Pino Maniaci

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«I siciliani sono 5 milioni e i mafiosi schierati 5mila. È mai possibile che per 5mila p.d.m. la mia terra dev'essere chiamata terra dei padrini?»

(Pino Maniaci)
Pino Maniaci

Giuseppe Maniaci detto Pino (...) è un giornalista italiano e conduttore televisivo di Telejato, noto per le sue campagne contro Cosa nostra e per l'inchiesta giornalistica sulla presunta mala gestione dei beni sequestrati dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rileva Telejato nel 1999. Al momento dell'acquisto, l'emittente era sull'orlo del tracollo finanziario. Maniaci salda i debiti ereditati dalla precedente gestione ma deve comunque far fronte con gli obblighi previsti per le televisioni comunitarie, come il limite di pubblicità di tre minuti all'ora. Ciò nonostante, quello di Telejato diventa il telegiornale più lungo del mondo, con una diretta di due ore, tanto che viene considerato una sorta di "CNN amatoriale e in miniatura"[1]. Negli anni, da editore passa alla realizzazione di servizi giornalistici. Il modo di fare informazione della piccola tv a conduzione familiare, rivoluzionario e "fuori dagli schemi", attira l'attenzione dei mafiosi e in particolare dell'ex boss di Cosa nostra Bernardo Provenzano, il quale prima di essere arrestato nel 2006 dopo il suo lungo periodo di latitanza, si fece installare un'antenna per seguire il Tg condotto da Maniaci che, ogni 31 gennaio, gli faceva ironicamente gli auguri in onda e gli diceva "di non fare il p.d.m. e di consegnarsi"[2].

Il 4 ottobre 2012, dopo il passaggio al digitale terrestre di Telejato, per il quale si erano mobilitate diverse associazioni, cittadini e non solo[3], inaugura la nuova sede dell'emittente. Nell'occasione presenta anche il nuovo canale, Telejunior, riservato ai giovani aspiranti giornalisti[4]. All'evento prendono parte numerose personalità, tra cui il Prefetto di Palermo, il Questore, alcuni magistrati e i sindaci del comprensorio, oltre alla stampa e agli esponenti del mondo dell'associazionismo antimafia[5].

Il 12 gennaio 2016, Reporter Senza Frontiere inserisce Pino Maniaci tra i 100 eroi mondiali dell'informazione.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

La sua attività giornalistica all'interno dell'emittente televisiva Telejato, comincia con i reportage sul presunto inquinamento ambientale prodotto dalla Distilleria Bertolino di Partinico. Per i suoi servizi, Maniaci ha ricevuto oltre 300 querele, vincendo poi ogni causa. Il 14 maggio 2004 organizza una fiaccolata che vede sfilare 10.000 persone dalla piazza principale della cittadina ai cancelli dello stabilimento[6]. A seguito di tale attenzione mediatica e delle numerose segnalazioni, il 23 marzo 2005 la magistratura riconosce motivate le proteste dei cittadini e dispone la chiusura parziale di una parte degli impianti della Distilleria[7].

Contestualmente, Pino Maniaci si occupa anche di notizie relative alla criminalità organizzata, spesso con toni di denuncia in un bacino d'utenza caratterizzato storicamente dalla forte presenza mafiosa: Alcamo, Partinico, Castellammare del Golfo, San Giuseppe Jato, Corleone, Cinisi, Montelepre, oltre agli altri comuni delle province di Palermo, Trapani e Agrigento.

«Loro si sentono uomini d'onore e per noi disonorarli è una questione d'onore»

(Pino Maniaci)

Spesso invitato nelle scuole, Maniaci sottolinea la responsabilità del giornalista, che per lui "deve essere un missionario" e "deve avere il coraggio di liberare la propria terra dai mali che la affliggono" a partire dal "cordone ombelicale che lega la mafia alla politica". Attraverso il telegiornale di Telejato, fa nomi e cognomi dei mafiosi denunciando i loro affari illeciti. Nel 2008, punta le telecamere di Telejato Notizie contro un abuso edilizio, le vecchie stalle di Valguarnera di proprietà del boss mafioso di Partinico. Grazie ai suoi interventi, le forze dell'ordine aprono un'inchiesta che porta successivamente alla loro demolizione. In seguito, Maniaci viene aggredito dal rampollo del clan, che cerca di strozzarlo con la sua stessa cravatta.

In più occasioni ha inoltre evidenziato come la sua emittente non riceva alcun finanziamento pubblico: "L'antimafia non deve diventare un business, anzi dovrebbe essere nel cuore di tutti, altrimenti si rischia di diventare come i mafiosi. Io sostengo l'antimafia sociale dal basso, non quella che riceve finanziamenti a iosa. Telejato non si fa pagare da nessuno"[8].

Ad un incontro organizzato nell'ambito del Festival internazionale del giornalismo di Perugia, il 23 aprile 2010[9], ha inoltre specificato che "Il giornalismo antimafia non esiste, non è altro che giornalismo. Se la mia è controinformazione, allora l'informazione cos'è? Io credo ancora al nostro mestiere come cane da guardia del potere: se dovete fare i chiwawa, cambiate lavoro"[10].

Pino Maniaci, insieme ad alcuni suoi collaboratori, ha realizzato e mandato in onda un'inchiesta giornalistica dal titolo "La mafia dell'antimafia" sulla presunta mala gestione dei beni sequestrati da parte della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo sotto la gestione di Silvana Saguto. Il 15 maggio 2015, rivolge un appello alla commissione nazionale antimafia[11], nel 2014, su sua richiesta, è stato ascoltato al tribunale di Caltanissetta anche se per Telejato, tale audizione "sembra essere scomparsa dagli atti oggi all'esame processuale"[12]. Il 25 giugno dello stesso anno, a seguito della sua attività di denuncia, Maniaci viene denunciato per stalking dall'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, ritenuto "il re degli amministratori giudiziari"[13]. Il 9 settembre 2015, Silvana Saguto, presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, il marito, l'ingegnere Lorenzo Caramma e l'avvocato Cappellano Seminara, vengono indagati per corruzione, induzione e abuso d'ufficio[14]. L'indagine, coordinata dalla Procura di Caltanissetta e condotta dalla sezione Nucleo Polizia tributaria della Guardia di Finanza, nasce dopo i servizi giornalistici trasmessi sul tg di Telejato[15], ai quali si interessa anche Matteo Viviani, inviato del programma televisivo di Mediaset Le Iene, che dedica al caso diversi servizi, intervistando anche Maniaci.

Alla conduzione del telegiornale di Telejato, Maniaci non risparmia attacchi nemmeno al latitante Matteo Messina Denaro, che chiama ironicamente Soldino: "Consegnati p.d.m., il tuo habitat naturale è all'interno delle patrie galere"[16]. Ad agosto 2017, diffonde a Partinico alcuni manifesti che ritraggono il boss travestito da donna, con la domanda: "Matteo dove sei?", e poco più sotto: "Secondo i magistrati il travestimento tra i boss mafiosi è più diffuso di quanto si pensi ed è uno stratagemma per scappare"[17].

Altri temi trattati dall'emittente sono quelli relativi alla gestione amministrativa, economia, degrado del clima politico, speculazioni sul territorio[18][19].

«In Italia si sta istituzionalizzando l'antimafia. Abbiamo il presidente antimafia, le associazioni antimafia, i politici antimafia ecc. Ma essere contro le mafie e le illegalità dovrebbe essere la normalità, dovrebbe essere nel cuore di ogni persona onesta. Dobbiamo tornare ad essere partigiani e amare questo Paese alla deriva!»

(Pino Maniaci)

Le aggressioni mafiose e le minacce[modifica | modifica wikitesto]

Pino Maniaci e la sua emittente hanno ricevuto molteplici minacce e attentati mafiosi. Tra i più gravi c'è il pestaggio subito da Maniaci in seguito all'abbattimento di cinque stalle abusive costruite a Partinico dalla famiglia mafiosa Vitale detta Fardazza[20], denunciate da Telejato, tanto che lo stesso Maniaci ha partecipato alla demolizione guidando personalmente una ruspa: Michele Vitale, figlio allora minorenne del boss Vito Vitale, il 30 gennaio del 2008 ha cercato di strozzare il giornalista con la sua stessa cravatta, senza successo grazie al doppio nodo[21]. L'aggressione ha però provocato a Maniaci diversi ematomi, fratture e la tumefazione dell'occhio destro[22]. L'indomani ha condotto il telegiornale mostrando in diretta i lividi visibili sul viso. Qualche giorno prima, aveva presentato il notiziario proprio dal sito in cui sorgevano le stalle: "quelle che per decenni sono state il simbolo del potere mafioso nel Partinicese, oggi, visto l'abbattimento, rappresentano l'inizio del riscatto degli onesti, il punto da cui ripartire".

Il 17 luglio del 2008 viene incendiata una delle auto dell'emittente parcheggiata sotto la sede della televisione[23]. Un episodio che si aggiunge alle altre minacce ricevute, dalle gomme tagliate, ai cavi dei freni manomessi, al parabrezza della macchina frantumato dai proiettili.

Pino Maniaci è sotto tutela da parte dei carabinieri[24].

Cittadini, organizzazioni sindacali, organizzazione laiche ed ecclesiali, associazioni (e tra queste l'associazione Rita Atria) hanno promosso l'iniziativa "Siamo tutti Pino Maniaci" in solidarietà a Pino Maniaci[25][26][27].

A ottobre 2010, Maniaci e i suoi familiari ricevono una lettera con minacce di morte: "Ci pensiamo noi a te e alla tua famiglia. La sentenza è stata emessa". In quel periodo, l'emittente stava conducendo un'inchiesta giornalistica sui beni confiscati alla mafia[28].

A settembre 2011, sui muri della città di Partinico sono apparse decine di frasi offensive e minacciose rivolte al giornalista, come "Hai rovinato questo paese", "Pino Maniaci w la mafia", "Sei lo schifo della terra", "Maniaci sei un figlio di..." e una bara disegnata accanto[29]. Poco tempo prima, il giornalista ha trovato un gatto con la testa schiacciata nel parcheggio a lui riservato[30].

Ad aprile 2012, Maniaci ha ricevuto l'ennesima lettera di minacce, recapitata presso la sede di Telejato[31].

Il 29 novembre 2014 è stata data alle fiamme la vecchia auto di Pino Maniaci[32][33], la stessa che compare anche nella puntata "Lo scassaminchia" del programma di MTV Il testimone.

Il 3 dicembre del 2014 sono stati ritrovati i suoi cani impiccati[34].

Il 12 agosto 2017, Pino Maniaci riceve minacce di morte su Facebook da parte di una pagina che inneggia a Nitto Santapaola[35] e ad altri boss mafiosi: "Giornalista di mer** la fine al posto di Fava dovevi farla tu"[36]. Il giornalista aveva denunciato la pagina nell'ambito di una sua campagna contro i contenuti sui social network a favore della criminalità organizzata, con la quale è riuscito a fare chiudere alcune pagine dedicate a Totò Riina e Matteo Messina Denaro[37][38][39].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Numerose testate e programmi televisivi di tutto il Mondo, hanno raccontato le battaglie dell'emittente Telejato e del giornalista Pino Maniaci, tra queste:

  • Nel 2008, Maniaci è stato ospite del programma di Rai 1 Unomattina[40];
  • Nel 2009 è stato due volte ospite del programma Sabato & Domenica in onda su Rai 1[41][42];
  • L'8 febbraio 2010, Pif racconta la storia di Pino Maniaci e di Telejato nella prima puntata della terza stagione del programma Il testimone, su MTV[43];
  • Il 2 maggio 2011, va in onda su France 3, canale televisivo francese, un servizio sull'attività giornalistica di Pino Maniaci[44];
  • Il 6 ottobre 2011, la BBC dedica un reportage a Telejato[45];
  • Il 13 ottobre 2011, va in onda sul programma di Rai 2 I nuovi mille, un'intervista fatta a Pino Maniaci e alla figlia Letizia[46];
  • Il 9 ottobre 2012, il programma Cristina Parodi Live di La7 dedica un servizio a Telejato e ospita in studio Maniaci[47];
  • Il 4 dicembre 2014 è ospite in collegamento da Partinico del programma di La7 Announo[48];
  • Il 14 maggio 2015 viene intervistato da Matteo Viviani, inviato de Le Iene, nell'ambito del servizio "Il lato oscuro dell'antimafia"[49];
  • Il 25 agosto 2015, va in onda sull'emittente televisiva internazionale Al Jazeera, un servizio su Telejato e Pino Maniaci[50];
  • Il 1º novembre 2015 è ospite in studio del talk show Open Space, in onda su Italia 1[51];
  • Il 6 novembre 2015 viene trasmesso sulla televisione britannica Channel 4, nel programma Unreported World, un documentario sulla storia di Maniaci dal titolo "Mafia hunter"[52];
  • Il 30 gennaio 2016, il docu-reality Cose nostre, in onda in seconda serata su Rai 1, dedica la quarta puntata al "Giornalismo antimafia di Pino Maniaci"[53];
  • Il 22 febbraio 2016, è ospite in studio del programma televisivo Pane quotidiano, in onda su Rai 3[54];
  • Il 29 marzo 2016, va in onda sul canale televisivo Belga Canvas il documentario "Kleine helden", che vede tra i protagonisti il giornalista Pino Maniaci[55];
  • Il 12 aprile 2016, sul canale televisivo australiano ABC va in onda il documentario "Mafia hunter" dedicato all'attività di Maniaci. Nel 2017, verrà trasmesso anche su Netflix[56];
  • Il 28 aprile 2016 viene intervistato nuovamente dal programma di Mediaset Le Iene[57];
  • Il 26 dicembre 2016, è protagonista di un reportage della CNN, emittente televisiva statunitense[58];
  • Il 5 settembre 2017, viene trasmesso in seconda serata su Rai 3, il film Belluscone - Una storia siciliana, prodotto nel 2014, che vede nel cast anche la presenza di Maniaci[59]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Esercizio abusivo della professione di giornalista[modifica | modifica wikitesto]

Maniaci, non essendo iscritto all'ordine dei giornalisti, il 30 marzo 2009 è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Partinico per esercizio abusivo della professione di giornalista[60], nonostante il 10 luglio 2008 fosse già stato assolto con formula piena in un altro processo per la stessa accusa, perché il fatto non sussisteva[61]. Il 4 maggio 2009 Maniaci ha richiesto l'iscrizione come giornalista pubblicista nell'albo dei giornalisti,[62][63] iscrizione che gli viene concessa il 30 maggio di quell'anno[64], cosa che gli permette di essere il conduttore del Tg. Il 26 giugno 2009 viene quindi assolto.[65]

L'inchiesta per estorsione[modifica | modifica wikitesto]

«Pago le mie denunce contro Silvana Saguto e la sua gestione della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Basta leggere le intercettazioni per capirlo: era lei a sollecitare che si indagasse su di me»

(Pino Maniaci[66])

A seguito di intercettazioni, Pino Maniaci il 22 aprile 2016 è stato accusato di estorsione semplice ai danni di due amministratori comunali.[67] Per questo il 4 maggio dello stesso anno gli è stato notificato il divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani.

Maniaci ha scritto una lettera ai colleghi giornalisti accusandoli di essere "porgitori di microfono"[68].

Per Salvo Vitale "la motivazione strisciante di tutto quello che è successo sarà stata presa un po' più in alto, da parte di qualcuno che ha ritenuto essere arrivato il tempo di chiudere un'emittente anomala che non sa stare in linea con il modo di agire delle altre emittenti"[69]. Pare che l'inchiesta sui beni sequestrati condotta da Telejato abbia infastidito i membri del cosiddetto "cerchio magico" di Silvana Saguto, ex Presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, oggi accusata di corruzione, induzione, abuso d'ufficio. In una intercettazione, l'ex giudice parla della TV di Partinico, Telejato, con l'ex Prefetto Cannizzo, che le chiede "che tempi abbiamo". La risposta: "Appunto, quello dice: ha le ore contate" - riferendosi proprio a Pino Maniaci. E il 14 maggio la Saguto dichiara in un'altra conversazione privata resa pubblica dagli inquirenti: "Se questi si spicciassero noi non avremmo bisogno di fare niente"[70].

Al sindaco di Borgetto (PA), Maniaci avrebbe estorto 366 euro, cifra che, secondo il giornalista, farebbe riferimento al costo della pubblicità del negozio della moglie del primo cittadino, sull'emittente Telejato, IVA compresa. Il 2 maggio 2017 il Comune di Borgetto viene sciolto per mafia[71], Antonio Ingroia, legale assieme a Bartolo Parrino di Pino Maniaci, dichiara: "Lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del Comune di Borgetto conferma che Pino Maniaci aveva ragione sulle collusioni con Cosa nostra all’interno dell’Amministrazione e rappresenta un’ulteriore dimostrazione del fatto che non è e non è mai stato un estortore. La banale verità – aggiunge l’ex pm – è che Pino è un giornalista bravo, che sa trovare le notizie, e che nel caso del sindaco di Borgetto ha semplicemente pensato bene di avvisarlo affinché facesse pulizia all’interno del suo Comune, liberandosi di quelle presenze mafiose che hanno portato poi allo scioglimento. Pino non ha commesso alcun reato, tanto più che poi la linea del suo tg non è affatto cambiata. Chissà come mai – conclude – quando la stessa cosa le fanno certi giornalisti vengono celebrati come grandi firme, esempio di impegno civile, se la fa invece Pino Maniaci va a processo per estorsione"[72].

Ingroia, inoltre, afferma che l'indagine su Maniaci è stata sollecitata da Silvana Saguto[73].

Il 4 ottobre 2017, il tribunale condivide la tesi della difesa, secondo la quale non c'è nessun nesso tra le accuse rivolte al giornalista e quelle contestate agli altri imputati che rispondono, a vario titolo, di estorsione aggravata e associazione mafiosa. Maniaci è stato dunque stralciato dall'operazione Kelevra e affidato a un giudice monocratico[74][75].

La denuncia per diffamazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 aprile 2016, sul blog di Telejato "Una voce della Sicilia", viene pubblicato un articolo firmato da Salvo Vitale, in cui si farebbe riferimento al presunto interesse della presidente della Corte dei conti Luciana Savagnone, per fare lavorare il genero presso l'emittente Trm, a quel tempo affidata a Walter Virga (figlio di Tommaso, presidente della seconda sezione penale del Tribunale di Palermo) da parte della sezione Misure di prevenzione di Palermo allora presieduta da Silvana Saguto, oggi indagata per corruzione, induzione e abuso d'ufficio. Savagnone ha fatto causa per diffamazione e nel settembre 2018, Maniaci, Vitale e Riccardo Orioles, direttore responsabile di Telejato, sono stati riconosciuti colpevoli e condannati al pagamento di una multa di 15.000 euro[76].

I giornalisti, tramite il blog dell'emittente, si difendono: "La cosa avrebbe potuto essere risolta con una stretta di mano e invece l'alto magistrato ha preferito continuare nell'iter giudiziario, senza che sia stata notificata, da allora alcuna udienza o che ci sia stata data l'opportunità di far valere le nostre ragioni in tribunale. Si è arrivati così a un processo fantasma e a una sentenza fantasma con la condanna di Pino Maniaci, di Salvo Vitale, estensore dell'articolo, e di Riccardo Orioles, colpevole, in quanto direttore, di non avere esercitato il controllo sulla veridicità della notizia. Naturalmente cercheremo di riportare i fantasmi in terra e di andare in appello, oppure di chiedere l'annullamento della sentenza, ove se ne riscontrassero gli elementi"[77].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mattia Bergamini, Telejato: una televisione antimafia, su Cafébabel. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  2. ^ Il Tg contro la mafia, su TPI, 27 luglio 2015. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  3. ^ Telejato sopravvive allo switch off: passa al digitale in sinergia con altre tv - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2012. URL consultato il 22 novembre 2018.
  4. ^ Stage a Telejunior, su telejato.it.
  5. ^ Super User, Telejato e Telejunior, le tv senza paura più forti delle minacce, in Antimafia Duemila. URL consultato il 22 novembre 2018.
  6. ^ [http://www.peppinoimpastato.com/visualizza.asp?val=82 Manifestazione-fiaccolata a Partinico Venerd� 14 Maggio alle 20..], su www.peppinoimpastato.com. URL consultato il 3 gennaio 2019.
  7. ^ DISTILLERIA BERTOLINO: Una storia siciliana..., su www.peppinoimpastato.com. URL consultato il 3 gennaio 2019.
  8. ^ “Caso Saguto, tutti sapevano ma avevano paura”. Intervista a Pino Maniaci, su I Siciliani giovani, 10 ottobre 2015. URL consultato il 3 gennaio 2019.
  9. ^ Maniaci PinoManiaci Pino, su Festival Internazionale del Giornalismo/. URL consultato il 14 febbraio 2019.
  10. ^ «Non è un lavoro per chiwawa», su MeridioNews. URL consultato il 14 febbraio 2019.
  11. ^ L’appello di Pino Maniaci alla commissione nazionale antimafia | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
  12. ^ Il processo Saguto: Telejato non c’entra, dice Lo Voi, e invece gli altri magistrati dicono sì | Telejato, su telejato.it. URL consultato il 10 gennaio 2019.
  13. ^ Pino Maniaci denunciato per stalking da Cappellano Seminara | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
  14. ^ Inchiesta sulla gestione dei beni confiscati, indagati il presidente Saguto e l'avvocato Cappellano Seminara, in Repubblica.it, 9 settembre 2015. URL consultato il 17 novembre 2018.
  15. ^ Indagata la Saguto, il marito e Cappellano Seminara. Il triangolo no…non l’avevo considerato | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
  16. ^ Il "re dei pdm" compie 54 anni, su facebook.com.
  17. ^ Messina Denaro drag queen a Partinico, su facebook.com.
  18. ^ Famiglia Cristiana, Anno LXXVIII n.31 - 3 agosto 2008, art. Telecamere contro la Piovra, di Pietro Scaglione
  19. ^ Telejato Storia di un'antenna, 3 aprile 2006
  20. ^ "Addio alle stalle dei Vitale-Fardazza"
  21. ^ "Pestato Pino Maniaci di Telejato"[collegamento interrotto]
  22. ^ FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana, FNSI - Palermo: giornalista di una tv locale aggredito dal figlio del boss mafioso Vitale Siddi:, in FNSI - Palermo: giornalista di una tv locale aggredito dal figlio del boss mafioso Vitale Siddi:. URL consultato il 21 novembre 2018.
  23. ^ In fiamme auto di giornalista Ancora una minaccia della mafia - cronaca - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 21 novembre 2018.
  24. ^ In fiamme auto di giornalista. Ancora una minaccia della mafia La Repubblica
  25. ^ Comunicato stampa[collegamento interrotto]
  26. ^ "Siamo tutti Pino Maniaci" Archiviato il 27 luglio 2008 in Internet Archive.
  27. ^ Telejato, ultimatum Giugno 2012: Pino Maniaci a RaiNews Archiviato l'8 gennaio 2012 in Internet Archive.
  28. ^ Nuove gravissime minacce a Pino Maniaci e Telejato - 19luglio1992.com, in 19luglio1992.com, 20 ottobre 2010. URL consultato il 21 novembre 2018.
  29. ^ Insulti e minacce di morte a Maniaci Su un muro la scritta: “W la Mafia”, in PalermoToday. URL consultato il 21 novembre 2018.
  30. ^ Minacce di morte a Pino Maniaci. "A Partinico il clima è molto teso", su livesicilia.it.
  31. ^ Super User, “Lascia Partinico”, ennesima lettera di minaccia a Pino Maniaci, in Antimafia Duemila. URL consultato il 21 novembre 2018.
  32. ^ Data alle fiamme la vecchia auto di Pino Maniaci | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 27 novembre 2018.
  33. ^ Bruciata un'auto al direttore di Telejato, in Repubblica.it, 29 novembre 2014. URL consultato il 27 novembre 2018.
  34. ^ Pino Maniaci, nuova intimidazione al direttore di Telejato: impiccati i due cani - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2014. URL consultato il 27 novembre 2018.
  35. ^ Pino Maniaci, su www.facebook.com. URL consultato il 27 novembre 2018.
  36. ^ Cybermafiosi - Minacce su Facebook a Pino Maniaci, in I Siciliani giovani, 12 agosto 2017. URL consultato il 27 novembre 2018.
  37. ^ Siamo riusciti a far chiudere anche la pagina dedicata a Totò Riina con oltre 40mila "Mi piace", su facebook.com.
  38. ^ Doppia vittoria, Facebook ha eliminato anche la pagina "Totò R la storia 2", su facebook.com.
  39. ^ Facebook ha rimosso la pagina "Matteo Messina Denaro l'ultimo padrino di Cosa Nostra", su facebook.com.
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  46. ^ Telejato su RaiDue - Letizia e Pino Maniaci a "I nuovi mille", in TVBlog.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
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  51. ^ Le Iene presentano Openspace: "La mia terra ha bisogno di giornalisti missionari | extra | Mediaset Play. URL consultato il 17 novembre 2018.
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  60. ^ A giudizio perché abusivo il direttore antimafia di Telejato, in Corriere della Sera.
  61. ^ Pino Maniaci ospite di RadioStreet Messina a "La Trasmissione di Morelli" Archiviato l'8 aprile 2009 in Internet Archive.
  62. ^ http://stampalibera.it/2009/05/il-caso-dellabusivo-pino-maniaci-lettera-allordine-dei-giornalisti-di-sebastiano-gulisano/
  63. ^ Ordine dei Giornalisti, delibera su Pino Maniaci[collegamento interrotto]
  64. ^ http://salvagente.acmos.net/il-tesserino-di-giornalista-a-pino-maniaci/
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  66. ^ Ansa, Maniaci, contro di me vendetta per caso Saguto, su ansa.it.
  67. ^ “Meno attacchi in cambio di soldi”: indagato a Palermo paladino della tv antimafia, su Repubblica.it, 22 aprile 2016. URL consultato il 4 maggio 2016.
  68. ^ Lettera aperta di Pino Maniaci ai colleghi giornalisti | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  69. ^ Caso Maniaci, l’operazione Kelevra e i suoi risvolti | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  70. ^ Saguto e Cannizzo contro Pino Maniaci. La replica dell’avvocato Parrino | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  71. ^ Borgetto: sciolto il comune per mafia. Era ora | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  72. ^ Comune di Borgetto sciolto per mafia, Ingroia: “Conferma che Pino Maniaci non ha mai estorto” | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  73. ^ "L'indagine su Pino Maniaci sollecitata dalla Saguto", su Live Sicilia. URL consultato il 10 gennaio 2019.
  74. ^ Pino Maniaci esce dall’operazione Kelevra: sarà giudicato da un giudice monocratico | Telejato, su www.telejato.it. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  75. ^ Pino Maniaci esce dall’operazione Kelevra, su facebook.com.
  76. ^ amduemila-1, Condannati per danno all'immagine Maniaci, Vitale e Orioles di Telejato, su Antimafia Duemila. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  77. ^ Condannati per danno all’immagine Maniaci, Vitale e Orioles di Telejato | Telejato, su telejato.it. URL consultato il 4 gennaio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Letizia Maniaci, Mai chiudere gli occhi. Una giovanissima telegiornalista in prima linea contro la mafia, Rizzoli, 2009, ISBN 9788817030779.
  • Santina Giannone, Salvo Ognibene e Massimiliano Perna, Pino Maniaci, Caracò, 2014, ISBN 9788897567813.
    «C'è una storia che Pino racconta sempre, riguarda il doppio nodo della sua cravatta. Un doppio nodo che ogni giorno gli ricorda chi e cosa vuole lottare».

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