Valassina

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Valassina
Stati Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia
Province Como Como
Località principali Asso, Canzo, Magreglio, Civenna, Barni
Fiume Lambro
Nome abitanti vallassinesi, valassinesi

La Valassina o Vallassina è una valle entro cui scorre la prima parte del fiume Lambro situata nel Triangolo Lariano in provincia di Como.

Il paese più importante della Vallassina, da cui questa prende il nome, è Asso. L'inizio della valle, così come la fine della Brianza, è segnato dalla cascata della Vallategna. Per alcuni la fine della Brianza, corrisponderebbe invece all'Alpe del Piano Rancio.

Nei pressi del punto culminante della valle sulla strada per Bellagio è situato il santuario della Madonna del Ghisallo ed il Museo del ciclismo.

La peste[modifica | modifica wikitesto]

La peste nera colpì la Vallassina, che fino ad allora ne era stata preservata, nel 1361, quando, partendo da Milano, si estese a tutta la Lombardia. Non completamente domata, si sarebbe ripresentata dieci anni dopo, favorita da un'invasione di sorci e da una carestia. Non esistono dati sicuri, ma ad Asso solo quattro case risultano preservate; in memoria venne sistemato un piccolo angelo, a ricordo di quello che segnò le case degli ebrei in Egitto.

Durante il XIV secolo la peste tornò in Brianza ed in Vallassina nel 1384, e nel 1385 per ben quattro anni. Si ripresentò poi nel XVI secolo, nel biennio 1523-24 e nel 1549, particolarmente pesante in Lombardia (nel ducato di Milano le vittime furono 17.000). Le successive ondate del 1574 e del 1576 sono considerate localmente meno estese e micidiali. I dati a disposizione sono peraltro pesanti, lasciando intuire quali stragi debbano aver fatto le precedenti: nel 1574 morirono ad Asso trenta persone in soli quattro mesi; nel 1576 il numero è lo stesso, ma in soli 49 giorni; a Sormano i decessi furono 10 e ad Onno sette. La peste uccise, quindi, circa il 5% della popolazione, se è valido il dato per Asso di 600 residenti (nel 1530 Carlo Mazza riporta che fossero 400).

Il ritorno della peste nel 1576, detta "peste di San Carlo" fu da addebitare, secondo la tradizione, ad una ragazza dei Bonanomi di Asso, che ritrovò una collana di corallo, nascosta da una sorella morta di peste due anni prima, in un buco di un muro della propria abitazione.

Dalla peste fu preservata, ad eccezione di una ragazza, la famiglia Magnocavallo di Asso. Questa fece voto di girare ogni sera per le contrade a chiedere di recitare «un pater ed un Ave» per i defunti, voto ancora rispettato alla fine del XVIII secolo.

Nel 1630, i lanzichenecchi, discesi in Italia come truppe imperiali, sostarono ad Onno e portarono con loro la grande peste. Ad Asso morirono 78 persone, a Barni 17, in un solo mese, dal 14 agosto allo stesso giorno di settembre.

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