La domatrice

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La domatrice
Titolo originale Appointment with Death
Autore Agatha Christie
1ª ed. originale 1938
Genere Romanzo
Sottogenere giallo
Lingua originale inglese
Serie Hercule Poirot
Preceduto da Due mesi dopo
Seguito da Il Natale di Poirot

La domatrice è un romanzo giallo di Agatha Christie, pubblicato nel 1938. In Italia è stato tradotto anche con il titolo Appuntamento con la morte. Questa è la sedicesima avventura del celebre Hercule Poirot.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Poirot è a Gerusalemme in vacanza. Una sera, mentre sta chiudendo la finestra della sua camera, sente una voce che dice: «Ti rendi conto, vero, che dev'essere uccisa?». Il giorno dopo nella hall dell'albergo riconosce la voce che ha pronunciato quella frase. È quella di Raymond Boynton che si trova in vacanza con la famiglia. La sua è, però, una famiglia un po' particolare, dominata completamente dalla madre. Qualche giorno dopo la famiglia Boynton si sposta nella città di Petra e, al ritorno da una passeggiata, viene a scoprire che la madre dei Boynton è morta. Sarà un caso di morte naturale oppure di omicidio? A Poirot verrà affidata la risoluzione del dilemma.

La prima parte della storia (un terzo del libro), dopo l'iniziale prologo (la frase udita da Poirot), è un thriller psicologico in cui vengono introdotte la famiglia e la vittima, viste attraverso gli occhi di Sarah King e il Dottor Gerard, che parlano dello strano comportamento di questo nucleo familiare. La signora Boynton è sadica e dominatrice, caratteristiche che potrebbero averla influita nella scelta del lavoro: la guardia carceraria.

Sarah è attratta da Raymond Boynton, mentre Jefferson Cope vorrebbe portare Nadine Boynton lontano da suo marito, Lennox Boynton, e da sua suocera. Non essendo riuscita a liberare dall’influsso della madre i giovani Boynton, Sarah affronta la donna, che le risponde dicendo “Non ho mai scordato niente – non un’azione, non un nome, non una faccia”, che sembra una strana minaccia. Quando il gruppo raggiunge Petra, la signora Boynton spedisce lontano da lei la sua famiglia, cosa che cozza con il suo carattere accentratore, per restarsene da sola all’accampamento. Più tardi, viene trovata morta, con una puntura sul polso.

Poirot afferma di poter risolvere il mistero in ventiquattr’ore semplicemente interrogando i sospettati. Durante questi colloqui stabilisce un arco temporale che sembra impossibile: Sarah King pone l’ora della morte molto tempo prima di quello in cui i membri della famiglia affermano di aver visto la vittima viva per l’ultima volta. L’attenzione viene posta anche su una siringa ipodermica che sembra essere stata rubata dalla tenda del dottor Gerard e poi rimessa al suo posto. Il veleno che ha ucciso la signora Boynton dovrebbe essere qualcosa che la vittima prendeva di solito come medicinale.

Poirot spiega che ogni componente della famiglia, a turno, ha trovato la signora Boynton morta, e credendo che fosse stato un altro familiare ad ucciderla, non ha dato l’allarme e ha fatto finta che fosse viva. In realtà, nessuno della famiglia avrebbe avuto bisogno di uccidere la vittima con una puntura, perché avrebbero potuto metterle il veleno direttamente nel medicinale, cosa molto meno sospetta. Questo fatto porta l’attenzione dell’investigatore sui personaggi estranei alla famiglia Boynton.

L’assassina è Lady Westholme che, prima del suo matrimonio, era rinchiusa nella prigione in cui lavorava la signora Boynton come guardia, ed era a lei, non a Sarah, a cui la donna parlava quando diceva di non scordare nessuna faccia; la tentazione di ottenere una nuova persona da torturare psicologicamente era troppo forte per lei. Lady Westholme ha commesso l’omicidio travestita da arabo, e grazie alla credulità di Miss Pierce ha creato due indizi che la allontanavano dai sospetti.

Lady Westholme, che si trova in una stanza adiacente a quella in cui Poirot sta svelando il mistero, ascolta tutto e si suicida. La famiglia Boynton adesso è finalmente libera: Sarah sposa Raymond, Carol sposa Jefferson, e Ginevra diventa una famosa attrice di teatro.

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uno dei romanzi di Agatha Christie con ambientazione esotica. È il risultato del viaggio compiuto in quegli anni dalla scrittrice con il marito archeologo.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Hercule Poirot, investigatore
  • Colonnello Carbury, capo della polizia di Amman
  • Signora Boynton, turista americana
  • Lennox Boynton, figlio della signora Boynton
  • Nadine Boynton, moglie di Lennox
  • Raymond Boynton, figlio della signora Boynton
  • Carol Boynton, figlia della signora Boynton
  • Ginevra Boynton, figlia della signora Boynton
  • Jefferson Cope, amico dei Boynton
  • Theodore Gerard, psichiatra francese
  • Sarah King, dottoressa
  • Lady Westholme, parlamentare inglese
  • Amabel Pierce, turista inglese

Riferimenti ad altri romanzi di Poirot[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Colonnello Carbury chiede esplicitamente a Poirot che gli racconti di una sua precedente avventura, ovvero Carte in tavola, perché ne aveva sentito parlare da una loro conoscenza comune, il Colonnello Race.
  • Nadine Boynton racconta all'investigatore quanto era accaduto in Assassinio sull'Orient-Express, chiedendo a Poirot di prendere ora una decisione analoga a quella che aveva preso all'epoca del caso.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Descrizione de la domatrice da parte di Agatha Christie:
« La signora Boynton poteva essere vecchia e inferma, ma (...) era una donna (...) che s'era imposta per tutta la vita e non aveva mai dubitato della propria forza. (...)

Una domatrice! disse fra sé il dottor Gerard.
Si rendeva conto, ora, di che cosa fosse la invisibile corrente che sembrava passare sotto le innocenti chiacchiere della famiglia Boynton: odio, una cupa corrente d'odio... »

(Agatha Christie, La domatrice, Oscar Mondadori 1981, p. 18)
« Non temere più il caldo del sole,

né le furiose tempeste dell'inverno;

ormai hai compiuto il dovere terreno,

sei tornato a casa, e questo è il tuo compenso... »

Film tratti dal romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Malavasi Editore: La domatrice