Telejato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Telejato
Paese Italia
Lingua italiano
Data di lancio 1989
Editore Pino Maniaci
Sito www.telejato.it
Diffusione
Terrestre
Digitale LCN 273 in Sicilia

Telejato è un'emittente di televisione comunitaria, di proprietà di Pino Maniàci (formalmente dell'"Associazione culturale Marconi"), con sede a Partinico, nota soprattutto per le sue campagne contro Cosa nostra. Direttore responsabile è Riccardo Orioles [1].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Pino Maniaci alla manifestazione in memoria di Peppino Impastato, Cinisi, 9 maggio 2010.

È stata fondata nel 1989 da Alberto Lo Iacono. In quegli anni Telejato era legata a Rifondazione Comunista[2]. Pino Maniaci, imprenditore edile, rilevò l'emittente nel 1999.

Negli anni l'attività dell'emittente si è caratterizzata per la sua opera di informazione orientata alle notizie relative alla criminalità organizzata, spesso con toni di denuncia in un bacino d'utenza caratterizzato storicamente dalla forte presenza mafiosa: Alcamo, Partinico, Castellammare del Golfo, San Giuseppe Jato, Corleone, Cinisi, Montelepre.

Altri temi trattati sono quelli relativi alla gestione amministrativa, questione ambientale, economia, degrado del clima politico, speculazioni sul territorio[2][3].

Nel panorama informativo italiano Telejato è di fatto il punto di riferimento per redazioni e giornalisti nazionali che ricercano notizie nell'area di operatività dell'emittente (Ambiente Italia, Le Iene, Sciuscià, giornalisti de l'Unità, de Il Foglio, di Liberazione, del Corriere della Sera, di La Repubblica)[3].

Letizia Maniaci di Telejato, figlia di Pino[4], è stata insignita nel 2005 del premio intitolato a Maria Grazia Cutuli come giovane giornalista emergente[2][3], e nel 2012 il premio Caponnetto [5].

Tra i collaboratori dell'emittente vi è anche Salvo Vitale, già conduttore con Peppino Impastato di Radio Aut[2].

Pino Maniaci negli anni da editore, passò a fare servizi giornalistici. La proprietà nel 2007 risultava, secondo il ministero delle telecomunicazioni dell'Associazione culturale Marconi, e così ancora oggi [6]. Il 30 marzo 2009 è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Partinico per esercizio abusivo della professione di giornalista[7], nonostante il 10 luglio 2008 fosse già stato assolto con formula piena in un altro processo per la stessa accusa, perché il fatto non sussisteva[8]. Il 4 maggio 2009 Maniaci ha richiesto l'iscrizione come giornalista pubblicista nell'albo dei giornalisti [9], ma in quella occasione è emerso come Maniaci avesse molteplici condanne legate sia all'attività di imprenditore, che poi all'attività di giornalista[10]. Iscrizione che gli viene concessa il 30 maggio di quell'anno [11], cosa che gli permette di essere il conduttore del Tg. Il 26 giugno 2009 viene quindi assolto [12].

L'8 giugno 2012, il Ministero dello Sviluppo Economico ha individuato la frequenza necessaria per Telejato, che migrerà dall'analogico al digitale terrestre, continuando così l'attività giornalistica.

Le aggressioni mafiose[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni l'emittente e il suo proprietario, Pino Maniaci, hanno ricevute molteplici minacce e subito diversi attentati mafiosi. Tra i più gravi c'è il pestaggio subito da Pino Maniaci in seguito all'abbattimento di cinque stalle abusive costruite a Partinico dalla famiglia mafiosa Vitale detta Fardazza[13]: Michele Vitale, figlio allora minorenne del boss Vito Vitale, nel gennaio del 2008 ha cercato di strozzare il giornalista con la sua stessa cravatta, senza successo[14].

Il 17 luglio del 2008 viene incendiata una delle auto dell'emittente parcheggiata sotto la sede della televisione[15].

Pino Maniaci, direttore della televisione comunitaria Telejato, è sotto tutela da parte dei carabinieri[16].

Cittadini, organizzazioni sindacali, organizzazione laiche ed ecclesiali, associazioni (e tra queste l'associazione Rita Atria) hanno promosso l'iniziativa "Siamo tutti Pino Maniaci" in solidarietà a Pino Maniaci[17][18][19].

Il 3 dicembre del 2014 sono stati ritrovati i suoi cani impiccati.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

L'inchiesta per estorsione[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di intercettazioni, Pino Maniaci il 22 aprile 2016 è stato accusato di estorsione ai danni di due amministratori comunali.[20] Per questo il 4 maggio dello stesso anno gli è stato notificato il divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani. Anche alcune delle presunte aggressioni mafiose sarebbero legate a questioni personali, anziché alla malavita organizzata [21].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]