Fratelli Vaccaro Notte

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Vincenzo Vaccaro Notte (Sant'Angelo Muxaro, 15 ottobre 1951Sant'Angelo Muxaro, 3 novembre 1999) e Salvatore Vaccaro Notte (Sant'Angelo Muxaro, 19 settembre 1957Sant'Angelo Muxaro, 5 febbraio 2000) sono stati due piccoli imprenditori italiani vittime della mafia[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Costretti ad abbandonare per mancanza di lavoro il loro piccolo paese di Sant'Angelo Muxaro[2], emigrano in Germania dove rimangono per alcuni anni svolgendo l'attività di pizzaiolo.

Con il denaro risparmiato tornano in Sicilia, e al loro paese avviano un'impresa di pompe funebri entrando così in concorrenza con altri due fratelli, ritenuti vicini alla famiglia dei Fragapane, di Santa Elisabetta.

L'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

I due Vaccaro Notte vengono invitati da un imprenditore edile quasi loro omonimo, Giuseppe Vaccaro, a giungere a un accomodamento. I due rifiutano qualunque compromesso con un gruppo mafioso locale meglio conosciuto come "Cosca dei Pidocchi", col risultato che Vincenzo Vaccaro Notte viene ucciso il 3 novembre del 1999.

Rimasto solo, il fratello Salvatore non demorde, continua la sua attività e indaga per conto suo sull'omicidio del fratello redigendo una specie di memoriale. Il 5 febbraio del 2000 anche lui viene ucciso con un colpo di lupara alla testa.

Entra in gioco a questo punto un terzo fratello, Angelo Vaccaro Notte, che non aveva seguito i due fratelli in Germania ma era potuto rimanere in paese avendo ottenuto un posto di lavoro come lavoratore forestale. Questi decide di non agire da solo ma cerca l'aiuto delle forze dell'ordine raccontando loro i retroscena dei due omicidi; per questa sua collaborazione come testimone di giustizia verrà sottoposto al programma di protezione assieme ai suoi familiari.

Nel maggio del 2006 le indagini portano all'arresto di noti mafiosi latitanti,[3] alla scoperta di un traffico di armi e droga, di appalti pilotati e di corruzione politica.

Vengono indiziati come assassini dei fratelli Vaccaro Notte: Giuseppe Vaccaro, che confessa subito dopo l'arresto e diventa collaboratore di giustizia, e Pietro Mongiovì. Quest'ultimo collaborerà con i giudici ma sarà trovato impiccato nella cella del carcere di Padova dov'era rinchiuso.[4]

Salvatore Fragapane, già capo mandamento di Cosa nostra agrigentina, mandante degli omicidi dei fratelli Vaccaro Notte, è stato condannato in ultimo grado all'ergastolo al processo Akragas (1999) che vide alla sbarra cinquanta presunti mafiosi della Provincia agrigentina.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Sant'Angelo Muxaro ha dedicato una via ai due fratelli, nella frazione di Sopracanale.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonti:
  2. ^ Sant'Angelo Muxaro (Sant'Àngilu Muxaru in siciliano) è un comune di oltre 1.500 abitanti della provincia di Agrigento. Il nome è talvolta scritto Sant'Angelo Musciaro
  3. ^ Associazione di stampo mafioso, arrestato imprenditore, il mattino di Padova, 11 maggio 2006. URL consultato il 30-8-2016.
  4. ^ brevi, La Repubblica, 24 aprile 2007. URL consultato il 30 agosto 2016.
  5. ^ Omertoso silenzio – Sant’angelo Muxaro intitola una strada ai Fratelli Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte, La Valle dei Templi, 17 gennaio 2013. URL consultato il 30-8-2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]