Soave superiore

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Soave Superiore
Dettagli
StatoItalia Italia
Resa (uva/ettaro)70 q
Resa massima dell'uva70,0%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
10,5%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
11,5%
Estratto secco
netto minimo
15,0‰
Riconoscimento
TipoDOCG
Istituito con
decreto del
2001  
Gazzetta Ufficiale del2001
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il Soave Superiore è un vino bianco DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Verona, e precisamente nella zona collinare di parte dei comuni di Soave, Monteforte d'Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Illasi e Lavagno.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • colore: giallo paglierino tendente a volte al verdognolo.
  • odore: vinoso con caratteristico profumo intenso e delicato.
  • sapore: asciutto, di medio corpo e armonico, leggermente amarognolo.

Alcol minimo 12% al consumo con estratto secco netto minimo di 20 g/l. Gli zuccheri residui non devono superare i 6 g/l. Per le tipologie riserva la gradazione sale a 12.5 e gli altri parametri restano immutati.

Disciplinare di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La base ampelografica rimane quella storica del Soave con almeno il 70% di Garganega: è consentito l'impiego, fino ad un massimo del 30%, di Trebbiano di Soave, Chardonnay e Pinot Bianco, mentre viene escluso il Trebbiano Toscano, che prima era consentito sino al 15%. La DOCG per il Soave Superiore è relativamente giovane, arrivata col D.M. del 29 ottobre 2001. Nuove regole anche per gli impianti: i vigneti nuovi dovranno essere solo a parete (Guyot e cordone speronato) con almeno 4000 piante per ettaro, mentre tra quelli piantati prima del 2002, sono ammesse spalliere, pergolette inclinate e la pergoletta veronese mono o bilaterale. La resa è ridotta a 70 ettolitri/ettaro, e il vino in bottiglia ha una gradazione minima di 12 gradi alcool (12,5 per le tipologie riserva) ed un importante estratto netto di 20 grammi per litro. In tema di maturazione il Soave DOCG è messo al consumo solo dal 1º settembre dell'anno successivo alla vendemmia e previo affinamento in bottiglia per almeno tre mesi così da salvaguardarne le caratteristiche di maturità e complessità. Per i vini affinati almeno due anni è prevista l'introduzione della tipologia Riserva. Da questo vino ci si aspetta il massimo del Soave. Dunque non solo freschezza ma anche una ottima capacità evolutiva, anche dieci anni nelle annate migliori. È indispensabile una zona di alto livello, una resa tenuta decisamente sotto controllo. Ciò non significa un cruento abbassamento della produzione, piuttosto un rendimento della vite che viva in perfetto equilibrio con la collina e con la sua vocazione vigorosa. Ogni grande bianco non può essere pronto in pochi mesi, dunque un altro aspetto essenziale è la conservazione sulle fecce per alcuni mesi prima dell'imbottigliamento e della messa in commercio. In questa fase il vino rivendica il suo vero carattere, lo assimila, si stabilizza, è possibile che compia la fermentazione malolattica, e dunque la sua fisionomia si fa più sfaccettata ed interessante. Il colore sarà più intenso pur mantenendo la brillantezza che un bianco giovanile deve possedere; i profumi saranno più profondi, non conta tanto l'ampiezza, la Garganega non è infatti un vitigno con uno spettro degno dei grandi vitigni aromatici, quanto la sua capacità di cambiare durante l'assaggio e nel tempo, il vino deve essere inesauribile. In tema di maturazione il Soave DOCG potrà essere messo al consumo solo dal 31 marzo dell'anno successivo alla vendemmia e previo affinamento in bottiglia per almeno tre mesi così da salvaguardarne le caratteristiche di maturità e complessità. Per i vini affinati almeno due anni è prevista l'introduzione della tipologia Riserva.

Zona di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La zona di produzione è limitata all'area collinare di parte dei comuni di Soave, Monteforte d'Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Illasi e Lavagno. Il Soave Superiore diventa "Classico" se viene prodotto nella zona storica, cioè nella fascia collinare dei comuni di Soave e Monteforte d'Alpone.

Abbinamenti gastronomici[modifica | modifica wikitesto]

Il Soave permette di valorizzare i profumi e i sapori dei prodotti del territorio. Da sempre, nelle terre del Soave, il primo piatto è la minestra: o di verdure (minestrone), con l'aggiunta di fagioli, o il pamojo o la panà, che era pane bollito [1] e condito con un filo d'olio di oliva, o il riso con le verdure e cioè con le verze, con il cavolo cappuccio, con i piselli (risi e bisi), con il sedano rapa.
La pasta fatta in casa, tagliatelle (taiadele in brodo coi fegatini) e lasagnette, era il piatto della domenica che si accompagnava alla gallina e al manzo lessato abbinato alle salse, quali la pearà fatta col pane raffermo e il formaggio, il cren (radice di rafano tritata). Il vino Soave si accompagna inoltre ai bigoli fatti al torchio con farina di grano tenero e conditi con le sarde sotto sale, piatto di rigore in Quaresima [2], [3]. In primavera è usanza comune utilizzare gli asparagi selvatici (le sparasine), i germogli del luppolo (i bruscandoli), le ortiche e molte altre varietà come ingredienti per arricchire zuppe, secondi piatti, uova. Il piatto della tradizione pasquale è il capretto al forno [4], a fuoco lentissimo ed insaporito con il Soave. Il Soave si accompagna con le lumache, chiamate localmente bogoni, con le ostriche, sia crude che gratinate con latterini, e salmone. Antipasti:

Primi piatti di pasta, zuppe di pesce:

Secondi piatti di carne:

Secondi piatti di pesce:

Contorni:

Formaggi:

Dolci:

Fast food:

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Provincia, stagione, volume in ettolitri

  • Verona (1990/91) 8420,61

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pane bollito con rimasugli di pane. Petit chef. Primi piatti.
  2. ^ Cibo e feste religiose. Taccuini storici.
  3. ^ Quaresima e mangiar di magro. Taccuini storici. Dieta.
  4. ^ Capretto al forno. Ricettario. Secondi Piatti. Carne.
  5. ^ Acciughe al verde. Giallo zafferano. Sapori d'Italia. Piemonte. Ricetta.
  6. ^ Bollitura. Benessere. Alimentazione. Scuola.
  7. ^ Sogliola alla mugnaia. Giallo zafferano. Sapore di mare. Secondi piatti.
  8. ^ Carciofi fritti alla senape. Giallo zafferano. Portate. Verdure e contorni.
  9. ^ Melanzane impanate e fritte. Il cuore in pentola.
  10. ^ Frittelle di zucchine trombetta e suoi fiori. Giallo zafferano. Portate. Verdure e contorni.
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