Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Podosfairiki Anonymi Etaireia Athlitiki Enosis Konstantinoupoleos (gr. Ποδοσφαιρική Ανώνυμη Εταιρεία Αθλητική Ένωση Κωνσταντινουπόλεως, Unione Sportiva di Costantinopoli), è una società polisportiva greca di Atene, altrimenti internazionalmente conosciuta come AEK o, impropriamente, AEK Atene. Il club è preminentemente noto per le sezioni di pallacanestro (AEK Atene BC) e calcio: quest'ultima, dopo aver sempre militato sin dalla fondazione nella massima divisione del campionato greco, nel 2013 è retrocessa per la prima volta nella sua storia.
Fondato il 13 aprile 1924, insieme a Olympiakos e Panathinaikos, l'AEK è una delle squadre più vincenti in Grecia, avendo conquistato 11 campionati greci, 14 Coppe di Grecia, 2 Supercoppe di Grecia e 1 Coppa di Lega greca. Tuttavia l'ultimo successo in campionato risale al 1994 mentre l'ultimo trofeo vinto dalla squadra è la Coppa di Grecia del 2011. Nelle competizioni europee ha raggiunto la semifinale di Coppa UEFA nella stagione 1976-1977. Le rivalità maggiori sono quelle con Panathinaikos e Olympiakos.
Nei primi anni del XX secolo, la numerosa popolazione greca presente a Costantinopoli (attuale Istanbul), non minore rispetto a quella di altre città ottomane, continuava la propria tradizione con la fondazione di diverse associazioni sportive in terra turca, al fine di promuovere gli ideali culturali e sportivi della cultura ellenica. Durante e dopo la Guerra greco-turca degli anni 1919-1922, molti greci fuggirono dalla Turchia, rifugiandosi perlopiù ad Atene e a Salonicco.
Il 13 aprile 1924, un gruppo di rifugiati provenienti da Costantinopoli si ritrovò al negozio di articoli sportivi di Emilios e Menelaos Ionas, situato in via Veranzerou, nel centro di Atene, e fondò l'AEK. I soci crearono il club con il proposito di dare un luogo di ritrovo dove esercitare lo sport e lo studio alle centinaia di immigrati (precipuamente da Costantinopoli e dall'Anatolia) stabilitisi nei sobborghi di Atene (Nea Filadelfia, Nea Ionia, Nea Chalkidona, Nea Smyrni). Il primo incontro calcistico, contro l'Aias Athinon, venne vinto per 2-0 dall'AEK.
La popolarità della neonata squadra di calcio crebbe velocemente negli anni venti, oscurando quella di altri club fondati da immigrati greci provenienti dall'Asia Minore (attualmente Turchia) (Panionios, Apollon Smirne). Non possedendo un campo, l'AEK giocava le sue partite in diversi impianti intorno ad Atene. Il primo presidente della società, Konstantinos Spanoudis (1871-1941), un giornalista vicino all'allora Primo Ministro greco Eleftherios Venizelos, fece una petizione al governo affinché mettesse a disposizione un terreno atto alla costruzione di un nuovo stadio. Nel 1926 venne donato al club un terreno, un tempo destinato ad ospitare rifugiati, nei pressi di Nea Filadelfia. I membri dell'AEK iniziarono ad utilizzare quel terreno per gli allenamenti e già nel 1930 la proprietà passò al club. Venizelos approvò presto un progetto per la costruzione di quello che sarebbe stato l'impianto casalingo dell'AEK per oltre 70 anni, lo Stadio Nikos Goumas. La prima gara giocata nel nuovo stadio, nel novembre 1930, fu un'amichevole contro l'Olympiakos terminata 2-2.
Nel 1928 Panathinaikos, Olympiakos e AEK avevano intrapreso una disputa con la Federazione calcistica greca (nata nel 1926), decidendo di ritirarsi dal campionato regionale ateniese[1] e di formare un'alleanza detta POK (acronimo di Podosfairikes-Omades-Kentrou). Durante il periodo della controversia, la POK organizzava amichevoli tra le squadre a essa aderenti e diverse squadre europee. Nel 1929 comunque la disputa si risolse con il ritorno dell'AEK, e delle altre squadre del POK, nella Federcalcio greca e la nascita del campionato nazionale.
Nel 1932 l'AEK vinse la sua prima Coppa di Grecia, sconfiggendo l'Aris Salonicco per 5-3 nella finale. Alcune stelle della squadra erano Kostas Negrepontis, Kleanthis Maropoulos, Tryfon Tzanetis, Michalis Delavinias, Giorgos Mageiras e Spyros Sklavounos. I successi degli anni trenta giunsero al culmine con il campionato greco vinto e il contemporaneo primo double campionato-coppa del 1939.
Sotto la guida dell'allenatore Kostas Negrepontis, ex giocatore del club, l'AEK vinse nuovamente il campionato greco nel 1940. Sotto la guida dell'inglese Jack Bimby, il gruppo dell'AEK, formato da giocatori esperti come Maropoulos, Tzanetis, Delavinias e Mageiras, uniti a giovani come Kostas Poulis, Giorgos Goulios, e Pavlos Emmanoualidis, conquistò la Coppa di Grecia negli anni 1949 e 1950, battendo rispettivamente il Panathinaikos per 2-1 e l'Aris per 4-0.
L'AEK vinse anche il campionato regionale ateniese del 1950; tuttavia i playoff per il titolo panellenico non vennero disputati dal momento che molti giocatori erano impegnati in un ritiro di lunga durata con la Nazionale greca.
I primi anni cinquanta videro la nascita di un'altra generazione di ottimi giocatori come Giannis Kanakis, Andreas Stamatiadis ed il portiere Stelios Serafeidis, i quali, insieme ai già citati Poulis ed Emmanoualidis, nel 1956 portarono l'AEK ad un'altra vittoria della coppa nazionale, ottenuta battendo l'Olympiakos 2-1 in finale. Il 1957 fu l'anno del debutto di uno dei più grandi attaccanti greci dell'epoca, Kostas Nestoridis. Giunto all'AEK (proveniente dal Panionios) nel 1956, Nestoridis fu costretto a saltare tutta la stagione 1956 a causa di una disputa tra i due club, relativa al suo trasferimento. Nel 1958 e nel 1959 vinse il titolo di capocannoniere del campionato, anche se ciò non fu sufficiente per dare all'AEK alcun titolo.
Con Kostas Nestoridis centravanti fisso della squadra anche nei primi anni sessanta (miglior cannoniere del campionato dal 1958 al 1963), e con il perfetto acquisto, nel 1962, di un'altra punta, Dimitrios Papaioannou (che diventerà recordman di presenze e reti nel club), l'AEK tornò alla vittoria in campionato nella stagione 1962-1963.
Noto con il diminutivo di "Mimis", Papaioannou fu l'autore delle due reti che, nella gara di spareggio contro il Panathinaikos, valida per il titolo, portarono il risultato sul 3-3. L'AEK conquistò così il suo primo campionato del dopoguerra grazie alla miglior media realizzativa. Guidata dall'ungherese Jenő Csaknady, la squadra campione poteva contare sui veterani Nestoridis, Serafeidis e Stamatiadis, ma anche su Alekos Sofianidis, Stelios Skevofilakas, Giorgios Petridis, Manolis Kanellopoulos, e Miltos Papapostolou.
A questo titolo di campionato si aggiunsero, negli anni subito successivi (1964 e 1966), due vittorie nella Coppa nazionale. Con il ritorno di Csaknady sulla panchina della squadra nel 1968, e con alcuni ottimi giocatori come Kostas Nikolaidis, Giorgos Karafeskos, Panagiotis Ventouris, Fotis Balopoulos, Spyros Pomonis, Alekos Iordanou, Nikos Stathopoulos e Andreas Papaemmanouil, l'AEK vinse nuovamente il campionato, dopo soli cinque anni e con relativa facilità, diventando, l'anno successivo, la prima squadra ellenica in grado di raggiungere i quarti di finale della Coppa dei Campioni.
Gli arrivi del portiere Stelios Konstantinidis e di Apostolos Toskas rinforzarono la squadra, che poté così vincere nuovamente il campionato, quinto della sua storia, nel 1971. Nello stesso anno l'AEK conquistò anche il trofeo non ufficiale della supercoppa, battendo 4-2 ai rigori l'Olympiakos dopo che l'andata al Pireo era terminata 2-2 e il ritorno a Nea Filadelfia (in casa dell'AEK), 1-1.
Nel 1974 Loukas Barlos prese la presidenza della società e, con l'aiuto del tecnico cecoslovacco Frantisek Fadrhonc, costruì una delle migliori squadre nella storia dell'AEK. Il "periodo d'oro" sotto la gestione Barlos vide l'arrivo di alcuni giocatori ritenuti tra i migliori ad aver vestito la maglia giallo-nera. Christos Ardizoglou, Giorgos Dedes, Giorgios Skrekis, i tedeschi Walter Wagner e Timo Zahnleiter, Dionysis Tsamis, Pantelis Nikolaou, Petros Ravousis, il serbo Dušan Bajević, Takis Nikoloudis, Stefanos Theodoridis, Christos Itzoglou e Nikos Christidis, furono alcuni giocatori che contribuirono a rendere la squadra una delle migliori dell'epoca anche in campo europeo.
Capitanato de Mimis Papaioannou, l'AEK della stagione 1976-1977 raggiunse le semifinali di Coppa UEFA, prima squadra greca a riuscirvi. Dopo aver sconfitto la Dinamo Mosca (Unione Sovietica) 2-0, il Derby County (Inghilterra) 2-0 e 3-2, la Stella Rossa (Jugoslavia) 2-0, e il Queens Park Rangers (Inghilterra) 3-0 e 7-6 ai rigori, l'AEK dovette arrendersi in semifinale alla Juventus, squadra che allora dominava in Italia. La Juventus vinse poi quella coppa, primo trofeo europeo della sua storia.
Fu proprio a metà degli anni settanta che l'AEK mise sotto contratto uno dei migliori attaccanti greci, Thomas Mavros. Parte della squadra che aveva raggiunto le semifinali di Coppa UEFA nel 1976, esplose in modo definitivo negli anni successivi: aggiudicandosi il titolo di miglior realizzatore del campionato nel 1978 e nel 1979 – 22 e 31 reti rispettivamente – diede un contributo decisivo agli ateniesi, che centrarono nel 1978 il double campionato-coppa. L'arrivo dal Panathinaikos di Dimitris Domazos e di Kostas Eleutherakis permise all'AEK di chiudere il decennio più vincente della sua storia con un altro campionato vinto nel 1979.
Con alla presidenza Loukas Barlos, lo Stadio Nikos Goumas venne finalmente completato con l'aggiunta della "tribuna coperta", in greco Skepasti (Σκεπαστή), attuale sede del principale gruppo di tifosi dell'AEK, l'"Original 21". Una nuova generazione di campioni, provenienti dalle giovanili della squadra, fece il suo debutto in questo periodo – ricordiamo Stelios Manolas, Spyros Ekonomopoulos, Vangelis Vlachos e Lysandros Georgamlis.
Con l'arrivo del nuovo presidente Michalis Arkadis e dell'allenatore austriaco Helmut Senekowitsch, l'AEK vinse la Coppa di Grecia 1983, battendo il PAOK Salonicco per 2-0 nello stadio Olimpico di Atene, appena inaugurato. Thomas Mavros e lo storico capitano Vangelis Vlachos furono i marcatori.
Nello stesso periodo la società dava la caccia allo sfuggente titolo nazionale: lo riconquistò dopo dieci anni di digiuno, nella stagione 1988-1989. Guidato dall'ex giocatore Dušan Bajević, l'AEK poté finalmente rimettere le mani sul titolo dopo il big match all'Olimpico di Atene contro i diretti rivali dell'Olympiakos: Takis Karagiozopoulos fu l'autore della rete che risolse la partita a favore dei giallo-neri (1-0). Nello stesso anno arrivò pure la vittoria nella Supercoppa di Grecia – vinta ai rigori contro il Panathinaikos, dopo che i 120' regolamentari avevano visto le due squadre impattare sull'1-1.
Dopo le due vittorie con Bajević, l'AEK fu in grado di costruire un'altra squadra vincente, una delle migliori della sua storia. Con Stelios Manolas alla guida, il club ateniese, che vantava in rosa giocatori come Toni Savevski, Daniel Batista, Vaios Karagiannis, Vasilis Dimitriadis, Giorgos Savvidis, Alekos Alexandris e Refik Šabanadžović, dominò il calcio greco dei primi anni novanta con tre titoli nazionali consecutivi (1991-1992, 1992-1993 e 1993-1994) e una Coppa di Grecia (1990, sconfitto in finale l'Olympiakos per 3-2).
Nella stagione 1994-1995 l'AEK, battendo gli scozzesi del Rangers nel preliminare, divenne la prima squadra ellenica a prendere parte alla fase a gironi della Champions League; venne così inserita nel gruppo D con Ajax, Milan e Austria Salisburgo. I due soli punti conquistati in sei incontri non permisero ai greci di passare il turno: a qualificarsi per i quarti furono invece Ajax e Milan, le due squadre che avrebbero raggiunto la finale (vinta poi dall'Ajax). Con Michalis Trochanas alla presidenza e Dušan Bajević in panchina, l'AEK vinse la Coppa nazionale nel 1996.
Al termine della stagione 1995-1996 Dušan Bajević lasciò la panchina dei giallo-neri per accasarsi ai rivali dell'Olympiakos; Petros Ravousis ne prese il posto, portando la squadra alla vittoria della sua seconda Supercoppa greca (agosto 1996), ottenuta ancora ai rigori contro il Panathinaikos. Nel 1997 lo stesso Ravousis guidò l'AEK all'undicesima Coppa di Grecia, ottenuta nuovamente ai rigori contro il Panathinaikos.
L'inizio degli anni novanta, il periodo più ricco di sempre quanto a trofei, vide l'arrivo in squadra di nuovi talenti come Demis Nikolaidis, Christos Kostis, Vassilis Tsiartas, Christos Maladenis, Andreas Zikos e Michalis Kasapis. Demis Nikolaidis, in particolare, declinò offerte economicamente più vantaggiose da parte di Olympiakos e Panathinaikos, preferendo firmare per il club di cui era tifoso sin dall'infanzia. Divenne un idolo della tifoseria, anche grazie ai suoi 125 gol per i giallo-neri. Nelle stagioni 1996-1997 e 1997-1998 l'AEK raggiunse i quarti di finale della Coppa delle Coppe.
Nel 1999, proprio al culmine dei bombardamenti NATO sulla Serbia, l'ex presidente del club Dimitris Melissanidis organizzò un'amichevole con il Partizan, a Belgrado. Come gesto di compassione e solidarietà verso il popolo serbo, i giocatori e lo staff dell'AEK rifiutarono di obbedire all'embargo NATO e si recarono a Belgrado per giocare l'incontro. La gara si chiuse sul punteggio di 1-1 e dopo soli 60 minuti di gioco, dal momento che centinaia di tifosi serbi infasero pacificamente il terreno di gioco per abbracciare i giocatori.
L'AEK vinse la sua dodicesima Coppa nazionale nel 2000, sotto la guida dell'allenatore Giannis Pathiakakis. Nella finale venne battuto lo Ionikos per 3-0 con reti di Demis Nikolaidis, Milen Petkov e Christos Maladenis. Il comitato per il fair play della FIFA assegnò poi un premio allo stesso Nikolaidis, dal momento che aveva ammesso davanti all'arbitro che una rete da lui segnata era stata realizzata di mano.
La squadra continuò la serie di ottimi successi terminando il campionato greco 2001-2002 in prima posizione, a pari punti con l'Olympiakos; tuttavia il club del Pireo poté festeggiare grazie alla miglior differenza reti, impedendo all'AEK di vincere il dodicesimo titolo. Gli ateniesi, comunque, riuscirono ad avere una piccola rivincita battendo l'Olympiakos nella finale di Coppa di Grecia e vincendo il tredicesimo trofeo.
Nonostante i successi sul campo, il periodo successivo viene ricordato per il ritorno in panchina di Dušan Bajević nell'estate 2002, un trasferimento non molto apprezzato da una parte della tifoseria giallo-nera. Sotto la guida di Bajević, l'AEK raggiunse la fase a gironi della Champions League 2002-2003 eliminando i ciprioti dell'APOEL FC. Inserito nel Gruppo A insieme a Roma, Real Madrid, e Genk, l'AEK fu autore di una buona prestazione, senza mai perdere (pareggiò infatti in tutte e sei le partite): con soli sei punti, però, non riuscì a superare il turno.
Gli arrivi di Nikos Liberopoulos e del cipriota Ioannis Okkas sembrarono ridare al club la possibilità di competere a buoni livelli a dispetto dei problemi economici via via più gravi. Le modeste prestazioni fornite sul campo, però, furono inferiori ai problemi sorti fuori dal campo di gioco. Nel 2004, dopo una discussione con il presidente del club Chrysostomos Psomiadis, il capitano Demis Nikolaidis venne lasciato libero di andarsene: si accasò in Spagna, all'Atlético Madrid. Nello stesso anno anche l'allenatore Bajević, contestato dai tifosi, preferì andarsene rescindendo il contratto dopo una partita con l'Iraklis.
Nell'estate di quell'anno l'AEK fu costretto a vendere o a svincolare diversi giocatori: ad andarsene furono Vassilis Borbokis, Grigorios Georgatos, Theodoros Zagorakis, Michalis Kapsis, Michalis Kasapis, Michel Kreek, Vassilis Lakis, Vassilis Tsiartas e Ioannis Okkas; rimasero invece Kostas Katsouranis, fresco campione d'Europa, e Nikos Liberopoulos. Persi i migliori giocatori, e ormai sull'orlo della bancarotta, la squadra ateniese doveva evitare la retrocessione nelle leghe inferiori.
2004 - 2008: Presidenza Demis Nikolaidis & l'arrivo di Rivaldo [modifica]
Nel 2004 la società venne acquistato da una cordata di uomini d'affari con a capo Demis Nikolaidis, che pochi anni prima aveva ricoperto il ruolo di attaccante per la squadra ateniese. La nuova presidenza si impegnò a pagare i debiti e permise all'AEK di assicurarsi nuovamente l'iscrizione alla prima divisione. In panchina ritornò Fernando Santos, mentre nuovo direttore tecnico divenne Ilija Ivić.
La stagione 2004-2005 si chiuse al terzo posto; in quella successiva la squadra giallo-nera si classificò al secondo posto in campionato, raggiungendo al contempo la finale della Coppa nazionale, persa però contro l'Olympiakos per 3-0.
L'annata 2006-2007 fu caratterizzata dall'arrivo del nuovo allenatore Llorenç Serra Ferrer, proveniente dal Real Betis di Siviglia: guidato dal tecnico spagnolo, l'AEK concluse nuovamente al secondo posto il campionato di massima divisione, la neonata Super League. In campo europeo prese parte alla Champions League, riuscendo a qualificarsi per la fase a gironi dopo aver superato il Heart of Midlothian nel terzo turno preliminare. La fase a gironi si concluse con un terzo posto dietro Milan e Lille, piazzamento valido solo per il ripescaggio nei sedicesimi di finale della Coppa UEFA: qui la squadra venne definitivamente eliminata dall'Europa per mano del Paris Saint-Germain.
Per la stagione 2007-2008 la società si assicurò il trasferimento di giocatori come Rivaldo, Ismael Blanco e Rodolfo Arruabarrena. In campionato la squadra raggiunse il secondo posto per la terza volta consecutiva, e sempre dietro all'Olympiakos, mentre il contemporaneo cammino in Europa, dopo l'eliminazione al terzo turno preliminare di Champions League, continuò in Coppa UEFA fino all'eliminazione nei sedicesimi di finale dopo la doppia sfida con il Getafe.
2008 - Coppa di Grecia [modifica]
Nell'estate 2010 c'e' il ritorno di alcuni giocatori importanti come l'ex-romanista Traianos Dellas e Nikos Liberopoulos e del tecnico Manolo Jiménez, insieme anche al roccioso centrocampista Pantelis Kafes' l'Aek Atene nelle stagione 2010-2011 vince la sua 14 Coppa di Grecia. Il 6 Ottobre 2011, Nikos Kostenoglou è tornato all'AEK Atene per un secondo mandato da manager. La società l'ha nominato come suo nuovo allenatore, rimpiazzando Manolo Jiménez.[2] Ha stipulato un contratto di due anni con la squadra.
Evoluzione della divisa [modifica]
Colori e stemma [modifica]
Lo stemma dell'AEK rappresenta un'aquila bicipite (Δικέφαλος Αετός - Dikefalos Aetos) su uno sfondo giallo. Quando l'AEK fu fondata dai rifugiati da Costantinopoli e dall'Anatolia, negli anni seguenti la Guerra Greco-Turca e lo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia, l'emblema e i colori furono scelti per ricordare la patria: esso rappresenta infatti la bandiera dell'impero bizantino sotto la dinastia dei Paleologi (1259-1453), di cui l'ultimo imperatore bizantino Costantino XI Paleologo (1449-1453) che era morto difendendo Costantinopoli, fu il simbolo del risorgimento greco contro gli ottomani.
Organico 2012-2013 [modifica]
Giocatori celebri [modifica]
Allenatori celebri [modifica]
- 1938-1939, 1939-1940, 1962-1963, 1967-1968, 1970-1971, 1977-1978, 1978-1979, 1988-1989, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994
- 1931-1932, 1938-1939, 1948-1949, 1949-1950, 1955-1956, 1963-1964, 1965-1966, 1977-1978, 1982-1983, 1995-1996, 1996-1997, 1999-2000, 2001-2002, 2010-2011
- 1971 (non ufficiale), 1989, 1996
- 1989-1990
- 1940, 1946, 1947, 1950
- Dati aggiornati al 22 febbraio 2008.[8]
- ^ All'epoca infatti non esisteva ancora un campionato nazionale greco, e i tornei venivano organizzati solo su scala regionale. Il torneo più importante era quello della regione di Atene, l'Attica.
- ^ Announcement. AEK F.C.. URL consultato in data 6 ottobre 2011.
- ^ AEK 2006 home jersey
- ^ AEK 2007 home jersey
- ^ AEK 2007 away jersey
- ^ AEK 2007 3rd jersey
- ^ Ancora in attività.
- ^ Profilo della squadra su Uefa.com
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]