The Rolling Stones Rock and Roll Circus

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The Rolling Stones Rock and Roll Circus
Artista The Rolling Stones
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Live
Pubblicazione 15 ottobre 1996 [1]
Durata 59 min : 05 s
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 1
Tracce
Genere Rock and roll
Blues rock
Hard rock
Rock
Etichetta ABKCO Records[1]
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore Lenne Allik[2]
Jody Klein[2]
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione 11 dicembre 1968 - 12 dicembre 1968[1]
Formati {{{formati}}}
Note
Premi
Dischi d'oro
Dischi di platino
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
The Rolling Stones - cronologia
Album precedente
Singles Collection: The London Years
(1989)
Album successivo
Singles 1963-1965
(2004)
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The Rolling Stones Rock and Roll Circus è un album dal vivo (con allegato il video delle esibizioni) dei Rolling Stones insieme ad altri gruppi musicali, pubblicato nel 1996. È stato il primo album del gruppo ad essere pubblicato non in vinile.

Indice

[modifica] Commento all'album

Due giorni di musica, organizzati dalla Greatest Rock'n'Roll Band in the World, in un circo che possiede come artisti alcune delle migliori band della "Swinging London" nel 1968 e, in alcuni spezzoni, anche amici degli artisti e veri giocolieri, mangiafuoco e trapezisti. Nel suo quinto prodotto, il manager Allan Klein con il tema del circo intende, allo stesso tempo, promuovere l'appena uscito Baggers Banquet con l'ausilio di diverse guest stars, lanciare i gruppi emergenti e lasciare una testimonianza dell’atmosfera musicale presente in quegli anni.

[modifica] Commento ai brani

A parte i bootlegs, sia nella versione su disco che nel video, è riportata solo una canzone per ogni gruppo ospitato, fatta eccezione per i Rolling Stones.

Dopo la breve introduzione di Mick Jagger in stile presentatore circense, Entry of the Gladiators è la canzone con cui l'intero gruppo di artisti fa la sua entrata. Salutano il pubblico i membri delle band che si esibiranno, ora attorniati anche dai autentici professionisti del circo. Lo spettacolo vero e proprio si apre con i Jethro Tull presentati da Jagger, che esordivano in quegli anni con l'album This Was; il brano è Song for Jeffrey(purtroppo in playback), suonata con la formazione originale: al basso elettrico Glenn Cornick che qui suona anche l'armonica, alla slide guitar Tony Iommi, che lascia temporaneamente i Black Sabbath (per sostituire Abrahams che aveva da poco lasciato il gruppo), e alla batteria Clive Bunker; front-man del gruppo Ian Anderson, che canta e suona il flauto traverso. Il gruppo si esibisce con abiti settecenteschi e da menestrelli, e sfoggia movenze da marionette per dare un apparente effetto "teatro di figura" guidato da qualcuno sopra il palco.

I secondi ad entrare sono i The Who, una delle famose band degli anni sessanta, che, anche loro, portano il pubblico in visibilio, suonando una delle migliori versioni della prima mini rock opera della storia, A quick one, while he's away. Il batterista Keith Moon "the Loon" qui dà la conferma di essere uno dei migliori dell'epoca. Pur essendo dietro la sua ultra equipaggiata batteria quasi ruba la scena agli altri impegnati nelle loro parti e nei loro vocalizzi: preso dalle sue fantasmagoriche rullate quasi fa cadere i microfoni, lancia un timpano all'indietro urtando un piatto(suono eliminato nell'ultimo remix), dopo uno stravagante tempo sul fusto, e a un certo punto appare mentre suona i tamburi zeppi di acqua sollevando schizzi dappertutto e agitandosi sempre di più mentre il ritmo incalza. Sono sette minuti e mezzo di un susseguirsi di tanti brani, tenuti insieme da un unico filo conduttore, che si concludono con un lieto fine. Il tutto allo stesso tempo è amalgamato da maestro e il gruppo suona unito alla perfezione per eseguire quella che molti reputano la migliore versione.

In questo intermezzo c’è Over the waves a fare da sottofondo ai trapezisti, che allietano il pubblico riportandolo ad uno stato di quiete per il momento.

Ma entra a capovolgere la situazione sulla scena, il bluesman Taj Mahal, suonando una country-blues Ain’t that a lot of love, accompagnato dagli essenziali riff del suo chitarrista Jesse Ed Davis, riportando gli spettatori ad urlare ed a ballare. Nei video bootleg è presente un secondo pezzo, "Leavin' Trunk", tagliato dalla scaletta finale dell'originale, anche se più che degno di essere aggiunto.

Segue Marianne Faithfull (introdotta da C. Watts), groopie dei Rolling Stones, la Pop Princess degli anni sessanta, che canta un lento che spezza il ritmo creato fino a quel momento.

Ripristinano l'atmosfera i Dirty Mac, il gruppo messo su per l’occasione, che vede come prima performance pubblica dopo tanti anni un graffiante John Lennon che presta, dal suo recente White Album, una Yer Blues ancora più blues della originale, grazie anche ad Eric Clapton ed al suo assolo stile Cream, a Keith Richards, bassista sorprendentemente bravo per l'occasione, e alla batteria jazz di Mitch Mitchell, batterista di Jimi Hendrix.

Finita la canzone, Lennon invita la compagna Yoko Ono e il violinista Ivry Gitlis per produrre un misto di blues (con lui e la sua band), di urlato orientale stile Yoko (che tra le righe comunica la causa del futuro scioglimento dei Beatles), e di musica classica (con Gitlis). Il tutto è talmente confusionario da fare ridere Clapton e Richards alle spalle degli entusiasti John e Yoko.

A questo punto, dopo una originale presentazione mimata da Lennon, entrano all'improvviso i Rolling Stones con Jumpin' Jack Flash. La canzone viene suonata con un ritmo sostenuto e un groove piuttosto blues. Il pubblico balla insieme a Jagger che si scatena. Sin dall'inizio si nota uno strumentista esterno al gruppo, Rocky Dijon, ingaggiato in quegli anni per la maggior parte degli album in studio. Subito dopo il gruppo si prepara per No expectations, eseguita con l'ausilio di Watts e di Dijon, rispetto all'originale priva di percussioni. Brian Jones dona uno splendido accompagnamento col suo Bottle Neck anche se nel gruppo si sente già l'aria di cambiamento. Quindi si abbandona il ritmo precedente con You Can't che comincia con la chitarra di Richards prima dell'impazzimento di Jagger a cui seguirà l'entrata esplosiva degli altri. Qui il cantante improvvisando sul ritornello coinvolge una ragazza che non può fare altro che rimanere sconvolta dalla esuberanza di Mick. Questi, subito dopo aver lasciato la ragazza che rimane intimorita, canta alla telecamera come impartendo una lezione e riprende il suo ballo da sfrenato fino alla fine del motivo.

Poi Sympathy for the Devil, canzone dal testo luciferino, la cui durata viene dilata di alcuni minuti per lasciare spazio all'assolo penetrante di Keith Richards, al pulsare del basso di Bill Wyman, al ritmo incessante di Charlie Watts. Al termine del pezzo Jagger inscena una venerazione per il diavolo scoprendo la schiena e mostrando i suoi tatuaggi in stile "satanico" per ribadire la banale interpretazione che vuole comunicare. Il tutto completato da Rocky Dijon che tiene il tempo con congas e bonghi. Il pubblico impazzisce e la telecamera ritrae lo sguardo di Brian che contrasta col tutto mentre suona le maracas e quasi non prende parte al pezzo.

Chiude lo show Salt of the Earth con, sopra la base di Beggars Banquet, le voci dal vivo di Mick e Keith, cantata seduti in mezzo a tutti i membri dei gruppi e agli spettatori, prima lontani negli spalti. Tutti seguono il tempo, all'inizio tranquillo ma poi frenetico che li fa saltare a ballare invogliati da Jagger.

Termina così la pellicola ma riprende subito la canzone e compaiono i titoli di coda.

[modifica] Formazioni

Rolling Stones

con

Jethro Tull

The Who

Taj Mahal

Marianne Faithfull

Dirty Mac

Yoko Ono & Ivry Gitlis con Dirty Mac

[modifica] Tracce

  1. "Mick Jagger's Introduction of Rock and Roll Circus" – 0:25
  2. "Entry Of The Gladiators" (Julius Fučík) – 0:55
  3. "Mick Jagger's Introduction of Jethro Tull" – 0:11
  4. "Song For Jeffrey" (Ian Anderson) – 3:26
  5. "Keith Richards's introduction of The Who" – 0:07
  6. "A Quick One While He's Away" (Pete Townshend) – 7:33
    • Suonata dagli Who
  7. "Over The Waves" (Juventino Rosas) – 0:45
  8. "Ain't That A Lot Of Love" (Homer Banks/Willia Dean Parker) – 3:48
  9. "Charlie Watts's Introduction of Marianne Faithfull" – 0:06
  10. "Something Better (Gerry Goffin/Barry Mann) – 2:32
  11. "Mick Jagger's and John Lennon's Introduction of The Dirty Mac" – 1:05
  12. "Yer Blues (Lennon/McCartney) – 4:27
  13. "Whole Lotta Yoko" (Yoko Ono) – 4:49
  14. "John Lennon's Introduction of The Rolling Stones"/"Jumpin' Jack Flash" – 3:35 (Jagger/Richards)
  15. "Parachute Woman" – 2:59 (Jagger/Richards)
  16. "No Expectations" – 4:13 (Jagger/Richards)
  17. "You Can't Always Get What You Want" – 4:24 (Jagger/Richards)
  18. "Sympathy For The Devil" – 8:49 (Jagger/Richards)
  19. "Salt Of The Earth" – 4:57 (Jagger/Richards)

[modifica] Note

  1. ^ a b c Scheda dell'album su Allmusic.com
  2. ^ a b Allmusic.com
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