Spinosaurus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Spinosaurus
Stato di conservazione: Fossile
Spinosaurus BW2.png

Theropodsize.png

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Superordine Dinosauria
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Infraordine Tetanurae
Superfamiglia Spinosauroidea
Famiglia Spinosauridae
Genere Spinosaurus
Specie

Spinosaurus è un genere di dinosauri carnivori, il cui nome evocativo significa "rettile spinoso". Il genere comprende due specie: lo Spinosaurus aegyptiacus il cui olotipo venne descritto nel 1915 da Stromer[1] e lo Spinosaurus maroccanus, descritto da Russel nel 1996.[2] Vissero durante il Cretaceo, circa 98-95 milioni di anni fa.

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Dato che finora sono stati rinvenuti solo sei scheletri parziali, tra cui l'olotipo appartenente ad un esemplare subadulto, le misure effettive di questa specie possono solo essere stimate, usando metodi di comparazione del materiale noto con altri dinosauri appartenenti alla stessa famiglia Spinosauridae. Vi sono pertanto ancora alcuni dubbi sul reale peso e lunghezza che poteva raggiungere. Secondo le stime fatte da alcuni studiosi (Dal Sasso et al., 2005)[3] poteva raggiungere i 16-18 metri di lunghezza e presumendo che il corpo avesse le stesse proporzioni di un Suchomimus (Sereno et al., 1998), usando il metodo di Seebacher (2001) si otterrebbe un peso stimato tra le 7-9 tonnellate. Secondo altri studiosi (Therrien e Henderson, 2007)[4] queste stime sono troppo elevate per la lunghezza e troppo riduttive per il peso. Considerato che il primo scheletro doveva misurare all'incirca 8,5 m e valutando alcuni frammenti di vertebre e di crani quasi completi, si sono ipotizzate le seguenti dimensioni dell'animale: 12,6-14,3 metri di lunghezza e da 12 a 20,9 tonnellate di peso.[5]

Habitat, alimentazione e modo di cacciare[modifica | modifica sorgente]

Il tipo di habitat in cui visse lo Spinosauro è deducibile in parte dalla latitudine in cui sono stati ritrovati i resti (ovviamente tenendo conto della deriva dei continenti e delle differenti condizioni climatiche all’epoca), in parte da indizi strutturali dell’animale. 95 milioni di anni fa l’equatore terrestre attraversava l’Africa in un parallelo più a nord di quello attuale, e poiché verrebbe quasi a coincidere con i siti dei ritrovamenti potrebbe dimostrare che lo Spinosauro abitava zone molto calde ma umide. Attualmente la zona dell’equatore è caratterizzata da foreste pluviali e savane umide, dunque anche per lo Spinosauro si potrebbe ipotizzare un habitat simile. Non si spiegherebbe altrimenti la sopravvivenza di un animale così grande in un clima desertico secco, nel quale non avrebbe trovato cibo e non sarebbe stato in grado di regolare la propria temperatura. Altri indizi derivano dalla struttura ossea, in particolare della vela dorsale, delle zampe anteriori e del cranio. Partendo dal cranio e dalle zampe, è evidente che si tratti di un predatore, ma con caratteristiche particolari: le zampe anteriori molto lunghe e dotate di notevoli artigli dovevano essere particolarmente adatte a lacerare, ma i denti a forma conica ad afferrare. Anche la forma del cranio, allungata e alleggerita rispetto a quella di altri grandi Teropodi, sembra più adatta alla caccia di animali piccoli o di pesci. Il collo lungo dimostra essere più adatto a rapidi movimenti che a strattoni, quindi non adatto a combattimenti. Inoltre la vela (della quale si parla più avanti) nel caso di caduta sulla schiena o di violenti urti, si sarebbe certamente danneggiata. Riassumendo, si può supporre che lo Spinosauro fosse un superpredatore, ma più adatto alla necrofagia e alla pesca che alla caccia di animali di grosse dimensioni (se non per necessità o in caso di situazioni particolarmente favorevoli, animali malati o giovani) e che vivesse in zone calde e umide, foreste tropicali attraversate da fiumi. Curioso è il fatto che un animale strutturalmente simile per quanto riguarda la vela, l’Ouranosaurus, vivesse nello stesso periodo e negli stessi luoghi dello Spinosauro. Queste somiglianze sosterrebbero l’ipotesi della vela termoregolatrice, e dimostrano quantomeno che non si tratti di una caratteristica particolare di un'unica specie, ma di un sistema utilizzato da molti dinosauri anche di ordine diverso, e quindi imparentati molto lontanamente (lo spinosauro apparteneva all’ordine dei Saurischia, l’ouranosauro a quello degli Ornitischia). Secondo altre ipotesi la struttura ossea e muscolare avrebbero permesso allo Spinosauro di cacciare anche animali più grossi senza il rischio di danneggiamenti, puntando al bloccaggio della preda (grazie ai particolari denti e alle zampe anteriori robuste) e alla rottura del suo collo attraverso violenti strattoni, come fanno i coccodrilli. Data la mancanza di uno scheletro completo adulto, è impossibile per ora considerare queste ipotesi sulla caccia dell’animale certe e prive di dubbi.

Ricostruzione di uno scheletro completo
Cranio
Mascella, il cui riflesso nello specchio sottostante evidenzia l'andamento della dentatura e la sezione conica dei denti

Una vela “solare”[modifica | modifica sorgente]

Questo gigantesco carnivoro era dotato sul dorso di un particolare sistema di controllo della temperatura; infatti i paleontologi ritengono che controllasse la temperatura del suo corpo attraverso la vela dorsale.

Stando fermo al sole, si ipotizza che lo spinosauro avrebbe potuto assorbire il calore attraverso l’enorme vela dorsale, in alcuni punti alta quanto un uomo, che funzionava come un “assorbitore termico" catturando la radiazione solare. Il calore ricevuto si propagava su tutto il resto del corpo e, così immagazzinato, permetteva allo spinosauro di mantenere un'adeguata temperatura anche durante le ore notturne.

Si ipotizza inoltre che nelle ore più calde questo dinosauro potesse rivolgere controvento la vela dorsale che, raffreddandosi, smaltiva il calore del corpo come un enorme radiatore, evitando condizioni di ipertermia. Non è escluso che la vela avesse pannelli adiposi sviluppati lateralmente, come riserva idrica ed energetica.

Altre funzioni della vela[modifica | modifica sorgente]

Alcuni scienziati pensano che la vela dorsale dello spinosauro fosse brillantemente colorata e che potesse essere usata per minacciare altri maschi; probabilmente aveva anche la funzione di richiamo sessuale durante la stagione dell’accoppiamento. In ogni caso questa alta vela dorsale nel paesaggio del Cretaceo doveva rendere impressionante la vista di uno spinosauro.

Ma non tutti gli spinosauridi sono dotati di una vela, e, vista la frammentarietà dei resti di Spinosaurus, forse anche non tutti gli Spinosauri. La vela potrebbe quindi essere un carattere sessuale secondario (come la gobba più pronunciata nei bisonti maschi) utilizzato per distinguere i maschi dalle femmine. In definitiva non si è ancora in grado di attribuire con precisione una funzione a questa "vela".

Una mascella da coccodrillo[modifica | modifica sorgente]

A differenza di altri dinosauri ipercarnivori come il tirannosauro, lo spinosauro non era dotato di mascelle particolarmente massicce. I suoi denti poi erano conici e dritti, non curvati all'indietro e seghettati come quelli di un carnosauro. Questo ha portato a ritenere in un primo tempo che lo spinosauro fosse un predatore di grossi pesci e altri grossi animali fluviali come i coccodrilli, anche se probabilmente non disdegnava di cibarsi di carcasse o animali gravemente feriti. Oggi però, si ritiene che Spinosaurus oltre a pesci e animali fluviali, potesse cacciare anche altri dinosauri di stazza media, una proporzione simile agli attuali grandi coccodrilli in grado di cacciare prede come gnu e bufali. Analisi ancora più recenti sui reperti disponibili, sembrano confermare quest'ultima ipotesi: infatti, il morso di Spinosaurus poteva esercitare una pressione superiore a quella degli attuali grandi coccodrilli, ovvero circa 1,2/1,8 tonnellate per centimetro quadrato, ampiamente sufficiente a renderlo cacciatore attivo di altri dinosauri. È da precisare inoltre, che secondo altre stime invece, proprio la potenza d'impatto del morso sarebbe stata una delle principali armi dello spinosauro (e quindi potenzialmente superiore a quella rilevata dai test).

Muso di Spinosaurus maroccanus

La sezione trasversale del rostro, triangolare, la presenza della lunga cresta nasale dorsale che faceva da punto di scarico delle forze e la presenza del lungo palato secondario (un modo per resistere più facilmente alle torsioni), sono tutti adattamenti finalizzati a sostenere le intense sollecitazioni provocate da morsi particolarmente potenti; inoltre la posizione arretrata delle narici, faceva sì che la parte “d’impatto” del cranio durante il morso fosse composta perlopiù da ossa compatte, a basso rischio di danneggiamento. Inoltre, a conferma di questa resistenza, è da sottolineare che nei reperti di Spinosaurus è proprio il rostro la parte rimasta maggiormente “intatta” e meno danneggiata. In base a queste informazioni, infatti, oggi si ritiene che Spinosaurus dovesse essere sia un abile “pescatore”, sia un cacciatore, sia attivo che necrofago, di prede come ad esempio Ouranosaurus, Iguanodontide dotato curiosamente anch’esso di vela dorsale (che comunque, essendo lungo 7 metri e pesante appena 2-4 tonnellate, era assai più piccolo di uno spinosauro adulto) o giovani sauropodi.

Resti fossili[modifica | modifica sorgente]

Lo spinosauro fu scoperto in Egitto nel 1911 da una spedizione guidata dal paleontologo tedesco Ernst Stromer che lo descrisse in una pubblicazione del 1915: i resti rinvenuti e raccolti (tra cui una mascella, alcuni denti e vertebre) andarono distrutti nel bombardamento di Berlino durante la Seconda guerra mondiale.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinosauro (immaginario)#Spinosaurus.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DE) Stromer, E., Wirbeltier-Reste der baharije-Stufe (unterstes Cenoman).3 Das Original des Theropoden Spinosaurus aegyptiacus nov. gen. et nov. spec in Abhandlungen der Königlich Bayerischen Akademie der Wissenschaften Mathematisch-physikalische Klasse Abhandlung, vol. 28, 1915, pp. 1-32.
  2. ^ Russell, D. A, Isolated dinosaur bones from the middle Cretaceous of the Tafilalt, Morocco in Bulletin du Muséum National d’Histoire Naturelle, Paris, Série 4, n. 18, 1996, pp. 349–402.
  3. ^ Dal Sasso, C., S. Maganuco, E. Buffetaut and M. A. Mendez, New information on the skull of the enigmatic theropod Spinosaurus, with remarks on its sizes and affinities in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 25, n. 4, 2005, pp. 888-896. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  4. ^ Therrien, F., Henderson, D.M., My theropod is bigger than yours...or not: estimating body size from skull length in theropods in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 27, n. 1, 2007, pp. 108-115. DOI:10.1671/0272-4634%282007%2927%5B108%3AMTIBTY%5D2.0.CO%3B2.
  5. ^ The Theropod Database by Mickey Mortimer

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Taquet, P., D. A. Russell, New data on spinosaurid dinosaurs from the Early Cretaceous of the Sahara in Comptes Rendus de l’Académie des Sciences, Paris, Sciences de la Terre et des Planètes, vol. 327, 1998, pp. 347–353. URL consultato il 14.10.2010.
  • Eric Buffetaut, Mohamed Ouaja, A new specimen of Spinosaurus (Dinosauria, Theropoda) from the Lower Cretaceous of Tunisia, with remarks on the evolutionary history of the Spinosauridae in Bulletin de la Societe Geologique de France, vol. 173, n. 5, 2002, pp. 415-421. DOI:10.2113/173.5.415.
  • Smith, Joshua B., et al.,, New information regarding the holotype of Spinosaurus aegyptiacus Stromer, 1915 in Journal of Paleontology, marzo 2006.
  • Rauhut, O.W.M., The interrelationships and evolution of basal theropod dinosaurs in Special Papers in Palaeontology, vol. 69, 2003, pp. 1-213.
  • Palmieri, Parotto, Il globo terrestre e la sua evoluzione, Zanichelli, 2000.
dinosauri Portale Dinosauri: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di dinosauri