Enigma della camera chiusa

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Con la locuzione enigma della camera chiusa o mistero della camera chiusa viene indicata una particolare varietà di romanzo o racconto poliziesco, nella quale l'indagine si svolge intorno a un delitto compiuto in circostanze apparentemente impossibili come quello scoperto in una camera chiusa dall'interno.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il fulcro di questo sottogenere non è più quello classico del poliziesco, cioè scoprire il responsabile, bensì scoprire il come il crimine è stato commesso[1]. Invariabilmente, la prima impressione degli investigatori coinvolti nell'indagine è che il criminale sia svanito nel nulla. Il bisogno di una spiegazione razionale per il crimine è ciò che spinge il protagonista a guardare oltre le apparenze e a risolvere il puzzle: al protagonista della storia è normalmente presentato l'enigma e tutti gli indizi, ed il lettore stesso è incoraggiato a risolvere il mistero prima che la soluzione sia rivelata in un epilogo plateale.

Nella sua essenza, l'enigma consiste nel fatto che un delitto (di qualsiasi genere, non necessariamente un omicidio) sia avvenuto all'interno di una stanza chiusa ermeticamente e - nelle varianti più complesse - anche guardata a vista da una o più persone degne di fiducia. Non andrebbero considerati veri e propri enigmi della camera chiusa quelli la cui soluzione si basa su passaggi segreti, anche se molti autori di alto livello hanno saputo sfruttare con ottimi risultati perfino un trucco tanto abusato.

Storia del genere[modifica | modifica sorgente]

Nonostante il genere mistero o investigativo non sia stato stabilito fino al XIX secolo, ci sono autorevoli predecessori in alcuni scritti antichi.

Il primo esempio di enigma della camera chiusa è comunemente ritenuto il racconto di Edgar Allan Poe I delitti della Rue Morgue (1841)[1]; anche se, cronologicamente, questo titolo andrebbe attribuito al racconto Passage in the Secret History of an Irish Countess (1839), di Joseph Sheridan Le Fanu, poi ampliato dall'autore nel romanzo Uncle Silas (1851). Sull'ingegnoso tema, negli anni, si sono cimentati numerosi scrittori: in particolare Gilbert Keith Chesterton, S. S. Van Dine (pseudonimo di Willard Huntington Wright), Ellery Queen, John Dickson Carr, C. Daly King, Clayton Rawson, Anthony Berkeley (Delitto a porte chiuse), Agatha Christie (Dieci piccoli indiani), Hake Talbot (autore del formidabile L'orlo dell'abisso, 1944), Edmund Crispin, Edward D. Hoch, i francesi Pierre Boileau e Paul Halter e i giapponesi Soji Shimada e Gosho Aoyama (autore della famosa serie a fumetti Detective Conan), per citare solo alcuni dei più noti.

Il primo romanzo centrato sul mistero della camera chiusa (a parte il già citato Uncle Silas, nel quale comunque esso rappresenta un aspetto marginale) è considerato Il grande mistero di Bow (1892), di Israel Zangwill.

Paradossalmente, malgrado l'apparente difficoltà di creare un meccanismo che sia allo stesso tempo verosimile e convincente, la bibliografia della camera chiusa è sterminata: il volume Locked Room Murders and Other Impossible Crimes: A Comprehensive Bibliography, compilato dallo studioso Robert Adey, raccoglie oltre 2000 tra romanzi e racconti che hanno affrontato il genere, molti dei quali con risultati straordinari.

Il capolavoro della camera chiusa è universalmente considerato, anche sulla base di regolari sondaggi tra la critica specializzata, il romanzo Le tre bare (1935), di John Dickson Carr, che contiene anche, in un suo lungo capitolo, quella che ancor oggi rappresenta la più approfondita trattazione teorica sull'argomento, ripresa e ampliata da Clayton Rawson nel suo Death from a Top Hat (1938) e dal misconosciuto ma geniale Derek Smith in Whistle up the Devil (1953). Tra gli italiani vale la pena di citare Il terno di San Gennaro [2] di Massimo Siviero.

Esistono in letteratura anche esempi di enigmi della camera chiusa che si svolgono all'aperto, come nel caso di Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson, dove la stanza chiusa è in realtà una piccola isola. Un'altra variante si può leggere in Sangue al priorato di John Dickson Carr, in cui il delitto impossibile avviene in un padiglione circondato dalla neve e le uniche impronte sono di chi è entrato, ma non di chi è uscito.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c La Camera Chiusa. URL consultato il 13 mar 2010.
  2. ^ Cap. 15, Il terno di San Gennaro, Lo Stagno Incantato, Napoli, 1999 ISBN 88-88022-02-3