Se morisse mio marito

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se morisse mio marito
Titolo originale Lord Edgware Dies
Autore Agatha Christie
1ª ed. originale 1933
Genere Romanzo
Sottogenere giallo
Lingua originale inglese
Serie Hercule Poirot
Preceduto da Il pericolo senza nome
Seguito da Assassinio sull'Orient Express

Se morisse mio marito (titolo originale Lord Edgware Dies) è un romanzo giallo di Agatha Christie scritto nel 1933. È il settimo libro dell'autrice con il personaggio di Hercule Poirot come protagonista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Poirot è a cena in un ristorante con il capitano Arthur Hastings, suo amico e collaboratore. Ad un tratto vengono avvicinati dalla celebre attrice Jane Wilkinson che desidera parlare di un suo problema col famoso investigatore. L'attrice confessa a Poirot il desiderio di separarsi dal vecchio ed eccentrico marito Lord Edgware, che però rifiuta il divorzio. La diva afferma inoltre che sarebbe disposta a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di ottenere la separazione, e chiede poi a Poirot di convincere suo marito a concederle il divorzio. Quando lui, piuttosto riluttante, va dall’uomo con quest’incarico, Lord Edgware gli dice che ha già accordato il divorzio e ha scritto una lettera a Jane per comunicarglielo. Più tardi, Jane afferma di non aver mai ricevuto questa lettera. Nella notte dell’omicidio, sembra che la donna sia andata a casa di Edgware. Il maggiordomo la fa entrare, e Jane si dirige immediatamente nello studio del marito. Il giorno seguente, Lord Edgware viene trovato assassinato e il Capo Ispettore Japp mette al corrente di tutto Poirot. Ma nel giornale del giorno c’è un articolo su un ricevimento, al quale ha preso parte proprio Jane Wilkinson. Al party c’erano tredici invitati, uno di questi ha detto che la sfortuna si sarebbe abbattuta sul primo che si fosse alzato da tavola, ed è stato Jane a farlo. Un altro degli ospiti è Donald Ross. La polizia non riesce a risolvere il caso.

Più tardi, l’attrice Carlotta Adams viene trovata morta per overdose di Veronal. Sul luogo del delitto c’è una misteriosa scatoletta d’oro che conteneva la polvere fatale. L’incisione diceva: Da D, Parigi, novembre. Poirot cerca di capire il significato della frase e di raccogliere qualche indizio. Ad un altro party, a cui partecipa Jane Wilkinson, viene tirato fuori l’argomento di Paride (in inglese Paris, quindi uguale anche alla capitale francese), e la Jane presente pensa che Donald Ross si riferisca alla capitale della Francia, non al personaggio mitologico. Ross non riesce a comprendere come mai all’altro ricevimento a cui avevano partecipato insieme, Jane conoscesse molto bene la mitologia e adesso invece no. Ross chiama quindi Poirot per informarlo ma, prima che possa dire che cosa ha scoperto, viene pugnalato.

Alla fine del libro, si scopre che è Jane Wilkinson l’assassina, ha pagato Carlotta Adams per fingere di essere lei la sera al ricevimento. Carlotta era un’esperta in mitologia greca, per questo ne ha parlato lungamente con Ross. Avendo quindi un alibi assicurato, Jane è andata a casa di Lord Edgware e l’ha ucciso. Più tardi, nella sua camera d’albergo, Jane fa scivolare nel bicchiere di Carlotta del Veronal, mentre la sta pagando. Jane poi trova una lettera di Carlotta destinata alla sorella nella quale scriveva del suo travestimento da Jane e che stava per essere pagata. Jane non può lasciare che la lettera arrivi a destinazione in quel modo, sta per distruggerla quando rileggendola scopre che eliminandone una pagina e cambiando un “lei” con un “lui” verrebbe accusata un'altra persona; poi mette il Veronal nella scatolina dorata con la scritta “Parigi” in modo da far credere che Carlotta ne fosse dipendente. La donna aveva fatto creare la scatola la settimana prima, ma Poirot si reca nel negozio e scopre che la scritta “Novembre” vi era stata apposta solo per creare confusione. Al party, quando Jane capisce di aver fatto una gaffe con Donald Ross inducendolo a sospettare che la Wilkinson vista alla festa non era la vera attrice, la donna decide di ucciderlo. Jane ha ucciso il marito perché voleva sposarsi con il Duca di Merton, un cattolico che non avrebbe preso in moglie una donna divorziata. Nell’ultimo capitolo, la Wilkinson prima della sua esecuzione capitale scrive una lettera a Poirot dove spiega come ha commesso i suoi crimini.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Hercule Poirot, detective belga
  • Arthur Hastings, fedele amico di Poirot
  • Jane Wilkinson, diva del cinema e seconda moglie di Lord Edgware.
  • Geraldine Marsh, figlia di primo letto di Lord Edgware.
  • Ronald Marsh, nipote diseredato di Lord Edgware.
  • Signorina Carroll, segretaria di Lord Edgware.
  • Alton, cameriere pregiudicato di Lord Edgware. Dopo l' omicidio fugge da casa Edgware.
  • Carlotta Adams, amica di Jane Wilkinson e intima di Ronald Marsh. (Il personaggio di Carlotta Adams si rifà a Ruth Draper, nota attrice degli anni trenta)
  • Jenny Driver, amica di Carlotta Adams e fidanzata di Bryan Martin.
  • Brian Martin, celebre attore, spasimante di Jane Wilkinson ma fidanzato di Jenny Driver.
  • Ellis, cameriera di Jane Wilkinson.
  • Duca di Merton, amante di Jane Wilkinson, ricchissimo.
  • Duchessa di Merton, madre del duca e nemica di Jane Wilkinson.
  • L'ispettore capo James Japp.

Film tratti dal romanzo[modifica | modifica sorgente]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Malavasi Editore: Se morisse mio marito

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]