UFO nazisti

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Rappresentazione artistica di un immaginario UFO del Terzo Reich

Gli UFO nazisti (in tedesco Haunebu, Hauneburg-Geräte o Reichsflugscheiben ovvero dischi volanti del Reich), talvolta detti V7, sono ipotetici velivoli ad alta tecnologia o navi spaziali che sarebbero stati sviluppati dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale e che scienziati nazisti avrebbero continuato a sviluppare nel dopoguerra. Le fonti sugli UFO nazisti si trovano in massima parte in opere di fantasia, malgrado alcuni di questi riferimenti siano presentati come veri.

I racconti sugli UFO nazisti sono di frequente collegati all'esoterismo nazista, visto come un'ideologia che ipotizza la possibilità di una restaurazione nazista grazie a mezzi soprannaturali o paranormali, ad esempio contatti con presunte entità extraterrestri.[1]

Questi miti appaiono ispirati dall'effettivo sviluppo di velivoli a reazione da parte della Germania come l'Me 262 o l'Ho 229, di missili guidati o balistici come il V1 e il V2, la cui tecnologia in seguito avrebbe fornito la base per il programma missilistico e spaziale americano e sarebbe stato aggiunto dagli scienziati dell'Unione Sovietica alle loro già avanzate conoscenze in tale campo (la missilistica sovietica era infatti "in vantaggio" rispetto a quella americana, a causa del grande sviluppo della "Scuola Cosmista" e dell'opera di Tsiolkovskij nella Russia tra il tramonto dello zarismo e i primi anni del regime bolscevico).

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

I racconti e i miti sugli UFO nazisti si conformano alla storia documentata nei seguenti episodi:

  • La Germania nazista aveva rivendicato il territorio della Nuova Svevia (Antartide), inviandovi una spedizione nel 1938 e pianificandone altre.
  • La Germania nazista condusse ricerche su una tecnologia di propulsione avanzata, che comprendeva la missilistica e il lavoro sulla turbina di Viktor Schauberger.
  • Alcuni avvistamenti durante la seconda guerra mondiale di oggetti volanti di difficile identificazione sia in Europa sia sull'oceano Pacifico. In particolare si riteneva che quelli che in seguito furono chiamati foo fighter fossero aerei nemici.

Prime affermazioni sugli UFO nazisti[modifica | modifica sorgente]

Le prime idee sugli UFO nazisti possono essere rintracciate nella narrativa fantascientifica. Il romanzo per ragazzi di Robert A. Heinlein Razzo G.2 (Rocket Ship Galileo) del 1947 (proprio agli albori dell'ufologia) descrive una spedizione sulla Luna condotta da tre adolescenti americani che sono riusciti a costruire un mezzo spaziale aiutando il loro zio scienziato; giunti sul satellite, essi scoprono l'esistenza di una base lunare costruita dai nazisti, che sono in possesso di un'astronave molto avanzata e di numerose meraviglie tecnologiche. I ragazzi con lo zio riescono in qualche modo ad avere la meglio sui nazisti e a fare ritorno sulla Terra pilotando il vascello spaziale tedesco. Come si vede, la storia di Heinlein contiene già gli elementi basilari della leggenda degli UFO nazisti.

Le prime affermazioni diverse dalla finzione letteraria sull'esistenza di dischi volanti nazisti comparvero in una serie di articoli a firma dell'esperto italiano di turbine Giuseppe Belluzzo, o riguardanti i suoi studi, pubblicati nel marzo del 1950, e furono prontamente smentite dall'Aeronautica Militare.[2] L'ingegner Belluzzo parlava di alcuni velivoli circolari che sarebbero stati studiati e progettati a partire dal 1942 contemporaneamente da Italia e Germania, dove se ne sarebbero interessati i rispettivi capi di stato, precisando che si trattava dell'applicazione di tecnologie convenzionali che si stavano all'epoca completando in Italia, come la turbina a combustione interna e il turboreattore per aerei.

Una settimana dopo la pubblicazione degli articoli di Belluzzo, lo scienziato tedesco Rudolph Schriever sostenne di aver sviluppato dischi volanti durante il periodo nazista.[3]

L'ingegnere aeronautico Roy Fedden notò come i soli velivoli che potessero avvicinarsi alle capacità attribuite ai dischi volanti erano quelli progettati dai tedeschi sul finire della guerra. Fedden aggiunse inoltre che i tedeschi stavano lavorando a svariati progetti aeronautici piuttosto inusuali:

« Ho visto abbastanza dei loro progetti e piani di produzione da comprendere che se (i tedeschi) fossero riusciti a prolungare la guerra solo per alcuni mesi, avremmo dovuto reggere il confronto con una serie di sviluppi nel combattimento aereo del tutto nuovi e mortali[4] »

Fedden comunque non offrì mai ulteriori precisazioni al riguardo.[5]

Il capitano Edward J. Ruppelt, a capo del Progetto Blue Book dell'aeronautica statunitense, rese nel 1956 la seguente dichiarazione:

« Alla fine della seconda guerra mondiale, i tedeschi stavano sviluppando molti tipi innovativi di aerei e missili balistici. La maggior parte dei progetti si trovavano per lo più allo stadio preliminare, ma si trattava degli unici velivoli conosciuti che avrebbero potuto anche solo avvicinarsi alle prestazioni degli oggetti di cui riferiscono gli osservatori degli UFO.[6] »

Dei prototipi di aereo con ala circolare furono effettivamente costruiti in Germania da Arthur Sack[7], il Sack AS-5 e Sack AS-6 (1944): per la loro forma, in volo avrebbero potuto ricordare un disco volante, ma in realtà si trattava di semplici aeroplani con ali in legno, con prestazioni assai modeste, e anche l'AS-6 faticava a volare.[8]

Affermazioni successive[modifica | modifica sorgente]

Libro di Pauwels e Bergier[modifica | modifica sorgente]

Il mattino dei maghi, un libro del 1960 di Louis Pauwels e Jacques Bergier, faceva spettacolari affermazioni riguardanti la Vril Gesellschaft (Società del Vril) di Berlino.[9] Il libro di Pauwels e Bergier fornì materiali per speculazioni successive sui collegamenti tra gli UFO e la società Vril, ad opera di autori quali Jan van Helsing[10], Norbert Jürgen-Ratthofer[11] e Vladimir Terziski. Tra le altre asserzioni, notevole è quella che sostiene che la società del Vril avrebbe preso contatto con una razza aliena, dedicandosi alla costruzione di navi spaziali per raggiungerla. In tal modo, la società Vril avrebbe formato un consorzio con la società Thule e il Partito nazista per sviluppare una serie di prototipi di dischi volanti. Dopo la sconfitta nazista, la società del Vril si sarebbe rifugiata in una base nell'Antartico, sparendo successivamente.

Terziski, un ingegnere bulgaro autoproclamatosi presidente dell'Accademia Americana delle Scienze Dissidenti, sostiene che i tedeschi collaborarono con le potenze dell'Asse, il Giappone e l'Italia, nelle loro ricerche aeronautiche, e che avrebbero dato seguito alle ricerche anche dopo la guerra, dalla Nuova Svevia. Terzinski scrive che già nel 1942 i tedeschi sarebbero atterrati sulla Luna, fondandovi una base sotterranea. Quando i russi e gli americani atterrarono segretamente sulla Luna negli anni cinquanta, secondo Terziski, si fermarono in questa base, ancora operativa. Secondo Terzinski "sulla Luna vi è un'atmosfera, vi sono acqua e vegetazione". Questi fatti sarebbero stati nascosti dalla NASA per escludere i paesi del Terzo Mondo dall'esplorazione della Luna.[12] Terziski è stato accusato di aver falsificato i video e le foto con i quali intendeva provare la veridicità delle proprie asserzioni.[13]

La trovata commerciale di Ernst Zündel[modifica | modifica sorgente]

Quando Ernst Zündel, un tedesco revisionista dell'Olocausto, negli anni settanta creò l'editrice Samisdat, inizialmente si rivolse soprattutto alla comunità degli ufologi, che all'epoca era all'apice dell'accettazione pubblica. La sua casa editrice offriva soprattutto i libri dello stesso Zündel, nei quali egli sosteneva che i dischi volanti erano armi segrete lanciate da nazisti nascosti in una base sotterranea in Antartide, dalla quale speravano di conquistare il mondo.[14] Zündel inoltre organizzò una sedicente spedizione per rintracciare la base sotterranea dei nazisti, vendendo dei pacchetti-viaggio (a 9999 dollari a persona).[15] Intervistato in proposito, Zündel ammise in privato che l'iniziativa era una bufala volta a fare pubblicità alla casa editrice Samisdat. In seguito, Zündel avrebbe ritrattato queste sue affermazioni, sostenendo almeno fino al 2002 la veridicità delle proprie tesi.[16]

Il libro di Miguel Serrano[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 il diplomatico cileno nonché simpatizzante nazista Miguel Serrano pubblicò Adolf Hitler, el ultimo avatara. Nel libro Serrano sostiene che Adolf Hitler è un'incarnazione (avatar) di Kalki, e che quindi è in grado di comunicare con gli dei dell'Iperborea in una base sotterranea nell'Antartide. Serrano predisse anche che Hitler si sarebbe posto alla guida di una flotta di UFO per fondare il quarto Reich.[17]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism and the Politics of Identity, New York University Press, 2002. ISBN 0-8147-3124-4.
  2. ^ Giuseppe Belluzzo, Il Giornale d'Italia, 24 marzo 1950. Articolo dell'epoca riprodotto sul sito www.naziufos.com. Ultimo accesso 17 febbraio 2008
  3. ^ "Luftfahrt" Der Spiegel, 31 marzo 1950. Articolo dell'epoca riprodotto sul sito www.naziufos.com. Ultimo accesso 17 febbraio 2008
  4. ^ Hitler's UFO Burlington UFO and Paranormal Research and Educational Center. Sito di ufologia e teoria della cospirazione. Ultimo accesso 17 febbraio 2008
  5. ^ Bill Gunston. By Jupiter! The Life of Sir Roy Fedden (Per Giove! Vita di Sir Roy Fedden)
  6. ^ German Saucers. www.greyfalcon.us
  7. ^ http://www.giemmesesto.org/settori/aerei/SackAs6/SackAs6.html
  8. ^ Sack AS-6 Luft '46 entry
  9. ^ Louis Pauwels e Jacques Bergier. Aufbruch ins dritte Jahrtausend: Von der Zukunft der phantastischen Vernunft. ISBN 3-442-11711-9
  10. ^ Jan van Helsing. Geheimgesellschaften und ihre Macht im 20. Jahrhundert (Il potere delle società segrete nel XX Secolo). Ewert: Rhose Island, 1993.ISBN 3-894-78069-X. Dello stesso autore si veda anche Unternehmen Aldebaran. Kontakte mit Menschen aus einem anderen Sonnensystem (Impresa Aldebaran. Contatti con uomini da altri sistemi solari). Lathen: Ewert, 1997. ISBN 3-894-78220-X
  11. ^ Norbert Jürgen-Ratthofer e Ralf Ettl. Das Vril-Projekt. Der Endkampf um die Erde (Il Progetto Vril. Battaglia finale sulla Terra). Pubblicato in proprio.
  12. ^ Vladimir Terziski. "Half a Century of the German Moon Base (1942-1992)."
  13. ^ Kevin McClure. "The Nazi UFO Mythos." Abduction Watch, accessed 2006-08-27.
  14. ^ Christof Friedrich e Ernst Zündel. UFO's: Nazi Secret Weapon? (Gli UFO: Arma segreta nazista?). Samisdat Publishers: 1974.
  15. ^ Christof Friedrich. Samidsat Hollow Earth Expedition. The Nizkor Project (La spedizione di Samidsat nella Terra Vuota. Il Progetto Nizkor)
  16. ^ Ernst Zündel's Flying Saucers (I dischi volanti di Ernst Zündel)
  17. ^ Miguel Serrano. Adolf Hitler, el ultimo avatara, 1978 (inedito in Italia)
  18. ^ L’Invasione degli AstroNazi, cinemaitaliano.info. URL consultato il 10 giugno 2012.
  19. ^ L’Invasione degli AstroNazi, Bizzarrocinema.it. URL consultato il 10 giugno 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]