Poirot sul Nilo

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Poirot sul Nilo
Titolo originale Death on the Nile
Autore Agatha Christie
1ª ed. originale 1936
Genere Romanzo
Sottogenere giallo
Lingua originale inglese
Serie Hercule Poirot
Preceduto da Carte in tavola
Seguito da Due mesi dopo

Poirot sul Nilo (Death on the Nile) è uno tra i più celebri romanzi della giallista inglese Agatha Christie. Pubblicato per la prima volta nel 1936, è il quindicesimo romanzo in ordine cronologico ad avere come protagonista il detective belga Hercule Poirot, e può essere considerato il secondo capitolo di una trilogia che comprende anche La domatrice (1938) e Non c'è più scampo (1936) e che vede Hercule Poirot impegnato in viaggio dapprima in Egitto e poi nell'Europa orientale.

Il titolo inglese è Death on the Nile, che è anche un racconto scritto nel 1934 dalla stessa Christie e incluso nella raccolta Parker Pyne indaga.

Il romanzo fu tradotto e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1939.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Hercule Poirot si trova in vacanza in Egitto. Imbarcandosi sul battello Karnak per una crociera sul Nilo, fa la conoscenza della giovane ereditiera Linnet Ridgeway, in viaggio di nozze con il neo-marito Simon Doyle. Tra i partecipanti al tour c'è anche Jacqueline de Bellefort, un tempo migliore amica di Linnet, intenzionata a ossessionare con la sua presenza la giovane, colpevole di avere sposato il suo ex-fidanzato del quale è ancora innamorata. Durante il viaggio, al termine di una serata nel salone del battello, Jacqueline si lascia sopraffare dalla rabbia e dalla gelosia e ferisce Simon a una gamba con un colpo di rivoltella. Il mattino successivo, Linnet Doyle viene trovata uccisa nel suo letto. Sarà Poirot, dopo aver indagato sul passato e sull'identità delle persone che si trovano sul battello, a giungere alla soluzione.

Intreccio[modifica | modifica wikitesto]

Jacqueline segue Simon e Linnet durante la loro luna di miele, apparendo nei momenti più impensati e importunando la coppia con la sua ossessiva presenza. I Doyle decidono allora di depistare la donna e di intraprendere di nascosto la crociera sul Nilo a bordo del Karnak, ma Jacqueline scopre tutto e si imbarca anche lei come passeggera. Durante una visita ai templi di Luxor, un grosso masso rischia di cadere e colpire Linnet. I sospetti ricadono su Jacqueline, che però dimostra di essere stata lontana dal luogo in cui è successo l’incidente. Alla fine del libro si scoprirà che l'attentatore in realtà è l'avvocato Pennington, il legale americano di Linnet, che intendeva evitare che la sua cliente scoprisse le irregolarità da lui commesse nella gestione dei suoi affari. Jim Fanthorp, inviato in incognito dai legali inglesi della giovane, era invece incaricato di smascherare i piani di Pennington.

Una sera, nel salone del battello, dopo che Linnet si è già ritirata per la notte, Jacqueline - in presenza degli altri passeggeri Cornelia Robson e Jim Fanthorp - ferisce Simon ad una gamba con un colpo di rivoltella e allontana l'arma spingendola sotto un divano con un calcio (più tardi la pistola risulterà sparita). Piena di rimorsi, Jacqueline viene accompagnata in camera sua da Cornelia e Fanthorp, dove viene sedata e sorvegliata a vista per il resto della notte dall'infermiera Miss Bowers. Nel frattempo, il dottor Bessner viene svegliato da Fanthorp e va nel salone a soccorrere Simon, prestandogli le prime cure e facendolo trasportare nella sua cabina. D'accordo con Simon e con Bessner, Fanthorp torna nel salone per recuperare la pistola di Jacqueline, ma scopre che è scomparsa da sotto il divano.

La mattina dopo, Linnet Doyle viene ritrovata morta nel suo letto, uccisa con un colpo di rivoltella Calibro 22 (la stessa di Jacqueline) alla testa. Sulla parete accanto a lei, è stata tracciata col sangue la lettera "J", che porta a pensare che Linnet possa aver tentato di indicare l'identità del proprio assassino, prima di morire.

A parte Simon Doyle e Jacqueline, che possiedono entrambi un alibi per l'ora del delitto (lui immobilizzato dalla ferita, lei sorvegliata dall'infermiera), tutti i passeggeri del battello risultano potenziali indiziati. La presenza sul Karnak di un vecchio amico di Poirot, il colonnello Race, che sta cercando una spia nemica, non fa che aumentare il mistero.

L’attenzione di Poirot si concentra sulla pistola, che viene effettivamente recuperata dal Nilo, avvolta da un fazzoletto macchiato di sangue e dalla stola di Miss Van Schuyler, che ne aveva segnalato la scomparsa la sera prima. L'investigatore rileva subito un'incongruenza, in quanto il fatto che la pistola sia avvolta nel fazzoletto e nello scialle contrasta con la tipologia di ferita alla tempia di Linnet Doyle: la presenza di bruciature intorno al foro del proiettile non sarebbe stata possibile se il colpo fosse partito da un'arma avvolta nella stoffa. Poirot inizia quindi a sospettare che sia stato sparato un terzo colpo e, nel frattempo, si trova costretto a valutare anche una serie di falsi indizi, come per esempio una bottiglia gettata in acqua proprio nello stesso momento dell’arma, e il furto di una collana di perle che vede Tim Allerton come sospettato principale.

Mentre si trova nella cabina del Dottor Bessner, conversando con lui e con Simon, Poirot viene interpellato dalla cameriera di Linnet, Louise Bourget, che lascia intendere (facendosi sentire anche da Bessner e Simon) di sapere chi è l’assassino della sua padrona. Poche ore dopo, la ragazza viene trovata morta, con la gola tagliata, nella sua cabina. Nella sua mano c’è ancora un frammento stracciato di una banconota; appare chiaro quindi che la cameriera ha cercato di ricattare il colpevole ed è stata uccisa per questo. Mentre Poirot si trova nuovamente nella cabina del Dottor Bessner, interviene la signora Salomè Otterbourne, che annuncia di conoscere il nome dell’assassino, ma poco prima che riesca a pronunciarlo, qualcuno le spara alla testa dall'esterno della cabina e la uccide.

Ma Poirot ha già compreso come si è svolta la vicenda e ha individuato i colpevoli in Simon e Jacqueline, che in realtà sono ancora innamorati l'uno dell'altra. Simon aveva sposato Linnet unicamente per i suoi soldi, e con l'intento di sbarazzarsi di lei a tempo debito per ereditare il suo patrimonio e sposare Jacqueline. Quest'ultima ha progettato l’uccisione della sua ex amica perché sapeva che Simon non possedeva sufficiente freddezza per agire da solo e si sarebbe sicuramente fatto smascherare.

La loro scenata nel salone alla presenza di testimoni, lo sparo da parte di Jacqueline e l'insistenza di Simon affinché la ragazza venisse condotta via e sorvegliata a vista, erano stati accuratamente pianificati per garantire un alibi a entrambi. In effetti, la pallottola sparata da Jacqueline ha in realtà colpito il bordo di un tavolino, dove Poirot riscontra una scalfittura recente. Rimasto solo dopo che Jacqueline viene condotta via, Simon ha recuperato la pistola da sotto il divano, è corso nella cabina di Linnet e l’ha uccisa, tracciando la "J" sulla parete. Ritornato precipitosamente nel salone, si è sparato alla gamba avvolgendo l'arma nella stola della Van Schuyler per attutire il secondo colpo e ha gettato la pistola ancora avvolta nello scialle fuori dalla finestra, in tempo per essere raggiunto dal dottor Bessner, chiamato a soccorrerlo.

Jacqueline è stata costretta a commettere il secondo ed il terzo omicidio per evitare che lei e Simon venissero smascherati. Louise Bourget, dopo aver visto Simon allontanarsi dalla cabina della moglie all'ora del delitto, ha approfittato del suo colloquio con Poirot per far capire al giovane di conoscere la verità, e di conseguenza per ricattarlo. Simon ha poi insistito per un colloquio privato con Jacqueline, durante il quale l'ha avvertita del pericolo. Jacqueline uccide quindi la cameriera con uno dei bisturi del dottor Bessner, ma viene a sua volta notata dalla Otterbourne. Successivamente, quando Simon si rende conto che la signora Otterbourne sta per rivelare il nome di Jacqueline, comincia a parlare a voce molto alta in modo da farsi sentire dalla sua complice nella cabina accanto. Jacqueline, malgrado il rischio, riesce a sparare alla Otterbourne attraverso la porta aperta della cabina, eliminando la scomoda testimone e rientrando subito nella sua stanza.

Pur non avendo la minima prova, Poirot riesce a far crollare psicologicamente Simon Doyle e a fargli confessare tutto. Altri misteri trovano alla fine spiegazione: la spia nemica risulta essere il signor Richetti, mentre il ladro della collana di perle è Tim Allerton, ma Poirot gli permette di rimpiazzare il gioiello e di evitare la prigione, in modo che egli possa sposare Rosalie Otterbourne. L'altra coppia che progetta il matrimonio è quella formata da Cornelia Robson e il dottor Bessner, con gran sorpresa del giovane signor Ferguson, un acceso comunista che alla fine si rivela essere membro di una grande famiglia aristocratica del paese e che sperava di poter sposare la ragazza. Al momento della cattura, Jacqueline uccide Simon e si suicida con una seconda rivoltella che teneva nascosta.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Hercule Poirot, investigatore
  • Linnet Ridgeway-Doyle, ricca ereditiera
  • Simon Doyle, marito di Linnet
  • Lord Windlesham, fidanzato respinto di Linnet
  • Jacqueline de Bellefort, ex amica di Linnet ed ex fidanzata di Simon
  • Signora Allerton, donna inglese in vacanza
  • Tim Allerton, figlio della signora Allerton
  • Dottor Bessner, medico in vacanza
  • Signorina Bowers, infermiera
  • Jim Fanthorp, avvocato
  • Ferguson, giovane dalle idee rivoluzionarie
  • Signora Salome Otterbourne, scrittrice
  • Rosalie Otterbourne, figlia della scrittrice
  • Andrew Pennington, amministratore dei beni di Linnet
  • Colonnello Race, vecchia conoscenza di Poirot
  • Cornelia Robson, ragazza americana in vacanza
  • Signorina van Schuyler, ricca americana in vacanza
  • Louise Bourget, cameriera di Linnet
  • Richetti, italiano in vacanza che poi si rivela essere la spia nemica che sta cercando il Colonnello Race

Riferimenti ad altri romanzi di Poirot[modifica | modifica wikitesto]

  • In questo romanzo ritornò il personaggio del colonnello Race, già presente in Carte in tavola, libro immediatamente precedente.
  • La signorina van Schuyler dice a Poirot di aver sentito parlare di lui da Rufus van Aldin; quest'ultimo fu tra i protagonisti di una precedente avventura dell'investigatore, Il mistero del treno azzurro.
  • Quando Poirot si vede costretto ad ispezionare il battello, il colonnello Race gli sconsiglia di controllare il suo stesso scompartimento, ma Poirot rifiuta, rievocando un caso in cui, mentre cercava un kimono scomparso, esso era apparso nella valigia dell'investigatore stesso, chiaro riferimento al famoso libro Assassinio sull'Orient-Express.

Film tratti dal romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Audiolibri e fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Audiolibri tratti dal romanzo
Fumetti

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fumetto

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]