Addio Miss Marple

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Addio Miss Marple
Titolo originale Sleeping murder
Autore Agatha Christie
1ª ed. originale 1976
Genere Romanzo
Sottogenere Letteratura gialla
Lingua originale inglese

Addio Miss Marple è un romanzo scritto da Agatha Christie e pubblicato nel 1976, pochi mesi dopo la morte della scrittrice inglese, ha per protagonista il popolare personaggio di Miss Marple.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Gwenda Reed è appena arrivata in Inghilterra dalla Nuova Zelanda. Fresca sposa è in cerca di una casa da comprare, in attesa che anche il marito arrivi in Inghilterra. Sbarcata a Plymouth inizia a girare per l'Inghilterra meridionale e giunge a Dillmouth. Qui s'innamora a prima vista di una casa che è in vendita. La visita e l'acquista. Da questo momento iniziano però le strane coincidenze. Immagina scale che portano in giardino, porte e tappezzerie che poi si scoprirà esistere già all'interno della casa. Spaventata si sposta a Londra ospite di Raymond e Joan West. Una sera durante una rappresentazione de Duchessa di Amalfi, sentendo una battuta, urla di terrore e torna nell'appartamento dei West. Viene seguita da Miss Marple, ospite anche lei dei West, che le chiede cos'è successo. Gwenda le risponde che da bambina ha visto Helen morire. Chi è questa Helen? Perché Gwenda ha avuto tutte quelle intuizioni su una casa che le era sconosciuta? A queste domande tenteranno di rispondere i coniugi Reed, con l'aiuto ovviamente di Miss Marple.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gwenda Reed, una giovane donna sulla ventina, sposata da poco, si trasferisce in Inghilterra dalla Nuova Zelanda, precedendo di qualche settimana il marito che è ancora trattenuto per lavoro nel luogo d'origine. Gwenda visita alcune zone del paese per trovare una casa adatta alla famiglia e alla fine si decide per una casa chiamata Hillside, nel paese di Dillmouth, da cui si sente attratta a prima vista. Dopo esservisi stabilita, Gwenda comincia a credere di avere facoltà da sensitiva perché in vari punti intuisce il passato della casa: la presenza di una porta di comunicazione, la vecchia carta da parati poi sostituita, e così via. Sentendosi sempre più a disagio, Gwenda accetta l’invito di Raymond e Joan West (nipoti di Miss Marple) di stare a Londra con loro per qualche giorno. L’interesse dell’anziana signorina viene subito stuzzicato quando, durante una rappresentazionede La duchessa di Amalfi di John Webster, Gwenda, sentendo la battuta: «Copritele il volto, ho la vista abbacinata; è morta giovane» getta un urlo e fugge dal teatro terrorizzata. Gwenda, più tardi, racconta a Miss Marple che quando ha sentito quelle parole le è sembrato di guardare attraverso la ringhiera la faccia bluastra e morta di “Helen”, mentre qualcuno ripeteva la stessa citazione. Gwenda afferma di non aver mai conosciuto nessuno che si chiamasse Helen, e teme di essere sul punto di impazzire. Miss Marple suggerisce che la spiegazione più semplice di questi fenomeni è che si tratti di ricordi: forse la ragazza si sta ricordando un fatto a cui ha assistito quando era molto piccola, forse aveva già vissuto in quella casa. Gwenda è convinta di non essere mai stata in Inghilterra, ma alcune incongruenze nei suoi ricordi d'infanzia la inducono a chiedere maggiori informazioni alla zia neozelandese, che l'ha allevata; scopre così che Miss Marple ha ragione: dopo la morte della madre il padre, Kelvin Halliday, l'aveva portata con sé in Inghilterra, ma poi, forse consapevole di essere malato, l'aveva fatta accompagnare dalla zia ed era morto poco dopo. Indagando ulteriormente Gwenda, ora affiancata dal marito, scopre che, durante questa breve parentesi inglese, aveva effettivamente vissuto ad Hillside con il padre e con una giovane matrigna, Helen, che, a quanto si racconta in paese, aveva abbandonato il marito fuggendo con un altro uomo. La giovane coppia capisce allora che ci potrebbe essere un crimine da svelare. Miss Marple, dopo aver cercato invano di convincerli a lasciar perdere, si fa prescrivere dal suo medico alcuni giorni di cura a Dillmouth e si reca sul posto per aiutarli. L’investigazione è tutta nelle mani di tre detective dilettanti: i Reed e Miss Marple. In breve scovano due anziani giardinieri che si ricordano della famiglia Halliday, e anche alcune delle persone di servizio che hanno lavorato per loro. Viene rintracciato inoltre il fratellastro di Helen, il dottor Kennedy, che sembra un uomo molto affezionato alla sorella e distrutto dalla sua fuga improvvisa. Ufficialmente Helen Halliday è scappata con uno dei suoi amanti e ha deciso di non farsi più viva con i suoi parenti, o comunque è morta. A riprova di ciò il dottor Kennedy mostra due lettere che Helen gli avrebbe inviato dopo la fuga, ma racconta anche che la malattia del padre di Gwenda era una forma di squilibrio mentale che gli faceva credere di aver ucciso la moglie e che lo porta al ricovero in ospedale e poi al suicidio. Poco convinti della versione ufficiale i Reed e miss Marple continuano quindi ad indagare. I tre uomini nella vita di Helen al momento della sua scomparsa erano Walter Fane, un avvocato del luogo, J.J. Afflick, un operatore turistico, e Richard Erskine, che risiede nel nord dell’Inghilterra. Pare che l’assassino debba essere uno di loro: erano tutti presenti, quella notte di agosto di diciotto anni prima, quando Helen presumibilmente era stata uccisa. A questo punto Lily Kimble, ex-domestica degli Halliday, legge sul giornale un annuncio pubblicato da Gwenda e dal marito, in cui vengono richieste informazioni su Helen, pensa che ci potrebbe ricavare dei soldi e contatta il dottor Kennedy per chiedergli un consiglio. Kennedy però pensa che la donna intenda ricattarlo, allora riscrive a Lily dicendole di recarsi presso di lui, e allegandole precise istruzioni su come fare per arrivare a casa sua. L’uomo, però, le ha dato informazioni sbagliate, in modo da far finire la Kimble nel fitto della boscaglia, dove il dottor Kennedy la uccide, strangolandola. Una volta uccisa la donna, l’uomo le fruga in tasca, trova la sua lettera con le indicazioni sbagliate e la sostituisce con una falsa, con il vero itinerario da percorrere, poi se ne va, in tempo per tornare a casa e fingere di attendere l’arrivo della Kimble insieme a Giles e Gwenda. Dopo la scoperta del cadavere di Lily Kimble, la polizia comincia a interessarsi al caso. Dal canto loro, i Reed capiscono che finché l’assassino non sarà al fresco, la loro vita sarà in pericolo. Questa convinzione si rivelerà esatta: il dottor Kennedy, dopo aver tentato di avvelenare la coppia, cerca di strangolare Gwenda, ma viene interrotto da Miss Marple e dall’arrivo della polizia, che arresta l’uomo. Miss Marple spiega che Helen era una giovane ragazza normalissima, che cercava solo di scappare dalle grinfie di un fratello patologicamente ossessionato da lei, non era quindi la ninfomane che descriveva il dottor Kennedy. La ragazza aveva conosciuto Kelvin Halliday, un vedovo con una figlia di due anni di nome Gwenda. Sua moglie, Megan, era morta in India e per questo l’uomo stava tornando in Inghilterra. Halliday e Helen, dopo essersi conosciuti meglio avevano deciso di sposarsi una volta a destinazione: la ragazza aveva paura che il fratello non avrebbe dato l’approvazione. Gli Halliday comprarono una casa a Dillmouth, vicina a quella del dottor Kennedy, che cominciò ad andare a trovare spesso la coppia. Quando Kelvin Halliday rivelò al dottor Kennedy che lui e Helen stavano per trasferirsi al Nord quest’ultimo impazzì e strangolò la sorellastra. Poi, credendo di essere solo, declamò un verso dalla tragedia di Webster, "La Duchessa di Amalfi", non sapendo di essere visto da Gwenda. Poi l’uomo, che stava drogando Halliday, riuscì a convincerlo di avere ucciso lui stesso la moglie strangolandola in camera da letto senza riuscire a ricordarselo. La frase che pronuncia il dottor Kennedy dopo aver strangolato la sorella è un po’ la chiave di tutta la faccenda; infatti, nel dramma da cui è tratta, viene detta dal personaggio di un fratello geloso che aveva fatto uccidere la sorella per impedirle di sposare l’uomo che amava.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Miss Jane Marple, vecchietta in gamba
  • Gwenda Reed Halliday, giovane donna in cerca del proprio passato
  • Giles Reed, marito di Gwenda
  • James Kennedy, medico a riposo
  • Walter Fane, avvocato
  • Jackie Afflick, uomo d'affari
  • Richard Erskine, ufficiale in congedo
  • Janet Erskine, moglie di Richard
  • Edith Pagett, cuoca di casa Halliday
  • Lily Kimble, cameriera di casa Halliday
  • Ispettore Primer, ispettore del Dipartimento Investigativo Criminale

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Romanzo pubblicato postumo, come Sipario, fu scritto quasi quarant'anni prima della pubblicazione. Il fatto di essere stato pubblicato postumo non ha permesso che venisse revisionato dalla scrittrice prima della pubblicazione. Infatti contiene alcuni anacronismi. Per esempio nel romanzo Miss Marple incontra i coniugi Bantry, suoi amici; ma la scrittrice nel libro Assassinio allo specchio del 1962 afferma che il Colonnello Bantry era morto da alcuni anni.
  • Il romanzo, come altri della Christie, contiene una citazione. Questa volta è tratta dalla Duchessa di Amalfi, una tragedia di Webster:
« Copritele il volto. Ho gli occhi abbacinati, è morta giovane. »
  • Non è il primo caso in cui si indaga su un delitto commesso anni prima. La scrittrice ha già affrontato lo stesso tema in altri romanzi, ovvero in Il ritratto di Elsa Greer, Miss Marple: Nemesi e Gli elefanti hanno buona memoria.
  • L'adattamento cinematografico del romanzo, dal titolo "Addio Miss Marple", è stato diretto nel 1987 da John Davies, con Joan Hickson nei panni dell'arguta vecchietta.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]