Encefalomielite acuta disseminata
| Encefalomielite acuta disseminata | |
|---|---|
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 323.61 |
| ICD-10 | (EN) G04.0 |
| Sinonimi | |
| EAD ADEM |
|
La locuzione encefalomielite acuta disseminata (EAD o ADEM dall'inglese acute disseminated encephalomyelitis) identifica un quadro sindromico a decorso monofasico, ad eziologia autoimmune,[1][2][3] caratterizzato da un processo infiammatorio e demielizzante[4][5] che investe il sistema nervoso centrale e talora il sistema nervoso periferico.
Indice |
[modifica] Epidemiologia
L'encefalomielite acuta disseminata colpisce prevalentemente bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni.[6][7][8] L'incidenza resta tuttavia bassa, attestata intorno agli 8 casi per milione di abitanti.[9] La mortalità è piuttosto alta, intorno al 5%, benché in circa il 70-90% dei casi permangono esiti quali ritardo nello sviluppo psicomotorio o sviluppo di crisi epilettiche.[10]
[modifica] Eziologia e patogenesi
Tradizionalmente, con riferimento all'eziopatogenesi, viene distinta un'encefalomielite acuta disseminata post-vaccinica e un'encefalomielite acuta disseminata post-infettiva.
[modifica] Encefalomielite acuta disseminata post-vaccinica
Storicamente, vaccini come il vaccino di Semple per il vaiolo e il vecchio vaccino per la rabbia (il nuovo non è gravato da questo effetto collaterale), furono i primi ad essere ipoteticamente connessi con lo sviluppo di EAD.
Attualmente sono state riportate solo sporadiche osservazioni, di eccezionale rarità, di EAD in seguito a vaccinazioni.[9][11][12][13][14][15][16][17][18][19][20]
Il ruolo delle vaccinazione nello sviluppo dell'EAD non è ancora chiarito. Tuttavia è possibile che il sistema immune, stimolato da antigeni virali, tossinici o batterici presenti nel vaccino (o addirittura da residui antigenici provenienti da cellule nervose in cui è stato coltivato il vaccino), cross-reagisca verso i complessi antigenici espressi dalla mielina.
[modifica] Encefalomielite acuta disseminata post-infettiva
In circa 1 caso su 4.000-10.000, la EAD segue ad un'infezione sostenuta dal virus della varicella.[21][22] Anche in corso di morbillo (1 caso ogni 500-1000 soggetti) si possono avere complicazioni neurologiche. Più raramente, la EAD segue ad infezioni sostenute dal virus della rosolia, della parotite, della mononucleosi infettiva o dell'influenza.
[modifica] Anatomia patologica
Tipico è il quadro di infiltrazione perivenulare costituito prevalentemente da cellule mononucleate quali linfociti e macrofagi (carichi di lipidi) associato ad edema ed aree di demielinizzazione, con relativo risparmio degli assoni.[23] Talora, nelle fasi iniziali è possibile il riscontro di polimorfonucleati, segno di infiammazione acuta.
[modifica] Profilo clinico
La malattia esordisce improvvisamente, con segni di sofferenza neurologica che raggiungono il parossismo nel giro di pochi giorni. Talora, nei casi post-infettivi, la sintomatologia neurologica può essere preceduta da febbre, cefalea, astenia e segni meningei, quali rigidità del capo, fotofobia, dolore alle articolazioni e vomito a getto (ovvero, non preceduto da nausea). I sintomi e segni clinici sono variabili in base al distretto colpito. In particolare:
- Interessamento sottocorticale: disturbi della sensibilità ed emiparesi
- Interessamento dei nervi cranici: simultaneo interessamento dei nervi ottici, disturbi del visus
- Interessamento del midollo spinale: incontinenza, paraparesi
- Interessamento dei nuclei della base: movimenti còreiformi
- Interessamento del cervelletto: atassia, instabilità posturale
Le manifestazioni persistono per giorni o settimane e, benché sia rara la cronicizzazione del quadro clinico, la completa remissione è probabile.
[modifica] Profilo diagnostico
La diagnosi è soprattutto clinica; sintomi e segni sopra descritti, che compaiono dopo vaccinazione o infezione virale, ad andamento monofasico, sono reperti molto suggestivi di EAD. La diagnosi viene confermata dalla risonanza magnetica nucleare e dall'esame del liquido cefalo-rachidiano. La risonanza è infatti in grado di dimostrare, soprattutto nelle sequenze T1 pesate, il processo infiammatorio a carico della sostanza bianca cerebrale. L'analisi del liquido cefalo-rachidiano dimostra la marcata pleiocitosi e il modesto incremento delle proteine (circa 50-150 mg/dl), elementi che differenziano la EAD dalla sclerosi multipla; quest'ultima infatti, oltre a differenziarsi per non avere un decorso monofasico, si caratterizza per la minima pleiocitosi (meno di 50 cellule per millimetro cubo) e per l'assenza di proteine (ad eccetto della sintesi intratecale di immunoglobuline caratteristiche della sclerosi).
[modifica] Terapia
L'approccio nella manifestazione acuta deve avvalersi di corticosteroidi ad alte dosi, come il metilprednisolone in dispensazione endovenosa e di presidi di assistenza avanzata. È stato inoltre provato che l'infusione di immunoglobuline può migliorare la prognosi della EAD,[24][25] soprattutto in associazione con i corticosteroidi.[26][27]
[modifica] Note
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« Complicazioni neurologiche secondarie ad infezione morbillosa si verificano in circa 1 su 500-1000 soggetti. Relativamente frequente è la comparsa di un quadro di EAD dopo infezione con il virus della varicella (1 su 4.000-10.000). Più raramente è stasto descritto come complicanza di rosolia, parotite, influenza, mononucleosi, o infezione da virus coxsackie o da mycoplasma » - ^ Sawanyawisuth K, Phuttharak W, Tiamkao S, Boonpila A. (2007 Dec). MRI findings in acute disseminated encephalomyelitis following varicella infection in an adult.. J Clin Neuroscienze 14 (12): 1230-3. PMID 18029277.
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