Il Natale di Poirot

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Il Natale di Poirot
Titolo originale Hercule Poirot's Christmas
Autore Agatha Christie
1ª ed. originale 1939
Genere Romanzo
Sottogenere giallo
Lingua originale inglese
Serie Hercule Poirot
Preceduto da La domatrice
Seguito da La parola alla difesa

Il Natale di Poirot è un romanzo giallo scritto da Agatha Christie e pubblicato nel 1939 in lingua inglese e nel 1940 in Italia. È la diciassettesima avventura della scrittrice che ha come protagonista il famoso Hercule Poirot.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Tre giorni prima di Natale un anziano signore inglese, di nome Simeon Lee, in occasione del Natale decide di invitare i suoi figli che non vedeva ormai da vent'anni. Il solo a rimanere a casa fu Alfred con la moglie Lydia. In seguito Simeon invitò gli altri componenti della famiglia. Il primo a giungere a casa fu George con la moglie Maude, poi arrivarono David con la moglie Hilda,Harry, il figlio più scapestrato e un uomo di nome Stephen Farr, figlio di un ex socio di Simeon. La famiglia ora era al completo, così il capofamiglia, decise di tenere una riunione il giorno successivo, scusandosi per le sue malefatte, dicendo di voler cambiare il testamento e inizia ad insultare i suoi figli, solo per puro divertimento. Intanto si era recato a casa Lee il tenente di polizia,Sudgen, per raccogliere fondi per gli orfani dei poliziotti, egli però se ne andò subito dopo aver parlato con Simeon. Ormai era ora di cena e tutti si accomodarono in sala da pranzo per mangiare. Finita la cena, all'improvviso si sentì dal piano di sopra il rumore di mobili rovesciati e infine si udì un grido pietrificante. Tutti si spaventarono e corsero di sopra, la porta era chiusa dall'interno e Stephen la dovette abbattere. Aperta la porta dentro la stanza c'era il cadavere di Simeon in una pozza di sangue. Intanto era giunto a casa Lee il tenente Sudgen, chiamato dai familiari. Egli stesso aveva visto Pilar, la nipote di Simeon, che aveva raccolto delle prove da terra. Il tenente se le fece immediatamente consegnare e, con l'aiuto di Poirot e del colonnello Johnson, cominciò ad interrogare tutti. Dagli interrogatori non venne fuori nulla di significativo. Poco dopo la polizia venne a sapere che Simeon possedeva dei diamanti custoditi in una cassaforte, che erano stati rubati. Nel frattempo Pilar era stata quasi uccisa da un sasso che stava posizionato sopra di lei. Qualche giorno più tardi si venne a sapere che Stephen non era un Farr, visto che i Farr erano tutti morti, ma un loro fedele amico. Inoltre la nipote di Simeon non era la vera Pilar, dato che quest'ultima morì uccisa da una bomba. Prima dell'incidente, su un giardino allestito da Lydia vennero ritrovati i diamanti scomparsi di Simeon. Poirot capì che la causa dell'incidente accaduto a Pilar era opera dell'assassino di Simeon, che aveva scoperto che Pilar sapeva qualcosa sul delitto. Pilar infatti, nel momento del delitto, si trovava vicino alla stanza di Simeon, nascosta dietro alcune statue e poiché era vestita di bianco, il signor Farr l'aveva scambiata per una di quelle. La stessa Pilar aveva visto una donna sull'uscio della porta della stanza di Simeon, questa donna era Hilda, che confermò di non essere la colpevole. Tutti i familiari avevano alibi non credibili e moventi che avrebbero potuto portarli ad uccidere Simeon; ma Poirot aveva già capito chi era il colpevole, il tenente Sudgen. Simeon infatti aveva vissuto per molto tempo in Sudafrica e per questo poteva benissimo aver fatto dei figli illegittimi, come aveva detto lui stesso nella riunione familiare antecendente alla sua morte. Uno di questi era proprio Sudgen. Con la scusa di raccogliere i fondi, era andato nella stanza di Simeon e aveva compiuto il delitto. Poi aveva ammucchiato tutti i mobili, legandoli con un filo che aveva lasciato penzolare dalla finestra, a un cappio del filo aveva legato un palloncino, in modo che quando avesse tirato il filo il palloncino sarebbe caduto e avrebbe emesso l'urlo. Inoltre aveva sparso del sangue animale intorno al cadavere e messo della legna nel camino per tenerlo caldo. In realtà il responsabile della trappola tesa a Pilar era sempre Sudgen. Poirot quindi osservando un quadro di Simeon quando era giovane aveva notato una netta somiglianza tra Sudgen e Simeon. Il mistero fu risolto: Alfred e Lydia decisero di vendere la casa, il falso Farr e la falsa Pilar si sposarono e andarono a vivere in Sudafrica, mentre tutti gli altri tornarono a vivere la vita che avevano sempre vissuto.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Hercule Poirot, investigatore
  • Simeon Lee, uomo ricchissimo
  • Tressilian, maggiordomo di casa Lee
  • Alfred Lee, figlio di Simeon
  • Lydia Lee, moglie di Alfred
  • Harry Lee, figlio di Simeon
  • George Lee, figlio di Simeon e membro del Parlamento
  • Magdalene Lee, moglie di George
  • David Lee, figlio di Simeon
  • Hilda Lee, moglie di David
  • Pilar Estravados, nipote di Simeon
  • Horbury, cameriere personale di Simeon
  • Stephen Farr, figlio di un vecchio amico di Simeon
  • Colonnello Johnson, capo della Polizia
  • Sovrintendente Sugden, della Polizia
Presenza dei personaggi
  • Il personaggio del Colonnello Johnson era già comparso nel romanzo Tragedia in tre atti ed infatti nel libro viene fatto riferimento all'omicidio di Sir Strange.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • All'interno del romanzo è citato il commento di Lady MacBeth:
« Chi lo avrebbe detto, che il vecchio avesse tanto sangue »
  • ed un adagio popolare di origine cèca (che molti ritengono erroneamente presente nella Bibbia, mentre così non è):
« I mulini del Signore macinano lentamente »

Film tratti dal romanzo[modifica | modifica sorgente]