R4M

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R4M
R4M AT version.jpg
Un razzo R4M
Descrizione
Tiporazzo aria-aria, razzo aria-terra
CostruttoreGermania Heber AG
Impostazione1944
In servizio1944-1945
Utilizzatore principaleGermania Luftwaffe
Peso e dimensioni
Peso3,85 kg
Lunghezza812 mm
Larghezza55 mm
Prestazioni
Gittata600-1000 m
Velocità massima525 m/s
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Il razzo R4M, soprannominato l'Uragano (Tedesco: Orkan) a causa della sua caratteristica scia prodotta dopo essere stato lanciato, fu il primo razzo antiaereo pratico. Fu sviluppato dalla tedesca Luftwaffe durante la Seconda guerra mondiale e usato brevemente prima della fine della guerra. Dopo la guerra l'R4M fece da modello per molti apparecchi simili, usati da quasi tutti i caccia intercettori durante gli anni quaranta e cinquanta.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

L'R4M venne sviluppato per competere con il peso crescente delle armi antibombardiere dispiegate dai caccia della Luftwaffe. La loro progettazione era iniziata con i cannonicini MG 151/20 calibro 20 mm ma si scoprì che veniva richiesta una media di 20 colpi per abbattere un Boeing B-17 Flying Fortress. I cannoni da 20 mm furono sostituiti (o integrati) con i cannoni MK 108 da 30 mm, che poteva abbattere un bombardiere con uno o tre colpi. Tuttavia l'MK 108 era più pesante e la munizione più larga rese difficile trasportare più di uno o due "passaggi" di colpi. Peggio ancora, la bassa velocità alla volata significava una gittata corta e nell'avvicinarsi abbastanza per colpire i caccia si disponevano nel raggio delle mitragliatrici dei bombardieri. Il più potente MK 103 aveva una velocità alla volata più alta e una gittata maggiore, al prezzo di peso e dimensioni molto più elevati.

La soluzione fu rimpiazzare il cannone con un piccolo motore a razzo a propellente solido, montante una testata simile a quella della granata del cannone. Sebbene ogni "cartuccia" fosse più pesante della corrispondente granata sparata dal cannone, la mancanza d'un cannone ridusse considerevolmente il peso complessivo. La differenza di peso era così marcata che perfino razzi di maggiori dimensioni sarebbero stati più leggeri dei cannoni che sostituivano, oltretutto con prestazioni superiori.

La versione antiaerea dell'R4M usava una testata larga 55 mm con 520 g della carica esplosiva di esogeno, garantendo un'uccisione con un colpo. Ogni R4M pesava 3,2 kg ed era provvisto di abbastanza carburante da poter essere lanciato da 1000 m, oltre il raggio dei cannoni difensivi dei bombardieri. Lo scheletro del razzo consisteva di un semplice tubo di acciaio con alettoni in coda per la stabilizzazione. Una batteria normalmente consisteva di due gruppi di 12 razzi e se tutti i 24 venivano lanciati contemporaneamente potevano coprire un'area tra i 15 e i 30 m a 1000 m di distanza, abbastanza fitta per essere certi di colpire il bersaglio. Gli R4M erano normalmente lanciati in quattro salve di sei missili a intervalli di 0,07 secondi da una distanza di 600 m. Erano disponibili due tipi di testata per l'R4M, la classica PB-3 con una carica di 0.4 kg per uso antiaereo e una carica dalla forma più larga, simile nella costruzione al Panzerschreck, il Panzerblitz II (PB-2), per uso anticarro.

Operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Solo un ridotto numero di aerei fu equipaggiato con l'R4M, soprattutto il Messerschmitt Me 262 e la versione per l'attacco al suolo dell'Fw 190, che lo montava su una piccola rastrelliera in legno sotto le ali.

L'arma diede eccellenti risultati. L'asso francese Pierre Clostermann annota nel suo libro La Grande Giostra che, nel marzo 1945, gli equipaggi di sei Me 262 armati con R4M decollati dal centro di volo sperimentale di Oberammergau guidati dal generale Gordon Gollob della Luftwaffe affermarono di avere abbattuto quattordici B-17 in una missione. Nell'aprile 1945, i piloti di Me 262 equipaggiati con R4M sostennero di avere abbattuto trenta B-17 con la perdita di tre aerei. La Luftwaffe notò che i razzi R4M avevano una traiettoria in volo simile a quella del cannone MK 108 da 30 mm, quindi poteva essere usato con efficacia il collimatore a riflessione Revi 16B standard. Dopo la guerra l'R4M fece da modello sia per lo statunitense FFAR (Fin-Folding Aerial Rocket) da 70 mm che per il più largo Zuni da 127 mm. (Nella missione citata da Clostermann i ME 262 erano dotati di collimatore giroscopico EZ 42...)

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Heinz J. Nowarra, Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945, Band 4, Koblenz, Bernard & Graeffe Verlag, 1993, ISBN 3-7637-5468-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]