Differenze tra le versioni di "Superstiti del campo di sterminio di Sobibór"

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* '''Gertrude Poppert-Schonborn''' (detta "Luka", 1914-1943). Nacque a [[Dortmund]] in Germania il 29 giugno 1914. Lei e suo marito Walter Michael Poppert emigrarono nei [[Paesi Bassi]] nel 1930. Furono arrestati e deportati il 28 novembre 1942 a Westerbork e il 18 maggio 1943 a Sobibór. Gertrude lavorava nel ''Campo II'' come allevatrice di conigli, mentre il marito era a capo del ''Wald-kommando'', il commando dei taglialegna. Leon Feldhendler, per passare inosservati durante le discussioni riguardanti la fuga dal campo, suggerì a Pečerskij di cercarsi una compagna. Pečerskij fece amicizia con Gertrude e i due finsero di intraprendere una relazione. Poiché Pečerskij non riusciva a pronunciare il nome della donna, le mise il soprannome "Luka". L'ufficiale ucraino si innamorò di Luka ma non le disse nulla circa la rivolta perché Leon e gli altri organizzatori della rivolta gli chiesero la massima discrezione. Non si sa per certo cosa accadde a Gertrude. Si pensa che sia sopravvissuta alla rivolta ma che si sia persa nel bosco. Gli sforzi di Pečerskij per ritrovarla furono inutili. Il marito Walter fu ucciso il 31 ottobre 1943, dopo la rivolta<ref>[http://www.holocaustresearchproject.org/survivor/luka.html ''Sobibor Death Camp - Gertrude Poppert-Schonborn "Luka"'']</ref><ref>[http://db.yadvashem.org/names/nameDetails.html?itemId=4282532&language=en ''Walter Poppert''], ''[[Yad Vashem]]''</ref>.
* '''Haim Powroznik''' (1911-...). Nacque nel 1911 a Lyuboml in Ucraina. Giunse a Sobibór su un treno proveniente da Chełm nel febbraio-marzo 1943 Nel campo lavorò come carpentiere. Sopravvisse alla rivolta e nel 1945 venne intervistato dal giornalista sovietico [[Il'ja Grigor'evič Ėrenburg|Ilya Ehrenburg]]<ref>[http://www.ushmm.org/online/hsv/source_view.php?SourceId=4419 ''De Chelm à Sobibor''], [[United States Holocaust Memorial Museum]]</ref>.
* '''Esther Terner Raab''' (1922-2015). Nacque a Siedliszcze in Polonia l'11 giugno 1922. Venne deportata a Sobibór il 20 dicembre 1942 su un carro trainato da cavalli proveniente dal campo di lavoro di Staw-Nowosiulki. Lavorò come magliaia per alcuni mesi e poi nelle baracche di smistamento. Esther fu testimone delle atrocità commesse dal sergente Frenzel. Un giorno Frenzel uccise a sangue freddo il prigioniero ebreo che supervisionava il lavoro della baracca di smistamento, senza alcuna ragione apparente. Frenzel, inoltre, costrinse una ragazza a cantare per lui. Non soddisfatto della performance della donna, secondo Raab, la mandò alla camera a gas assieme al figlio<ref>[http://www.sobiborinterviews.nl/en/interviewees/2-profielen/18-esther-raab ''Esther Raab - Sobibór Interviews'']</ref>. Rimase ferita nella rivolta ma sopravvisse. Dopo la guerra, mentre si trovava a Berlino, riconobbe assieme a Samuel Lerer il sergente Bauer, che fu successivamente arrestato e processato. Raab emigrò poi negli Stati Uniti, dove scrisse uun memoriale sulla sua esperienza. Mori il 13 aprile 2015 a [[Vineland (New Jersey)|Vineland]], nel [[New Jersey]]<ref>[http://www.ushmm.org/wlc/it/media_oi.php?MediaId=204 '' Intervista a Esther Raab, 1992''], ''[[United States Holocaust Memorial Museum]]''</ref>.
[[File:Rosenfeld Semen 2016-0331.jpg|miniatura|Simjon Rosenfeld nel 2016|170px]]
* '''[[Simjon Rosenfeld]]''' (Simjon, Semjon o Semyon Rozenfeld, 1922-2019). Simjon nacque a Ternivka in Ucraina il 1º ottobre 1922. Prigioniero di guerra sovietico a Minsk, giunse a Sobibór il 22 settembre 1943 assieme ad altri suoi commilitoni. Senza sapere che lavoro fosse, si offrì volontario per lavorare come "glausermasser". Dopo la guerra si riunì con l'esercito sovietico. Negli anni ottanta emigrò in Israele. Morì il 3 giugno 2019, all'età di 96 anni, e fu l'ultimo sopravvissuto di Sobibór.
* '''Alexander Shubayev''' (1917-1944). Nacque a Chasawjurt in Russia. Era uno dei prigionieri sovietici di origine ebrea. Amico di Pečerskij, era soprannominato "Kalimali". Durante la rivolta uccise con un'ascia il vice comandante del campo Johann Niemann nella sartoria. Sopravvisse alla rivolta ma venne ucciso dai tedeschi mentre combatteva a fianco dei partigiani in Ucraina.<ref name="remembrance">[http://www.deathcamps.org/sobibor/roll%20of%20remembrance.html ''Sobibor Roll of Remembrance''], ''deathcamps.org''</ref>
* '''Ursula Stern-Buchheim''' (Ilona Safran, detta "Ulla", 1926-1985). Nacque ad [[Essen]] in Germania il 28 agosto 1926. Si trasferì nei Paesi Bassi assieme ai suoi genitori, che furono uccisi ad [[Auschwitz]]. Giunse a Sobibór il 9 aprile 1943 sullo stesso trasporto di Selma Wijnberg. Lavorò nelle baracche di smistamento, nel ''Wald-kommando'' e dovette pulire le munizioni nel ''Campo IV''. Dopo la rivolta fuggì nel bosco assieme a Catharina Gokkes e si unì ai partigiani. Dopo la guerra testimoniò nel processo di Sobibór tenutosi ad [[Hagen]]. Dopo aver vissuto in Olanda per un po' di tempo emigrò in Israele, dove cambiò il suo nome in Ilona Safran. Morì nel 1985 ad [[Ashdod]].<ref name="remembrance"/>
[[File:StanislawSzmajzner.jpg|miniatura|Stanisław Szmajzner nel 1943, poco dopo la sua fuga da Sobibór]]
* '''[[Stanisław Szmajzner]]''' (detto "Szlomo", 1927-1989). Nacque a [[Puławy]] in Polonia il 13 marzo 1927. Arrivò a Sobibór il 12 maggio 1942 su un trasporto di duemila ebrei proveniente da [[Opole]]. Lavorò come orafo assieme al fratello minore Mosze, al cugino Noach e al nipote Jankiel Rotter<ref name="remembrance"/>. Doveva fabbricare gioielli in oro e argento per le SS. Successivamente la gioielleria fu chiusa e Stanisław fu nominato capo dell'officina meccanica. Era uno degli organizzatori della rivolta del 14 ottobre 1943. Nel 1947 emigrò in Brasile, dove nel 1968 pubblico un libro di memorie (''Inferno em Sobibor. A tragédia de um adolescente judeu'', Rio de Janeiro, 1968). Nel 1978 riconobbe il sergente Gustav Wagner alla stazione di polizia di [[San Paolo (Brasile)|San Paolo]]. Morì a [[Goiânia]] il 3 marzo 1989.
* '''Boris Tabarinsky''' (Boris Taborinski, 1917-1989?). Nacque a [[Slonim]] in Bielorussia nel 1917. Fu deportato a Sobibór il 22 settembre 1943 assieme ad altri prigionieri di guerra sovietici e a duemila ebrei provenienti da Minsk. Ingannò i tedeschi, fingendo di essere un falegname. Doveva fabbricare le coperture per i tetti delle baracche. Morì a Minsk dopo il 1988
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