Tartaro (mitologia)

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Il Tartaro

Una citazione di merito di Esiodo dalla Teogonia:
Tanto è profondo il Tartaro oscuro sotto la terra:

se un'incudine di bronzo cadesse dal cielo, dopo nove notti

e nove giorni, al decimo arriverebbe a terra

- e così è profondo sotto la terra anche il Tartaro oscuro,

che se un'incudine di bronzo cadesse dalla terra, dopo nove notti

e nove giorni, al decimo arriverebbe al Tartaro (Esiodo Teogonia vv. 721 ss.).

La parola Tartaro (dal greco Τάϱταϱος), indica il luogo dove, nella mitologia greca e latina, Zeus (per i latini Giove) aveva rinchiuso i Titani, mostruosa stirpe di esseri sovrumani, padri degli dei, ai quali questi ultimi avevano sottratto il potere nell'Olimpo durante la Titanomachia (cominciata da Zeus, figlio dei titani Crono e Rea).

Il Tartaro, secondo la visione greca, si trova sempre sotto terra e costituisce una sezione particolare dell'Ade, regno dei defunti. Viene descritto come una voragine buia, talmente profonda che lasciandovi cadere un'incudine questa avrebbe impiegato nove giorni e nove notti a toccarne il fondo. Nel Tartaro successivamente vennero relegate le anime dei mortali malvagi: questa fu la sorte, tra gli altri, di Tantalo, di Sisifo e delle Danaidi. Il Tartaro è anche considerato il generatore di esseri mostruosi, quali i Giganti, Tifone, Echidna, l'aquila che rodeva il fegato a Prometeo ed altri.

Con l'affermarsi del cristianesimo la parola Tartaro venne confusa e assimilata ad una generica definizione di inferno: già con Virgilio (70 - 19 a.C.) che, nell'Eneide, divide gli inferi fra Tartaro e Campi Elisi.[1] Mentre A.R. Hope Moncrieff indica ancora Teseo imprigionato nell'Ade e non nel Tartaro insieme a Piritoo.[2]

In Esiodo è una delle prime quattro essenze vitali; le altre erano: Caos, Gea ed Eros.

Inoltre la parola Tartaro viene anche utilizzata nel Nuovo Testamento (2°Pietro 2:4) dove si dice che era un luogo dove Dio gettava gli angeli peccatori in attesa di giudizio consegnandoli quindi a fosse di dense tenebre.

[modifica] Note

  1. ^ I miti greci, Robert Graves, capp. 103 e 134.
  2. ^ Leggende e miti classici, A.R. Hope Moncrieff, pag. 47

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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