Tartaro (mitologia)
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La parola Tartaro (dal greco Τάρταρος), indica il luogo dove, nella mitologia greca e latina, Zeus (per i latini Giove) aveva rinchiuso i Titani, mostruosa stirpe di esseri sovrumani padri degli dei ai quali questi ultimi avevano sottratto il potere nell'Olimpo durante la lotta fra dei (cominciata da Zeus figlio dei titani Crono e Rea) e titani (Titanomachia) per sottrarre il primato a questi ultimi. I Titani vennero così sconfitti da Zeus e da altri personaggi mitologici e rinchiusi nel Tartaro, che secondo la visione greca si trova sempre sotto terra ma è comunque distinto dall'Ade, l'inferno dei defunti umani. Il tartaro è identificato come una voragine buia e talmente profonda che lasciando cadere un'incudine questa impiegava nove giorni e nove notti a toccare il fondo.
Successivamente la parola Tartaro venne confusa e assimilata a una generica definizione di inferno: già con Virgilio che, nell'Eneide, divide gli inferi fra Tartaro e Campi Elisi.[1] Mentre A.R. Hope Moncrieff indica ancora Teseo imprigionato nell'Ade e non a Tartaro insieme a Piritoo.[2]
[modifica] Note
- ^ I miti greci, Robert Graves, capp. 103 e 134.
- ^ Leggende e miti classici, A.R. Hope Moncrieff, pag. 47

