Carmignano (vino)

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Carmignano
Dettagli
Stato Italia Italia
Resa (uva/ettaro) 8,0 t
Resa massima dell'uva 70%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
12,0%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
12,5%
Estratto secco
netto minimo
22,0 g/l
Riconoscimento
Tipo DOCG
Istituito con
decreto del
30/11/11  
Gazzetta Ufficiale del
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il Carmignano è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG)[1] prodotto in Toscana, nella fascia collinare tra i 250 ed i 400 m s.l.m dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano in Provincia di Prato.[2]

Vitigni con cui è consentito produrlo[modifica | modifica sorgente]

Tecniche di produzione[modifica | modifica sorgente]

I vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:

  • terreni: derivati da calcari marnosi di tipo alberese e scisti argillosi (eocene) e arenarie (oligocene)
  • giacitura: esclusivamente collinare;
  • altitudine: non superiore a 400 metri s.l.m.
  • esposizione: esclusione per i nuovi impianti, del versante nord.

Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 3 500 ceppi/ha.

È vietata ogni pratica di forzatura.

È consentita l'irrigazione di soccorso.

Richiede un invecchiamento almeno fino al 1º giugno del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve. Il periodo di invecchiamento di cui sopra deve essere effettuato in botti di rovere e/o di castagno, per almeno otto mesi.

Tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, debbono essere effettuate nella zona DOCG.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica sorgente]

  • colore: rubino vivace, intenso, tendente al granato con l'invecchiamento;
  • odore: vinoso con profumo intenso, anche di mammola, e con più pronunciato carattere di finezza per l'invecchiamento;
  • sapore: asciutto, sapido, pieno, armonico, morbido e vellutato;

Informazioni sulla zona geografica[modifica | modifica sorgente]

La zona geografica delimitata si trova all'interno della piccola catena del Montalbano, che da Serravalle Pistoiese giunge a strapiombo sull'Arno a sud di Artimino, ed è costituita da un tratto di una ruga appenninica. Ha quindi un andamento Nord-Ovest-Sud-Est e il suo nucleo è di "macigno", la nota formazione di arenarie gradate quarzoso-feldspatiche di età oligocenica. A tale formazione si sovrappone, per largo tratto nel versante che guarda Nord¬Est, il complesso caotico delle argille scagliose costituito da scisti argillosi di vario colore inglobanti blocchi di calcari, arenarie e talora brecce ofiolitiche. Inoltre affiorano a Nord e a Sud di Carmignano, su vasta area, notevoli lembi di "alberese" (calcare marnoso biancastro a frattura concoide). La piccola catena non raggiunge quote elevate culminando con il Poggio al Ciliegio a 611 metri s.l.m. La morfologia alquanto aspra e rupestre dove dominano le arenarie si fa invece più dolce e ondulata dove prevalgono gli scisti argillosi e i calcari marnosi. Le incisioni dei torrenti sono tuttavia assai profonde e, di conseguenza, si sono formati dei lunghi costoloni con belle e aperte pendici. Tali costoloni si protendono in varie direzioni e separano le vallette che scendono dal Montalbano alla pianura pistoiese- fiorentina che giace a 40-50 metri s.l.m. ed è solcata dall'Ombrone pistoiese. Gran parte delle pendici a cui si accennava, oltre ad avere favorevole esposizione e giacitura, sono poste a quote relativamente modeste. Ben soleggiate, di rado superano i trecento metri. Questo favorisce un lungo periodo vegetativo della vite, permette di immagazzinare calore nel terreno e permette una maturazione regolare e completa delle uve nelle annate meno favorevoli. I suoli, che derivano dalle precedentemente menzionate formazioni geologiche, hanno caratteristiche assai diverse secondo il substrato, ma possiedono alcune proprietà comuni che risultano favorevoli ad un equilibrato sviluppo della vite. Sono terreni a libero drenaggio senza intasamenti o stagnazione idrica. Di conseguenza sono ben areati, caldi e permettono una buona e pronta ripresa vegetativa in primavera. I suoli che derivano dalle arenarie sono sciolti, franco-sabbiosi, subacidi e ben provvisti di potassio. I terreni che derivano dal complesso argilloso e dai calcari marnosi hanno tessitura fine, franco-argillosa o argillosa, ma la presenza di calcio e di ossidi di ferro favoriscono una buona aggregazione, di notevole stabilità. Di reazione neutra o subalcalina, a complesso di scambio quasi saturo, ben provvisti di calcio e discretamente di fosforo, hanno una buona capacità idrica di ritenuta e resistono quindi a prolungati periodi di siccità. L'apertura della collina di Carmignano sulla grande pianura Firenze-Pistoia favorisce l'insolazione e la ventilazione e la vicinanza dell'Appennino e i venti freschi, che spesso temperano le notti estive, determinano un'ottima escursione termica. La piovosità media annua è inferiore ai mille millimetri: è evidente qui l'influenza della catena dell'alto Appennino Emiliano-Pistoiese. La maggior parte delle precipitazioni si hanno in autunno ed in inverno, ma tendenzialmente si ha un buon apporto idrico anche in estate e questo concorre ad una buona maturazione delle uve. La tipologia dei terreni rende il territorio di Carmignano particolarmente vocato per la coltivazione della vite; il clima si diversifica da quello delle zone limitrofe per una maggiore abbondanza delle precipitazioni estive. Inoltre, l'intera area di produzione del Carmignano presenta una notevole luminosità per effetto dell'orientamento delle pendici e della presenza dell'ampia pianura su cui si affaccia. Le formazioni montuose contribuiscono a creare questo particolare ambiente climatico. Tutti questi fattori concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive della pianta. Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad una viticoltura di qualità. Il territorio del Carmignano permette una maturazione precoce delle uve che facilita la costanza qualitativa in tutte le annate. Il lungo periodo vegetativo, le elevate escursioni termiche, la ventilazione dei pendii, le precipitazioni ben distribuite anche nel periodo estivo hanno permesso di perfezionare, nel corso dei secoli, una serie di pratiche agronomiche ed enologiche volte alla produzione di un vino rosso da invecchiamento strutturato e al tempo stesso elegante ed armonico con un bouquet fine ed intenso[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il Carmignano è uno dei vini più antichi d'Italia.

A Carmignano si produceva vino fin dall’epoca etrusca, come testimonia il ritrovamento di vasi di vino all'interno di alcune tombe etrusche sul Monte Albano.

Nell'Archivio di Stato di Firenze è stato rinvenuto un contratto di affitto datato 804 che documenta come a Capezzana, nel comune di Carmignano, venissero coltivati olivi e viti per la produzione dell'olio e del vino.

La prima documentazione scritta in cui appare il nome di un vino Carmignano risale al 1396; si tratta di un documento in cui un notaio di Carmignano, Ser Lapo Mazzei, comunica ad un mercante di Prato, Marco Datini, di aver ordinato per la sua cantina quindici some di vino Charmignano pagandolo "16 lire la soma", un prezzo quattro volte superiore a quello dei vini della zona (il che ne dimostrava le superiori qualità).

Nel XVII secolo il vino Carmignano viene citato anche dal poeta Francesco Redi, il quale nell'opera "Bacco in Toscana" ne esalta le qualità: ma se Giara io prendo in mano / di brillante Carmignano, / così grato in sen mi piove, / ch'ambrosia e nettar non invidio a Giove. / Or questo, che stillò all'uve brune / di vigne sassosissime Toscane / bevi, Arianna, e tien da lui lontane / le chiomazzurre Naiadi importune / che saria / gran follia / e bruttissimo peccato / bevere il Carmignan quando è innacquato.

La regione del Carmignano è stata la prima DOC in Toscana ad usare il blend Cabernet Sauvignon (nella foto) e Sangiovese.

Il Carmignano può essere considerato il progenitore dei cosiddetti vini Super tuscan (grandi vini toscani ottenuti aggiungendo al Sangiovese vitigni internazionali quali il Cabernet-Sauvignon o il Merlot); di fatto già dal 1600 per la sua produzione si usava aggiungere al Sangioveto il Sauvignon, vitigno importato dalla Francia dai Medici (ed ancor oggi chiamato nella zona uva Francesca, cioè proveniente dalla Francia).

L'editto del 1716 di Cosimo III de' Medici, Granduca di Toscana, dette riconoscimento legale al vino del Carmignano.

La zona di produzione del Carmignano è stata definita fin dal 1716; infatti il 24 settembre di quell'anno a Firenze il Granduca Cosimo III de' Medici emanò il Bando Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d'Arno di Sopra, nel quale venivano specificati i confini delle zone entro le quali potevano essere prodotti i vini citati (in pratica una vera e propria anticipazione del concetto di Denominazione di Origine Controllata). Due mesi prima, il 18 luglio 1716, era uscito un bando che istituiva una Congregazione che avrebbe dovuto controllare i vini “che sono commessi per navigare” cioè adatti a viaggiare per mare (Carmignano, Pomino, Chianti e Valdarno di sopra). La Congregazione doveva vigilare che essi non fossero manomessi e adulterati durante il viaggio. Quei vini erano infatti considerati importanti per il “decoro della Nazione”. Sulla capacità del Carmignano a viaggiare troviamo altre informazioni: Lorenzo Biancardi di Livorno spedisce in data 31 marzo 1714, a mezzo nave olandese, diversi barili di vino Carmignano in Inghilterra e a Malta.

Targioni Tozzetti, nel 1774, parla per la zona di Carmignano di "vini e olii ottimi, annoverati tra i migliori della Toscana". Nel 1843 Emanuele Repetti scrive che nel territorio di Carmignano prosperano "quelle viti che forniscono il brillante Carmignano, uno dei migliori e più ricercati vini della Toscana”. Inoltre ”l’area è propizia anche all'ulivo ed a molte altre frutta delicate. Infatti la seconda risorsa de' possidenti di questo suolo consiste nell'olio, delle cui piante sono coperti i colli e le più umili pendici del monte"

L'Amati, nel suo "Dizionario geografico dell'Italia" (1870) raccomanda, fra gli altri vini, il Carmignano "squisito". Il Cusmano (1889) nel "Dizionario metodico-alfabetico di viticoltura ed enologia" cita il Carmignano tra i vini migliori prodotti in Toscana. Il Palgiani (1891) nel "Supplemento alla VI edizione della "Enciclopedia Italiana" afferma, alla voce "Carmignano" "....tra il territorio bagnato dall'Arno e dall'Ombrone produce vini squisiti, dei migliori della Toscana".[1]

Etichetta di una bottiglia di Carmignano del 1925.

Nel 1932 il vino prodotto nella zona di Carmignano venne incluso nella zona di produzione dei vini del Chianti e successivamente (1967) venne compreso nella omonima Denominazione di Origine Controllata (DOC) come Chianti della sottozona Montalbano.

Tale classificazione comportò una perdita delle caratteristiche originali, e quindi della qualità, del vino prodotto (in quanto il disciplinare non consentiva l'uso del vitigno Cabernet); fu solo con il D.P.R. 28 aprile 1975 che al vino Carmignano venne riconosciuta un'autonoma Denominazione di Origine Controllata.

Precedentemente all'attuale disciplinare questo vino è stato riconosciuto DOC con DPR 28.04.75 (G.U. 222-21.8.75) modificata con Dpr 13.10.82, successivamente è stato riconosciuto DOCG con DPR 20.10.1990 (G.U. 59 - 11.03.1991), modificata con DM 09.07.1998 (G.U. 172 - 25.07.1998), di nuovo modificata con DM 30.11.2011 (Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP)[1]

Secondo il disciplinare del 1990 il " Carmignano" risultava un vino ottenuto dalla fermentazione delle seguenti uve:

E con le seguenti caratteristiche:

  • resa_uva=100 q
  • resa_vino=70,0%
  • titolo_uva=11,0%
  • titolo_vino=12,5%
  • estratto_secco=22,0‰
  • colore: rubino vivace, intenso, tendente al granato con l'invecchiamento
  • odore: vinoso con profumo intenso, anche di mammola, e con più pronunciato carattere di finezza per l'invecchiamento
  • sapore: asciutto, sapido, pieno, armonico, morbido e vellutato.
  • invecchiamento almeno fino al 1º giugno del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve. (o fino al 29 settembre, giorno di San Michele Arcangelo e festa di Carmignano, del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve, per la qualificazione aggiuntiva riserva).
  • Il periodo di invecchiamento era previsto in botti di rovere o di castagno, per almeno otto mesi per il Carmignano e per almeno dodici mesi per il Carmignano tipologia riserva.

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica sorgente]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Tra le aziende storiche del Carmignano DOCG si annoverano:

  • Tenuta Le Farnete
  • Tenuta di Capezzana
  • Fattoria di Artimino
  • Piaggia
  • Fattoria di Bacchereto
  • Fattoria Ambra

Il Carmignano docg rappresenta la docg più piccola d'Italia con una superficie vitata totale di circa 220 ettari.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Disciplinare di produzione
  2. ^ Vedi mappa dei terreni del Carmignano DOCG sul sito agraria.org

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]