Ade (regno)

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Ermes Psicopompo: seduto su una roccia, il dio sta iniziando un morto per l'arrivo all'Oltretomba, lekythos Attico a figure bianche, ca. 450 a.C., Staatliche Antikensammlungen (Inv. 2797)
Ermes Psicopompo: seduto su una roccia, il dio sta iniziando un morto per l'arrivo all'Oltretomba, lekythos Attico a figure bianche, ca. 450 a.C., Staatliche Antikensammlungen (Inv. 2797)

Ade (dal greco Aidòs) identifica il regno degli Inferi greco e romano. In realtà, è solo una trasposizione del nome del dio: si voleva identificare il regno col suo stesso re.

Il regno dei morti greco/latino era, al contrario di quello ebraico e cristiano, un vero e proprio luogo fisico, al quale si poteva persino accedere in terra da alcuni luoghi impervi, difficilmente raggiungibili o comunque segreti e inaccessibili ai mortali.

Per quanto riguarda la geografia e la topografia degli Inferi, Omero (nell'Odissea) non gli dà un carattere di vero e proprio "regno" esteso, ma lo descrive solamente come una sfera fisica oscura e misteriosa, perlopiù preclusa ai viventi, dove soggiornano in eterno le ombre (e non le anime) di tutti gli uomini, senza apparente distinzione tra ombre buone ed ombre malvagie, e senza nemmeno un'assegnazione di pena o di premio in base ai meriti terreni.

Nella tradizione greca, uno degli ingressi all'Ade si trovava nel paese dei Cimmeri, che si trovava al confine crepuscolare dell'Oceano, e proprio in questa regione remota Odisseo dovette recarsi per discendere all'Ade ed incontrare l'ombra dell'indovino Tiresia; nella tradizione romana, invece, uno degli ingressi infernali si trovava vicino al lago dell'Averno (che poi divenne il nome del regno infernale stesso), dal quale Enea discese insieme alla Sibilla cumana.

Per accedervi bisognava superare Cerbero poi l'Acheronte versando un obolo al terribile Caronte e raggiungere i tre giudici Minosse, Eaco e Radamanto i quali emettevano il loro verdetto. Nell'inferno vi erano cinque fiumi: Stige, Cocito, Acheronte, Flegetonte e Lete, l'acqua di quest'ultimo aveva la caratteristica di far perdere la memoria a chi la beveva.

L'Ade, che accoglie le anime dei morti, alle volte viene confuso col Tartaro, il luogo che accoglie i malvagi (i Titani che vollero sconfiggere gli dei Olimpi), più che altro sulla base dell'iconografia cristiana relativa all'Inferno.

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