Morris K. Jessup

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Morris Ketchum Jessup (Rockville, 2 marzo 190029 aprile 1959) è stato uno scrittore statunitense. Nonostante nella sua vita sia stato fotografo e commerciante, Jessup è ricordato soprattutto per le presunte sue investigazioni sugli UFO e sull'esperimento Filadelfia.

Speculò sull'anti-gravità e sull'elettromagnetismo, i quali potrebbero essere stati, secondo lui, i più probabili sistemi di propulsione dei dischi volanti, e gli dispiaceva il fatto, tanto nel libro come nella realtà, che l'investigazione dei voli spaziali si concentrasse solamente nel settore dei razzi, e che si ponesse cioè poca attenzione ad altri mezzi teorici di volo, come i dischi volanti, i quali considerava più adatti al fine. Nei suoi ultimi anni di vita, scrisse ancora altri libri sul fenomeno UFO.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La formazione[modifica | modifica wikitesto]

Si interessò, fin da bambino, di astronomia, materia che studiò all'Università del Michigan, conseguendo nel 1925 il Bachelor of Science. Nel 1926 conseguì il Master of Science lavorando nel frattempo nell'osservatorio Lamont-Hussey[1]. Tuttavia non completò gli studi fino al dottorato e quindi, secondo la tradizione anglosassone, non poteva fregiarsi del titolo di doctor, anche se varie volte verrà chiamato e riconosciuto come "dr. Jessup".

Jessup affermava di avere studiato anche archeologia: in realtà la sua competenza in questo campo consisteva nell'aver preso parte da giovane ad alcune spedizioni archeologiche in Yucatan e in Perù.[2] A partire dal 1932, Jessup iniziò a dedicarsi ad una lunga serie di mestieri, tra cui quella di commerciante di ricambi di auto, che poco o nulla avevano a che vedere con l'oggetto dei suoi studi.

Verso il 1950 diventò pioniere delle prime investigazioni sul fenomeno UFO, ricevendo la debita attenzione dal 1955, quando pubblicò il suo primo libro, The Case for the UFO (casi di UFO), nel quale descriveva di diversi fenomeni inspiegabili, avvenuti tra il 1947 ed il 1954.

Il ruolo nell'esperimento di Filadelfia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esperimento Filadelfia.

L'Esperimento Filadelfia sarebbe stato condotto dal Dr. Franklin in Reno (o Rinehart), come un'applicazione militare pratica della teoria generale della gravità di Albert Einstein, teoria che in breve postula l'interrelazione tra le forze della radiazione elettromagnetica e quelle della gravità terrestre.

Il 13 gennaio 1956, Jessup avrebbe ricevuto una strana lettera da un uomo che si firmava "Carlos Miguel Allende". L'autore della missiva dichiarava di voler informare Jessup circa l'esistenza dell'Esperimento Filadelfia come segreto militare, di cui egli sarebbe stato l'unico testimone diretto.

Carlo Miguel Allende affermava di essere stato testimone oculare dell'apparizione e sparizione dell'Eldridge mentre si trovava a bordo di un'imbarcazione mercantile, l'SS Andrew Furuseth. Menzionava anche i nomi di altri marinai, e asseriva di conoscere anche il destino che, in seguito all'esperimento, sarebbe toccato ad alcune delle persone che si trovavano sulla nave. Uno di questi si sarebbe "volatilizzato nell'aria", sotto i suoi occhi, durante una lite in un bar.

Jessup gli rispose con una cartolina in cui gli richiedeva ulteriori conferme, prove ed evidenze che corroborassero la storia. La risposta arrivò vari mesi dopo, questa volta a firma di un certo "Carl M. Allen". Dichiarava di non poter fornire ulteriori prove; tuttavia, secondo lui, avrebbero potuto essere facilmente ottenute attraverso l'ipnosi. Jessup avrebbe deciso allora d'interrompere la corrispondenza.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1958 e il 1959, Jessup incontrò varie difficoltà: fu lasciato dalla moglie, fu coinvolto in un grave incidente d'auto e l'editore gli rifiutò la pubblicazione di alcuni manoscritti. Il 29 aprile del 1959 Jessup fu trovato morto nella su autovettura nella Contea di Miami-Dade, intossicato dai gas di scarico della sua vettura; le motivazioni ufficiali della morte furono quelle di suicidio.

Il dibatitto sulla morte[modifica | modifica wikitesto]

La sera prima del decesso organizzato un appuntamento, al quale in mattinata non arrivò mai. Nell'incontro si proponeva appunto di divulgare ulteriori prove e retroscena che aveva trovato del suddetto esperimento. Nonostante non siano mai state accertate con certezza le cause della morte, gli investigatori sostennero l'ipotesi del suicidio dovuto al crollo di notorietà, anche se diversi sostenitori delle teorie del complotto Jessup fu assassinato per metterlo a tacere.[3]

Nell'ambiente ufologico, la sua morte è stata oggetto di numerose discussioni[4]. Alcuni hanno suggerito l'ipotesi che si sia trattato piuttosto di un assassinio, a causa di ciò che sapeva sull'Esperimento Philadelphia[5]. Alcuni amici dissero invece che Jessup era depresso e negli ultimi mesi aveva parlato di suicidio[6].

Le opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Jessup, Morris K. (1955). The Case for the UFO
  • Jessup, Morris K. (1956). UFOs and the Bible
  • Jessup, Morris K. (1956). The UFO Annual
  • Jessup, Morris K. (1957). The Expanding Case for the UFO

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morris K. Jessup in The Encyclopedia of Extraterrestrial Encounters, by Ronald Story, New American Library, New York, 2001
  2. ^ Jerome Clark, The UFO Encyclopedia, Omnigraphics Books, 1998
  3. ^ U.S.A DARK FILES : L' Esperimento di Philadelphia da definitivamenteassodipikke.blogspot.it 4 settembre 2013
  4. ^ David Richie, UFO:The Definitive Guide to Unidentified Flying Objects and Related Phenomena
  5. ^ William Moore-Charles Berlitz, The Philadelphia Experiment:Project Invisibility, Fawcett Crest, New York, 1979
  6. ^ Ronald Story, The Encyclopedia of UFOs, Doubleday, New York, 1980

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 77944199