Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani

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AGESCI
Logo AGESCI

Logo dell'AGESCI
Associazione scout
Ambito Italia
Affiliazioni FIS, CICS, CICG, OMMS, AMGE
Data di fondazione 4 maggio 1974
Membri 176.171[1]
Capo Guida Rosanna Birollo[2]
Capo Scout Giuseppe Finocchietti[2]
Presidente Marilina Laforgia
Presidente Matteo Spanò
Sede

Piazza Pasquale Paoli 18, Roma

Sito Internet

L'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), è un'associazione giovanile educativa che si propone di contribuire alla formazione della persona nel tempo libero e nelle attività extra-scolastiche secondo i principi ed il metodo dello scautismo adattati alla realtà sociale italiana.[3] L'AGESCI è nata nel 1974 dalla fusione di due preesistenti associazioni, l'ASCI (Associazione Scouts Cattolici Italiani), maschile, e l'AGI (Associazione Guide Italiane), femminile. Nella propria azione educativa l'associazione si propone di realizzare un impegno politico al di fuori legami o influenze partitiche. L'AGESCI è diffusa in modo omogeneo su tutto il territorio italiano[4].

L'associazione[modifica | modifica sorgente]

L'AGESCI nasce ufficialmente nel 1974[4], dall'unione di due organizzazioni, l'Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI) e l'Associazione Guide Italiane (AGI).

L'AGESCI ed il Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani (CNGEI) formano assieme la Federazione Italiana dello Scautismo (FIS), appartenente all'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (OMMS o WOSM) ed all'Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici (AMGE o WAGGGS).

L'AGESCI collabora con la Protezione Civile fornendo supporto nelle situazioni di emergenza nazionale come calamità naturali o grandi eventi. L'associazione ha inoltre stipulato protocolli d'intesa con il Ministero dell'Ambiente ed il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Aderisce inoltre al Progetto Policoro, una iniziativa della CEI rivolta ai giovani disoccupati e sottoccupati dell'Italia Meridionale. Fa parte, infine, delle APS (Associazioni di Promozione Sociale), del Forum del Terzo Settore, della Tavola della Pace, di Libera e del Forum Nazionale dei Giovani.[4]

Mantiene relazioni con il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI).

L'organo di stampa ufficiale è la testata Scout.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Dati ufficiali sui censimenti
tratti dai documenti preparatori al Consiglio Generale 2013
Regione Gruppi Unità Soci giovani Soci adulti Totale
Comitato nazionale - - - 8 8
Abruzzo 52 157 3.233 783 4.016
Basilicata 16 41 979 232 1.217
Calabria 105 274 5.356 1.468 6.824
Campania 114 357 6.913 1.656 8.569
Emilia-Romagna 183 690 18.174 3.930 22.049
Friuli-Venezia Giulia 58 182 3.779 905 4.665
Lazio 177 545 11.782 2.525 14.307
Liguria 67 240 5.879 1.155 7.034
Lombardia 180 617 15.182 3.046 18.228
Marche 78 276 6.602 1.487 8.089
Molise 12 36 762 229 991
Piemonte 107 344 8.394 1.672 10.066
Puglia 154 442 9.481 2.356 11.837
Sardegna 61 198 3.402 841 4.243
Sicilia 211 642 13.568 3.192 16.760
Toscana 103 325 7.654 1.739 9.393
Trentino-Alto Adige 23 62 1.486 352 1.838
Umbria 23 76 1.913 407 2.320
Valle d'Aosta 3 8 127 37 164
Veneto 226 786 19.590 4.174 23.764
Totale 1.953 6.298 144.256 32.126 176.382

L'AGESCI ha un'organizzazione verticale suddivisa in quattro livelli: livello nazionale, livello regionale, livello di zona (che non segue una rigida divisione geografica e che non tiene conto di confini amministrativi come comuni e province), livello di gruppo. I gruppi sono indipendenti nelle attività dalle organizzazioni di zona, regionali e nazionali. Ognuno di questi livelli possiede una complessa struttura il cui scopo è comunque finalizzato all'educazione dei bambini, ragazzi e giovani adulti.
Gli associati si dividono in due categorie: i soci giovani, coloro che vivono la propria personale esperienza di crescita, ed i soci adulti, coloro che svolgono l'azione educativa proposta dall'associazione.

I soci adulti sono distinti in capi che hanno conseguito la nomina a capo, adulti in formazione che stanno completando l'iter formativo durante il loro servizio educativo, assistenti ecclesiali (sacerdoti nell'ordine del presbiterato o dell'episcopato) e capi temporaneamente non in servizio.[5]

Affiliata all'AGESCI è la Südtiroler Pfadfinderschaft[6], associazione scout cattolica di lingua tedesca operante nella provincia autonoma di Bolzano. A livello regionale, in Friuli-Venezia Giulia, è stato sottoscritto un accordo di collaborazione[7] tra AGESCI e Slovenska Zamejska Skavtska Organizacija (SZSO), organizzazione scout della minoranza slovena, presente nelle province di Trieste e Gorizia.

Il Gruppo[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo è la struttura che più di ogni altra è a contatto con gli educandi dopo l'unità (ulteriore suddivisione del gruppo) e che più di ogni altra svolge l'azione educativa scopo dell'associazione. Essa è composta dai capi e dagli adulti in formazione che formano la Comunità Capi e che, su mandato dell'associazione nella sua interezza, hanno la responsabilità diretta dei ragazzi cui fanno servizio. La comunità capi svolge la sua azione educativa prima di tutto attraverso la stesura e l'attuazione di un Progetto Educativo.
I componenti della comunità capi devono, per poter svolgere il loro servizio educativo, prima di tutto aderire ad un Patto Associativo, che sancisce i principi etici e morali dell'adulto che risponde a tale peculiare vocazione al servizio, e nel corso di un certo numero di anni, compiere un iter di formazione, al termine del quale viene rilasciato un brevetto che riconosce sia a livello nazionale che internazionale il percorso svolto e la competenza acquisita. Solo da questo momento possono fregiarsi di una particolare insegna denominata Gilwell ed essere considerati capi.
All'interno della comunità capi possono esserci persone con diversi livelli di formazione che compiono servizio con i ragazzi: è la comunità capi che si assume la responsabilità del mandato che, ad ogni livello, è fiduciario. I rappresentanti legali del gruppo, denominati Capi Gruppo, sono due, un uomo ed una donna, eletti secondo statuto dai componenti la comunità capi.

Suddivisione in branche
Nome branca Fascia d'età Motto

Lupetti e Coccinelle

8-11/12 Del nostro meglio (Lupetti)

Eccomi (Coccinelle)[8]

Esploratori e Guide

11/12-16 Sii preparato[8]

Rover e Scolte

16-20/21 Servire[8]

Per quanto riguarda i giovani associati, quindi gli educandi, bambini, ragazzi e giovani adulti, esiste una suddivisione in base a tre fasce di età chiamate branche:

  • Branca Lupetti e Coccinelle (L/C) - bambini/e dagli 8 agli 11/12 anni
  • Branca Esploratori e Guide (E/G) - ragazzi/e dai 11/12 ai 16 anni
  • Branca Rover e Scolte (R/S) - giovani dai 16 ai 20/21 anni

I ragazzi di ciascuna branca svolgono le attività in gruppi chiamati unità: per le coccinelle il Cerchio, per i lupetti il Branco, per gli esploratori e le guide il Reparto, per i rover e le scolte il Clan/Fuoco, con un primo momento chiamato Noviziato. Nel reparto è in realtà predominante l'appartenenza alla squadriglia.

Ogni unità può essere mista (maschi e femmine), monosessuata o parallela (due diverse unità composte solo da maschi e solo da femmine che vivono una serie programmata di attività durante l'anno). Le unità miste sono dirette da due capi, una donna ed un uomo, secondo il principio per il quale ogni ruolo, a qualsiasi livello, è affidato congiuntamente a due persone di sesso differente (diarchia). Oltre a questi vi è un assistente ecclesiastico, la cui presenza è su mandato del Vescovo della Diocesi a cui il gruppo appartiene.

I soci adulti esercitano la loro azione educativa attraverso un metodo scout, i cui principi generali sono delineati da Robert Baden-Powell ed una metodologia differente per ogni branca, che ne concretizza gli strumenti.

Il gruppo che può essere appoggiato ad una parrocchia, ma non è la regola, prende il nome della località in cui si trova seguito da un numero (per esempio: Roma 38).

La Zona[modifica | modifica sorgente]

La Zona raccoglie, all'interno di una cornice territoriale che cambia in base alle esigenze individuate dal livello regionale, più Gruppi: generalmente da un minimo di sei ad un massimo di venti. Compito precipuo della Zona è quello di promuovere la crescita e la formazione delle comunità capi attraverso eventi, incontri ed altri strumenti a sua disposizione. Ancora, essa deve agire affinché ci sia diffusione dello scautismo nel proprio territorio, attraverso l'apertura di altri gruppi, ha il compito creare collegamento con le autorità locali, quindi amministrazioni comunali e provinciali, altre associazioni, enti, le diocesi, ecc., deve stimolare l'incontro ed il confronto tra i vari Gruppi, ha la facoltà di ideare e realizzare eventi per i ragazzi dei Gruppi che la compongono. Inoltre alla Zona, in collaborazione con la Formazione Capi del livello Regionale, è demandato il compito di organizzare e realizzare il primo dei campi di formazione per i capi (Campo Formazione Tirocinanti, CFT). Rappresentanti legali della Zona sono due responsabili (un uomo ed una donna), eletti da un'assemblea.
La Zona è strutturata nel modo seguente:

  • Convegno Capi di Zona;
  • Assemblea di Zona;
  • Comitato di Zona;
  • Consiglio di Zona;

ognuna di queste quattro strutture ha compiti e composizioni differenti. Gli obiettivi, le priorità, le modalità ed i tempi per soddisfarle, sono i contenuti del Progetto di Zona.

La Regione[modifica | modifica sorgente]

A differenza della Zona la Regione è una struttura che si identifica, a livello territoriale, con la regione amministrativa di appartenenza.[9] Essa ha diversi compiti: attua un collegamento tra le diverse Zone, in collaborazione con la formazione capi del livello nazionale realizza il secondo dei tre campi di formazione per capi (Campo di Formazione Metodologica, CFM), diffonde l'informazione attraverso la gestione del proprio sito e mezzo stampa, fa conoscere e valorizza l'esperienza regionale al livello superiore, si preoccupa, per il proprio livello, di curare i rapporti con gli organismi civili, se previsto realizza eventi per i soci giovani. Rappresentati legali della Regione sono due responsabili (un uomo ed una donna), eletti da un'assemblea.
La Regione è strutturata nel modo seguente:

  • Convegno Capi Regionale;
  • Assemblea Regionale;
  • Comitato Regionale;
  • Consiglio Regionale;

ognuna di queste quattro strutture ha compiti e composizioni differenti. Gli obiettivi, le priorità, le modalità ed i tempi per soddisfarle, sono i contenuti del Progetto Regionale.

Il Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Il livello nazionale è il riferimento per tutti gli associati. Esso assicura, attraverso una moltitudine di strutture, il collegamento tra le Regioni. Compiti specifici del livello nazionale sono quelli di individuare le politiche di indirizzo dell'associazione, di aggiornare la metodologia utilizzata e preservare la ricchezza del metodo, curare i rapporti con gli organismi civili a livello statale, reperire le risorse materiali ed economiche per perseguire gli obiettivi prefissati, diffondere adeguata informazione attraverso gli strumenti più idonei.
La formazione capi nazionale organizza l'ultimo momento del percorso di formazione dei capi che è il Campo di Formazione Associativa (CFA). I rappresentanti legali dell'associazione, in questo caso, sono il Presidente e la Presidente. La Capo Guida ed il Capo Scout hanno i compiti di rappresentare l'associazione nella sua interezza sia in Italia che all'estero, oltre che ad assicurare l'attuazione dei principi sanciti dallo statuto.[senza fonte] Il livello Nazionale è strutturato nel modo seguente:

Ognuna di queste cinque strutture ha compiti e composizioni differenti. Gli obiettivi, le priorità, le modalità ed i tempi per soddisfarle, sono i contenuti del Progetto Nazionale. Ognuna delle tre branche e dei vari settori, in tutti i livelli associativi, vengono coordinati da due incaricati affiancati da un gruppo di collaboratori organizzati in una pattuglia. Gli Incaricati nazionali di Branca L/C prendono anche il nome di Akela d'Italia e Arcanda d'Italia, mentre l'assistente ecclesiastico, Baloo d'Italia.

I Settori[modifica | modifica sorgente]

Settore Nautico

Consente a tutte le unità, nautiche e non, di utilizzare lo strumento acqua come ambiente educativo per tutti, trovando la sua massima espressione nella branca E/G, attraverso l'esperienza dei reparti nautici e ad indirizzo nautico, che scelgono il mare, il lago, il fiume come ambiente educativo privilegiato.

Settore Pace e non violenza

Sviluppa l'educazione alla pace, all'intercultura, alla mondialità, attraverso progetti di collaborazione con il sud del mondo.

Settore Specializzazione Radioscouting

Propone la fratellanza internazionale attraverso l'etere, in particolare con il "Jamboree On The Air" (JOTA), la più ampia occasione di coinvolgimento mondiale.

Settore Specializzazioni

Offre agli esploratori e alle guide occasioni particolarmente qualificate per sviluppare le loro competenze tecniche.

Demanio

È uno degli ambiti nei quali si articola l'organizzazione. Si occupa di tutti gli aspetti legati alle basi ed ai terreni: fondo Immobili, leggi regionali, archivio basi scout.

Settore Protezione Civile

Propone attività educative riferite alla prevenzione; contemporaneamente si organizza in squadre tecniche pronte a intervenire nel caso di calamità.

Settore Foulards Blancs

Vive la spiritualità mariana secondo la tradizione di Lourdes, e si dedica al servizio dei malati sia nel corso dei pellegrinaggi sia nell'impegno quotidiano.

Settore Internazionale

Sviluppa la fraternità scout attraverso le iniziative degli organismi internazionali scout, e sostiene la crescita dello scautismo nei paesi più disagiati o in via di sviluppo.

Settore Stampa

Sviluppa la competenza e la sensibilità alla comunicazione e gestisce le riviste associative della testata scout.

Metodo e proposta educativa[modifica | modifica sorgente]

Robert Baden-Powell, padre del movimento Scout

L'AGESCI utilizza un metodo educativo ispirato dall'esperienza e dagli scritti di Robert Baden-Powell. Tale metodo sostiene la crescita e lo sviluppo della persona abbracciandone la sua totalità toccando quelli che i capi educatori chiamano i quattro punti di B.-P.: salute e forza fisica, abilità manuale, formazione del carattere e servizio del prossimo. Ciò che in definitiva si proponeva Baden-Powell e che si propone tuttora lo scautismo è di formare dei buoni cittadini, persone in grado di lasciare il mondo almeno un po' migliore di come lo hanno trovato.

Il metodo scout fonda la sua forza sul valore dell'imparare facendo, attraverso un'esperienza concreta di vita all'aria aperta, di vita comunitaria, di sfida con sé stessi. Sono svariati i "pilastri" del metodo che vengono esplicitati, insiemi agli strumenti pratici, nel Regolamento Metodologico dell'associazione.

  • Educazione alla vita all'aria aperta e all'essenzialità;
  • Educazione alla cittadinanza;
  • Educazione alla mondialità ed alla pace;
  • Educazione all'amore e coeducazione;
  • Educazione alla fede (proposta cattolica);

Altro elemento del metodo scout è il linguaggio simbolico.

La proposta educativa si attua attraverso le attività e le occasioni proposte nelle tre branche (vedi la sezione relativa all'organizzazione). Ogni branca ha peculiarità proprie per meglio adattarsi alle differenti fasce di età e quindi alle differenti esigenze che nascono nei bambini, negli adolescenti e nei giovani.

Inoltre è importante la progressione personale, in cui ognuno cerca di migliorare dandosi degli obiettivi su quattro punti: me stesso, rapporto con gli altri, rapporto con il gruppo, e rapporto con la fede.

Branca Lupetti e Coccinelle[modifica | modifica sorgente]

Coccinelle AGESCI al 'Volo Regionale Lombardo' (22-23 settembre 2007)

La Branca L/C (8-11/12 anni) ha come elemento centrale della proposta educativa il gioco e l'ambiente fantastico. Per quanto riguarda i Lupetti/e l'ambiente è quello della Giungla ed è stato adattato da B.-P. dal Libro della giungla di Rudyard Kipling cui lo stesso autore aveva dato il permesso per l'utilizzo e le necessarie modifiche. Per le Coccinelle l'ambiente fantastico è quello del Bosco basato sul racconto Sette punti neri scritto da Cristiana Ruschi del Punta e dalla Pattuglia Nazionale di Branca L/C dell'Agesci.

Nella branca L/C tutto ruota intorno al gioco, e quindi saper seguire delle regole precise e magari complesse, saper perdere e saper vincere, giocare di squadra e per la squadra, ed al clima di famiglia felice che i capi unità devono creare all'interno della piccola comunità all'interno della quale ognuno è fratello dell'altro, in cui conta l'aspetto di orizzontalità delle esigenze dei bambini rispetto alla verticalità costituita dalle differenti età. I bambini devono saper prendere degli impegni, che concordano con i capi che quasi sempre assumono dei nomi peculiari (ripresi dai libri di riferimento) dell'ambientazione: i capi branco avranno pertanto i nomi di Akela, Bagheera, Kaa e così via, mentre i Capi Cerchio potranno essere Arcanda, Mi e Scibà. Gli impegni presi sono poi verificati insieme ai Vecchi Lupi e alle Coccinelle Anziane e visualizzati nella sede dell'unità.

La branca L/C ha come riferimento spirituale e come patroni San Francesco e Santa Chiara, due figure che risultano essere semplici e di immediata comprensione per un bambino.

Branca Esploratori e Guide[modifica | modifica sorgente]

La Branca E/G (11/12-16 anni) ha come elemento centrale della proposta educativa l'avventura. Essa è l'esca educativa a disposizione dei capi reparto per offrire al ragazzo le occasioni di crescita. Il reparto è formato da squadriglie (6/8 componenti dello stesso sesso); esse sono il primo luogo di crescita dei ragazzi. Le squadriglie prendono nomi di animali (secondo la tradizione espressa da Baden-Powell in "Scautismo per ragazzi"). Al loro interno non si parla di gerarchia ma di verticalità: il più grande aiuta il più piccolo nel "trapasso delle nozioni" (la competenza e la conoscenza delle tecniche scout, delle abitudini, delle regole comportamentali vengono trasferite senza che ci sia un insegnamento di tipo nozionistico) incominciando a vivere, in questo modo, lo scautismo, con spirito di servizio che svilupperà meglio nella Comunità R/S. Il più grande ha inoltre responsabilità del più piccolo.

È la squadriglia, quindi, il nucleo fondamentale del reparto, all'interno della quale i ragazzi vivono la maggior parte delle attività: uscite (solitamente con pernottamento e a cadenza mensile), campi invernali ed estivi, imprese, missioni.

I più grandi fanno parte spesso dell'Alta squadriglia, una struttura nata per soddisfare necessità dei più grandi del reparto che spesso differiscono da quelle dei più piccoli.

Il Reparto nel suo insieme ha due strutture fondamentali per garantire il protagonismo dei ragazzi:

  • Consiglio della Legge: è l'assemblea plenaria del Reparto. Si tratta di uno strumento di progettazione e verifica delle attività.
  • Consiglio Capi: formato dai capi reparto, i capi squadriglia, dall'assistente ecclesiastico. È l'organo di gestione della vita del reparto. In questa sede i ragazzi (capi squadriglia e quindi i più esperti della comunità) insieme ai loro capi prendono le decisioni, programmano, osservano e verificano regolarmente l'andamento del reparto. È uno strumento che serve a prendere coscienza della propria responsabilità di cose e persone; e contemporaneamente aiuta i ragazzi più grandi a prepararsi per la Salita al Noviziato (ovvero il passaggio alla Branca R/S).

È compito dei Capi Reparto garantire durante l'anno un clima di Impresa permanente: significa che le imprese devono susseguirsi senza tempi morti.

La Branca E/G ha come patrono San Giorgio, scelto dal fondatore B.-P. e comune a tutti gli scout del Mondo.

Branca Rover e Scolte[modifica | modifica sorgente]

Questa Branca (16-20/21 anni) si differenzia dalle altre per la presenza di due momenti distinti: il Noviziato ed il Clan/Fuoco. Il Noviziato dura solitamente un anno ed è un momento privilegiato per conoscere il differente modo di vivere lo scautismo in un'età in cui le scelte divengono fondamentali per la vita dell'adulto che sarà poi.

I punti fondamentali di questa branca sono la Comunità, il Servizio, la Fede e la Strada.

Dopo il periodo di "rodaggio" del noviziato, durante il quale il ragazzo o la ragazza decide se proseguire o meno il proprio percorso scout, si entra in Clan/Fuoco. Generalmente, il periodo del Clan/Fuoco dura circa 4 anni e si concluderà con la Partenza scout.

Il Clan/Fuoco, differentemente dalle altre unità scout, viene sentito in modo profondamente comunitario, partecipe e presente, come mai prima, della vita del rover o della scolta. Il Clan/Fuoco ha alla sua base una carta scritta dalla comunità (generalmente ogni 3 o 4 anni, quando, cioè si è compiuto il ricambio delle persone nella Comunità): la Carta di Clan/Fuoco.

I santi patroni di questa branca sono San Paolo e Santa Caterina.

Campi Nazionali[modifica | modifica sorgente]

L'associazione ad intervalli temporali non regolari propone degli incontri nazionali. Questi sono finora stati di quattro tipi:

  • Campo Nazionale Esploratori e Guide
  • Campo Nazionale Nautico Esploratori e Guide
  • Route Nazionale Rover e Scolte
  • Route Nazionale delle Comunità Capi

Campi Nazionali Esploratori e Guide[modifica | modifica sorgente]

Finora vi sono state due edizioni, nel 1983 e nel 2003. In realtà, nel 1989, si sono svolti gli Alisei, a tutti gli effetti un campo nazionale sebbene organizzato a rete in numerose località. Inoltre, nel 1974 presso il Lago di Vico, a pochi mesi dalla nascita dell'Agesci, si svolse l'ultimo campo nazionale dell'ASCI che però accolse sia ragazzi che ragazze. Da notare che, a differenza di altre nazioni, non si usa la dizione di jamboree nazionale.

1983[modifica | modifica sorgente]

Il Campo nazionale 1983 si è svolto in dal 26 luglio al 4 agosto in Abruzzo, nei comuni di Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, nei pressi del Parco Nazionale d'Abruzzo, e in Umbria in quello di Nocera Umbra.

Fu suddiviso nei tre sottocampi Acqua, Terra e Aria, ciascuno di essi focalizzato con attività legate al suo titolo. Richiamava questa impostazione il canto del Campo, "L'acqua, la terra, il cielo", che negli anni a seguire divenne una delle canzoni più amate delle attività della Branca E/G.

2003[modifica | modifica sorgente]

Il campo nazionale 2003 si è svolto dal 28 luglio al 7 agosto in quattro località italiane: Vialfrè (Torino), Monteleone di Spoleto (Perugia), Montella (Avellino) e Assemini (Cagliari).

Ha visto la partecipazione, tra E/G ed R/S al servizio, di circa 20.000 scout distribuiti nelle 4 località, e il suo motto è stato "Squadriglia, un'avventura nel tempo".

Campo Nazionale Nautico Esploratori e Guide[modifica | modifica sorgente]

È un particolare campo estivo, non a scadenza prefissata, cui prendono parte reparti nautici, ad indirizzo nautico e anche terrestri provenienti da tutta Italia. In questo tipo di campo si privilegiano le attività centrate sull'ambiente acqua in tutte le sue forme: dalla voga alla vela, dalla canoa al windsurf, dal nuoto alla carpenteria navale ecc.

Ad oggi, L'AGESCI ha organizzato due Campi Nazionali Nautici e un Evento Nazionale Nautico, di durata inferiore.

Campo Nazionale Nautico "San Salvador"[modifica | modifica sorgente]

Il Campo Nazionale Nautico "San Salvador" si è tenuto dal 23 luglio al 1º agosto 1993 sul lago di Bracciano. Vi hanno partecipato 26 reparti provenienti da tutta Italia e una delegazione di scout spagnoli per un totale di circa 600 scout e 80 capi.[10]

2° Campo Nazionale Nautico[modifica | modifica sorgente]

Il secondo Campo Nazionale Nautico si è tenuto nell'estate 2001 presso la base nautica nazionale di Bracciano. Al campo presero parte circa 1.000 scout appartenenti a reparti nautici provenienti da tutta Italia. I reparti vennero gemellati tra loro e l'intero campo fu suddiviso in sottocampi. Tra le principali attività rivolte ai partecipanti sono da ricordare corsi di vela, di canoa, di windsurf e di pallanuoto.[10]

Evento Nazionale Nautico "Avanti tutta"[modifica | modifica sorgente]

L'Evento Nazionale Nautico "Avanti tutta" si è tenuto presso il lago di Barrea dal 29 luglio al 1º agosto 2010. L'evento è stato organizzato per celebrare il centenario dello Scautismo Nautico e vi hanno partecipato circa 1100 E/G.[11]

Route Nazionali Rover e Scolte[modifica | modifica sorgente]

La prima Route Nazionale della branca Rover e Scolte si svolse a La Mandria nel 1975, nel periodo immediatamente successivo alla fusione di ASCI e AGI.

La seconda Route Nazionale si è tenuta dal 1 al 10 agosto 1986. La prima parte della Route fu di campo mobile, con più unità raggruppate in comunità di formazione di circa 50 persone, con percorsi molto diversi (le unità potevano tuttavia scegliere, all'atto dell'iscrizione, tre tipi di percorsi: "facile", "difficile" e "in bicicletta") ma ovviamente tutti nelle zone dell'Italia centrale prossime alla località della seconda parte, di campo fisso, che si svolse in Abruzzo ai "Piani di Pezza". La canzone della Route, "Il tesoro", entrò poi nella tradizione AGESCI, così come anche la "seconda arrivata" all'informale selezione - ovvero "Pronti a servire (e ancora Scouting for Boys)".

Tra le attività memorabili della parte di campo fisso è sicuramente da annoverare la messa celebrata da papa Giovanni Paolo II, che ebbe vasta eco anche nella stampa nazionale. Altrettanto degna di nota fu anche la serata di veglia/spettacolo, nello stesso anfiteatro naturale della messa, che lanciò un'altra canzone molto amata, "Cenerentola".

La prossima Route nazionale della branca R/S si svolgerà dal 1 al 10 agosto 2014 in Toscana, presso San Rossore, vicino a Pisa.

Route Nazionali delle Comunità Capi[modifica | modifica sorgente]

La prima Route Nazionale delle Comunità Capi si è svolta nel 1979 a Bedonia, per fare una sintesi dei primi cinque anni dalla fusione.

La successiva si è tenuta nel 1997, dal 2 al 9 agosto a Montella (Avellino).

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Conferita il 11/10/2010:

Attestato e Medaglia di pubblica benemerenza di I classe del Dipartimento della protezione civile - nastrino per uniforme ordinaria Attestato e Medaglia di pubblica benemerenza di I classe del Dipartimento della protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008,
"5. Oltre che nell'ipotesi di cui al comma 4, la I classe di eccellenza si può conseguire, per atti di eccezionale rilevanza compiuti nel corso interventi di protezione civile, in seguito a segnalazione del Capo del Dipartimento della protezione civile, equivalente a 25 eventi."

[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'AGESCI dà i numeri
  2. ^ a b dagli atti del Consiglio Generale 2012
  3. ^ Art. 1 dello Statuto AGESCI aggiornato al Consiglio Generale 2013
  4. ^ a b c Cos'è L'AGESCI, agesci.org. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  5. ^ Art. 6 dello Statuto AGESCI aggiornato al Consiglio Generale 2012
  6. ^ Mozione 9/1979 del Consiglio Generale AGESCI: Accordo tra Agesci e Südtiroler Pfadfinderschaft
  7. ^ Memorandum tra AGESCI e SZSO, «Il Nodino» (notiziario regionale dei capi AGESCI del Friuli-Venezia Giulia), 6 (23 febbraio 1999), pagg. 16-17
  8. ^ a b c Art. 19 del Regolamento Metodologico AGESCI aggiornato al Consiglio Generale 2012
  9. ^ Fa eccezione il gruppo di Novi Ligure che, pur essendo territorialmente localizzato in provincia di Alessandria, è compreso nella zona Valpolcevera della Regione Liguria
  10. ^ a b Eventi storici dello scautismo nautico sul sito MASCI Emilia-Romagna
  11. ^ Evento Nazionale Nautico sulla sezione Settore Nautico del sito Agesci.org

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Guidismo, una proposta per la vita. Storia dell'AGI Associazione Guide Italiane 1943-1974, Roma, Edizione scout nuova fiordaliso, 2002.
  • Andrea Padoin, Breve storia dello Scautismo, Roma, Edizione scout nuova fiordaliso, 2003.
  • Anita Pitrelli Marinelli, Storia dell'Associazione Guide Italiane nelle regioni Puglia e Lucania dall'anno 1944 all'anno 1974, Taranto, Comune di Taranto Istruzione e Cultura, 1998.
  • Antonio Stefani, Fuori dalla Giungla Silente. Soppressione e rinascita dello scautismo a Vicenza (1926-1945), Vicenza, Galla Libreria Editrice, 1995.
  • Atti dell'Incontro Capi Regionale. Raccogliamo una traccia per non perdere la memoria. 1974-2004, a cura di Antonio Scalini, Gravina di Catania, AGESCI Sicilia-Centro Studi e Documentazione, 2005.
  • Carlo Guarnieri, La storia del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani 1943-2004, Roma, Edizioni scout nuova fiordaliso, 2004.
  • Carlo Verga e Vittorio Cagnoni, Le Aquile Randagie. Scautismo clandestino lombardo nel periodo 1928-1945, Roma, Edizioni scout nuova fiordaliso, 2002.
  • Carmelo Carabetta, Movimento Scout. Educazione e uguaglianza, Milano, FrancoAngeli, 1991.
  • Chiacchierate di bivacco sul C.N.G.E.I. del Senior Scout dr. Alberto Medoro Savini, Quaderni di Studi e Documenti del Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, (1997), 3.
  • Cronaca rievocativa a ricordo ed onore del Prof. Carlo Colombo fondatore del C.N.G.E.I. nel cinquantenario della sua morte 1918-1968, a cura di Antonio Viezzoli, suppl. a «Il Sentiero», 10 (1968), 3.
  • Domenico Sorrentino, Storia dello scautismo nel mondo. Fatti, protagonisti, avventure. 1907-1957, Roma, Nuova Fiordaliso, 1997.
  • Fabrizio Marinelli, I Giovani Esploratori Italiani. Breve storia del C.N.G.E.I. 1912-1976, Roma, Edizioni Scautismo, 1983.
  • Fondatori dell'Asci. Mario di Carpegna e p. G. Gianfranceshi S.J., a cura di Paola Dal Toso, Roma, Centro Documentazione AGESCI, 2006.
  • Giuseppe dell'Oglio, Alere Flammam. Breve storia dello scautismo in Italia, Milano, Lampi di stampa (collana TuttiAutori), 2010, ISBN 978-88-488-1076-0.
  • Giuseppe dell'Oglio, Breve storia dello scautismo in Italia, in Essere scout... diventare cittadino, a cura di Teddy D'Arienzo e Giuseppe dell'Oglio, Roma, CNGEI-Chil, 2009, pp. 17–34.
  • Lo Scautismo italiano all'estero. 1914-1974, a cura di Andrea Padoin, Martellago, Edizioni Eurooffset, 2010.
  • Mario Sica, Gli scout. Storia di una grande avventura iniziata con 22 ragazzi su un'isola, Bologna, Società editrice il Mulino, 2002, ISBN 978-88-15-08477-4.
  • Mario Sica, Storia dello scautismo in Italia, 4ª ed., Roma, Edizioni scout fiordaliso, 2006, ISBN 978-88-8054-774-7.
  • Mattia Pessina, Obbedire? Lo scautismo italiano di fronte al fascismo, Trieste, Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, 2010.
  • Mauro Furia, Storia del Giglio Scout, Parma, Centro Studi Scout sulle problematiche giovanili «Carlo Colombo», 1990.
  • Vittorio Pranzini e Nicolò Pranzini, Dizionario Scout illustrato. Il Grande Gioco in novecento vocaboli, Roma, Edizioni scout fiordaliso, 2007.
  • Vittorio Pranzini, 1907-2007. Cent’anni di Scautismo tra storia metodo e attualità, Roma, Edizioni scout fiordaliso, 2007.

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