Poirot a Styles Court

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Poirot a Styles Court
Titolo originale The Mysterious Affair at Styles
Autore Agatha Christie
1ª ed. originale 1920
Genere Romanzo
Sottogenere giallo
Lingua originale inglese
Serie Hercule Poirot
Seguito da Aiuto, Poirot!

Poirot a Styles Court è il primo romanzo giallo di Agatha Christie, scritto durante la Prima guerra mondiale, quando la futura scrittrice prestava la sua opera come infermiera.[1] Nel romanzo fa la sua prima apparizione il celebre personaggio Hercule Poirot, un ex funzionario della polizia belga ormai ritiratosi dall'attività.

Conosciuto anche con il titolo Poirot e il mistero di Styles Court, il libro è stato pubblicato in Italia numerose volte, sia nella collana I Classici del Giallo (I edizione no. 195 del luglio 1974, ripubblicato col no. 521 del 1987), sia negli Oscar Mondadori (no. 1014 dell'agosto 1979), sia nella collana Il Giallo Mondadori (no. 2739 del luglio 2001).

Pubblicazione e genesi dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Poirot a Styles Court nasce per una fortunata scommessa, essendo stata l'autrice sfidata dalla sua sorella maggiore a scrivere un libro giallo che fosse pubblicabile.

Agatha Christie terminò la stesura del romanzo nel 1915[2], ma lo inviò senza successo a ben sei editori; stava per arrendersi, quando, nel 1920, l'editore londinese John Lane, cofondatore della casa editrice Bodley Head, decise di pubblicare il libro negli Stati Uniti. Le condizioni imposte da Lane erano però quasi da contratto-capestro: soltanto 25 sterline di anticipo e l'esclusione dagli utili prima della vendita delle 2000 copie.[2]

Il romanzo comunque ebbe un buon successo di pubblico, e John Lane lo ristampò, sia nel medesimo anno della pubblicazione, sia nel 1921 in Gran Bretagna per i tipi di The Bodley Head.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia è ambientata in Inghilterra durante la Prima Guerra Mondiale, a Styles Court, un maniero nella campagna dell’Essex (ambientazione anche di Sipario, l’ultimo caso di Poirot). La casa in cui Agatha Christie viveva con il primo marito, il colonnello Archibald Christie, si chiamava Styles.[2]

Il capitano Arthur Hastings è in soggiorno a Styles Court, dietro invito del suo amico John Cavendish. Una notte, gli abitanti di Styles trovano la proprietaria della villa, nonché matrigna di John, Emily Inglethorp, moribonda a causa di un avvelenamento da stricnina. Hastings pensa di rivolgersi al suo amico Hercule Poirot, rifugiatosi con alcuni connazionali in Inghilterra per sfuggire alla guerra, e residente nel villaggio vicino, Style St. Mary. Il celebre investigatore comincia ad indagare.

Poirot ricostruisce gli avvenimenti che hanno portato alla morte della signora. Il giorno in cui è stata uccisa, Emily Inglethorp è stata sentita litigare con qualcuno, probabilmente il marito, Alfred, o il suo figliastro, John. Più tardi, la donna è apparsa nervosa e, apparentemente, ha compilato un nuovo testamento – che nessuno è però riuscito a trovare. Ha mangiato poco a cena e si è ritirata presto nella propria camera, con una valigetta contenente incartamenti. La valigetta è stata forzata più tardi da qualcuno che ha rubato un documento. Alfred Inglethorp ha lasciato Styles presto la sera ed ha pernottato nel villaggio vicino, quindi non era presente al momento dell’avvelenamento. Nessuno riesce a spiegarsi come e quando sia stata somministrata la stricnina.

All’inizio, il primo sospettato è proprio Alfred, dato che è quello che ha tratto maggior beneficio dalla morte di Emily e, visto che è molto più giovane della donna, la famiglia Cavendish l’ha sempre considerato un arrampicatore sociale. Evelyn Howard, la dama di compagnia di Emily, sembra odiarlo più di tutti. Il suo comportamento, poi, è sospetto: ha acquistato al villaggio una dose di stricnina prima che Emily fosse avvelenata e, sebbene neghi di averlo fatto, rifiuta di produrre un alibi. La polizia sta per arrestarlo, ma Poirot interviene dimostrando che Inglethorp non poteva ottenere il veleno.

La polizia di Scotland Yard allora arresta il figliastro più vecchio di Emily Inglethorp, John Cavendish, l’erede nell’ultimo testamento della donna, e che avrebbe potuto procurarsi la stricnina.

Alla fine del romanzo Poirot dimostra l’innocenza di John Cavendish e la colpevolezza di Alfred Inglethorp, che ha organizzato il tutto con l’aiuto di Evelyn Howard, sua cugina nonché sua amante, quindi solo in apparenza la sua nemica giurata. La coppia ha avvelenato Emily aggiungendo un agente precipitante, il bromuro, al tonico che l'anziana prendeva tutte le sere, in modo che i componenti innocui della stricnina, che erano già presenti nel farmaco, si depositassero sul fondo della bottiglietta. Così, l’ultima dose della medicina sarebbe stata letale, in quanto contenente tutta la stricnina dell'intera confezione.

Il piano prevedeva che Alfred fosse incriminato con delle false prove, che potevano essere facilmente confutate in tribunale. Una volta assolto, grazie al principio del Ne bis in idem, non avrebbe potuto essere processato per lo stesso reato una seconda volta, anche se fossero state trovate delle vere prove contro di lui.

Temi narrativi[modifica | modifica sorgente]

Tema legale[modifica | modifica sorgente]

Il principio per cui non sia possibile processare due volte una persona per lo stesso reato (Ne bid in idem o double jeopardy in inglese) è valido nella maggior parte degli ordinamenti giudiziari, incluso quello anglosassone, dove è stato parzialmente abolito nel 2003. Secondo Julian Symons, all'epoca in cui la Christie scrisse il libro non si erano ancora verificati in Gran Bretagna casi in cui il principio fosse stato deliberatamente utilizzato come escamotage per evitare una condanna.

Tuttavia, nel 1931, un elettricista di nome Frederick Field tentò di scampare alla giustizia adottando proprio questo sistema. Field negò di aver assassinato una prostituta, Norah Upchurch, ma dopo due anni si costituì e fu processato; tuttavia al processo ritrattò, e siccome non esistevano prove della sua colpevolezza oltre alla sua confessione, Field fu assolto, e iniziò a vantarsi pubblicamente di aver ucciso effettivamente la Upchurch ma di non doverne scontare alcuna conseguenza, visto che non poteva essere nuovamente processato per quel reato. Dopo altri due anni, Field uccise un'altra prostituta e tentò nuovamente la via dell'escamotage giudiziario, ma stavolta la polizia, che lo teneva d'occhio, raccolse prove schiaccianti, e l'elettricista fu condannato all'impiccagione.[3]

Il medesimo tema di stampo legale è alla base di numerose opere, come:

  • Colpevole d'innocenza (Double Jeopardy), con Ashley Judd, in cui la protagonista viene ingiustamente condannata per l'omicidio del marito e, siccome questo non è morto, lo cerca per vendicarsi, dal momento che non potrà essere condannata nuovamente.
  • Presunto innocente (Presumed Innocent), con Harrison Ford, in cui il protagonista viene accusato ingiustamente ma alla fine è assolto; quindi individua il vero colpevole ma si confronta con l'impossibilità pratica di istituire un nuovo processo.

Tema biochimico[modifica | modifica sorgente]

L'idea di concentrare tutto il principio attivo di un medicinale in un'unica somministrazione oltre che ingegnosa è anche verosimile. Alcuni anni dopo la pubblicazione del romanzo, un atto criminoso venne realizzato proprio con questo sistema.[3]

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Hercule Poirot: investigatore
  • Arthur Hastings: amico di Poirot e voce narrante
  • Emily Ingletorp: proprietaria della villa
  • Alfred Inglethorp: marito della defunta
  • Evelyn Howard: governante
  • Cynthia Murdoch: dolce ragazza ospite fissa a Styles Court
  • John Cavendish: figliastro della defunta
  • Mary Cavendish: moglie di John
  • Lawrence Cavendish: fratello minore di John
  • Dottor Bauerstein: celebre tossicologo
  • Dorcas: cameriera
  • Annie: altra cameriera
  • Albert Mace: farmacista
  • James Japp: ispettore di Scotland Yard
  • Sovrintendente Summerhaye: sovrintendente Scotland Yard

Film tratti dal romanzo[modifica | modifica sorgente]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il libro nasce da una scommessa fra Agatha e la sorella maggiore.
  2. ^ a b c Julian Symons, prefazione in Poirot a Styles Court, I edizione Oscar Mondadori, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
  3. ^ a b Julian Symons, postfazione in Poirot a Styles Court, I edizione Oscar Mondadori, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
  4. ^ Poirot a Style Court

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]