volume 5,9 × 1019 
Massa
1,0759 × 1023 kg
Densità media 1,834 × 103 kg/m³
Acceleraz. di gravità in superficie 1,235 m/s²
(0,126 g)
Velocità di fuga 2 440 m/s
Periodo di rotazione rotazione sincrona
Inclinazione assiale nulla
Temperatura
superficiale
~120 K (−153 °C) (media)
Pressione atm. tracce
Albedo 0,17
Dati osservativi
Magnitudine app.
5,7 (media)

Callisto è uno dei quattro principali satelliti naturali del pianeta Giove (i cosiddetti satelliti galileiani). Si tratta del terzo satellite dell'intero sistema solare per dimensioni, confrontabili con quelle di Mercurio. Il satellite orbita appena all'esterno della cintura di radiazioni di Giove.

Atmosfera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Atmosfera di Callisto.

Callisto ha un'atmosfera molto tenue, composta da anidride carbonica,[1] rilevata attraverso lo spettrometro nel vicino infrarosso a bordo della sonda Galileo. Si stima che sulla superficie sia raggiunta una pressione di 0,75 μPa ed una densità di 4 × 108 cm−3. Poiché un'atmosfera del genere dovrebbe essere perduta dal satellite in circa 4 giorni deve esistere un meccanismo che la reintegra costantemente, probabilmente la sublimazione del ghiaccio di anidride carbonica presente sulla superficie ghiacciata di Callisto,[1] ipotesi compatibile con la formazione delle striature brillanti presenti sulla superficie.

La ionosfera di Callisto è stata rilevata durante i sorvoli ravvicinati della luna effettuati dalla sonda Galileo;[2] gli elevati valori di 7 – 17 × 104 cm−3 misurati per la densità elettronica non possono essere spiegati soltanto dalla fotoionizzazione dell'anidride carbonica presente nell'atmosfera. Di conseguenza, si ritiene attualmente che l'atmosfera di Callisto sia in realtà dominata dall'ossigeno molecolare (presente in quantità 10 − 100 volte superiori rispetto alla CO2).[3] Tuttavia l'ossigeno non è stato ancora direttamente rilevato nell'atmosfera di Callisto. Le osservazioni del telescopio spaziale Hubble pongono un limite superiore alla sua possibile concentrazione basato sulla mancanza della sua rilevazione, ancora compatibile con le misurazioni nella ionosfera.[4] Il Telescopio spaziale è riuscito invece ad individuare ossigeno condensato ed intrappolato sulla superficie della luna.[5]

Superficie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Superficie di Callisto.
Un'immagine di Callisto ripresa dal Voyager 2 alla distanza di 2 318 000 km. I punti brillanti che ne costellano la superficie sono crateri da impatto, un terreno pesantemente craterizzato indica solitamente una superficie planetaria molto antica.

Callisto è il satellite naturale più pesantemente craterizzato del sistema solare. In effetti, i crateri da impatto e i loro anelli concentrici sono la sola struttura presente su Callisto; non vi sono grandi montagne o altre caratteristiche prominenti. Questo dipende probabilmente dalla natura ghiacciata della sua superficie dove i crateri e le montagne più grandi vengono cancellati dallo scorrimento del ghiaccio durante tempi geologici.

La superficie di Callisto è dominata da due enormi crateri: il bacino Valhalla (il più grande) presenta una regione centrale brillante larga 600 km e anelli concentrici che raggiungono i 3 000 km di diametro; il secondo, il bacino Asgard, presenta un diametro esterno di 1 600 km.

Un'altra caratteristica interessante è la Gipul Catena, una lunga serie di crateri da impatto posti su una linea retta lungo la superficie di Callisto. La sua origine è probabilmente da ricondursi alla frammentazione e al successivo impatto di un oggetto che fu distrutto dalle forze di marea mentre passava vicino a Giove (come la Cometa Shoemaker-Levy 9).

Alla crosta del satellite è stata assegnata un'età di circa 4 miliardi di anni, risalente quindi quasi alla formazione del sistema solare.

Attività geologica[modifica | modifica sorgente]

A differenza del vicino Ganimede, che mostra un terreno variegato, Callisto non presenta evidenza di attività simili alla tettonica a placche. Pur trattandosi di due oggetti relativamente simili sembra che Callisto abbia avuto una storia geologica più semplice. Questa differenza è un problema di notevole interesse per la planetologia.

Struttura interna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Struttura interna di Callisto.
La struttura interna di Callisto.

La superficie butterata di Callisto si estende al di sopra di uno strato ghiacciato spesso circa 200 km. Sotto la crosta si trova probabilmente un oceano salato, spesso 10 km.

L'oceano fu scoperto indirettamente attraverso studi del campo magnetico attorno a Giove e ai suoi satelliti più interni. Fu trovato che il campo magnetico di Callisto è variabile in direzione, in risposta alle diverse configurazioni orbitali del satellite rispetto al campo magnetico di Giove. Questo suggerisce che all'interno di Callisto si trovi uno strato di fluido molto conduttivo.

Un altro indizio è che l'emisfero del satellite direttamente opposto al bacino Valhalla non mostra alcuna frattura, a differenza di quanto succede agli antipodi di crateri di simili dimensioni sulla Luna o su Mercurio. Uno strato liquido sarebbe probabilmente in grado di assorbire le onde sismiche prima che esse possano rifocalizzarsi sul punto opposto della crosta planetaria.

Sotto l'oceano Callisto sembra presentare un nucleo particolare, non interamente uniforme, ma stabile. I dati della sonda Galileo suggeriscono che questo nucleo sia composto da roccia e ghiaccio compressi, con una percentuale di roccia crescente all'aumentare della profondità.

Fra i satelliti galileiani è da ricordare che Callisto è caratterizzato dalla densità minore; esso si compone per il 40% di ghiaccio e il 60% di roccia e ferro. Titano e Tritone, due fra i principali satelliti del sistema solare, presentano probabilmente una composizione analoga.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b R. W. Carlson, et al., A Tenuous Carbon Dioxide Atmosphere on Jupiter's Moon Callisto (PDF) in Science, vol. 283, 1999, pp. 820–821, DOI:10.1126/science.283.5403.820, PMID 9933159.
  2. ^ A. J. Kliore, Anabtawi, A; Herrera, R. G.; et al., Ionosphere of Callisto from Galileo radio occultation observations in Journal of Geophysics Research, vol. 107, 2002, p. 1407, DOI:10.1029/2002JA009365.
  3. ^ M. C. Liang, Lane, B. F.; Pappalardo, R. T.; et al., Atmosphere of Callisto (PDF) in Journal of Geophysics Research, vol. 110, 2005, pp. E02003, DOI:10.1029/2004JE002322.
  4. ^ Darrell F. Strobel, Saur, Joachim; Feldman, Paul D.; et.al., Hubble Space Telescope Space Telescope Imaging Spectrograph Search for an Atmosphere on Callisto: a Jovian Unipolar Inductor in The Astrophysical Journal, vol. 581, 2002, pp. L51–L54, DOI:10.1086/345803.
  5. ^ John R. Spencer, Calvin, Wendy M., Condensed O2 on Europa and Callisto (PDF) in The Astronomical Journal, vol. 124, 2002, pp. 3400–3403, DOI:10.1086/344307.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Satelliti naturali di Giove Il sistema di anelli di Giove
Gruppo di Amaltea: MetisAdrasteaAmalteaTebe
Satelliti medicei: IoEuropaGanimedeCallisto
Gruppo di Imalia: LedaImaliaLisiteaElara
Gruppo di Ananke: AnankePrassidiceArpaliceGiocastaEuanteTioneEuporiaS/2003 J 3S/2003 J 18TelsinoeEliceOrtosiaS/2003 J 16ErmippeMnemeS/2003 J 15S/2010 J 2
Gruppo di Carme: ErseS/2003 J 10PasiteaCaldeneArcheIsonoeErinomeCaleEtnaTaigeteS/2003 J 9CarmeS/2003 J 5S/2003 J 19CaliceEuceladeCallicore
Gruppo di Pasifae: EuridomeS/2003 J 23EgemonePasifaeSpondeCilleneMegacliteS/2003 J 4CalliroeSinopeAutonoeAedeCoreS/2010 J 1S/2011 J 2
Altre: TemistoCarpoS/2003 J 12S/2003 J 2S/2000 J 11S/2011 J 1
Stub astronomia.png Questo box:     vedi · disc. · mod.
Sistema solare Portale Sistema solare: accedi alle voci di Wikipedia sugli oggetti del Sistema solare