Pioneer 11

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Pioneer 11
Immagine del veicolo
Pioneer 10 systems diagram.svg
Dati della missione
Proprietario NASA
Fly-by di Giove
Saturno
Esito missione conclusa
in rotta verso la costellazione dell'Aquila
Vettore Atlas/Centaur/TE364-4
Lancio 6 aprile 1973
Potenza 155 Watt
Strumentazione
  • Radiometro ad Infrarossi
  • Telescopio a Raggi X
  • Analizzatore del plasma
  • Altro...
Programma Pioneer
Missione precedente Missione successiva
Pioneer 10 Pioneer 12

Il Pioneer 11 fu la seconda missione spaziale, dopo il Pioneer 10, a raggiungere Giove e la prima ad esplorare Saturno e i suoi anelli. Pioneer 11 (anche chiamato Pioneer G) utilizzò la massa di Giove per avere una spinta gravitazionale verso Saturno. Le comunicazioni con la sonda sono interrotte dal 30 novembre 1995 a causa della grande distanza della sonda dalla Terra e dell'energia sempre minore prodotta dal sistema di alimentazione.

Gli anelli di Saturno visti da Pioneer 11.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È lunga 2,9 m ed ha un'antenna del diametro di 2,74 m che è stata utilizzata per comunicare con la Terra grazie all'ausilio del Deep Space Network.

Nella sonda sono presenti due generatori termoelettrici a radioisotopi che generavano 155 W di potenza elettrica al decollo e 140 al momento del flyby di Giove. La sonda necessitava di 100 watt per alimentare tutti i sistemi.

Grazie a tre sensori denominati "tracciatori di stelle" (star-tracker), dei quali uno aveva come riferimento Canopus e due il Sole, era possibile determinare l'orientamento della sonda. Tale orientamento poteva essere modificato tramite l'azionamento di sei propulsori, di cui due controllavano la velocità di rotazione, due la spinta in avanti e due l'altitudine.

Strumenti scientifici[modifica | modifica wikitesto]

I suoi strumenti scientifici studiavano i campi magnetici planetari e interplanetari, le proprietà del vento solare, i raggi cosmici, la distribuzione, composizione, massa e velocità della polvere cosmica, le atmosfere e le superfici dei pianeti e dei satelliti.

La piastra (Placca del Pioneer) presente sui Pioneer 10 e 11

La placca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Placca del Pioneer.

Come la sua nave-sorella Pioneer 10, anche Pioneer 11 porta una placca dorata con dei messaggi indirizzati a una intelligenza aliena. Sono riportate informazioni sulla costruzione della sonda stessa, e disegni schematizzati di un uomo e una donna, e la posizione della Terra rispetto al Sole e del Sole nella Galassia.

La missione[modifica | modifica wikitesto]

La sonda fu lanciata dal John F. Kennedy Space Center di Cape Canaveral il 6 aprile 1973. Il 4 dicembre 1974, il Pioneer 11 transitò a 34000 km da Giove. Il 1º settembre 1979 raggiunse Saturno passando a soli 21000 km (a quel tempo Voyager 1 e Voyager 2 avevano già passato Giove ed erano diretti verso Saturno).

Sin dal febbraio 1985 il funzionamento della sonda è stato subordinato all'uso del generatore principale e di quello di riserva, per colpa di lievi malfunzionamenti del primo. Le attrezzature scientifiche hanno funzionato fino al 30 settembre 1995, data di completamento della missione, dovuto al fatto che l'energia non era sufficiente per nessun altro esperimento.

Il Pioneer 11 si trovava a una distanza di 44,7 UA dal Sole ad una latitudine quasi asintotica di 17,4 gradi sopra il piano equatoriale del Sole, e con una velocità di ~2,4 UA/anno, pari a 11,6 km/s.

Stato attuale[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento della Terra ha disallineato il pianeta con l'antenna della sonda; poiché non è possibile riportare indietro la Pioneer, né farle cambiare direzione, non si conosce l'attuale stato delle apparecchiature e non si sa se stia ancora trasmettendo un segnale. La sonda è diretta verso la costellazione dell'Aquila, a nordovest del Sagittario.

Il 22 dicembre 2009 la sonda era alla distanza di 79.954 UA e si sta allontanando dalla Terra alla velocità di 2,415 UA all'anno. La sua velocità è pari a 11,449 km/s.

La Pioneer 11 passerà non lontano dal sistema di una delle stelle dell'Aquila in circa 4 milioni di anni.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Programma Pioneer
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