Rapimento alieno

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Schematizzazione di un rapimento alieno nell'immaginario collettivo

Un rapimento alieno (in inglese il termine entrato nella terminologia ufologica contemporanea è abduction, letteralmente abduzione) è il presunto rapimento di esseri umani da parte degli UFO, ritenuto un fenomeno reale da alcuni sostenitori dell'ufologia. Numerose persone in tutto il mondo avrebbero espresso la credenza di essere state rapite da esseri alieni, e condotte a bordo di veicoli spaziali o in luoghi difficilmente accessibili, come basi militari sotterranee, dove affermano di avere subìto esami di tipo medico.

Secondo le tesi pseudoscientifiche dei sostenitori delle teorie ufologiche e contattiste, questo tipo di "rapimenti" avrebbe scopi scientifici; ovvero, secondo loro, esseri di presunta origine extraterrestre avrebbero utilizzato delle cavie umane (o animali) per condurre degli esperimenti scientifici, di natura non meglio precisata. Secondo David Icke si tratterebbe di esperimenti genetici condotti con la complicità di militari terrestri[1].

Dal punto di vista scientifico non vi è alcuna prova che questi "rapimenti" siano realmente avvenuti. Solitamente la comunità scientifica imputa il fenomeno (cioè la convinzione di essere stati rapiti da creature aliene) ad altre cause, generalmente di tipo psicologico ed in alcuni casi psicopatologico.

Il fenomeno, detto anche incontro ravvicinato del IV tipo secondo la classificazione Hynek, è stato descritto da chi sostiene di averlo vissuto come un'esperienza sovente invasiva e traumatica che ha come incipit il Missing time, ossia un presunto blocco del tempo ancora non dimostrato scientificamente . Secondo alcune testimonianze dei cosiddetti "rapiti", gli esseri di presunta origine extraterrestre cancellerebbero apparentemente la memoria dell'evento nel soggetto "rapito" per un periodo di tempo spesso prolungato. Secondo alcune correnti dell'ufologia, la stessa memoria dell'evento potrebbe essere recuperata attraverso sedute di ipnosi e con la programmazione neurolinguistica - tecniche che tra l'altro non sono considerate scientifiche in ambito psicologico; questo approccio è ad esempio seguito da Corrado Malanga, ufologo e docente di chimica presso l'Università di Pisa.

Secondo alcuni psichiatri, ci sarebbe una spiegazione più semplice e razionale al "vuoto temporale", ed ai temi tipici raccontati dai presunti "rapiti": l'esperienza del rapimento potrebbe in realtà ricondursi a un vissuto traumatico del soggetto, a sua volta oggetto di rimozione, che in questo caso prenderebbe la forma dissociativa ed allucinatoria del c.d. "vuoto temporale".

Il cosiddetto contattista si differenzia dall'abdotto perché i suoi contatti con i presunti alieni non avverrebbero in modo coatto ma consensuale e perchè, molto spesso, egli si dichiara latore di un messaggio di rinnovamento per l'umanità.

Indice

[modifica] Casi principali

Rimane materia di dibattito quale sia stato il primo caso presunto di abduction. Raymond Bernard racconta che nel 1947 alcuni dischi volanti recanti svastiche avrebbero costretto l'ammiraglio Richard Evelyn Byrd, in volo sull'Antartide, ad atterrare in un'immensa area sotterranea abitata da esseri dall'accento tedesco simili ai cosiddetti "Nordici".[2] Risalirebbe al 1953 il rapimento di due elettricisti (Karl Hunrath e Wilbur Wilkinson) scomparsi durante un volo sui cieli della California[3]. Sarebbe avvenuto invece nel 1957 in Brasile, nello stato di Minas Gerais, il famoso caso del contadino Antonio Villasboas[4]. Nello stesso anno Reinhold O. Schmidt sarebbe stato prelevato nel Nebraska e portato in una base aliena artica[5]. Ma secondo alcuni ufologi, i primi "abdotti" della storia sarebbero stati i coniugi Hill, che sarebbero stati rapiti mentre tornavano da un viaggio in Canada la notte fra il 19 e il 20 settembre 1961[6]. Si noti che in un'enciclopedia del paranormale è riportato che, durante una regressione ipnotica, Barney Hill avrebbe definito "nazista" uno dei suoi presunti rapitori[7]. John Fuller scrive un libro sul caso Hill, inserendo le testimonianze ottenute grazie alla cosiddetta "ipnosi regressiva".[8]

Tra i casi più celebri vi è il presunto rapimento del taglialegna Travis Walton: dalla sua esperienza e dalle testimonianze raccolte è stato tratto anche il noto film di fantascienza Bagliori nel buio (Fire in the sky). Il 5 novembre 1975 sette taglialegna dell'Arizona (USA), tornando verso le loro case con il camion, avrebbero visto una "strana" luce discoidale nel bosco. Travis Walton, che era tra loro, avvicinatosi, sarebbe stato colpito da un raggio di luce, mentre i suoi compagni fuggivano dalla paura. Walton riapparve solo dopo cinque giorni, in stato confusionale, raccontando di essersi svegliato all'interno di una strana cella metallica disteso su un tavolo operatorio, e attorno a tre esseri alti circa un metro; avrebbe cercato di scappare, ma sarebbe stato afferrato da "strani esseri" più alti, che dopo avergli sistemato una maschera sul viso, lo avrebbero riaddormentato. Avrebbe sentito gli esseri dire che non volevano fargli del male, solo studiare "gli strani esseri del pianeta", in perfetta lingua inglese[9].

Negli anni ottanta il ricercatore ufologo Budd Hopkins scrive alcuni libri che riportano numerose storie di statunitensi legate ad esperienze di abduction; uno dei più noti riguarda Linda Cortile Napolitano e vedrebbe come testimone un'importante figura della politica internazionale[10], che molti identificano in Javier Pérez de Cuéllar. Whitley Strieber scrive una sua biografia personale riguardante il suo rapimento. Anche in questi casi si sono usate tecniche di ipnosi regressiva.

David Michael Jacobs, professore alla Temple University fu il primo a mettere in relazione con i progetti degli alieni le esperienze subite dai rapiti, sostenendo che gli alieni perseguissero un progetto ben preciso, esponendosi così alle critiche della comunità accademica americana[11].

In Italia l'episodio più noto di presunto rapimento alieno, per quanto controverso, è quello dell'ex metronotte genovese Fortunato Zanfretta. Piuttosto noti anche i casi di Maurizio Cavallo e Valerio Lonzi[12]. Cavallo descrive gli alieni che lo avrebbero rapito come amichevoli e animati da nobili intenzioni, ma, paradossalmente, nel contempo, definisce la sua come un'esperienza drammatica e sofferta a causa di ciò di cui è stato reso consapevole a partire dal 1981, anno in cui sarebbe stato abdotto per la prima volta e portato in una base aliena sotterranea in Amazzonia. Cavallo sostiene anche che la razza dei suoi rapitori sarebbe estremamente simile alla specie umana, tanto che essi vivrebbero tra di noi a nostra insaputa e svolgerebbero mestieri molto comuni.[13] Lonzi sarebbe invece stato rapito nel 1973, all'età di 15 anni; egli non ha un ricordo diretto dei presunti alieni, ma solo di alcune sfere luminose fluttuanti nell'aria e molto veloci. Gli indizi che fanno ipotizzare l'abduction sono: un missing time di un'ora, alcune cicatrici della lunghezza di 20 cm, cicatrici che secondo alcuni medici sarebbero dovute ad un intervento chirurgico a cui Lonzi non si sarebbe mai sottoposto, e il racconto che, sotto ipnosi, lo stesso Lonzi rese a Malanga; secondo tale racconto, sarebbe stato prelevato da un gruppo di Grigi, che lo avrebbe portato contro la sua volontà a bordo di un UFO. Lì avrebbero avuto luogo gli esperimenti medici che caratterizzano molte delle esperienze di questo tipo[senza fonte]. Secondo Malanga le cicatrici sono dovute all'inserimento di presunti "impianti sottocutanei".[14]

Infatti, secondo alcuni sostenitori del movimento ufologico/contattista, esisterebbero dei cosiddetti "impianti" (definiti anche microimpianti) estratti dal corpo dei soggetti che sostengono di essere stati rapiti[15]. Nonostante le analisi fino ad oggi condotte, l'opinione prevalente nel mondo scientifico è invece che essi siano solo dei microframmenti meteoritici.

Uno di questi impianti sarebbe stato estratto dal corpo del cittadino statunitense Tim Cullen per opera del chirurgo Roger Leir; si tratta di un oggetto dotato di un nucleo metallico, è coperto da una membrana rosso-marrone dotata di molti recettori connessi alle terminazioni nervose e misura 7 cm di lunghezza per 4 di larghezza. Sarebbe stato innestato nel corpo di Cullen in occasione di un incontro ravvicinato con un UFO dal diametro di 100 piedi che lo stesso avrebbe avuto nel corso del 1978.[16]

[modifica] Note

  1. ^ David Icke, The Biggest Secret: The Book that Will Change the World, 1999.
  2. ^ Raymond Bernard, Il grande ignoto, Milano, Sugar, 1972.
  3. ^ Harold T. Wilkins, Flying Saucers Uncensored
  4. ^ Cláudio Tsuyoshi, Caso Vilas-Boas, 50 anos depois, Rivista Ufo, Campo Grande: Mythos Editora, anno 24, no 137, dic. 2007, p. 30-37
  5. ^ Reinhold O. Schmidt, The Kearney incident and to the Arctic in a spacecraft, Hollywood, 1958
  6. ^ John Fuller, Prigionieri di un UFO, Armenia 1974
  7. ^ Mysteries of Mind Space & Time, 1992, H S Stuttman Co
  8. ^ Alessandro Sacripanti: UFO: il fenomeno dei dischi volanti
  9. ^ Jenny Randles e Peter Houghe; The Complete Book of UFOs: An Investigation into Alien Contact and Encounters; Sterling Publishing Co, Inc, 1994
  10. ^ Budd Hopkins, Witnessed : True Story of the Brooklyn Bridge Abduction, Londra, Bloomsbury Publishing PLC, 1997
  11. ^ David Michael Jacobs, UFOs and the Search for Scientific Legitimacy, in The Occult in America: New Historical Perspectives, Howard Kerr and Charles Crow, 1983
  12. ^ Entrambi, come lo stesso Zanfretta, hanno raccontato le storie dei propri presunti rapimenti alla trasmissione Il bivio di Italia1.
  13. ^ Maurizio Cavallo, Oltre il Cielo, Verdechiaro Edizioni, 2007
  14. ^ C. Malanga, Gli UFO nella mente, Bompiani, 1998
  15. ^ Roger K. Leir, The Aliens and the Scalpel: Scientific Proof of Extraterrestrial Implants in Humans, Book Tree, 2005.
  16. ^ Ibidem

[modifica] Bibliografia

  • Katharine J. Holden and Christopher C. French. Alien abduction experiences: Some clues from neuropsychology and neuropsychiatry (University of London, UK), 2002 (file pdf)
  • Rino Di Stefano, Il caso Zanfretta - La vera storia di un incredibile fatto di cronaca, De Ferrari Editore, Anno 2008, IV Edizione, ISBN 978-88-6405-001-0
  • John Mack, Rapiti! Incontri con gli alieni, 1996, Edizioni Mondadori, ISBN 8804423315
  • Rima E. Laibow "Discrepanze Cliniche tra i dati previsti e quelli osservati nelle persone che raccontano di essere state addotte dagli UFO: implicazioni per il trattamento", [1]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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